I Mormoni verso la terra promessa nel west

A cura di Sergio Mura

In viaggio!
Le loro convinzioni religiose hanno fatto sì che i fedeli della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni” siano stati malvisti e persino perseguitati fin dalla fondazione della chiesa stessa, nel 1830. Subire violenze senza difendersi non era cosa semplice, per cui i Mormoni dovettero accettare di spostarsi continuamente da un posto all’altro, alla ricerca di un minimo di stabilità e tranquillità. Il profeta Joseph Smith guidò i Mormoni tra Ohio, Missouri e Illinois, ma la diffidenza e la violenza che finivano per circondare quella gente erano incredibili. Nel Missouri si arrivò persino a proclamare uno speciale ordine di sterminio. Quando Joseph Smith venne ucciso in Illinois nel 1844, fu chiaro a tutti i Mormoni che la pace andava ricercata altrove, più a Ovest. In questo clima di folle e cieca persecuzione, divenne famoso Brigham Young che spinse la sua gente verso l’accettazione di un nuovo trasferimento a ovest, così tanto a ovest da lasciarsi alle spalle il territorio degli Stati Uniti!
Nell’inverso 1846-47 Brigham Young, con l’aiuto di un certo Thomas L. Kane di cui divenne amico, portò i Mormoni fin nel Territorio Indiano dove venne posta la base per il successivo trasferimento verso la Great Salt Lake Valley.
Il viaggio venne organizzato minuziosamente, consultando ripetutamente trapper e coloni che conoscevano la zona. La decisione di andare nella Great Salt Lake Valley era dettata dal desiderio di essere finalmente lasciati in pace e in quel posto che nessuno voleva, forse sarebbero riusciti nel loro intento.


La mappa degli spostamenti dei Mormoni verso il west

Nei primissimi mesi del 1847, Brigham Young ed il suo “stato maggiore” studiarono a fondo il percorso che i Mormoni avrebbero dovuto compiere, ma anche il tipo di trasferimento che li aspettava. Si arrivò così a decidere che i Mormoni non sarebbero partiti tutti insieme, ma in gruppi. Il primo, l’avanguardia che avrebbe dovuto segnare la pista e organizzare l’accoglienza per gli altri, fu fatto partire nell’aprile del 1847.
Del gruppo facevano parte 143 uomini, compresi tre neri, tre donne e due bambini. La carovana era composta da 73 carri, un cannone, 93 cavalli, 52 muli, 66 buoi, 19 mucche, 17 cani e alcune galline. I Mormoni trasportavano con sé provviste più che bastati a sostenere il gruppo per almeno un anno intero. Brigham Young era ben conscio dei pericoli a cui si andava incontro, per cui cercò di organizzare al meglio gli uomini, dividendoli in 14 compagnie. Non solo, per coprire l’esigenza di organizzare la difesa dai potenziali pericoli (indiani, predoni, aggressori vari), decise di creare una milizia ed un gruppo addetto alla guardia notturna alla guida di Stephen Markham.
Il viaggio iniziò il 5 aprile e il gruppo di Mormoni viaggiò ininterrottamente per 6 giorni alla settimana, lasciando libera la sola Domenica.


Una carovana di Mormoni in viaggio

Ogni giornata iniziava con la partenza alle 7 e si concludeva con la sosta intorno alle 20.30. Alle 21 la gente andava a riposare. Brigham Young guidò la sua gente con saggezza, comprensione e anche una buona dose di determinazione, tutte caratteristiche necessarie in un viaggio duro come quello che stavano compiendo.
Tra i Mormoni vi era anche chi si occupava delle osservazioni scientifiche, chi delle annotazioni relative al viaggio e alle distanze percorse, chi cacciava e chi cucinava.
Dopo sei settimane di viaggio, i Mormoni arrivarono a Fort Laramie dove vennero raggiunti da altri uomini. Era il 1° giugno e da quel momento la carovana prese la Oregon Trail diretta verso Fort Bridger nel Wyoming. In occasione dell’attraversamento del Platte River i Mormoni seppero mostrare tutta la loro organizzazione e disciplina, utilizzando delle barche portatili e costruendo un vero e proprio attraversamento guidato con uso di corde e piattaforme galleggianti.


I quartieri invernali da cui tutto prese inizio

Alcuni Mormoni rimasero in quel luogo per attendere i confratelli che sarebbero arrivati in seguito e, nel frattempo, si facevano pagare dai migranti per aiutarli ad attraversare il fiume.
Nell’ultima settimana di giugno, Young ed i suoi incontrarono un gruppo di Mormoni che aveva viaggiato verso la California e che lì si era fermato. Questi Mormoni provarono a convincere la guida spirituale a cambiare rotta e dirigere verso al rigogliosa e promettente California, ma nulla poterono. In quei giorni Brigham Young conobbe anche Jim Bridger, il famoso mountain-man, che gli spiegò fin nei dettagli la strada che dovevano seguire e la situazione che avrebbero trovato, parlandogli della fertilità della terra, della presenza di corsi d’acqua e persino delle tribù indiane che abitavano l’area della Salt Lake Valley.
Da Fort Bridger (raggiunto ai primi di luglio) in poi la strada si faceva più difficile, specialmente per la necessità di affrontare e superare i passi delle Montagne Rocciose… Young decise di optare per la pista che avevano scelto gli sfortunati della carovana Donner-Reed l’anno precedente.


La lunga sequenza di carretti

In quei giorni molti si ammalarono e patirono strane febbri, forse per colpa di zecche del legno. Fatto sta che lo stesso Brigham Young si ammalò e perciò decise di mandare avanti tutti gli uomini sani, lasciando indietro se stesso con gli ammalati.
Grazie a questo tipo di organizzazione, le avanguardie dei Mormoni raggiunsero la Salt Lake Valley il 21 luglio del 1847, grazie agli esploratori Erastus Snow e Orson Pratt. Quest’ultimo scrisse in seguito: “Non potevamo trattenerci da un urlo di gioia, che quasi involontariamente scappò dalle nostre labbra nel momento in cui questo scenario grande e bello era alla nostra vista”.
Dal 21 luglio, per alcuni giorni venne esplorata la zona della valle in lungo e in largo e subito dopo venne fondato il primo insediamento provvisorio. Dopo il 23 luglio i Mormoni iniziarono a lavorare la terra, a costruire i primi rudimentali canali d’irrigazione e a piantare i primi campi di patate e rape.


Ancora un momento del viaggio

Il 24 luglio arrivò Brigham Young insieme al gruppo dei “malati” e dalla cima di un poggio fece la seguente dichiarazione: “Questo è il posto giusto, guidate avanti”.
Il 28 luglio fu il giorno in cui Young presentò la sua proposta per la costruzione della città all’assemblea dei Mormoni.
Nel frattempo, entro dicembre di quello stesso anno oltre 2.000 Mormoni si stabilirono nella Salt Lake Valley, mentre la loro guida, Brigham Young, ritornava a est per organizzare le altre carovane. I Mormoni si erano ormai stabiliti nel west!
Il percorso che le diverse carovane dei Mormoni seguirono venne chiamato “The Mormon Trail”. Il viaggio era gestito dai capi delle carovane che guidavano i Mormoni con carri, carretti, a cavallo o a piedi. La chiesa, a quel tempo, non era ricca, ma tutti si quotavano per consentire a chi lo desiderava di mettersi in viaggio per coprire i circa 2.000 Km di pista prima di raggiungere il Great Basin e la terra promessa.
A chi si preparava a viaggiare veniva naturalmente consigliato di organizzarsi con un carro per famiglia e i seguenti approvvigionamenti: da 2 a 4 gioghi di buoi, 2 mucche da latte, altro bestiame, armi e munizioni, 15 libbre di ferro, puleggie e corde, equipaggiamento da pesca, attrezzatura da fattoria e meccanica, attrezzatura da cucina e almeno 1000 libbre di farina più altri generi alimentari assortiti.


Un ritratto di Brigham Young, guida dei Mormoni

Nonostante le raccomandazioni a contenere ciò che si trasportava, alcune famiglie si facevano prendere la mano, caricando sul carro ciò a cui si era affezionati, trascurando il pericoloso incremento del peso… Così accadeva che lungo il percorso i buoi si indebolivano eccessivamente e si era costretti a buttare via ogni genere di cosa ritenuta non indispensabile. E non sempre si riusciva ad intervenire in tempo. Talvolta la pista non lasciava scampo, come ben sapevano e avrebbero saputo tutti quelli che scampavano alla traversata verso l’ovest.
Il periodo migliore per il viagigo era quello solito: da aprile a settembre. Chi sbagliava i calcoli rischiava di andare incontro al disastro e alla morte.
Il 24 luglio arrivò Brigham Young insieme al gruppo dei “malati” e dalla cima di un poggio fece la seguente dichiarazione: “Questo è il posto giusto, guidate avanti”.
Il 28 luglio fu il giorno in cui Young presentò la sua proposta per la costruzione della città all’assemblea dei Mormoni.
Nel frattempo, entro dicembre di quello stesso anno oltre 2.000 Mormoni si stabilirono nella Salt Lake Valley, mentre la loro guida, Brigham Young, ritornava a est per organizzare le altre carovane. I Mormoni si erano ormai stabiliti nel west!
Il percorso che le diverse carovane dei Mormoni seguirono venne chiamato “The Mormon Trail”. Il viaggio era gestito dai capi delle carovane che guidavano i Mormoni con carri, carretti, a cavallo o a piedi. La chiesa, a quel tempo, non era ricca, ma tutti si quotavano per consentire a chi lo desiderava di mettersi in viaggio per coprire i circa 2.000 Km di pista prima di raggiungere il Great Basin e la terra promessa.


Il posto scelto da Brigham Young per l’insediamento

A chi si preparava a viaggiare veniva naturalmente consigliato di organizzarsi con un carro per famiglia e i seguenti approvvigionamenti: da 2 a 4 gioghi di buoi, 2 mucche da latte, altro bestiame, armi e munizioni, 15 libbre di ferro, pulegge e corde, equipaggiamento da pesca, attrezzatura da fattoria e meccanica, attrezzatura da cucina e almeno 1000 libbre di farina più altri generi alimentari assortiti.
Nonostante le raccomandazioni a contenere ciò che si trasportava, alcune famiglie si facevano prendere la mano, caricando sul carro ciò a cui si era affezionati, trascurando il pericoloso incremento del peso… Così accadeva che lungo il percorso i buoi si indebolivano eccessivamente e si era costretti a buttare via ogni genere di cosa ritenuta non indispensabile. E non sempre si riusciva ad intervenire in tempo. Talvolta la pista non lasciava scampo, come ben sapevano e avrebbero saputo tutti quelli che scampavano alla traversata verso l’ovest.
Il periodo migliore per il viagio era quello solito: da aprile a settembre. Chi sbagliava i calcoli rischiava di andare incontro al disastro e alla morte.
Dopo la partenza del gruppo iniziale dei “Santi degli ultimi giorni” che vivevano nell’Illinois e nel Missouri, si misero in viaggio i Mormoni provenienti da altre aree degli Stati Uniti e persino dall’Europa. Questi seguirono il percorso iniziale per congiungersi con il corpo principale della Chiesa a Salt Lake City. Ogni anno, dal 1847 fino al 1869, i Mormoni che intraprendevano questo viaggio si raggruppavano in compagnie organizzate. Le migrazioni continuarono fino al 1890, ma coloro che vennero utilizzando la ferrovia non sono considerati “Mormoni pionieri”.


Un monumento ai Mormoni pionieri

Arrivati nella Salt Lake Valley, i Mormoni si misero immediatamente al lavoro per rendere l’area vivibile e in gradi di dare sostentamento a tutti quelli che stavano arrivando da est. Perciò si ararono i campi e si lavorò duramente alla distribuzione delle risorse idriche, ma sopratutto esploratori vennero spediti in ogni direzione allo scopo di scegliere ulteriori spazi per insediamenti sempre nuovi. L’acqua era di vitale importanza, per cui vennero scelte le aree che ne disponevano naturalmente. Grazie a queste sapienti mosse, nonché ad un’indomabile buona volontà, i Mormoni raggiunsero l’Arizona, il Messico, la California, l’Idaho, il Wyoming, il Nevada e persino il Canada.

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Commenti

Una risposta a “I Mormoni verso la terra promessa nel west”

  1. tassilone, il 6 giugno 2011 22:38

    Articolo eccellente,senza sbavature –
    Ottimo italiano – Foto OK –
    Lodevole –
    Cordialità
    Tassilone

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