Commodore Perry Owens

A cura di Sergio Mura

Commodore Perry Owens
Il grande Commodore Perry Owens è stato spesso accostato a Wes Hardin per alcune ragioni. Ad esempio perché tutti hanno convenuto che entrambi fossero degli uomini di bell’aspetto; oppure perché entrambi erano persone che godevano di una certa notorietà; infine, perché sia uno che l’altro erano dannatamente veloci ad estrarre le pistole che erano abilissimi ad utilizzare.
C’era però una cosa che subito dopo veniva introdotta come chiaro elemento di differenziazione… John Wesley Hardin era un temibile pistolero che pendeva sul versante dei fuorilegge e che considerava la legge come un orpello di cui tenere scarsa o nulla considerazione, mentre Commodore Perry Owens era un uomo di legge che considerava la legge come una roba da rispettare ad ogni costo!
Dei genitori e dell’infanzia di Perry Owens si conosce veramente pochissimo, ma è noto che il padre e la madre dell’uomo di legge avevano una certa ammirazione per il “commodoro” Matthew Galbraith Perry, l’uomo che comandò la flotta statunitense ai tempi della guerra con il Messico.
Owens era alto, asciutto e muscoloso ed i suoi capelli, che teneva lunghissimi ben oltre le spalle, erano color oro, tanto da farlo ricordare di una bellezza notevole. Nessuno poteva dire di averlo mai visto bere, giocare d’azzardo o fumare, né di averlo mai visto mancare di rispetto in qualunque modo al genere femminile.


Razziatori indiani al lavoro intorno alla stazione di cambio

Il primo ricordo utile e documentato di Commodore Perry Owens colloca il giovane in una stazione di cambio a Navajo Springs come custode dei cavalli. Lì si guadagnò il rispetto e l’ammirazione delle numerose bande di indiani che tentavano continuamente di soffiargli i cavalli (a cui badava) da sotto il naso, non riuscendoci… Una volta una piccola banda di razziatori gli fece persino un’imboscata, ma l’esito fu per loro infausto: quattro giovani indiani spediti a cavalcare nei verdi pascoli in pochi istanti.
Un altro episodio vide Owens assediato nella stazione con un centinaio di indiani urlanti che tentavano di levargli la pelle. In quella circostanza l’assedio andò avanti per alcuni giorni con Owens sempre pronto a rispondere colpo su colpo, finché gli indiani non si stufarono e levarono le tende, rinunciando alla razzia.
Dopo alcuni anni di inutili schermaglie senza profitto, gli indiani decisero di smettere le ostilità nei confronti della stazione, tributando un certo rispetto per quell’uomo indomito.
La vita in Arizona in quegli anni ’80 del XIX secolo era quanto di più distante dalla tranquillità che noi possiamo immaginare. I problemi scoppiavano in continuazione ed avevano come protagonisti gli americani, gli indiani ed i messicani, in un carosello di scontri e vere e proprie battaglie.


L’unica foto nota di Owens

Talvolta ad entrare in conflitto erano le famiglie dei grandi proprietari terrieri o di bestiame.
Nella Pleasant Valley, ad esempio, c’erano ben due famiglie in costante conflitto tra loro. Erano Graham ed i Tewksbury, divisi dal tradizionale odio che divideva gli allevatori di bovini (i primi) e i pastori di pecore (i secondi).
Durante questi tempi alquanto agitati, venne creata al Navajo County con Holbrook “capitale”. In quello stesso istante tutti i cittadini furono d’accordo sulla necessità di avere uno sceriffo e convennero anche sull’opportunità di proporre l’incarico a Commodore Perry Owens che, nel frattempo, aveva mostrato ampiamente con piccoli e grandi gesti di avere la stoffa per tenere sul giusto binario la cittadinanza. Owens accettò l’incarico senza esitazione.
Proprio in quel periodo, alla faida della Pleasant Valley tra i Graham ed i Tewksbury si aggiunse una terza famiglia, i Blevins. Il capofamiglia dei Blevins si mise subito contro Owens, respingendo le sue mediazioni e contrapponendosi anche alle disposizioni di legge. Era un atteggiamento, quello, talmente provocatorio che un uomo indomito e orgoglioso come Owens non poteva sopportare. E finì in una sparatoria.


La prima sparatoria con i Blevins

Non si trattò di un vero e proprio duello, ma di una sparatoria nata dalla contrapposizione. Alla fine, quando il fumo degli spari si era diradato, a terra erano rimasti il patriarca dei Blevins e due dei suoi cinque figli. I tre sopravvissuti decisero di unirsi alla famiglia dei Graham.
Nonostante la sparatoria, che ebbe notevole eco, la guerra tra le famiglie continuò e con essa proseguì lo spargimento di sangue. Si arrivò al punto in cui i Blevins superstiti si girarono contro la famiglia Graham che li stava ospitando e finì che decisero di abbandonare la scena e dirigersi verso pascoli migliori in compagnia di un notissimo ladro di bestiame, Mose Roberts.
Ma prima di andarsene definitivamente, i giovani stabilirono di passare a salutare l’anziana madre, nonostante Commodore Perry Owens li avesse diffidati ufficialmente dall’avvicinarsi a Holbrook.
La notizia del ritorno dei Blevins giunse rapidamente all’orecchio di Owens, insieme all’eco delle minacce che i giovani stavano spargendo contro lo sceriffo…
Owens decise di non restare a guardare. Caricò le armi e uscì dal suo ufficio.
Quel giorno la casa dei Blevins era abbastanza affollata e con la madre c’erano i tre figli, dal più grande, Andy (chiamato Cooper), ai più piccoli, Johnny e Sam. C’era anche il ladro di bestiame, Mose Roberts, che era cognato dei Blevins. E c’erano pure la moglie di Johnny Blevins e una certa Mrs Gladden con la sua figliola di 9 anni.


L’ultima sparatoria contro i Blevins

Arrivò Owens e tenendosi fuori dall’ingresso dei Blevins, ordinò a Andy e i suoi fratelli di uscire e arrendersi. Andy apparve improvvisamente sull’uscio armi in mano, mentre gli altri fratelli ed il cognato, anch’essi armati, erano pronti a sostenerlo dall’interno.
Scoppiò improvvisamente l’inferno e alla fine della violentissima sparatoria si vide che Owens era ancora in piedi, senza neppure un graffio, mentre a terra, morti, erano rimasti Andy e Sammy Blevins e Mose Roberts, mentre era rimasto gravemente ferito Johnny Blevins.
L’intera Arizona capì definitivamente che con Commodore Perry Owens non c’era da scherzare!
Il grande uomo di legge proseguì la sua avventura con maggiore tranquillità, fino al 1919 quando morì in pace, onorato da tutti come uomo degnissimo e retto.

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