L’angelo di Marye’s Heights

A cura di Renato Panizza

I genieri del 50th New York del maggiore Ira Spaulding e del 15th New York del tenente McGrath avevano finalmente terminato di sistemare i tre pontoni di barche, sotto il tiro micidiale degli sharpshooters sudisti, appostati sull’altra riva del fiume Rappahannock. Ora, alle 14,30 del 11 Dicembre 1862, alcuni reparti delle Divisioni dei generali Howard e Getty, iniziavano ad attraversare il fiume e a costituire le “teste di ponte” nella cittadina di Fredericksburg. Dopo quattro ore e mezza di combattimenti casa per casa, la resistenza dei mississippiani di Barksdale (Divisione McLaws) e degli uomini della Florida di Perry (Divisione Anderson), era vinta. Ma, sulla collina retrostante la città, tre brigate sudiste erano saldamente posizionate in una stradina in cui era stata scavata una trincea e dietro un lungo muretto di pietra: erano le cosiddette “alture di Marye”, una posizione che prometteva di essere veramente forte!
A mezzogiorno del 13 Dicembre parte l’attacco diretto a sfondare la linea confederata sulle alture. Gli uomini della brigata Kimball (Divisione French) sono i primi a risalire i poco più di 700 metri del dolce pendio che portano alla trincea di Marye’s Height. I cannoni sudisti colpiscono i soldati già mentre marciano per le strade di Fredericksburg, e quando, giunti nel campo e attraversato un canale che sbarra la via, si dispongono in linea di battaglia e iniziano a passo veloce la marcia, li prendeno d’infilata senza pietà. “Neanche una gallina potrebbe rimanere viva in quel campo quando aprirò il fuoco con i miei cannoni!”, disse prima della battaglia il colonnello Porter, comandante dell’artiglieria sudista. Una volta arrivati a meno di cento metri dal nemico, i Nordisti aprono a loro volta il fuoco; ma la fucileria dietro il muretto manda raffiche micidiali: i difensori sono schierati in triplice fila e sparano, ricaricano e colmano i vuoti ininterrottamente, mentre altre brigate giungono in rinforzo.


L’angelo di Mary’s Heigths”, il sergente del 2° Sud Carolina, Richard Rowland Kirkland

Tutte e tre le brigate di French entro un’ora sono fatte a pezzi e devono ripiegare, riparandosi a terra in una depressione del terreno. Dalle 12 fino oltre le 17, si susseguono gli attacchi, brigata per brigata. Alla fine del pomeriggio, contro la maledetta trincea sono state scagliate ben 18 brigate di 7 divisioni, e tutte sono state decimate! Quasi trentamila uomini hanno tentato invano di prendere le Marye’s Heigths! Quando, giunta l’oscurità, la battaglia si ferma, i morti e i feriti ingombrano il campo a migliaia. E’ un vero massacro! La brigata irlandese di Meagher è stata particolarmente segnata: quasi la metà dei suoi soldati, con infilato sul berretto un verde ramoscello di bosso (data l’impossibilità di reperire il tipico trifoglio irlandese) giace al suolo, e i morti sono accatastati gli uni sugli altri. Il generale Lee, che aveva assistito dietro la linea, dirà: “Meno male che la guerra è così orrenda, altrimenti potremmo amarla troppo!” Per tutta la notte, che fu particolarmente fredda, si udirono i gemiti dei moribondi e le invocazioni dei feriti, soldati che chiamavano la madre o disperatamente supplicavano di essere finiti. Sul campo, fin quasi le dieci del mattino successivo, distesi e nascosti tra i cadaveri, oltre ai feriti, si trovavano ancora molti sopravvissuti, col fucile in mano, pronti a far fuoco. Dall’altro lato, dalla strada in trincea, i cecchini confederati sparavano al minimo movimento sospetto. Lee si aspettava un nuovo attacco. Ma l’attacco non arrivò. Tuttavia, una tregua ancora non era stata convenuta; i barellieri non potevano intervenire, e solo una parte dei feriti era riuscita a lasciare il terreno di battaglia trascinandosi o con l’aiuto dei compagni.
Richard Rowland Kirkland
Il sergente del 2° Sud Carolina, Richard Rowland Kirkland, profondamente toccato dai lamenti dei feriti, si recò dal suo comandante, il generale Kershaw, la cui brigata era intervenuta a difendere la posizione sudista: “ Generale, -gli disse- anche alle vostre orecchie saranno giunte le voci strazianti dei feriti: io, non riesco più a sopportarle! Concedetemi il permesso di scavalcare il muretto e portare loro dell’acqua”. Il generale squadrò l’esile figura di Kirkland, con i suoi due grossi mustacchi e la divisa accuratamente rammendata: “Figliolo, -rispose- potresti prenderti una palla dritta in testa, appena passerai oltre al muro”. “Lo so…ma vorrei provarci lo stesso.”- fu la risposta del giovane sergente. E il generale di rimando: “Il vostro sentimento, Sergente, è così nobile che non posso rifiutarmi di concedervi il permesso… e che Dio vi protegga!… ma non potrete usare la bandiera bianca: gli Yankees sarebbero indotti a pensare che vogliamo arrenderci”.
Richard si mise a tracolla più borracce che poté e scavalcò il muretto.
All’inizio qualche sparo partì, perché i nordisti pensavano che quel soldato ribelle stesse cercando di derubare i feriti, e ci fu anche un po’ di fuoco incrociato; ma il sergente sudista riuscì miracolosamente a scamparla e portò avanti la sua azione.


Morti confederati a Marye’s Heights

Fu presto chiaro a tutti che stava sollevando il capo degli uomini che giacevano a terra e che porgeva loro la borraccia per dissetarli. Allora cominciarono a levarsi da una parte e dall’altra grida di approvazione! Richard rimase sul campo per un’ora e mezza, fece diversi viaggi e portò anche delle coperte per alleviare ancora di più le sofferenze di quegli uomini. Doveva essere stato straziante per tutti, ma nessuno prima di Richard aveva avuto il coraggio di fare qualcosa.
Il giorno successivo, grazie ad una tregua, poterono arrivare i barellieri, che portarono via quelli che ancora non erano morti. Chissà che tra costoro non ci sia stato anche qualche sopravvissuto grazie all’Angelo di Marye’s Heights!
Richard Kirkland aveva 18 anni quando si arruolò nel 1861 nel 2nd South Carolina Volunteers. Era magro ma ben proporzionato, religioso e di modesta educazione, come la media dei soldati della guerra civile. Era un buon tiratore e cavalcava bene. Nel Dicembre 1862, a Fredericksburg, aveva il grado di Sergente, poi venne promosso a Tenente dopo la battaglia di Gettysburg. Quando il Corpo di Longstreet venne mandato nel Settembre 1863 a rinforzare l’armata di Bragg, in Tennesse, a Chickamauga c’era anche lui: lo colpirono a morte a “snodgrass hill”, e le sue ultime parole furono: “Dite a mio papà che sono caduto compiendo il mio dovere!”


In memoria di Richard Kirkland

Nel 1965 sulle Mary’s Heigths venne collocato un monumento in onore di Richard.
Il suo corpo riposa al Quaker Cemetery di Camden, in South Carolina, a pochi passi dalla tomba del generale Kershaw, che per primo aveva riconosciuto in lui quella grandezza d’animo che è di pochi, ma nobilita il mondo.

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Commenti

3 Risposte a “L’angelo di Marye’s Heights”

  1. Mario, il 11 dicembre 2010 17:24

    Bellissimo!!!

  2. Omar, il 11 dicembre 2010 18:12

    Un ottimo articolo, Renato.

    un saluto……Omar Vicari

  3. clarakendall, il 11 aprile 2011 14:44

    La grandezza d’animo purtroppo è di pochi! Toccante e bellissimo..

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