“Capelli-Rossi” Dunn e lo scontro sul Pinta Trail

A cura di Paolo Brizzi


John Dunn pensò che il suo momento fosse arrivato e che quel giorno dell’inverno 1841 sarebbe stato il suo ultimo. Legato sulla sella di un cavallo, osservava i guerrieri Comanche che lo avevano catturato guadare il corso poco profondo del fiume Guadalupe, a Pinta Trail Crossing, circa 45 miglia a nord di San Antonio, Repubblica del Texas, con una mandria di cavalli e muli rubati. Solo il giorno prima Lupo Giallo e 80 guerrieri avevano assalito la periferia ovest della cittadina, uccidendo due abitanti ispanici ed un mandriano di colore prima di prendere prigioniero l’Irlandese, che stava badando al suo gregge di pecore.
Solo la sua folta capigliatura rosso rame lo aveva salvato dall’essere ucciso; i Comanches non li avevano mai visti prima ed erano stupefatti dal vedere un uomo che ritenevano favorito dal Grande Spirito e proprietario di un forte potere. Lupo Giallo ed i suoi stavano procedendo verso nord sull’antica Pinta Trail, attraverso l’Hill Country e spingendo cavalli e muli in direzione del loro villaggio.
Gli indiani avevano sostato al fiume per abbeverare gli animali e poi erano partiti seguendo la riva nord. Improvvisamente una salva di spari di armi da fuoco interruppe la calma della valle e diversi Comanches furono colpiti. Dunn potè vedere una dozzina di Texas Rangers prendere la mira, brandendo gli scovoli dei fucili. Forse non tutto era perduto; Dunn sentì rinascere la speranza di farcela. James Dunn era giunto a San Antonio nel Marzo 1840 ed assistette al Council House Fight, dove la lotta scoppiò nelle strade cittadine dopo che capi comanche erano stati invitati ad un concilio.


Una vista del guado sul Pinta Trail presso il fiume Guadalupe

Dunn colpì a morte un indiano che stava tentando di uccidere John James, un eminente rancher locale. Nel 1841 Dunn si occupava dell’allevamento di pecore.
L’ufficiale al comando a Pinta Trail Crossing era John Coffee “Jack” Hays, di 24 anni, nato in Tennesse; era un veterano della lotta agli indiani e si trovava in Texas dal 1836.
Con le pallottole che fioccavano dappertutto, Dunn pensò che i Rangers potevano uccidere anche lui, tra i Comanches. Lupo Giallo ordinò ai suoi guerrieri di resistere al guado per consentire il recupero dei morti e feriti. Infine i Comanches abbandonarono il corso del Guadalupe e risalirono il pendio sulla riva nord, raggiungendo quindi la pianura aperta. Hays condusse i Rangers alla carica verso il guado all’inseguimento degli indiani, ben deciso a far pagar loro cari i tre scalpi che ornavano le loro cinture.
Il cippo sul Pinta Trail
Coi sedici Rangers vi erano due guide Apaches Lipan; fra i Rangers c’era il ventenne James Wilson Nichols, che avrebbe narrato nei suoi scritti lo svolgimento di questa azione dimenticata. La data esatta dello scontro è sconosciuta ma molto probabilmente occorse nel Febbraio del 1841.
“Attraversammo il fiume e galoppammo sulla sommità del pendio” – scrisse Nichols 40 anni dopo – “loro si erano fermati e disposti in linea. Sparammo un’altra salva e poi ci ritirammo per ricaricare ma prima che avessimo finito, la collina era di nuovo piena di selvaggi!”.
“Quando ci videro urlarono e ci caricarono, ma vedendo che non arretravamo, si fermarono a metà strada, scaricarono le loro escopetas (fucili a canna corta ad avancarica) e lanciarono molte frecce, girarono i cavalli e noi li inseguimmo”. Una freccia colpì la coscia di Jack Pearson, ma il Ranger strinse i denti e cercò un nuovo bersaglio fra i guerrieri urlanti.
Jack Hays basava la sua tattica in parti uguali sulle proprie armi  e sul terreno. I fucili dei Rangers erano più precisi se usati a piedi che a cavallo, ma se il commando smontava e cercava copertura per un’azione difensiva, allora lasciava l’iniziativa ai Comanches. Smontare era inoltre pericoloso se gli indiani riuscivano a mettere in fuga i cavalli. Così per infliggere al nemico maggiori danni, i Rangers dovavano rimanere a cavallo. Ma per caricare le loro armi ad avancarica e non essere colpiti da lance o frecce essi dovevano ritirarsi verso la riva nord; tutti gli uomini portavano pistole come armi per il combattimento ravvicinato che consentivano rapidamente di sparare un secondo colpo; anch’esse erano ad avancarica. Nel 1841 Hays aveva acquisito pistole Colt Paterson a cinque colpi e fucili Colt. I Comanches avevano molto rispetto per la precisione al tiro dei Rangers e la potenza delle loro armi.
John Coffee “Jack” Hays
“Caricammo più velocemente possibile e ripartimmo alla carica” raccontò Nichols. I Texani salirono sulla collina emergendo sull’aperta pianura. Accorsero fino a 60 iarde dai guerrieri e poi si fermarono per sparare una salva verso le fila nemiche. Di nuovo i frontiersmen si ritirarono verso il fiume e gli indiani, riunitisi, ripartirono verso di loro. Lupo Giallo notò con rabbia i guerrieri sul terreno e i corpi di numerosi loro cavalli a terra.
Hays istruì metà dei suoi uomini a seguire gli altri ad una certa distanza come una riserva, mentre gli altri caricavano; una volta inseguiti, la riserva sparò a sorpesa sui Comanches coi propri Colt a tiro rapido. La riserva uccise diversi guerrieri e ferì gravemente il capo Lupo Giallo. I Comanches decisero di ritirarsi coi propri feriti e di lasciare il campo ai Rangers. Abbandonarono molti dei cavalli catturati, ma non il loro prigioniero, Dunn. Il ranger Sam Luckey soffrì una leggera ferita ala coscia sinistra, mentre Dave Lawrence prese una pallottola in una spalla. Lo sfortunato Luckey fu ferito anche mesi dopo, a Bandera Pass, e a Salado Creek (stavolta contro i messicani nel 1842) per poi morire tra le fila unioniste 20 anni dopo alla battaglia di Antietam.
I Comanches partirono sotto la copertura dell’oscurità; i Rangers medicarono i loro feriti e ritornarono a San Antonio in trionfo.
James Dunn non rimase tranquillo nonostante la vittoria texana; i guerrieri dovettere nascondere i corpi di 23 dei loro perchè non fossero sfregiati da animali a dagli odiati Texani. Altri 13 dei feriti sarebbero morti successivamente per le loro ingiurie. Lupo Giallo guarì ma fu ritenuto responsabile per la sconfitta e la pesante perdita in vite umane; tre anni più tardi sarebbe morto in un altro scontro con Hays, a Walker’s Creek.


Una banda di Comanche

Malgrado Dunn si aspettasse di essere torturato e ucciso, i Comanches continuarono a rispettarlo e alcune settimane dopo colse l’opportunità di fuggire. Sopravvisse al lungo viaggio di ritorno e a metà Marzo raggiunse gli insediamenti. Quindi si arruolò nei Rangers di Hays. Nichols riferì che Dunn non fu maltrattato ma disse che l’Irlandese quasi affogò quando i Comanches gli lavarono i capelli per accertarsi che non fossero tinti. Anche Dunn, come Luckey, fu ferito dagli indiani a Bandera Pass; il 12 Agosto 1944 mentre faceva il bagno nel Nueces, Dunn e tre altri Rangers furono attaccati dai Comanches, ma Dunn e un compagno riuscirono a fuggire ed a raggiungere San Antonio, semi-ustionati dal sole ma con lo scalpo intatto, dopo 120 miglia di marcia.
Oggi il guado di Pinta Trail si trova all’ombra del ponte della strada per Sisterdale, che collega questa a Boerne.

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