Le riserve indiane

A cura di Patrizia Ines Roggero


Un campo Sioux all’interno di una riserva
E’ bastato poco tempo agli uomini bianchi giunti nel nord America per capire che non avrebbero mai sopportato la convivenza con uomini che erano così diversi da loro, quali erano i nativi americani, le 500 Nazioni. In effetti, era complicato mantenere insieme tribù che avevano propri usi e costumi, regolamenti e stili di vita, ritenuti incompatibili con quelli degli uomini bianchi. Tutto portava al conflitto. Leggi il resto

Il sacco delle riserve indiane

A cura di Sabina Morandi


E’ cominciato tutto nel 2003 con una turbina eolica da 750 chilowatt costruita dai Sioux della riserva del Rosebud nel South Dakota. Il vecchio sogno di un capitalismo ecologico sembrò incarnarsi in quell’accordo transcontinentale «in cui tutti ci guadagnano» scrisse entusiasta il Business Journal, aggiungendo che il progetto consentiva «di combattere contro il riscaldamento globale producendo energia pulita e, al contempo, di aiutare i nativi americani». Leggi il resto

Un altro Billy The Kid?

A cura di Omar Vicari

La notte del 13 luglio 1881 una pallottola dello sceriffo Pat Garrett, sparata nella penombra della casa di Pete Maxwell a Fort Sumner, metteva fine alla vita di Henry Mc Carty, alias William Bonney, noto sulla frontiera col nome di Billy The Kid. Il corpo del Kid venne sepolto nel vecchio cimitero del forte, ma la tomba e i resti del fuorilegge in seguito non vennero più ritrovati causa la piena del fiume Pecos del 1904 che sommerse e distrusse l’intero cimitero. Il corpo del Kid sembrò essersi volatilizzato e ciò rafforzò le voci già esistenti secondo le quali Garrett aveva ucciso un altro e non il Kid.
William Bonney, scappato alla pistola di Garrett, se cosi fosse, sarebbe vissuto per altri settanta anni col nome di Brushy Bill Roberts e sarebbe morto nel 1950 a Hico (Texas) per un attacco di cuore.
Ma Brushy Bill Roberts non è stata l’unica persona a dichiarare al mondo di essere il vero William Bonney. Un altro personaggio, tale John Miller, certamente meno noto alle cronache dei giornali, ha affermato di essere lui e soltanto lui il desperado fuorilegge. Leggi il resto

Where’s Doc, dove si trova Doc Holliday?

A cura di Omar Vicari

Doc Holliday
Ci sono molti misteri e leggende legati all’epopea del vecchio west e a molte mitiche figure che ne hanno fatto la storia. E spesso si tratta di storie e persone entrate nella leggenda a causa della scarsità di informazioni collegate a loro. Talvolta non conosciamo i contorni dell’inizio di una storia e talaltra volta non conosciamo la conclusione.
Uno di questi misteri è quello concernente il posto dove è stato sepolto il dr. John H. Holliday, noto sulla frontiera col nome di “Doc”.
E’ noto a tutti, almeno da ciò che è stato scritto in un quantitativo enorme di fonti storiche e storiografiche, che Doc Holliday è stato sepolto lo stesso giorno della sua morte presso il “Linwood Cemetery” di Glenwood Springs in Colorado. Eppure, a distanza di moltissimi anni, resta ancora il dubbio…
Una cosa è certa, Doc effettivamente morì a Glenwood Springs, ma ancora oggi non è del tutto certo che il suo corpo si trovi in quella città del Colorado. Leggi il resto

L’eroico Reverendo Henry Weston “Preacher” Smith

A cura di Luca Barbieri

Una delle due foto esistenti di Preacher Smith
Domenica 20 Agosto 1876, lungo un sentiero di montagna che da Deadwood portava a Crook City, in prossimità della gola di Spearfish (dove aveva la concessione “Potato Creek” Johnny, simpatico cercatore d’oro di cui ho già parlato in un precedente articolo) venne rinvenuto il cadavere di un uomo, ucciso da un proiettile al cuore.
Si trattava di un predicatore, Henry Weston Smith, meglio conosciuto come “Preacher” Smith, famoso nella regione per essere stato il primo religioso a mettere piede sulle Black Hills. Chi lo trovò, un cercatore d’oro di passaggio, reputò piuttosto strane le condizioni del corpo, perché da quelle parti, di solito, si finiva ammazzati o dagli indiani (ma il cadavere non era stato mutilato come spesso avveniva) o dai fuorilegge (ma i soldi che l’uomo aveva con sé non erano stati toccati).
In effetti si cominciò a mormorare che le stesse persone che avevano complottato contro Hickok tre settimane prima, avessero deciso di liberarsi anche di quello scomodo personaggio che parlava pubblicamente contro la feccia di Deadwood, facendo nomi e cognomi e chiedendo a gran voce giustizia. Ma prove di queste voci non furono mai trovate né, forse, nemmeno mai cercate. Leggi il resto

Il test del DNA per Billy The Kid

A cura di Omar Vicari

Brushy Roberts
In un giorno di caldo torrido, più o meno attorno al 1948, in una di quelle “Highways” solitarie del Sud-Ovest degli Stati Uniti, un cronista di un giornale locale aspettava qualcuno in un punto prestabilito dell’autostrada. All’ora convenuta, un qualcosa di irreale, certamente una figura d’altri tempi sbucata chissà da dove, gli si parò davanti gli occhi.
Un vecchissimo cowboy con un’altrettanta vecchia colt appesa a un lurido cinturone cominciò a dire che Pat Garrett non l’aveva ucciso. No, non poteva averlo fatto visto che ora era là e che poteva finalmente gridare al mondo come erano andate le cose dal momento che era vivo.
Il Kid, scappato alla pistola di Garrett quella notte del 13 luglio 1881, se cosi fosse, sarebbe vissuto per altri settanta anni col nome di Brushy Bill Roberts nella città di Hico (Texas), dove sarebbe morto nel 1950 per un attacco di cuore. Leggi il resto

Ishi, l’ultimo Yahi

A cura di Laura Sampietro

Ishi mentre accende un fuoco
Ishi faceva parte della tribù degli Yahi, un piccolo raggruppamento del popolo Yana, quasi sterminata nella strage di Mill Creek nel 1866. Quasi, ovviamente, altrimenti Ishi non sarebbe esistito.
Viveva nella California centrale, nell’attuale parco nazionale di Lassen.
Della sua storia esistono varie versioni, alcune delle quali sono certamente legate al periodo di forti strumentalizzazioni ideologica ed economica in cui sono nate.
Alcuni punti sono comuni alle diverse interpretazioni e noi, attingendo alle varie fonti e confrontandole tra loro, vi proponiamo questa nostra versione.
Tutto iniziò il 10 novembre del 1908 quando alcuni “sorveglianti” di una fattoria videro per la prima volta quello che descrissero come un “uomo selvaggio” che si muoveva furtivamente nei dintorni della loro proprietà, pur non riuscendo a bloccarlo, né a sapere qualcosa in più sul suo conto. Era pur sempre il west, quindi è meglio che sia andata così piuttosto che col consueto epilogo di fucilate! Leggi il resto

La fotografia di Cavallo Pazzo

A cura di Maurizio Biagini

La storia è rimbalzata dalle pagine della Gazette della città di Billings, stato del Montana, per approdare alla rete sul sito ufficiale del Parco Nazionale del Little Bighorn.
La vicenda prende spunto da un fatto di cronaca locale e si riallaccia alla ben nota polemica sull’autenticità di una foto che recentemente alcuni studiosi hanno attribuito a Cavallo Pazzo.
Come tutti gli appassionati della storia del west sanno, non esistono immagini ufficiali del grande leader militare Lakota, caso molto raro tra i grandi uomini delle tribù native, che in un modo o nell’altro hanno sempre lasciato alla storia traccia dei loro volti.
Le foto che sono state attribuite a Crazy Horse sono nel migliore dei casi molto dubbie e in altri casi appartenenti ad omonimi o a capi minori.
Nonostante ciò, il mito del coraggioso guerriero Sioux, strenuo difensore della causa della sua gente, ha fatto il giro del mondo affascinando intere generazioni, e l’alone di mistero che lo circonda ha aumentato la curiosità intorno alla sua figura. Leggi il resto

Le ceneri di Wyatt Earp

A cura di Omar Vicari

Le grandi collezioni, qualsiasi oggetto contengano, esprimono quasi sempre un qualcosa di misterioso. Probabilmente perché gli oggetti in questione sono appartenuti a uomini famosi la cui vita e le cui gesta sconfinano nella dimensione della leggenda.
Questa è la storia di una di queste collezioni.
John D. Gilchriese iniziò la propria raccolta che era appena un ragazzo, senza che disponesse di una pur minima somma di denaro.
La sua famiglia si stabilì a Los Angeles al tempo dei ruggenti anni venti, integrandosi nella comunità di “Mount Washington”.
Il padre trovò presto lavoro presso la “Santa Fè Railroad”.
Socievole di natura, invitava spesso in casa colleghi più anziani per piacevoli conversazioni. Quegli uomini avevano tracciato la ferrovia ancora ai tempi della frontiera e coi loro racconti deliziavano il piccolo John che ascoltava affascinato specialmente quelle persone che avevano lavorato in Arizona quando il Territorio (l’Arizona diventerà Stato solo nel 1912) pullulava di avventurieri in cerca di oro e argento. Leggi il resto

Uomini & Cavalli, Western Spirit Pro Rodeo

Data la ben nota penuria di manifestazioni dedicate al mondo del west che siano anche ben organizzate, ci sentiamo di proporvi una bella iniziativa di una Pro Loco, quella di Scandriglia, molto attiva.
I prossimi 4, 5 e 6 settembre, a Scandriglia, si potranno vedere espositori del mondo equestre, una ricostruzione di villaggio indiano, usi e costumi degli Indiani d’ America, cavalli e pony per i più piccoli, stand gastronomici e cucina tipica, musica dal vivo, spettacoli country e orchestre da ballo.
Gare di abilità della nostra tradizione, quali la Gimkana della Corsa della Stella, dimostrazioni di alta scuola equestre in notturna con cavalieri acrobati, la presenza dei cow-boy nostrani, i Butteri della maremma laziale e le loro tradizioni. Leggi il resto

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