I carri nel vecchio west

A cura di Gaetano Della Pepa


I carri di trasporto più comunemente usati era i Conestoga, sviluppati in Pennylvania dai discendenti dei coloni Tedeschi. Erano larghi, pesanti ed avevano il fondo simile a quello delle barche, con i bordi ad angolo e il pavimento incurvato nel mezzo, in modo che i barili trasportati non potessero rotolare fuori quando il carro stava scalando o scendendo lungo una collina. Avevano una copertura di tela resistente all’acqua per proteggere il carico. I Conestoga erano trainati da gruppi di sei od otto cavalli e potevano trasportare fino a 5 tonnellate.
I commercianti sulla pista di Santa Fè adottarono il carro Conestoga per la sua resistenza e le sue dimensioni, però i carrettieri si accorsero che era preferibile adoperare buoi o muli poichè le immense distanze e la scarsità di acqua potabile lungo la pista impediva l’uso dei cavalli come animali da tiro. Leggi il resto

Il carro dei pionieri

A cura di Sergio Mura

Un carro coperto in viaggio
L’anno 1835 fu quello che vide l’avvio della grande migrazione verso ovest, verso il west americano che sarebbe diventato leggenda in pochi decenni. Erano tempi in cui solo i più coraggiosi e avventurosi tra i pionieri potevano trovare le forze ed il coragigo per affrontare un viaggio terribile e rischioso come quello verso la frontiera seduti a cassetta di un carro di legno dotato di una copertura leggera. Era il carro dei pionieri, la “goletta delle praterie”, un derivato semplificato del famosissimo (e pesantissimo) carro “Conestoga” prodotto in Pennsylvania. Proprio sui Conestoga si era svolta la prima migrazione, quella che aveva trasportato oltre le Montagne Rocciose.
I nuovi carri erano certamente molto robusti – esattamente come i predecessori -, ma erano leggeri e in favore della leggerezza avevano sacrificato la comodità. Praticità prima di tutto, dunque, al punto che questi carri vennero immediatamente qualificati come atti a trasportare pesi molto sostenuti a buone velocità. Leggi il resto

Piste e sentieri del west

Un conestoga in marciaI primi veri esploratori del Nord America furono senza alcun dubbio gli indiani. Uomini e donne espertissimi, spesso legati ad uno stile di vita nomade, gli indiani girarono in lungo ed in largo, visitando ogni posto in cui gli fosse possibile arrivare e conveniente restare.
La ragnatela dei loro spostamenti disegnava a volte gli stessi itinerari ed i ripetuti passaggi segnavano le piste. Il continuo attraversamento di decine e centinaia di persone, a più riprese nel corso dello stesso anno, impediva la crescita dell’erba e questi sentieri, larghi originariamente appena quanto un uomo, restavano ben visibili, ma ai soli occhi di chi sapeva muoversi in quelle terre.
Il segreto delle piste indiane si tramandava di generazione e generazione e rimaneva tale in quanto raramente l’uomo bianco riusciva a riconoscerle per farne utilizzo. Leggi il resto

Bozeman Trail

A cura di Paolo Santoni


Lo storico Attraversamento Bozeman è situato sull’argine del Clear Fork sul Fiume Powder. Questa zona fu di importanza strategica nella storia della colonizzazione dei territori del Wyoming, del Montana e del Dakota negli anni tra il 1860 e il 1870.
Il Sentiero di Bozeman, aperto da John Jacobs e John Bozeman nel 1863, garantiva ai pionieri una traversata più facile e più veloce verso l’ oro dei territori del Montana. Dovete cancellare dalla vostra immaginazione qualsiasi ponte, autostrada, città e linea elettrica, parte integrante della moderna civilizzazione e dell’odierno sistema di comunicazione e di trasporto.
Immaginatevi un solo ed unico corso d’acqua, limpido, che dalla propria fonte tra le Shining Mountains (chiamate dai Nativi Americani le Bighorn Mountains ), serpeggia tra le verdi pianure, costeggiato solo occasionalmente da qualche albero. Leggi il resto

La pista di Meek (Meek’s Cutoff)

A cura di Sergio Mura

Il “Meek’s Cutoff”, a cui recentemente si è ispirato il regista di un bel film western, è una pista per carovane e carri ideata da Stephen Meek (fratello del notissimo Joe Meek). Questo sentiero punta a Ovest, dipanandosi da un punto preciso dell’Oregon Trail, nel nord-est dell’Oregon. Venne battuta per la prima volta nel 1845 lasciando l’Oregon Trail all’altezza di Vale (Oregon), seguendo il fiume Malheur e dirigendosi a sud-ovest nell’Harney Basin. Da lì si puntava prima a ovest verso la Wagontire Mountain e poi a nord verso la biforcazione meridionale del Crooked River, proprio dove il fiume si divide in due parti. Ogni parte conduceva al Deschutes River. I due percorsi si riunivano poi a nord del punto in cui il Crooked River sfociava nel Deschutes, per poi proseguire verso The Dalles, in Oregon. La strada prese il nome dal pioniere Stephen Meek, che fu stato ingaggiato per guidare la prima carovana lungo quella pista. Il viaggio fu particolarmente duro e molti dei pionieri persero la vita. Leggi il resto

Oregon Trail, la pista degli emigranti

A cura di Sergio Mura

Il sentiero dei migranti conosciuto come Oregon Trail dovrebbe in realtà essere chiamato Oregon-California Trail. E’ una pista attraverso cui, infatti, si snodava l’infinita peregrinazione che partiva più a Est e terminava nei territori dell’Ovest, in Oregon e, appunto, in California. La pista era immensa, lunga circa 2.170 miglia, e venne inaugurata dai primi emigranti a compiere il lunghissimo viaggio, Marcus e Narcissa Whitman, nel 1836. Tuttavia, la migrazione di massa non si è verificata fino al 1843, quando circa 1.000 pionieri fecero il viaggio in una sola volta.
Questo sentiero era di fatto l’unica via di terra percorribile dai coloni per raggiungere la costa occidentale. Dal 1843 fino al 1869, quando la prima ferrovia transcontinentale fu alfine completata, oltre 500.000 persone avevano fatto il viaggio sulla Oregon Trail utilizzando sopratutto i famosi carri coperti trainati da muli e buoi. Leggi il resto