Geronimo racconta la sua ultima battaglia

Dopo il tradimento e il massacro di Casa Grande non ci radunammo di nuovo per molto tempo; quando ci raccogliemmo, ritornammo in Arizona. Vi rimanemmo per un certo periodo, vivendo nella riserva di San Carlos, in un luogo che ora si chiama Geronimo. Nel 1883 ritornammo un’altra volta nel Messico.
Ci fermammo tra le sue catene montuose per circa quattordici mesi, e durante questo periodo avvennero molte scaramucce con le truppe messicane. Nel 1884 ritornammo nell’ Arizona per convincere altri apache a venire con noi nel Messico. I messicani stavano raccogliendo truppe sulle montagne dove noi avevamo vagato, e erano in numero tanto superiore al nostro, che non potevamo sperare di combatterli e vincerli.
Eravamo ormai stanchi di essere costretti a vagabondare da un posto all’altro, sempre braccati. In Arizona successero incidenti fra noi e i soldati degli Stati Uniti, e così ritornammo nel Messico. Leggi il resto

Geronimo, storia e leggenda dell’ultimo capo Apache

A cura di Mario Raciti

Geronimo fu l’ultimo grande guerriero della storia indiana. Strenuo difensore dei diritti del suo popolo, resistette fino allo stremo contro l’avidità, l’incomprensione e la violenza dell’uomo bianco. Nemmeno una forza militare di cinquemila uomini al comando del famoso generale Miles riuscì ad avere la meglio sulla sua banda di sedici guerrieri, quattordici donne e sei bambini.
Solo l’inganno, accordi promessi e mai mantenuti, sconfissero Geronimo.
Visse rinchiuso in campi di prigionia per più di vent’anni, vagando tra la Florida, l’Alabama e l’Oklahoma. Geronimo fu uomo dotato di una grande carica magnetica e prodigioso divinatore: pur non avendo mai ricoperto la carica di capo-tribù, fu un leader incontrastato. Leggi il resto

15 ottobre 1880, Victorio ucciso a Tres Castillos

A cura di Patrizia Ines Roggero


La storia dei Nativi Americani è segnata da guerre, esodi verso terre spesso lontane da quelle natie e fughe dai confini delle riserve. Nemmeno gli Apache Mimbreño di Victorio, ne sono stati risparmiati. Ma chi era questo condottiero?
Probabilmente nato nel 1825 con il nome di Bidu-ya, Beduiat, è conosciuto come Victorio “Il Lupo degli Apache”. Una leggenda narra che fosse di origine messicana, rapito dal Rancho del Carmen e allevato dagli Apache, ma non è così. Era un Mimbreño a tutti gli effetti, così come sua sorella Lozen “Dextrous Horse Thief”, guerriera e profetessa, che Victorio stesso definì “Forte come un uomo, più coraggiosa degli altri. È la mia mano destra. È lo scudo del mio popolo.” Leggi il resto

Massai

A cura di Paolo Brizzi

Massai
Nel Settembre 1886, un Apache Chiricahua prigioniero di guerra saltò giù dal treno diretto in Florida ed entrò nella leggenda dell’ovest. Quell’indiano si chiamava Massai (pronunciato Mah-sii dalla sua gente).
Massai era nato probabilmente nel New Mexico sud-occidentale intorno al 1847.
Nel 1877 era a San Carlos con la sua gente, i Warm Springs; qui aveva vari figli. Non sappiamo se era già sposato prima di giungere nella riserva, comunque a San Carlos sua moglie era Nahgotsieh, nata forse nel 1850 (fu poi sposata a Stephen Kyzha e, dopo, a Chino e morì il 25 Dicembre 1908).
Massai non si unì a Victorio e non partecipò alla sua fuga dalla riserva, rimanendovi con la maggior parte dei Mimbres, sotto Loco. Leggi il resto

A. Frank Randall: catturare gli Apaches

A cura di Paolo Brizzi


In caccia degli Apache – clicca per INGRANDIRE
A. Franklin Randall aveva 29 anni quando, nel Maggio 1883, partecipò alla grande spedizione di Crook in Sonora, per invadere i rifugi dei Chiricahuas ribelli sulla Sierra Madre; il suo compito era quello di corrispondente, la sua speranza quella di ritrarre gli Apaches in campagna. Randall, nativo del Massachusetts, portava il suo equipaggiamento fotografico a dorso di uno dei 266 muli della spedizione. In Messico, Bourke riferisce, Randall portava un piccolo gufo sulla sella, per la costernazione degli scouts, che consideravano l’animale come uno spirito cattivo. Leggi il resto

Nelson Miles, il nemico degli indiani

A cura di Sergio Mura


Nelson Miles durante una campagna indiana – clicca per INGRANDIRE
Nelson Appleton Miles, colui che sarebbe diventato uno dei più fieri combattenti contro i popoli indiani delle pianure, nacque l’8 agosto del 1839 nei pressi di Westminster (Massachusetts). Dopo un’infanzia in tutto e per tutto simile a quella di milioni di ragazzini americani, ricercò un impiego per avviarsi alla vita adulta, come si conveniva a quel tempo, nel più breve tempo possibile. Leggi il resto

Il Generale George Crook

A cura di Isabella Squillari


Crook tratta con Geronimo – clicca per INGRANDIRE
Il Generale George Crook si guadagnò la reputazione di maggiore avversario degli indiani pur stabilendo un clima di rispetto per il nemico, condizione che egli portò avanti nelle relazioni con i nativi americani anche al di fuori del campo di battaglia.
Nato nel 1828 in una famiglia di agricoltori dell’Ohio, Crook si diplomò a West Point nel 1852 tra i migliori del suo corso. Leggi il resto

Al Sieber

A cura di Pietro Greco


Al Sieber (a destra) – clicca per INGRANDIRE
Albert “Al” Sieber fu definito dalle cronache del suo tempo “il principe degli scouts” e certamente fu una delle figure più caratteristiche e leggendarie dell’intera storia del west. Era nato in Germania a Mingolsheim il 29 febbraio del 1844, ma all’età di cinque anni, dopo la perdita del padre, con la madre vedova e sei tra fratelli e sorelle, raggiunse l’america per trovare fortuna, stabilendosi nel Minnesota nei pressi del famoso fiume Conestoga (in quella zone si costruivano i famosi carri dei pionieri detti proprio “Conestoga”). Leggi il resto

Gli indiani Pueblo

Pueblo – clicca per INGRANDIRE
Con il termine Pueblo non si indicano propriamente gli indiani ma i villaggi in cui vivevano alcune tribù del New Mexico e Arizona. Questi pueblo vennero costruiti da un popolo chiamato Anasazi: erano vere e proprie città che però furono abbandonate prima della venuta dell’uomo bianco, probabilmente a causa delle siccità e dei continui attacchi da parte degli Atabaschi, gli antenati degli Apache e dei Navajo.
Dalle loro abitazioni presero il nome di “Pueblo” anche gli indiani che le abitavano. I villaggi erano costituiti da case costruite con fango soprattutto attorno a grandi muraglie di roccia; si componevano di varie stanze, tutte collegate fra loro, e potevano raggiungere anche i cinque o sei piani. Ogni villaggio era fortificato da parapetti di difesa e raggiungibile solo per mezzo di scale che in caso di pericolo venivano ritirate. Leggi il resto

Victorio

A cura di Josephine Basile

VictorioVictorio ebbe fama tra i suoi contemporanei, amici e nemici, come valoroso capo degli Apache Mimbres, appartenenti alla famiglia dei Chiricahua. Nacque nel 1825 in tempi in cui ancora la vita degli Apache scorreva lungo binari certamente difficili, ma ancora accettabili, tra lotte con altre tribù indiane e Messicani. I tempi, però mutarono molto presto e già dagli anni ’50 del secolo XIX gli Apache furono impegnati sul fronte della dura sopravvivenza, stretti tra l’invasione incontrollabile dei coloni bianchi e la voglia di rivalsa dei Messicani, sempre in caccia di scalpi e ben disposti a pagarli pur di avere la conferma della morte di più Apache possibile.
Dai diversi censimenti risulta che Victorio ebbe una sola moglie – il cui nome non è conosciuto – e 5 figli, 3 dei quali morirono durante il corso delle sue guerre. Si conosce il nome dell’ultimo figlio ucciso – qualche mese prima della disfatta di ottobre a Tres Castillos – un giovane e focoso guerriero chiamato Washington. Leggi il resto

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