Le lettere di George A. Custer dal territorio Sioux

A cura di Carla Marchetti


Custer venne inviato nel cuore del territorio dei Sioux per ben due volte, in occasione di altrettante missioni, entrambe abbastanza importanti. La prima, nel 1874, alla guida di una spedizione scientifica che si prefiggeva di tracciare la mappa di quei posti allora completamente sconosciuti alla quasi totalità dei bianchi e di verificare la voce circolante secondo la quale c’era l’oro nelle Black Hills, le colline sacre dei pellerossa. Leggi il resto

La Guerra delle Black Hills del 1876-1877

A cura di Massimo Bencivenga


Con la Grande Guerra Sioux del 1876, nota anche come guerra per le Black Hills, si va ad intendere una serie di battaglie e negoziazioni occorse tra il 1876 ed il 1877 che coinvolsero i Sioux Lakota e i Cheyenne settentrionali contro gli Stati Uniti d’America.
Da quelle parti, una prima guerra tra Governo e Nativi si era già conclusa con il trattato di Fort Laramie (1868) che trasformò una parte del territorio Lakota in grande riserva Sioux, istituendo altresì un ampio “territorio non ceduto” in Wyoming e Montana, il Powder River Country, come territorio di caccia Cheyenne e Lakota, con restrizioni d’accesso a tutti i non nativi, eccezion fatta per gli ufficiali governativi. Leggi il resto

La pista dei ladri

A cura di Luca Barbieri


Col trattato di Laramie del 1868, le 43.000 miglia quadrate delle Paha Sapa (le colline sacre del popolo Lakota passate poi alla storiografia ufficiale con il nome di Black Hills) erano state trasformate “per sempre” in riserva Sioux. Nessun dubbio interpretativo a riguardo, il testo diceva: “Nessuna persona bianca sarà autorizzata a insediarsi o a occupare una parte qualsiasi del territorio, o passare attraverso lo stesso, senza il consenso degli indiani”. Leggi il resto

Deadwood e i suoi protagonisti

A cura di Cesare Bartoccioni

Una vista di Deadwood
Deadwood, la famosissima e pericolosa città mineraria del West, negli anni ’70 del 1800 era zeppa di personaggi duri e tra questi alcuni erano veramente senza legge. I più importanti e carismatici – come Wild Bill Hickock e Al Swearengen – hanno avuto recentemente l’onore di essere raccontati nella recente serie televisiva “Deadwood”.
Al Swearengen è il malvagio proprietario del Gem Theater, un frequentato luogo di intrattenimento dove alcol, sesso e gioco d’azzardo sono serviti come dolcetti in un ristorante notturno di bassa categoria.
Seth Bullock è l’imprenditore Canadese di ferramenta che viaggia all’ovest e diventa sceriffo in un campo di minatori senza legge. Solomon (“Sol”) Star, il modesto socio di Bullock, è la voce della ragione quando iniziano i guai. Leggi il resto

L’eroico Reverendo Henry Weston “Preacher” Smith

A cura di Luca Barbieri

Una delle due foto esistenti di Preacher Smith
Domenica 20 Agosto 1876, lungo un sentiero di montagna che da Deadwood portava a Crook City, in prossimità della gola di Spearfish (dove aveva la concessione “Potato Creek” Johnny, simpatico cercatore d’oro di cui ho già parlato in un precedente articolo) venne rinvenuto il cadavere di un uomo, ucciso da un proiettile al cuore.
Si trattava di un predicatore, Henry Weston Smith, meglio conosciuto come “Preacher” Smith, famoso nella regione per essere stato il primo religioso a mettere piede sulle Black Hills. Chi lo trovò, un cercatore d’oro di passaggio, reputò piuttosto strane le condizioni del corpo, perché da quelle parti, di solito, si finiva ammazzati o dagli indiani (ma il cadavere non era stato mutilato come spesso avveniva) o dai fuorilegge (ma i soldi che l’uomo aveva con sé non erano stati toccati).
In effetti si cominciò a mormorare che le stesse persone che avevano complottato contro Hickok tre settimane prima, avessero deciso di liberarsi anche di quello scomodo personaggio che parlava pubblicamente contro la feccia di Deadwood, facendo nomi e cognomi e chiedendo a gran voce giustizia. Ma prove di queste voci non furono mai trovate né, forse, nemmeno mai cercate. Leggi il resto

Lo “scout-poeta” del far-west

A cura di Luca Barbieri

Il capitano Jack Crawford
Della sua famiglia si diceva che, in linea materna, discendesse da Sir William Wallace, il patriota scozzese reso celebre dal film “Braveheart” che nel XIV secolo sacrificò la propria vita nella lotta contro l’occupazione inglese; di certo c’è che questo ragazzotto irlandese (nacque nella contea di Donegal, anno 1847) trapiantato dai casi della vita oltreoceano, qualcosa di strano nel sangue doveva avercelo, e non si trattava solo dell’ottimo whisky delle sue lontane terre. Anche perché pare che fosse astemio.
Stiamo parlando del capitano Jack Crawford, meglio noto come lo “scout poeta”. E’ difficile trovare nelle cronache del Far West un altro personaggio che abbia saputo mescolare con tanta disinvoltura il fango della prateria ad aulici versi poetici intrisi di pathos e di epica. Leggi il resto

Scatti da Deadwood

A cura di Omar Vicari

La città di Deadwood, se così poteva chiamarsi, venne fondata nei primi mesi del 1876 durante la corsa all’oro dopo la scoperta del prezioso minerale da parte di John B. Parson nella zona delle Black Hills.
A quelle quattro case di legno tirate su nell’arco di una notte venne dato quel nome a causa dei numerosi alberi colpiti dai fulmini e caduti lungo i pendii delle colline circostanti.
Nel 1874, sotto il comando di George A. Custer, venne sponsorizzata dal governo una spedizione affinché confermasse la presenza dell’oro nella zona delle Black Hills, una terra da secoli ritenuta sacra dagli indiani che vi vivevano e che, in base al trattato di Fort Laramie del 1868, era stata definitivamente assegnata ai Lakota-Sioux. Leggi il resto

Seth Bullock

A cura di Luca Barbieri

Seth Bullock
Theodore Roosvelt lo definì “a true westerner, the finest type of frontiersman” (traducibile, un po’ parafrasando, come “un vero uomo del West, la migliore tra tutte le tipologie di uomini della Frontiera”) ed in effetti lo fu, sebbene non fosse americano di nascita bensì canadese, e precisamente di Amherstburg, nella regione dell’Ontario.
Figlio di un maggiore inglese in pensione, di sicuro formò il suo personale e rigido “codice d’onore” all’ombra della severa disciplina paterna.
Quando arrivò a Deadwood aveva ventisette anni, era sposato ed aveva una bambina piccola (ma la sua famiglia era lontana, nel Michigan); aveva alle spalle un’esperienza come sceriffo della Contea Lewis and Clark e come membro del Senato Territoriale del Montana, e, soprattutto, era fermamente intenzionato a cogliere le ghiotte opportunità che offriva quella zona vergine del paese. Leggi il resto

Il furto delle Black Hills

A cura di Luca Barbieri

Il popolo Lakota le chiamava Paha Sapa; erano le loro montagne sacre, il centro del mondo, la dimora degli dei, il luogo dove i giovani andavano in meditazione per ottenere una visione e parlare col Grande Spirito. Per i bianchi, invece, erano le Colline Nere, per via del colore scuro delle fitte foreste che le ricoprivano; nulla di più che una terra vergine da saccheggiare. Ed è quello che puntualmente avvenne quando, il 27 Agosto 1874, l’ Inter Ocean di Chicago, per primo, titolò a caratteri cubitali: “Gold!”.
La notizia era di quelle elettrizzanti ed un fremito scosse la nazione messa in ginocchio dalla crisi economica. Se, come si diceva, le Black Hills erano zeppe d’oro, non si poteva certo lasciarle in mano agli indiani. Leggi il resto

Mister E. B. Farnum, primo sindaco di Deadwood

A cura di Luca Barbieri

Personaggio poco noto, se non agli appassionati (come me) della serie TV “Deadwood”, Ethan Bennett Farnum fu null’altro che un faccendiere opportunista, passato alla storia per essere stato il primo uomo a fare un mucchio di cose nella neonata cittadina sulle Black Hills: farsi eleggere sindaco, ad esempio, in quella torrida fine estate che seguì l’omicidio di Wild Bill Hickok. Venne eletto con 672 voti su 1139 (ma di votanti a Deadwood dovevano essercene perlomeno tre o quattro mila), e da commerciante di generi vari si tramutò in commerciante di favori politici.
Una delle sue prime ordinanze fu quella con la quale si fissò lo stipendio (100 dollari all’anno), quindi profuse ogni suo sforzo nel tentativo di migliorare le vie di comunicazione col resto del mondo. Leggi il resto

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