Gli Hopi e la Danza del Serpente

A cura di Ginetta Rocchi

Danzatori Hopi
Gli Hopi si ritengono i primi abitanti dell’America. Infatti il loro villaggio di “Old Oraibi” è considerato il più antico del Nordamerica. Gli Hopi vivono in villaggi di pietra, con terrazze, appollaiati in cima a tre “mesas” sospese tra cielo e terra, nell’Arizona Settentrionale, a circa 60 miglia a nord della linea principale della Ferrovia di Santa Fe. Gli Hopi si riferiscono a se stessi come “Hopitu Shinumu”, cioè “il piccolo popolo della pace”. Sono agricoltori e il loro alimento principale è il granturco.
I bambini hanno un ruolo importante nella vita degli Hopi, fin dalla nascita. Le bambine in particolare, hanno un posto speciale nella società, poiché assicurano il perpetuarsi della tribù. Il bambino appartiene alla tribù della madre, e i suoi legami più stretti, dalla nascita alla morte li avrà con la madre.
Durante i primi 20 giorni dalla nascita, sono poste nella culla, ai due lati del neonato due pannocchie di granturco. Una rappresenta la madre, l’altra il bimbo. Sono chiamate “pannocchie della madre” e sono considerate sacre. Leggi il resto

La stregoneria presso i Navajo

A cura di Giampaolo Galli

Nella grande riserva indiana dei navajo, sono ancora in molti a credere all’esistenza degli skinwalker, misteriose e terrificanti creature legate alla stregoneria.
Lo skinwalker ( in navajo “yee-naaldlooshii” colui che cammina su quattro zampe ) potrebbe essere visto dai più come la versione nativo-americana del lupo mannaro, ma la finzione romanzesca e cinematografica è molto lontana dalla realtà.
Per diventare uomo di medicina presso i Navajo c’è un lungo apprendistato da seguire che dura moltissimi anni, e in diversi casi queste persone collaborano attivamente con il Servizio Statunitense di Salute Pubblica nelle riserve. La loro efficacia nel risolvere casi di malattia anche grave ha dato risultati sorprendenti, e negli ultimi anni sono stati condotti moltissimi studi clinici che confermano questi fatti. Leggi il resto

Plenty Coups incontra… il Generale Armando Diaz!

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Plenty Coups e Armando Diaz
Washington, 16 novembre 1921. Il generale Armando Vittorio Diaz, capo dello stato maggiore dell’esercito italiano, ha realizzato oggi un suo sogno di ragazzo, quando, abbigliato da indiano, è oggi stato adottato dalla tribù dei Crow ed è diventato uno dei suoi capi. Gli indiani non avrebbero potuto immaginare un onore più grande per il vincitore del Piave che quello di dargli il nome di Molti Trofei, uno dei leader della loro nazione. I due gruppi, quello del generale Diaz e dei suoi aiutanti e quello composto dal vero capo Molti Trofei e da altri capi della nazione Crow, si sono incontrati questa mattina in una grande sala dell’Hotel Willard per la cerimonia d’adozione.
Si è iniziato con la “Danza dell’Adozione”, eseguita dall’anziano capo e da Russel White Bear, Red Neck e White Faced Bear, tutti rappresentanti della nazione Crow.
Sono stati quindi eseguiti tre canti, il “Canto di Guerra”, il “Canto della Vittoria” e il “Canto della Patria”, con cui si dà il benvenuto a un nuovo capo di ritorno da una caccia fruttuosa o da una guerra vinta. Leggi il resto

“Bacoritse”, le sacre rocce magiche dei Crow

A cura di Anna Maria Paoluzzi

La fonte principale di questa trattazione sulle rocce magiche (o rocce medicina che dir si voglia) degli Apsáalooke è il volume di W. Wildschut Crow Indian Medicine Bundles, a cura di J.H. Ewers. Wildschut, un commerciante di Billings, iniziò intorno al 1918 a interessarsi della cultura tradizionale Crow e a raccogliere materiali e resoconti orali (a lui si deve la compilazione dell’autobiografia del capo dei River Crow Two Leggings). Tra i reperti raccolti, una gran parte è rappresentata dai 260 “involti magici” (medicine bundles) attualmente conservati al Museum of the American Indian di New York; insieme alla collezione (che comprende anche diversi manufatti con decorazioni a perline [beadwork]), Wildschut mise a disposizione anche un suo manoscritto, che raccoglieva annotazioni e commenti sui reperti frutto della sua collaborazione con informatori quali Plenty Coups, Two Leggings, Bell-Rock e Flathead Woman. Leggi il resto

Texas, nelle terre dei Cenis

A cura di Armando Morganti

I gruppi meridionali degli indiani Caddoan erano socialmente molto avanzati ed hanno avuto grande importanza nella storia nativa. Nonostante si sia pensato che avrebbero rappresentato una singola Confederazione tribale, in realtà erano divisi in vari gruppi confederati e suddivisi geograficamente in due o più raggruppamenti. Una di queste divisioni, la più meridionale, occupava un’area isolata del medio corso del Neches e dell’alta valle del fiume Angelina. Questi Caddo meridionali venivano comunemente conosciuti come “Texas” o “Tejas”, ma il loro vero nome era “Hasinais” o “Asinais”. Il controllo del territorio delle tribù del Neches-Angelina divenne ben presto di capitale importanza e gli Hasinai, con i gruppi affini, entrarono nella storia della frontiera Texas-Louisiana. Leggi il resto

Gli Anasazi e il misterioso Chaco Canyon

A cura di Davide Zaccaria

Chaco Canyon
È forse il più importante mistero archeologico del Nord America ed ed è legato alla storia degli Anasazi, una civiltà che ha lasciato moltissime tracce di sè prima di scomparire dalla scena storica circa ottocento anni fa.
Chaco Canyon si trova a Four Corners County, nel punto di incontro tra New Mexico, Arizona, Colorado e Utah, a 160 chilometri da Albuquerque, in una zona con bassa vegetazione e frequenti tempeste di vento.
Per rendersi conto della grandezza del territorio, basterà sapere che ha una lunghezza di diciannove chilometri per una larghezza di poco più di un chilometro e mezzo.
Noi oggi lo troviamo arido, ma un tempo al suo interno scorreva copiosamente l’acqua.
Il sito più noto e più grande dell’area abitata una volta dagli antichi Anasazi è Pueblo Bonito, che si trova all’estremità nord di Chaco Canyon. Leggi il resto