Victorio

A cura di Josephine Basile

VictorioVictorio ebbe fama tra i suoi contemporanei, amici e nemici, come valoroso capo degli Apache Mimbres, appartenenti alla famiglia dei Chiricahua. Nacque nel 1825 in tempi in cui ancora la vita degli Apache scorreva lungo binari certamente difficili, ma ancora accettabili, tra lotte con altre tribù indiane e Messicani. I tempi, però mutarono molto presto e già dagli anni ’50 del secolo XIX gli Apache furono impegnati sul fronte della dura sopravvivenza, stretti tra l’invasione incontrollabile dei coloni bianchi e la voglia di rivalsa dei Messicani, sempre in caccia di scalpi e ben disposti a pagarli pur di avere la conferma della morte di più Apache possibile.
Dai diversi censimenti risulta che Victorio ebbe una sola moglie – il cui nome non è conosciuto – e 5 figli, 3 dei quali morirono durante il corso delle sue guerre. Si conosce il nome dell’ultimo figlio ucciso – qualche mese prima della disfatta di ottobre a Tres Castillos – un giovane e focoso guerriero chiamato Washington. Leggi il resto

Le guerre degli Apache


Geronimo alla guida degli Apache – clicca per INGRANDIRE

Il popolo Apache (il cui termine pare certo che derivi direttamente dalla parola in lingua zuni “Apachu” che significava semplicemente “nemico”) è una nazione indiana dell’area sud occidentale degli Stati Uniti. Mentre tutti li chiamavano Apache, loro, come molte altre tribù, si riferivano a sé stessi con il nome Inde o Nde (ossia, pragmaticamente, “il popolo”). Originariamente gli Apache erano divisi in sei gruppi regionali, ognuno di questi era a sua volta composto da numerose bande locali. Leggi il resto

Chihuahua e Ulzana, Cosacchi della Sierra Madre

A cura di Anna Maria Paoluzzi. Articolo di Anton Nikonov

Le note sono raccolte a pagina 5. La bibliografia a pag. 6.

Poche sono le personalità importanti delle guerre Apache a cui non siano stati dedicati studi esaustivi dalla storiografia americana. Tra questi personaggi possiamo ricordare i leader dei White Mountain Apache Diablo e Pedro, gli scout (sergenti) Apache Alchise e Chato e i capi Chiricahua Loco, Nana e Kahtennay. Gli studiosi hanno anche trascurato – a mio avviso ingiustamente – altri due leader Chiricahua che ebbero un ruolo importante nella “Campagna di Geronimo”, ma finirono per essere messi in ombra da Geronimo stesso: il capo Chihuahua e il suo compagno Ulzana, meglio noto agli americani come Josanie. Lo scopo del presente articolo è colmare questo vuoto.
La notte del 18 maggio 1885, un grande gruppo di Apache Chiricahua, guidati dai capi Chihuahua, Naiche, Geronimo, Nana e Mangus lasciarono la riserva di San Carlos diretti verso il Messico. Leggi il resto

Bakeitzogie, detto Dutchy

A cura di Paolo Brizzi

DutchySecondo Henry Daly, responsabile delle salmerie, Dutchy era un ubriacone, un ladro e un assassino. Invece Britton Davis scrisse: “Tra i miei scout Dutchy era così chiamato per il viso dall’aspetto tedesco e diventammo presto amici.”
Nel marzo 1880 Dutchy fu arruolato come scout a San Carlos diventando parte della compagnia del tenente Maney, di stanza a Fort Cummings.
Secondo il Tenente Hanna, Dutchy era un fratello di Chihuahua, anche se probabilmente era solo un suo parente. Altre 3 compagnie di scout furono impiegate nella campagna contro Victorio.
Il 7 Aprile ci fu lo scontro a Hembrillo Canyon; il 24 Maggio, sotto Henry K. Parker, gli scout sorpresero il campo degli ostili sul versante est della Black Range, si scontrarono con Victorio per tutta la giornata, ma poi dovettero ritirarsi per il bisogno di acqua. Dutchy fu congedato e subito riarruolato il 19 Settembre: una notte, ubriacatosi col mescal, minacciò gli altri scout con un coltello, prima di essere immobilizzato da Daly, Rowdy e Yuma Bill e messo in prigione. Leggi il resto

Cochise

A cura di Cesare Bartoccioni

Un ritratto di Cochise
Nell’estate del 1872 uno sviluppo davvero inatteso si verificò nella capitale della Nazione. Il Presidente Ulysses S. Grant, sperando di mettere fine alla guerra Apache nell’Arizona del sud est, inviò il Generale di Brigata Oliver O. Howard in Arizona per fare pace con Cochise, il celebrato condottiero della banda Chokonen degli Apache Chiricahua (1). Che le sue attività occupassero i pensieri dei capi militari e civili d’America sarebbe stata una sorpresa per l’anziano capo, il quale era per natura modesto e senza pretese. Tuttavia, la reputazione di Cochise aveva convinto i maggiori leader di Washington che egli fosse la chiave per ottenere una pace duratura con gli Apache Chiricahua.
In quel tempo – eccetto forse per Nuvola Rossa, il grande capo Lakota – Cochise era forse l’Indiano più famoso del West. Tale designazione non lo avrebbe adulato. Dopo 12 anni di guerra contro gli Americani – un conflitto sanguinoso e senza pietà che era iniziato dopo che le truppe Americane lo avevano tradito nel 1861 – Cochise era giunto alla conclusione che doveva fare la pace per assicurare la sopravvivenza del suo popolo. Leggi il resto

Il sanguinoso raid di Chato

A cura di Paolo Brizzi

Chato A sinistra, una fotografia che ritrae Chato
Alla fine dell’inverno del 1883 i Chiricahuas si trovavano al sicuro nella Sierra Madre messicana. Nel riprendere le proprie abituali attività di razzia, molti guerrieri seguirono Geronimo e Chihuahua in un grosso raid in Sonora, sopratutto attorno ad Ures, facendo molte vittime – più di novanta secondo una fonte – e procurandosi molti cavalli e bestiame.
Quasi contemporaneamente, un numero minore di guerrieri seguì la leadership di Chato in un raid diretto verso l’Arizona sud-orientale e il New Mexico sud-occidentale, con lo scopo di procurarsi armi e munizioni.
Chato, trentenne, era così chiamato sembra per la forma del suo naso, dopo aver ricevuto nell’infanzia un calcio da un mulo.
Chato fu l’ispiratore e il leader del raid, a cui parteciparono 26 uomini, e, forse, alcune donne (alcuni ritengono che ai razziatori si unirono donne fuggite da San Carlos). Conosciamo diversi dei componenti il raid. Tra questi Naiche, 27 anni, figlio di Cochise e capo ereditario dei Chiricahuas, Leggi il resto

Il massacro di Santa Rita del Cobre

A cura di Josephine Basile

ZZ71DA055CMolto è stato scritto sul cosiddetto ”Massacro Johnson”, noto anche come il “Massacro di Santa Rita del Cobre” dove – a quanto riferiscono diversi autori – sarebbe stato massacrato il gruppo del capo Apache Juan Josè Compà, dai più ritenuto un Apache Mimbreno (Tchihendè).
J.L. Rieupejrout afferma che questo massacro avvenne nel 1835, nella piazza di Santa Rita del Cobre, nel Nuovo Messico sud-occidentale.
Egli aggiunge che all’eccidio assistette il famoso Mangas Coloradas, che vi sopravvisse.
Anche P. Wellman cita come luogo del massacro la plaza di Santa Rita del Cobre, tanto che tira in ballo anche l’alcalde o capo municipale di questa cittadina mineraria. Leggi il resto

Ulzana

A cura di Gian Maria Tolu

Ulzana, grande guerriero Apache, è nato intorno al 1821 e morto il 21 dicembre 1909 nella riserva di Fort Sill, in Oklahoma.
Era fratello maggiore del capo Chihuahua; entrambi appartenevano a una banda di Chiricahua Chokonen, distinta da quella di Cochise, che viveva a nord del territorio del grande capo. La zona preferita da questa banda per vivere era il blue canyon.
Secondo Eugene Chihuahua, figlio del capo, al momento dell’elezione del capo della banda, i guerrieri in consiglio scelsero Chihuahua, sebbene Ulzana fosse più grande d’età e un ottimo guerriero. Egli comunque fu sempre fedele al fratello che lo scelse come suo secondo (una sorta di vice-capo tra i Chiricahua).
Ebbe 2 mogli e 7 figli dei quali solo due gli sopravvissero. Uno di questi era Richard Johlsanny, informatore di Eve ball, studiosa della tradizione orale Chiricahua. Leggi il resto

Il regno degli Apache

A cura di Sergio Mura

Nella risalita verso nord dall’America Centrale, gli spagnoli si imbatterono con guerrieri che furono capaci, incredibile dictu!, di insegnar loro molte cose sui comportamenti da autentici selvaggi, sulle torture, ma sopratutto sul coraggio e l’intraprendenza in battaglia. Erano capaci di tenere lezioni agli spagnoli di ben noto sangre caliente!
Gli spagnoli chiamarono questi gruppi di spietati guerrieri Coyoteros perché erano scaltri come i coyote. Gli altri indiani della zona, gli Zuni, invece, li chiamavano Apache, un termine che nella loro lingua significava più modestamente… nemico. E nemici erano! Lo erano realmente, sia per gli Zuni che per molte altre tribù che vivevano in quelle vaste regioni del sud e del sud-ovest. Leggi il resto

La ribellione di Esh Kin Ya e la chiusura della riserva Chiricahua

A cura di Gian Maria Tolu

Cochise
Nel 1872, nel famoso incontro tra il generale Howard e il capo Chiricahua Cochise, era stata istituita la riserva destinata agli Apache Chiricahua, che comprendeva il territorio della banda di Cochise, i Chiricahua Chokonen (le montagne Chiricahua, Dos Cabezas e Dragoon). Tuttavia, nel periodo immediatamente successivo alla stipulazione del trattato, i Chiricahua si erano impegnati in un’intensa attività di saccheggio nei confronti degli stati messicani del Sonora e del Chihuahua. I Chiricahua non pensavano di violare il trattato, perché esso riguardava i loro rapporti con gli Americani, non avevano fatto pace con i loro storici nemici, i Nakayè (messicani). Cochise, sebbene non incoraggiasse queste incursioni, non vi si opponeva, ma , in seguito alle proteste messicane e americane, capendo che le cose potevano mettersi male per la sua gente, si decise a proibire le incursioni. Leggi il resto

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