Jedediah Smith, scopritore di piste, trapper, impresario

A cura di Sergio Mura


Il grande Jedediah Smith è rimasto giustamente nella memoria della storia del west come il più famoso scopritore di piste, trapper, guida e persino buon partner di ben due aziende commerciali impegnate nel commercio e nei traffici collegati alle pellicce.
Fu grazie a queste peculiarità che Jedediah Smith ebbe modo e opportunità di esplorare lande che ai suoi tempi erano perlopiù sconosciute, nello Utah e più in generale nel West.
Nato il 6 gennaio del 1799, Jedediah Smith fu il primo americano dopo gli “Astoriani” a raggiungere l’ovest estremo del paese superando il “Continental Divide” attraverso il South Pass; ma fu anche il primo a recarsi, per via terrestre, in California e, così facendo, ad attraversare in tutta la sua lunghezza lo Utah; mise la firma sotto la grande impresa del superamento della Sierra Nevada; e, infine, fu anche il primo ad attraversare incolume il deserto del Great Basin.
Proprio quest’ultima impresa è da considerarsi eccezionale per la sua portata intrinseca, ma anche per gli scenari che aprì alla successiva colonizzazione di terre che erano ritenute difficilissime da raggiungere via terra.
Nel 1822, Jedediah Smith entrò a far parte del gruppo originario dei cosiddetti “Uomini di Ashley” (Ashley Men), valorosi trapper sotto il comando di William Ashley. La primavera di quell’anno lo vide risalire il fiume Missouri sotto il comando di Andrew Henry e trascorrere il suo primo inverno lungo le rive del fiume Musselshell. Nella primavera del 1823, Smith fu inviato giù per il fiume per trovare il gruppo principale degli Uomini di Ashley e in quell’occasione si decise di premiarlo per le sue indubbie doti di leader.


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Dopo la campagna degli Arikara, Ashley stabilì di dividere le sue forze e incaricò Smith di trovare gli indiani Crow, agganciarli e ottenere il loro consenso a stabilire seri scambi commerciali con loro. Il gruppo guidato da Smith trascorse l’inverno 1823-1824 con una banda di indiani Crow con la quale si stabilirono subito ottime relazioni, al punto che proprio loro parlarono con i trapper dell’area del Green River, arrivando persino a indicare loro il modo migliore per raggiungerla. A metà marzo 1824, la sua compagnia decise di partire dal campo Crow e, attraversato il South Pass in quello che oggi è il Wyoming discesero lentamente nella zona del Green River dove i cacciatori si prepararono per la caccia primaverile.
Jedediah in viaggio
Nel settembre del 1824, vicino all’attuale Blackfoot, in Idaho, Smith e i suoi aiutarono un gruppo disperso di cacciatori della Hudson’s Bay Company a fare ritorno a Flathead House. In dicembre dello stesso anno, i cacciatori guidati da Smith accompagnarono la “compagnia” di Peter Skene Ogden fino al fiume Bear.
Ai primi di luglio del 1825 Smith giunse a Henry’s Fork per il primo “rendezvous”, un importante meeting di cacciatori e trappolieri che si scambiavano merci, vendevano pellicce e facevano baldoria. Al termine dell’importante avvenimento, Jedediah Smith accompagnò William Ashley e i suoi cacciatori fino a St. Louis. Lungo il tragitto sul fiume, Ashley ebbe modo di proporre a Smith di diventare suo partner commerciale in sostituzione di Andrew Henry che l’aveva mollato.
La primavera successiva (1826), Smith venne inviato con una carovana di merci a Ovest per organizzare il successivo rendezvous dei trapper che si sarebbe tenuto nella Cache Valley.
Durante il meeting, Ashley si disse disposto a cedere la sua quota della società che aveva creato a Smith, David Jackson e William Sublette.
Nel mese di agosto i tre nuovi partner commerciali si divisero per la lunga caccia autunnale. Smith, con diciassette uomini, si spinse a sud con l’intenzione di valutare le possibilità venatorie della immensa regione situata a sud e ad ovest del Grande Lago Salato. Durante questa esplorazione, Smith ed il suo gruppo attraversarono ed esplorarono tutto l’attuale Utah, seguendo un percorso che è oggi alla base della “Interstate 15”. Durante il lungo viaggio, i cacciatori riuscirono anche a fare una deviazione attraverso lo Spanish Fork Canyon verso la Sanpete Valley per uno scambio di merci con gli indiani Ute.
Un ritratto di Jedediah
Smith proseguì poi il suo viaggio lungo il fiume Virgin fino alla confluenza di questo con il fiume Colorado, e girò a sud verso i villaggi degli indiani Mojave. La compagnia si spinse poi ancora a ovest verso la missione di San Gabriel e così facendo completò il percorso ipotizzato, ma non portato a termine, della spedizione Dominguez-Escalante del 1776.
Nella primavera del 1827 Jedediah Smith e due suoi cacciatori lasciarono il resto del gruppo sul fiume Stanislaus e dopo aver attraversato la Sierra Nevada per l’Ebbetts Pass, percorsero l’intero Nevada, seguendo grosso modo il percorso dell’attuale “US Highway 6”. Con uno sforzo immane continuarono il viaggio, raggiungendo il confine tra Utah e Nevada, vicino all’attuale Grandy, nello Utah, poi continuarono verso la Skull Valley. Due giorni dopo, raggiunsero il bordo a sud del Grande Lago Salato e giunsero, infine, al rendezvous del 1827 sullo Sweet Lake, l’attuale Laketown, nello Utah.
Alla fine del rendezvous, salutati tutti i trapper convenuti, Smith e altri diciotto uomini, si diressero nuovamente verso sud attraverso lo Utah. Hanno viaggiato a sud verso il fiume Weber e poi ancora lungo il Grande Lago Salato; da lì partirono lungo pista da loro stessi tracciata in precedenza, lasciando fuori solo la deviazione della Sanpete Valley.
Non domi, i cacciatori proseguirono verso i villaggi dei Mojave, ma non fu un viaggio semplice, dato che mentre attraversavano il Colorado, gli indiani li attaccarono duramente, uccidendo la metà degli uomini di Smith e razziando tutti i loro cavalli.


Jedediah Smith guida gli Uomini di Ashley

Non gli restò che prendere fiduciosi la pista per la California, ma anche lì non andò tutto bene. Arrivati in California, infatti, i sopravvissuti della spedizione di Jedediah Smith furono accolti dai soldati messicani che li volevano rinchiudere in carcere.
Scamparono quella triste sorte solo prendendo il preciso impegno di lasciare subito la California passando per Bodega. La di trapper trascorse l’inverno 1827-1828 nell’area della San Francisco Bay fino alla primavera del 1828 quando Jedediah Smith ordinò la partenza verso nord, fino a raggiungere lo Smith’s Fork del fiume Umpqua. Lì il loro campo fu attaccato dagli indiani Kelawatset e solo quattro trapper sopravvissero all’attacco e tra questi anche lo stesso Smith.
Ancora un ritratto del trapper
I quattro scampati raggiunsero Fort Vancouver intorno alla metà di agosto del 1828 e furono aiutati dai trapper inglesi che si trovavano lì di stanza.
Smith passò l’inverno 1828-1829 a Fort Vancouver e nel mese di marzo si spostò ancora una volta a ovest verso Flathead Post. Lungo il fiume Flathead, Smith si ricongiunse con il suo socio Davey Jackson e insieme i due cacciatori raggiunsero il rendez-vous a Pierre Hole nel mese di agosto e in quell’occasione incontrarono l’altro loro socio, William Sublette.
I tre si separarono in occasione della partenza per la caccia autunnale, quando Smith si mise alla guida di un’ingente forza di trapper diretta verso il territorio degli indiani Blackfoot.
Al seguente rendez-vous del 1830, svoltosi nei pressi del Wind River, i tre soci decisero di vendere la propria attività alla Rocky Mountain Fur Company.
Successivamente all’abbandono delle attività legate alla caccia e alle pellicce, Jedediah Smith si interessò dei nascenti traffici commerciali con Santa Fe. Nel maggio del 1831, mentre era intento a ricercare una fonte d’acqua lungo la pista per Santa Fe, venne intercettato da una banda di guerrieri Comanche che lo uccise.
Si chiudeva così, in maniera avventurosa e pericolosa la vita del più grande trapper di ogni tempo.

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