Alla scoperta degli indiani Waxhaw

A cura di Gianni Albertoli

Come giustamente affermava lo Swanton, il significato del nome degli indiani “Waxhaws” è ancor oggi sconosciuto, inoltre ricordava che erano anche chiamati “Flatheads” (Teste Piatte), un nome affibbiato loro dagli altri gruppi Catawban a causa della loro abitudine di deformare il cranio. Nulla della loro lingua è stato preservato, ma le evidenze archeologiche indicano chiaramente una stretta relazione culturale tra loro e i Catawbas, quindi, anche l’appartenenza linguistica al ceppo Siouan orientale sembra indiscutibile. I più stretti parenti dei Waxhaws sembra siano stati gli indiani Sugerees. Questa popolazione era stanziata nella attuale Lancaster County del South Carolina, ma con gruppi sparsi nelle contee Union e Mecklenburg del North Carolina. Il John Lawson, nell’anno 1701, citava soltanto due insediamenti, ma non ci dava alcun nome per indicarli. Storicamente questi indiani erano da ricollegare ai “Gueca” (Gueza, Jueza) del Vandera, il quale con il Pardo ebbe modo di incontrarli (1566-67) nel South Carolina occidentale.
Il Lederer, nel 1670, indicava i Waxhaws con il nome “Wisacky”, i quali erano soggetti ai Catawbas. Lo Swanton si sbilancia affermando che i Waxhaws erano anticamente conosciuti come “Weesock”, incontrati dall’Arthur Gabriel; infine ricorda che dopo la “Yamassee War” vennero distrutti dai Catawbas e che i resti si sarebbero uniti ai Cheraws; infine ricorda che 25 indiani Waxhaws avrebbero seguito gli alleati Yamassee in Florida (1715), dove sembra fossero ancora presenti nell’anno 1720. Nessuna stima sulla loro popolazione è a noi nota. Il nome della tribù è oggi conservato nel Waxhaw Creek e in un piccolo borgo della Union County del North Carolina, inoltre, in una zona della Lancaster County (South Carolina) e in una della Bolivar County del Mississippi. Gli indiani del territorio rappresentarono sicuramente un ramo importante della Cultura Mississippian, la quale si sarebbe diffusa in tutto il sud-est; fra questi anche i Waxhaws, che furono i discendenti delle tribù incontrate dal de Soto nel XVI secolo e, successivamente dal Juan Pardo. Gli indiani trovarono casa nella vallata del fiume Wateree ancor prima del XV secolo, stabilendosi nelle pianure alluvionali; poi avrebbero raggiunto i corsi dei fiumi Pee Dee e Yadkin dove dettero vita al villaggio chiamato “Creek Town” dai bianchi.


Una capanna tipica degli Waxhaw

E’ probabile che i Waxhaws siano stati uno dei rami di queste genti stabilitosi a nord delle terre della mitica Cofitachequi. Gli indiani Catawbas all’apice del loro crescente prestigio eliminarono i loro grandi rivali del territorio, erano questi i Waxhaws. Nell’agosto 1716, i giornali del South Carolina riportavano che, “I Waxhaws hanno rifiutato di stipulare la pace con noi, ciò ha costretto gli indiani Cattawbaws ad assalirli. Sono stati sconfitti e la maggior parte di loro ha perso la vita, i pochi rimasti sono stati costretti alla fuga”. I coloni inglesi usarono spesso queste pratiche per eliminare le tribù che si opponevano alle loro aspirazioni; l’incoraggiamento dei bianchi nei confronti dei Catawbas poteva essere stato più un pretesto che una causa del conflitto. Comunque sia, i Catawbas avevano numerosi motivi per eliminare i potenti Waxhaws, soprattutto a livello commerciale. Questi indiani erano probabilmente uno dei gruppi che originariamente facevano parte del potentato di Cofitachiques ricordato dall’Hernando de Soto e, successivamente, anche dal Juan Pardo. La loro cultura sembrerebbe presentare alcune diversità da quella degli indigeni della zona e, probabilmente per questo, non erano ben visti dalle altre tribù delle Caroline. La loro posizione geografica posta nelle vicinanze di importanti vie di comunicazione faceva probabilmente aumentare il rancore verso di loro da parte di altre genti interessate ai commerci intertribali. I Waxhaws erano stanziati più a nord e potevano entrare in contatto sia con i gruppi settentrionali che con le popolazioni delle coste atlantiche. I Catawbas li accusavano di fomentare altre tribù contro lo strapotere dei bianchi del South Carolina, circolavano voci allarmanti su un loro possibile attacco contro i traders inglesi che commerciavano nelle fasce pedemontane delle Appalachian Mountains; inoltre, si diceva che erano propensi ad unirsi agli Yamassee da tempo in rivolta (1715). Alcuni commercianti bianchi erano stati uccisi e derubati delle loro mercanzie nell’entroterra e i Waxhaws erano stati subito accusati dei crimini, inoltre, sembra avessero abbandonato le trattative di pace in corso, anche se alcuni dei loro capi avevano partecipato a queste trattative avvenute a Williamsburg nel febbraio 1716.


La mappa della presenza degli indiani Catawba

I Waxhaws rappresentavano sicuramente un problema essendo anche loro direttamente interessati ai commerci con i bianchi e con le altre genti del territorio, così i Catawbas si sarebbero posti il problema di eliminarli definitivamente dalla scena storica. Il duro conflitto che ne sarebbe seguito avrebbe lasciato un segno profondo nella storia, e nella memoria storica, della nazione Catawbas anche un secolo dopo. Indipendentemente dai vari motivi che spingevano i Catawbas ad assalire i Waxhaws, i coloni del South Carolina avevano grandi interessi nel considerare i primi loro fedeli alleati e partner commerciali ben più affidabili dei Waxhaws; inoltre, ciò avrebbe rappresentato un avamposto importante nell’entroterra ancora sconosciuto per loro. Quando il Lawson si spinse nell’interno ebbe modo di incontrare parecchie popolazioni di etnia Siouan, fra queste anche i Waxhaws. A sole tre miglia di distanza dal “Chickanees Wateree”, il John Lawson avrebbe visitato un grande insediamento dei Waxhaws, indiani che, secondo le tradizioni, sarebbero da identificare con le genti incontrate dal Juan Pardo a “Gueca”; è probabile che nel corso del XVIII secolo i Waxhaws abbiano assorbito altri piccoli gruppi indigeni ormai in via di estinzione. I Waxhaws sembra che apparentemente abbiano occupato le aree fluviali a nord di Camden e nelle terre del Sugar Creek. Il Juan Pardo raggiunse “Tagaya the Lesser” (Tagaya Chico) e Gueca, dove il territorio offriva ancora ottime risorse. “Gueca” era probabilmente sita sul fiume Wateree, a nord di Lancaster (South Carolina), anche se non si può escludere che fosse sul Waxhaw Creek. Da “Gueca” gli spagnoli si spinsero in direzione Aracuchi (forse sul Catawba River), nelle vicinanze di Rocky Hill (South Carolina). Il Vandera diceva che gli indiani di queste terre costruivano grandi case nei loro villaggi di Guiomae, Canos, Yssa, Guatari ed Ylasi, ma sembra che si sia dimenticato delle grandi abitazioni di Joara. Invece, la casa di Gueca, sembra sia stata soltanto “abbastanza grande”. Di piccole dimensioni erano le abitazioni dei villaggi di Tagaya, Aracuchi, Otari, Quinahaqui, Guaquiri e Cauchi. Durante le sue esplorazioni, un commilitone del Lawson venne ben accolto e un capo dei Catawbas gli offrì la sua giovane figlia come sposa; i bianchi ignoravano le tradizioni indiane e l’uomo avrebbe rifiutato l’offerta, ma gli indiani non se la presero e i bianchi furono disprezzati, “erano dei buoni a nulla e si comportavano stranamente”.


Testimonianze di un insediamento

Quando il Lawson si mise ad osservare alcune donne Congaree “molto indaffarate nei giochi”, per due ore buone non riuscì a capire le loro regole, quando poi, alcuni giorni dopo, entrò in un villaggio dei Waxhaws, si rese conto di aver centrato un giorno importante. Gli indiani erano impegnati in importanti cerimonie, i loro riti celebravano il recente raccolto e gli indiani pregavano per grandi successi nella successiva semina. Il Lawson e i suoi uomini stettero l’intera notte nella buia e calda capanna messa a loro disposizione, i bianchi mangiarono a sazietà guardando le “spaventose maschere dei danzatori indiani” e “ascoltavano due vecchi uomini che cantavano e raccontavano storie della tribù”. Simili esperienze stupirono notevolmente il Lawson, il quale si rese conto di essere in un mondo diverso da quello dei bianchi. Quando un violentissimo vento si abbatté durante la notte su un villaggio dei Saponis, l’inglese dovette uscire dalla capanna per poter vedere il capo del villaggio che cercava di calmare le forze della natura con riti pagani. La spedizione del Lawson ebbe modo di visitare almeno una quindicina di gruppi indigeni, ma i bianchi si resero conto che fra tribù e tribù vi erano anche poche somiglianze culturali, pur parlando diversi dialetti dello stesso ceppo linguistico. Gli uomini della tribù Keyauwee si facevano crescere la barba, mentre nel “lower Quarter”, posto più a sud, i bianchi non seppero dare alcuna ragione al fatto che a molti indiani mancasse un occhio. Il Lawson giudicava molto belle le donne dei Congarees, mentre i Waxhaws, chiamati “Teste Piatte” dai loro vicini, praticavano la deformazione craniale; “era impossibile annoiarsi”, vi erano “traders nativi che solcavano le Caroline”. L’inglese incontrò commercianti Congarees nel villaggio dei Keyauwees, e un indiano proveniente “dalle terre a sud di Charleston” diretto agli insediamenti degli Esaws; inoltre vide “ambasciatori Tutelos tra i Saponis e un ambasciatore Saponis nella città dei Waxhaws”.
Un villaggio Waxhaw
Presso gli indiani Waxhaws gli inglesi ebbero modo di osservare che portavano piccoli campanelli di metallo alle caviglie, mentre le altre genti della zona avevano ancora sonagli di tartaruga alle caviglie. Inoltre, avevano pipe cerimoniali di pietra con fili di metallo. Intorno al 1740 i Shuterees edificarono il villaggio chiamato “New Town”, mentre gli affini Sugarees evacuarono le loro terre lungo il Sugar Creek per stabilirsi sulle rive del fiume Catawba, da qualche anno abbandonato dai Waxhaws. Il problema di questi indiani era quello di aver sempre a disposizione terreni in grado di produrre sempre più cereali e forniture di legname, quando un territorio si esauriva veniva evacuato velocemente. In effetti però, i Sugarees abbandonarono le loro terre per sfuggire alle continue incursioni dei guerrieri Irochesi provenienti dal nord. E’ probabile che alcuni gruppi, appartenenti ai villaggi centrali del potentato di Cofitachequi, si siano spostati più a nord per fondersi con i Waxhaws, mentre altri si sarebbero spinti a sud per unirsi agli Yamasees. Gli studiosi si chiedono se gli indiani di “Ilapi”, stanziati lungo il corso del Chattahoochee (XVIII secolo), discendessero dagli Ylasi (o Herapi) del Pardo. Quando giunse a “Gueca” il Pardo ebbe modo di incontrare “Orata Herape”, il quale poteva essere soggetto al villaggio di “Ylasi”. L’etimologia di queste forme è sconosciuta, ma potrebbero essere collegate ad un nome di origine Creek indicante gli insediamenti di “Hilibi” o “Hilabi”; probabilmente “Herape” era una pronuncia usata dagli indiani parlanti dialetti riconducibili ai Catawbas che sostituivano la “r” con la “l”. Dobbiamo tener presente che, in modo sorprendente, nessuno dei quattro capi di villaggi posti a nord di Cofitachequi, quindi sui fiumi Catawba e Wateree, abbiano incontrato il Juan Pardo. Questi leader erano a capo di Tagaya (presso la foce del Beaver Creek), Tagaya the Lesser (presso il Fishing Creek Dam), Gueca (sul Waxhaw Creek e presso Irwin) e Aracuchi (nelle vicinanze di Rock Hill). La loro assenza potrebbe spiegare il veloce crollo dell’influenza di Cofitachequi nel territorio. E’ anche probabile che dialetti Muskhogean orientali siano stati comodamente parlati in questi villaggi.


Punte di freccia

Quando il Pardo giunse a Gueca si rese conto che il “Gueca Orata” era fra i leader che avevano fatto costruire la sua abitazione a Cofitachequi; il termine “Gueca” derivava probabilmente da “wi-sa”, una parola della lingua Creek significante “mirtilli”, e che, quasi certamente, dopo la fine del XVII secolo, divenne il nome che gli inglesi davano ai Waxhaws. Tutti e quattro gli insediamenti erano probabilmente posti nel poco conosciuto sito archeologico del Waxhaw Creek. Insieme al leader di Gueca, il Pardo incontrò altri capi (orata), fra questi Unharca, Herape, Suhere, Suya, Uniaca, Sarati ed Ohebere. E’ probabile che gli spagnoli abbiano incontrato nel territorio popolazioni parlanti dialetti Muskhogean orientali e Siouan-Catawban; queste genti vivevano indiscutibilmente nelle terre poste sul medio corso dei fiumi Catawba e Wateree, ma anche sui fiumi Pee Dee e Yadkin. Il Pardo invitò questi capi a continuare a pagare il loro annuale tributo a Cofitachequi, anche se ciò significava una distanza considerevole da coprire; in caso di impossibilità nel rifornire di mais Cofitachequi, invitò gli indiani del territorio a pagare tributi in pelli di cervo o in grandi quantità di sale. Ciò indicava chiaramente che questi insediamenti non avevano a disposizione grandi quantitativi di mais ma, dato importante, potevano avere a disposizione quantitativi di sale. Gli eventuali tributi avrebbero potuto essere trasportati in canoa seguendo il corso dei fiumi, dagli insediamenti di Guiomae e Pasque la via era molto praticabile, ma non così da Ylasi – posta sul fiume Pee Dee -, e neppure da Gueca, la quale si trovava al di sopra delle rapide del Wateree. Di questi capi incontrati a Gueca, e dei loro insediamenti, sappiamo ben poco, ma possiamo sospettare che “Suhere” sia da ricondurre agli indiani Sugarees, il cui insediamento era posto sul Sugar Creek; inoltre, è probabile che alcuni di questi capi fosse soggetto al potente Guatari Mico.

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