La banda di fuorilegge delle Black Hills

A cura di Gianluca Pozzi

La banda di fuorilegge delle Black Hills (1876-1877) era composta da Sam Bass, Joel Collins, Jack Davis, Tom Nixon, Bill Heffridge, Jim Berry e si rese artefice di ben sette assalti ad altrettante diligenze nei dintorni di Deadwood, in Sud Dakota. Quattro di questi assalti furono diretti verso la medesima compagnia, ossia la Deadwood Stage. Durante il quinto assalto, il 25 Marzo del 1877, i banditi uccisero il conducente della diligenza, Johnny Slaughter. Al suono degli spari, i cavalli scapparono per almeno due miglia in direzione di Deadwood. Leggi il resto

Nuvola Rossa (Red Cloud), capo dei Sioux

Nuvola Rossa, in virtù dei successi ottenuti in vari drammatici scontri con l’avanzata americana verso ovest, conquistò un posto di assoluto primo piano tra i capi Lakota del XIX secolo.
Sebbene i dettagli del suo primo periodo di vita ci siano sconosciuti, sappiamo che Nuvola Rossa nacque vicino alla biforcazione del Platte River, in prossimità di ciò che oggi è il North Platte, nel Nebraska.
Sua madre era una donna Oglala e suo padre, che morì quando Nuvola Rossa era giovinetto, era un Brulè.
Nuvola Rossa fu allevato nella tenda dello zio materno, il capo Vecchio Fumo (Smoke).
Gran parte della giovinezza di Nuvola Rossa trascorse facendo la guerra in special modo contro gli odiato vicini Crow e Pawnee, talvolta anche contro altri Oglala. Leggi il resto

Crazy Horse Memorial


«Quando morirò dipingetemi tutto di rosso e gettatemi nel fiume: così ritornerò. Se non lo farete ritornerò lo stesso, ma come pietra.» (Cavallo Pazzo, poco prima di morire).
Anche l’altro giorno presso il Crazy Horse Memorial, sulle Black Hills, è stata usata la dinamite per sgretolare pezzi di montagna. Lassù si lavora spesso con la dinamite perché il Crazy Horse Memorial, il gigantesco monumento dedicato al grande condottiero dei Lakota Sioux, Cavallo Pazzo, è talmente grande che occorrono letteralmente i botti per definire l’immagine sul monte. Con la dinamite migliaia di tonnellate di roccia e di terra piombano fragorosamente al suolo e ci consegnano quella che a oggi è l’immagine abbozzata di Cavallo Pazzo. Scoppi e applausi. Leggi il resto

L’incontro con Wild Bill Hickok e la sua morte

A cura di Sergio Mura


Wild Bill con una delle sue inseparabili pistole
La frontiera ed i suoi personaggi più noti giungono tra noi attraverso i libri, il cinema, i fumetti. La molteplicità di fonti ci consente di farci un’idea abbastanza precisa dei fatti e dei protagonisti, ma a volte in noi resta il sapore della mancanza di qualcosa, di qualche dettaglio che renda quelle conoscenze più vive.
Nell’articolo di oggi vi proponiamo il resoconto in prima persona di un viaggiatore, Leander Pease Richardson, che nel 1876 arrivò, attraverso mille peripezie e tantissimi rischi, a Deadwood, nel cuore delle terre dei Sioux che avevano da pochissimo combattuto e sconfitto il generale Custer lungo le rive del Little Big Horn, nel Montana. Leggi il resto

Il pifferaio magico di Deadwood

A cura di Luca Barbieri

Il “pifferaio” a Deadwood
Pare che la Deadwood dei primordi, in modo non dissimile da moltissime altre città di frontiera, fosse letteralmente zeppa di topi, probabilmente imbarcatisi clandestinamente dentro i carri diretti nelle Black Hills.
Come nella leggendaria Hamelin la questione provocava non pochi disagi agli abitanti, soprattutto a quelli di sesso femminile e, non disponendo di alcun pifferaio magico a portata di mano, la soluzione più appropriata sembrò essere quella di utilizzare un nemico storico del ratto: il felino. Leggi il resto

Il trattato di Fort Laramie del 1868


Il trattato di Fort Laramie del 1868 – clicca per INGRANDIRE
Tra tutti i trattati stipulati dagli Stati Uniti con gli indiani americani, quello cosiddetto di Fort Laramie del 1868 riveste un’importanza straordinaria perché ingloba in sé tutte le classiche caratteristiche dei trattati con i nativi e anche i germi per non rispettarli.
Questi trattati venivano gestiti dagli americani quasi si trattasse di veri e propri contratti d’affari in cui entrambe le parti rispettano i protocolli di legge che regolamentano la società dei bianchi. Leggi il resto

Seth Bullock

A cura di Luca Barbieri

Theodore Roosvelt lo definì “a true westerner, the finest type of frontiersman” (traducibile, un po’ parafrasando, come “un vero uomo del West, la migliore tra tutte le tipologie di uomini della Frontiera”) ed in effetti lo fu, sebbene non fosse americano di nascita bensì canadese, e precisamente di Amherstburg, nella regione dell’Ontario. Leggi il resto

La Guerra delle Black Hills del 1876-1877

A cura di Massimo Bencivenga


Con la Grande Guerra Sioux del 1876, nota anche come guerra per le Black Hills, si va ad intendere una serie di battaglie e negoziazioni occorse tra il 1876 ed il 1877 che coinvolsero i Sioux Lakota e i Cheyenne settentrionali contro gli Stati Uniti d’America.
Da quelle parti, una prima guerra tra Governo e Nativi si era già conclusa con il trattato di Fort Laramie (1868) che trasformò una parte del territorio Lakota in grande riserva Sioux, istituendo altresì un ampio “territorio non ceduto” in Wyoming e Montana, il Powder River Country, come territorio di caccia Cheyenne e Lakota, con restrizioni d’accesso a tutti i non nativi, eccezion fatta per gli ufficiali governativi. Leggi il resto

Le lettere di George A. Custer dal territorio Sioux

A cura di Carla Marchetti


Custer venne inviato nel cuore del territorio dei Sioux per ben due volte, in occasione di altrettante missioni, entrambe abbastanza importanti. La prima, nel 1874, alla guida di una spedizione scientifica che si prefiggeva di tracciare la mappa di quei posti allora completamente sconosciuti alla quasi totalità dei bianchi e di verificare la voce circolante secondo la quale c’era l’oro nelle Black Hills, le colline sacre dei pellerossa. Leggi il resto

La pista dei ladri

A cura di Luca Barbieri


Col trattato di Laramie del 1868, le 43.000 miglia quadrate delle Paha Sapa (le colline sacre del popolo Lakota passate poi alla storiografia ufficiale con il nome di Black Hills) erano state trasformate “per sempre” in riserva Sioux. Nessun dubbio interpretativo a riguardo, il testo diceva: “Nessuna persona bianca sarà autorizzata a insediarsi o a occupare una parte qualsiasi del territorio, o passare attraverso lo stesso, senza il consenso degli indiani”. Leggi il resto

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