Gli indiani tra i due fuochi della Guerra Civile

A cura di Sergio Mura

Soldati di origine indiana
Anche i tragici e grandiosi eventi bellici della Guerra Civile Americana furono un banco di prova per la tenuta delle tribù indiane. Gli indiani non sapevano resistere lontano dai campi di battaglia, anche per via della formazione individuale e tribale che, in genere, attribuiva all’onore un grande rilievo. E così non seppero tenersi alla larga dalle sanguinose battaglie campali della Guerra Civile, schierandosi sia con il Nord che con il Sud. Gli indiani si divisero anche in quella circostanza, come era già successo parecchio tempo prima, quando ci fu da decidere con chi schierarsi durante le guerre coloniali…
D’altra parte, sottrarsi alla catastrofe non era semplice, dato che ci pensarono gli eserciti unionista e confederato a portare la guerra nei territori che erano precedentemente stati assegnati alle nazioni indiane.
E non fu guerra solo tra gli indiani e uno o l’altro degli eserciti in conflitto, ma anche tra gli stessi indiani! Ad esempio, nel sud-est, le cinque principali tribù indiane presenti – Choctaw, Chickasaw, Creek, Seminole e Cherokee – lottarono tra loro stesse, dividendosi tra chi intendeva parteggiare per il Nord e chi per il Sud.
La cosa incredibile è che questi indiani, nonostante la responsabilità diffusa degli stati del sud nel loro trasferimento forzato verso le terre del west americano, mantennero con essi dei rapporti ottimi e di grandissima diffidenza nei confronti del Governo americano.
John Ross
Anche gli agenti indiani fecero la loro parte per coinvolgere gli indiani. In generale, nel sud-est l’esercito unionista si ritirò subito dopo lo scoppio della guerra, lasciando che gli indiani venissero ampiamente manipolati dagli agenti indiani provenienti dagli stati del sud. Un esempio lampante in questo senso fu l’agente indiano Douglas H. Cooper, in servizio presso i Choctaw ed i Chickasaw, con i quali sostenne vibratamente le cause della secessione sudista contro il Governo americano.
E così, proprio queste due tribù firmarono subito un accordo con la Confederazione per lottare contro l’esercito unionista, anche perché alcune famiglie mantenevano ottime relazioni commerciali con gli stati del Sud, oltre che campi di cotone e persino schiavi.
Diverso fu il caso dei Cherokee che si divisero subito tra chi parteggiava per il Sud e chi prendeva le parti del Nord e finirono per combattersi in una loro piccola guerra civile. A fronteggiarsi erano i due principali leader: John Ross, capo riconosciuto, e Stand Watie.
Stand Watie
Questi due personaggi erano benestanti e facevano accudire le loro proprietà terriere da decine di schiavi, ma tra gli indiani che seguivano John Ross la maggior parte non era per la schiavitù, mentre i fedelissimi di Stand Watie, coltivatori ed allevatori della classe media del tempo, erano favorevoli al possesso degli schiavi.
Nel 1861 i Cherokee furono intrattenuti da Albert Pike che per conto della Confederazione provò a tirare dalla propria parte l’intera tribù. In ottobre di quell’anno i Cherokee firmarono l’adesione formale alla Confederazione degli Stati del Sud, con il consenso del capo John Ross. Con l’adesione alla Confederazione i Cherokee ottenevano lo stesso ammontare di denaro (annualità) che gli era garantito dal Governo americano, la protezione della loro gente e una loro rappresentanza nel Congresso; in cambio si impegnavano a fornire i guerrieri che la Confederazione riteneva necessario arruolare per difendere i confini del Territorio Indiano dalle truppe nordiste.
Albert Pike
I Cherokee fornirono quasi subito due reggimenti di cavalleria, uno dei quali era affidato a John Ross (ma guidato da suo nipote, John Drew) e l’altro a Stand Watie.
Tutto sembrava andare abbastanza bene, ma dopo la sanguinosa battaglia di Pea Ridge, nel marzo del 1862, il reggimento di Ross e Drew abbandonò la Confederazione, spostandosi insieme a tutti i fedelissimi del capo e al capo stesso più a nord, nella parte del Kansas schierato con i nordisti. Lì, nel 1863, i Cherokee di John Ross abolirono anche la schiavitù.
Stand Watie era diventato Generale di Brigata e aveva ormai il controllo di tutto il territorio dei Cherokee. Con i suoi cavalleggeri combatté e vinse alcune piccole battaglie con la tattica della guerriglia (la più adatta agli indiani) contro i Creek e persino contro i Cherokee schierati col Nord.
Le truppe di Stand Watie furono le ultime a riportare una qualche vittoria contro i soldati unionisti, ma questo non cambiò le sorti della guerra e nel 1865 si arresero anche i confederati reclutati tra i Caddo ed i Chickasaw.


La resa di Stand Watie

La conta delle perdite per gli indiani dopo la guerra civile fu semplicemente tragica. Oltre 10.000 soldati indiani erano morti nelle diverse battaglie combattute nel Territorio Indiano, ma oltre a questo erano incalcolabili i danni economici subiti dalle tribù. Le terre erano state invase dai soldati, i raccolti erano andati persi, come anche il bestiame; le case e gli altri edifici erano stati perlopiù rasi al suolo. Gli indiani della Confederazione avevano perso tutto ed erano facile preda delle numerose bande di armati che infestavano quelle terre.
Ma non andò meglio agli indiani che combatterono per l’Unione, dato che dopo la guerra il Governo americano li trattò esattamente come quelli che erano stati sconfitti, imponendogli anche un’umiliante sottrazione di terre.

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