Kit Carson, leggenda del west

A cura di Federico Boggio Merlo


Kit Carson – clicca per INGRANDIRE
Uomo di frontiera, cacciatore di pellicce, soldato e guida, Christopher Carson, meglio noto come Kit Carson, è uno dei grandi eroi del vecchio West. Agli inizi del XIX secolo Carson era un leggendario uomo delle montagne e commerciante del sud-ovest americano, e si era guadagnato un’ottima reputazione per il suo commercio di pelli e per le sue eccezionali qualità di guida lungo le piste selvagge dal New Mexico alla California. Leggi il resto

Il “piccolo padre” e gli indiani

A cura di Luca Barbieri


Era detto il “Piccolo Padre” in paragone a quello “Grande” (e cioè il presidente degli Stati Uniti) che stava lontano, a Washington, e, come ogni buon padre di famiglia, avrebbe dunque dovuto brillare per onestà e saggezza; quasi sempre, invece, si dimostrava uno squallido burocrate privo di scrupoli, un ignobile affarista deciso ad arricchirsi alle spalle di quelli che considerava “selvaggi ignoranti”. La tentazione di truffare i pellerossa era in effetti enorme, perché dai pochi spiccioli di stipendio da funzionario pubblico percepito fino al momento della nuova nomina, l’agente indiano si trovava di colpo ad avere a disposizione decine o addirittura centinaia di migliaia di dollari (somme favolose per l’epoca) senza o quasi un effettivo controllo di gestione. Leggi il resto

Autunno Cheyenne

A cura di Cristiano Sacco

I capi CheyenneLittle Wolf (Piccolo Lupo) e Dull Knife (Coltello Spuntato)
Nei primi giorni dell’aprile 1877, quasi mille Cheyenne settentrionali, stanchi, affamati e seminudi, erano giunti a Fort Robinson provenienti dalla regione dello Yellowstone, nel Nebraska nord-occidentale. Erano giunti fin lì per arrendersi all’Uomo Bianco confidando nelle sue false promesse di cibo e rifugio, addirittura anche di un’agenzia nel loro stesso territorio di caccia. Presto però si diffuse la notizia secondo la quale tutti i Cheyenne settentrionali avrebbero dovuto trasferirsi nel Territorio Indiano, in Oklahoma, per congiungersi ai Cheyenne meridionali già lì presenti, in modo di creare un’unica riserva in cui riunire tutti i Cheyenne.
Questo annuncio venne accolto dagli Indiani con vivo disappunto, si rifiutarono di partire e resistettero finché l’agente fece sapere che non avrebbe più distribuito razioni di cibo lì, nel Nebraska. Leggi il resto

Cochise

A cura di Cesare Bartoccioni

Un ritratto di Cochise
Nell’estate del 1872 uno sviluppo davvero inatteso si verificò nella capitale della Nazione. Il Presidente Ulysses S. Grant, sperando di mettere fine alla guerra Apache nell’Arizona del sud est, inviò il Generale di Brigata Oliver O. Howard in Arizona per fare pace con Cochise, il celebrato condottiero della banda Chokonen degli Apache Chiricahua (1). Che le sue attività occupassero i pensieri dei capi militari e civili d’America sarebbe stata una sorpresa per l’anziano capo, il quale era per natura modesto e senza pretese. Tuttavia, la reputazione di Cochise aveva convinto i maggiori leader di Washington che egli fosse la chiave per ottenere una pace duratura con gli Apache Chiricahua.
In quel tempo – eccetto forse per Nuvola Rossa, il grande capo Lakota – Cochise era forse l’Indiano più famoso del West. Tale designazione non lo avrebbe adulato. Dopo 12 anni di guerra contro gli Americani – un conflitto sanguinoso e senza pietà che era iniziato dopo che le truppe Americane lo avevano tradito nel 1861 – Cochise era giunto alla conclusione che doveva fare la pace per assicurare la sopravvivenza del suo popolo. Leggi il resto

L’agente indiano

A cura di Gaetano Della Pepa

L’agente indiano degli Ute
L’11 marzo 1824 veniva creato il Servizio Affari Indiani alle dipendenze del dipartimento della guerra. Il compito di quest’ufficio era quello di versare alle tribù firmatarie di trattati le annualità, in soldi ed in beni materiali, fissati dai trattati, controllandone i bilanci.
In seguito, però, oltre ai compiti di gestire il fondo per la civilizzazione degli indiani, ai funzionari del Servizio venne affidato anche l’arduo incarico di risolvere le controversie tra gli stessi indiani ed i bianchi, in particolare coloni e commercianti.
Nel 1831 l’ufficio passò alle dipendenze del ministero dell’interno ed assunse la denominazione di Commissariato agli Affari Indiani con a capo il Presidente degli Stati Uniti. Vennero nominati i sovrintendenti e posti a capo delle varie zone in cui venne diviso il territorio, sia quello delle tribù ormai pacifiche, sia di quelle ancora in guerra. Leggi il resto

Fiamme nel Montana: la ribellione di Sword Bearer

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Un guerriero Crow
La fine di settembre preannunciava un nuovo, freddo inverno nella riserva Crow del Montana. Le giornate si accorciavano sempre di più e, già intorno alle sette di sera, il sole iniziava a calare infreddolito dietro le montagne.
Quel venerdì 30 settembre 1887, l’agente degli Absaroka Henry Williamson e sua moglie, seduti nella veranda della loro residenza, erano così presi dai loro sforzi volti a catturare l’ultimo filo di luce che non prestarono molta attenzione alle grida e al rumore di cavalli in corsa proveniente dalla zona opposta dell’agenzia. Il giorno dopo era prevista la distribuzione settimanale delle razioni e gli indiani, sempre affamati e pronti a protestare per la scarsità dei beni distribuiti, dovevano evidentemente già aver iniziato a radunarsi intorno ai carri in attesa di essere scaricati. Leggi il resto

Gli indiani tra i due fuochi della Guerra Civile

A cura di Sergio Mura

Soldati di origine indiana
Anche i tragici e grandiosi eventi bellici della Guerra Civile Americana furono un banco di prova per la tenuta delle tribù indiane. Gli indiani non sapevano resistere lontano dai campi di battaglia, anche per via della formazione individuale e tribale che, in genere, attribuiva all’onore un grande rilievo. E così non seppero tenersi alla larga dalle sanguinose battaglie campali della Guerra Civile, schierandosi sia con il Nord che con il Sud. Gli indiani si divisero anche in quella circostanza, come era già successo parecchio tempo prima, quando ci fu da decidere con chi schierarsi durante le guerre coloniali…
D’altra parte, sottrarsi alla catastrofe non era semplice, dato che ci pensarono gli eserciti unionista e confederato a portare la guerra nei territori che erano precedentemente stati assegnati alle nazioni indiane. Leggi il resto

Il sanguinoso assedio di Milk Creek

A cura di Sergio Mura

Mentre la maggior parte degli storici del Colorado si concentrava sul “Massacro Meeker”, questa importante battaglia, svoltasi al Milk Creek, è passata quasi inosservata.
Tutto ebbe inizio quel martedì 16 settembre del 1879, quando il telegrafista di Fort F. Steele consegnò con una certa premura un dispaccio al suo comandante, il Maggiore Thomas Thornburgh.
Thornburgh diede un’occhiata attenta al testo e subito si girò verso il suo aiutante di campo, il capitano William Henry Bisbee, per comunicargli quanto c’era scritto. Nel dispaccio si ordinava a Thornburgh di recarsi urgentemente presso la White River Agency degli indiani Ute per indagare sui venti di rivolta che agitavano gli Ute contro l’agente Nathan Meeker. Nell’ordine, firmato dal generale George Crook, veniva sottolineato che la spedizione doveva essere investigativa piuttosto che punitiva. Leggi il resto