Robert McGee, scampato al massacro di Cow Creek

A cura di Sergio Mura

Era il 18 luglio 1864, quando la carovana dei viaggiatori bianchi arrivò in prossimità di Fort Larned. Essere lì, a pochissima distanza da un presidio militare, era di per sé garanzia di una sosta sicura e tranquilla, anche se in quel territorio pullulavano le bande armate di indiani considerati “ostili” dal governo statunitense. La presenza delle “giubbe blu”, oltre ad essere un deterrente, era quanto bastava per far battere in ritirata eventuali guerrieri troppo audaci e desiderosi di conquistarsi onori guerreschi sul campo. Leggi il resto

“Se ci ami, salvaci!” (Clara Blinn, prigioniera dei Cheyenne)

A cura di Sergio Mura

Alla frontiera era facile sentir dire “un destino peggiore della morte” da qualcuno che intendeva riferirsi a quello di una qualunque donna che fosse finita prigioniera degli indiani. Negli anni della conquista del west si rischiava di essere catturati da qualche banda di indiani e non era una novità. Eventi del genere accadevano da almeno 300 anni, almeno da quel lontanissimo 1580 in cui un colono sparì in quella che oggi è il North Carolina. Leggi il resto

La battaglia dei cassoni dei carri

A cura di Sergio Mura

La disfatta di Fetterman (dicembre 1866) lasciò i militari annichiliti. Nessuno pensava che gli indiani potessero riuscire in un’operazione di tale portata, anche se non mancavano precedenti di maggiore rilevanza a danno dei civili. Il Colonnello Carrington, allora a capo di Fort Phil Kearny, venne destituito. Sul versante dei Nativi, la battaglia ebbe una vasta eco e la fama dei combattenti si diffuse rapidamente in tutte le pianure del nord-ovest, penetrando dentro ogni tenda e diventando argomento di discussione davanti ai fuochi di ogni campo nelle rigide notti invernali. Da ogni dove arrivavano bande pronte ad unirsi a Nuvola Rossa ed i suoi Sioux nella guerra all’uomo bianco. I forti sembravano fantasmi spersi in una frontiera dove nessuno osava più circolare liberamente. Le guarnigioni erano costrette a rimanere dove si trovavano, a volte senza neppure ricevere aiuti e rinforzi. Leggi il resto

Battaglia a Pryor’s Creek

A cura di Cesare Bracchi

Mitch Bouyer
Fu un atto del Congresso a stabilire la nascita della Northern Pacific Railroad nel 1864, ma fu necessario attendere fino al 1870 quando finalmente furono raccolti 100.000 $ per dare il via alla costruzione della seconda ferrovia transcontinentale.
I lavori iniziarono simultaneamente nel Minnesota ad est e nell’attuale stato di Washington ad ovest e, nonostante difficoltà nei finanziamenti e voci di corruzione, nell’inverno 1871/72 i binari erano stati posati fino a Moorhead sul Red River.
Verso la fine dell’estate del 1871 fu condotta una doppia rilevazione, sia da est che da ovest, del tratto successivo. I tecnici condussero il sopralluogo scortati da diverse centinaia di soldati partiti da Fort Rice e Fort Ellis. L’operazione si concluse senza problemi prima dell’inverno e l’unica segnalazione di indiani ostili fu l’avvistamento di un piccolo gruppo di scout di Toro Seduto. Leggi il resto

La storia di Olive Oatman

A cura di Massimo Bencivenga


Olive Oatman
I racconti e la cinematografia, i fumetti e i libri, le canzoni e le ballate ci hanno abituato ad immaginare un bianco, bambino o adulto, che vive pacificamente con i Nativi.
Ma le cose non andavano sempre così lisce, né tantomeno così pacificamente. Andremo un po’ a vedere la storia di Olive Oatman. Leggi il resto

Dal New Mexico alla California con la prima carovana commerciale (1829-1830)

A cura di Sergio Mura


In cammino lungo la Old Spanish Trail

La prima carovana commerciale ad essere partita dal New Mexico e ad aver raggiunto la California è stata coraggiosamente organizzata e condotta da Antonio Mariano Armijo (1804-1850). Armijo era un esploratore e commerciante messicano e tra il 1829 e il 1830 partì con i muli stracarichi da Abiquiú (New México) per raggiungere alla fine del lungo viaggio la missione di San Gabriel nell’Alta California.
Il suo percorso, il più meridionale e più diretto, è conosciuto come la via Armijo dell’antico sentiero spagnolo (Old Spanish Trail). Leggi il resto

Il carro dei pionieri

A cura di Sergio Mura

Un carro coperto in viaggio
L’anno 1835 fu quello che vide l’avvio della grande migrazione verso ovest, verso il west americano che sarebbe diventato leggenda in pochi decenni. Erano tempi in cui solo i più coraggiosi e avventurosi tra i pionieri potevano trovare le forze ed il coragigo per affrontare un viaggio terribile e rischioso come quello verso la frontiera seduti a cassetta di un carro di legno dotato di una copertura leggera. Era il carro dei pionieri, la “goletta delle praterie”, un derivato semplificato del famosissimo (e pesantissimo) carro “Conestoga” prodotto in Pennsylvania. Proprio sui Conestoga si era svolta la prima migrazione, quella che aveva trasportato oltre le Montagne Rocciose.
I nuovi carri erano certamente molto robusti – esattamente come i predecessori -, ma erano leggeri e in favore della leggerezza avevano sacrificato la comodità. Praticità prima di tutto, dunque, al punto che questi carri vennero immediatamente qualificati come atti a trasportare pesi molto sostenuti a buone velocità. Leggi il resto

Medici di frontiera

A cura di Mario Raciti

Per parecchi anni, i medici del West dovettero lavorare in luoghi e condizioni che spesso erano tutt’altro che idonei alla loro attività.
L’equipaggiamento che utilizzavano era sempre limitato e, a volte, persino primitivo. Solitamente utilizzavano forbici, cateteri, tubi e pompe per svuotare lo stomaco, siringhe, bende e assi per immobilizzare le ossa rotte. I termometri non furono disponibili fino al 1850.
Non possedevano siringhe ipodermiche, quindi strofinavano oppio o morfina sulle ferite. Ascoltavano il cuore poggiando l’orecchio sul torace del paziente, e dovevano spesso essere molto fantasiosi e inventivi.
Il dottor Ira C. Smith di Virginia City (Montana), costruì un rudimentale stetoscopio utilizzando due ricevitori telegrafici. Nel Sudovest, il dottor Henry Holt usò fango di adobe indurito per ingessare ossa rotte. Leggi il resto

Imboscata al Cooke’s Canyon

A cura di Denis Giotta

27 Agosto, 1861. Gli anni della Guerra Civile videro un incremento dei migranti sulle piste che portavano all’Ovest, in fuga dal conflitto. Leggi il resto

I carri nel vecchio west

A cura di Gaetano Della Pepa


I carri di trasporto più comunemente usati era i Conestoga, sviluppati in Pennylvania dai discendenti dei coloni Tedeschi. Erano larghi, pesanti ed avevano il fondo simile a quello delle barche, con i bordi ad angolo e il pavimento incurvato nel mezzo, in modo che i barili trasportati non potessero rotolare fuori quando il carro stava scalando o scendendo lungo una collina. Avevano una copertura di tela resistente all’acqua per proteggere il carico. I Conestoga erano trainati da gruppi di sei od otto cavalli e potevano trasportare fino a 5 tonnellate.
I commercianti sulla pista di Santa Fè adottarono il carro Conestoga per la sua resistenza e le sue dimensioni, però i carrettieri si accorsero che era preferibile adoperare buoi o muli poichè le immense distanze e la scarsità di acqua potabile lungo la pista impediva l’uso dei cavalli come animali da tiro. Leggi il resto

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