Le divise della guerra civile

A cura di Mauro Cairo

Le epiche gesta di generali ed eserciti della Guerra Civile Americana hanno sempre saputo suscitare in noi un grande interesse. Hanno stimolato anche la passione. Parte del merito, è indiscutibile, appartiene alla semplicità con cui ci si può schierare per i “grigi” o per i “blu”, quasi si trattasse di un gioco.
In definitiva, dunque, dobbiamo ammettere che il fascino delle divise, colorate e sgargianti, è forte. Cosa sarebbe stato della riconoscibilità dei “nordisti” nella storia se non avessero avuto le famosissime giubbe blu? Cosa sarebbe stato, d’altra parte, di quella dei soldati confederati se non avessero adottato le divise color grigio?
Ecco, quindi, che dopo aver ricevuto tantissime richieste, siamo in grado di soddisfare le vostre curiosità con uno speciale davvero ben documentato ed assai dettagliato, suddiviso equamente tra notizie sul Nord e notizie sul Sud.


Le divise dell’Unione. Clicca per ingrandire!

I colori dell’Unione

I copricapo
Sia per gli ufficiali che per i soldati erano previsti due modelli: il dress hat e il fatigue cap. Il dress hat era fatto in feltro nero con una calotta di 6 pollici e ¼ con una tesa di 3 pollici e ¼ con un bordo di seta a coste di mezzo pollice per gli ufficiali e una semplice cucitura per sottoufficiali e soldati. Le falde erano agganciate a sinistra per la fanteria e a destra per la cavalleria ed erano tenute ferme da un gancio su cui era raffigurata un’aquila.
Un chepì
Erano previste piume di struzzo da portare dalla parte opposta alla falda rialzata ed erano: tre per colonnelli, tenenti colonnelli e maggiori; due per i capitani e tenenti e una per sottoufficiali e truppa. I cordoncini erano neri e dorati per gli ufficiali mentre erano del colore del ramo di servizio per sottoufficiali e truppa e terminavano con due nappe lunghe due pollici e andavano a cadere lungo il lato opposto a quello delle piume. Sulla parte frontale veniva portato un fregio in ottone raffigurante: un corno da caccia per la fanteria; sciabole incrociate per la cavalleria; cannoni per l’artiglieria più il numero reggimentale (di 5/8 di pollice) e la lettera della compagnia (di 1 pollice). Questi cappelli erano semplicemente detestati tanto è vero che quelli del 111° Pennsylvania finirono nel Shenandoah!
Il chepì con visiera era previsto per l’artiglieria leggera.
Il fatigue cap era molto più diffuso ed era fatto in lana blu scura con un cerchio in cartone che formava la parte superiore. La parte posteriore era più alta in modo che la calotta s’inclinasse in avanti a mo’ di chepì francese. Erano foderati in raso di cotone nero o marrone e la visiera era in pelle nera; il sottogola era anch’esso in pelle e aveva due bottoncini d’ottone per fermarlo. In inverno si usava una tela cerata a copertura del berretto mentre in estate si usavano gli havelocks ossia una copertura in lino o cotone da infilare sopra il berretto che scendeva fino alla nuca. Erano previsti distintivi che indicavano il Corpo, ramo di servizio, reggimento e lettera di compagnia ma spesso non venivano usati. Altri modelli diffusi erano i normali cappelli civili a tesa larga civili o cappellacci d’altro genere.

I distintivi
Ogni corpo – ufficialmente a partire dal ’63 – aveva la propria forma di distintivo, erano fatti di tessuto colorato e questi doveva essere rosso per la 1° divisione, bianco per la 2° e blu o azzurro per la 3° e venivano portati sul cappello o sul petto a sinistra. Il I Corpo aveva un cerchio; il II Corpo un trifoglio d’Irlanda con stelo; il III un diamante o rombo; il IV un triangolo equilatero; il V una croce di Malta; il VI una croce greca; il VII una mezzaluna che circondava una stella; VIII una stella a sei punte; il IX uno scudo con il numero 9 con un’ancora e un cannone incrociati (verde per la 4° divisione); X un castello con quattro bastioni; XI una mezzaluna; XII una stella; XIII nessun distintivo; XIV una ghianda; XV una cartucciera con il motto “40 colpi”; XVI quattro pallottole coniche con la punta rivolta verso il centro; XVII una freccia; XVIII una croce con bordi sfrangiati; XIX una stella a quattro punte; XX una stella anch’esso; XXI nessun distintivo; XXII un cinquefoglie; XXIII uno scudo araldico; XXIV un cuore; XV un quadrato.

Le giubbe
Giubbe per ufficiali – Gli ufficiali indossavano una redingote blu scuro che arrivava a metà coscia, con colletto rigido e tre bottoni sui polsini e tasche nelle falde. Colonnelli, tenenti colonnelli e maggiori avevano due file di sette bottoni; capitani e tenenti una di nove. Le spalline dorate indicavano, con un dischetto colorato, il ramo di servizio (giallo la cavalleria, rosso per l’artiglieria e azzurro la fanteria) e il grado: aquila argentata per i colonnelli; foglia argentata per i tenenti colonnelli; due sbarrette argentate per i capitani e una per i tenenti.
Una uniforme
Le spalline avevano bordi di metallo spesso ½ pollice per colonnelli e tenenti colonnelli; di ¼ di pollice per i capitani e tenenti. Maggiori e sottotenenti non avevano distintivi e il loro grado era appunto indicato dal bordo metallico (1/2 pollice il maggiore e ¼ di pollice il sottotenente).
Gli ufficiali dell’ovest indossavano i distintivi sul petto. Di norma in combattimento le giacche indossate erano semplici sack coats su cui venivano applicati i gradi.
Giubbe per truppa e sottoufficiali – Le giubbe erano anch’esse redingote come quella da ufficiale ma con una sola fila di bottoni (nove) e due sui polsini. Gli uomini della cavalleria indossavano una giubba con 12 bottoni, due sul colletto (e due occhielli posticci). Queste divise venivano poi ricamate intorno al colletto, sui polsini, lungo le cuciture posteriori con i colori del ramo di servizio. I sottoufficiali si distinguevano per i galloni con la punta all’ingiù sulle maniche ed erano: tre galloni e un arco per il sergente maggiore; tre galloni e una linea per il sergente quartiermastro; tre galloni e un rombo per i sergenti maggiori; tre galloni per i sergenti; due galloni per i caporali e due asce incrociate per gli artieri.
In combattimento venivano portate le sacks coats in flanella molto più economiche.

I bottoni
I bottoni erano in ferro senza simboli per i soldati mentre per gli ufficiali erano dorato con la lettera ‘A’ per gli artiglieri, ‘C’ per i cavalleggeri, ‘R’ per i fucilieri, ‘I’ per la fanteria e ‘D’ per i dragoni.

Gilè
Erano fatti di cotone misto lana di colore blu o azzurro con il retro in raso marrone. Venivano indossati quando faceva freddo.

Camicie
Erano fatte in flanella ed erano di colore grigio! Erano molto simili alle attuali polo.

Cravatte
Erano collaretti in cuoio larghi due pollici ma non venivano mai indossati.

Pantaloni
Erano fatti di cotone misto lana e, inizialmente, erano blu scuro con un cordoncino in passamaneria di 1/8 di pollice per gli ufficiali mentre i sotto ufficiali avevano strisce larghe 1 pollice e mezzo i sergenti e ½ pollice i caporali.
Dal 16 dicembre del ’61 i pantaloni diventarono azzurri. Sulla patta avevano 5 bottoni una cinghia sul retro (molto più spesso un semplice spago) permetteva d’aggiustare la taglia. Avevano due semplici tasche anteriori, molto raramente dotate di pattine.

Mutandoni
Erano fatti di cotone marrone ed arrivavano fino al polpaccio.

Ghette
Erano fatte in lino pesante, alte 10 pollici con sei bottoni e una cinghietta in cuoio da far passare sotto la calzatura. Non venivano usate praticamente mai.

Stivali
Le calzature regolamentari per i fanti erano stivaletti alti fino alla caviglia, fatti in pelle nera con suole cucite o inchiodate. Ciascun soldato riceveva quattro di questi articoli; i cavalleggeri ricevevano, al posto di due paia di questi, due stivali alti fino alla caviglia. Una certa quantità di scarponcini con allacciatura anteriore con stringhe in cuoio fu distribuita ai reparti della Pennsylvania.

Calze
Erano in lana grigia o marrone ma di qualità pessima tanto da diventare inservibili dopo 48 ore d’utilizzo.

Cappotti
Gli ufficiali avevano cappotti blu in dotazione. Avevano quattro alamari in seta sul petto, una mantellina lunga fino ai polsini e passamaneria in seta nera sull’avambraccio: da cinque strisce per i colonnelli a decrescere fino all’una dei tenenti. I soldati e sottoufficiali li avevano molto simili anche se meno rifiniti e di colore azzurro. Esistevano anche esemplari marroni e neri.


Le divise dell’Unione

Fusciacche
Gli ufficiali avevano fusciacche in seta rossa con frangiature dorate che s’avvolgevano due volte attorno alla vita e s’annodavano sull’anca sinistra e le estremità terminavano 18 pollici sotto il nodo. Quelle per i sergenti erano simili ma in lana pettinata e senza le frange.

Gli equipaggiamenti

Le fibbie
La fibbia per fanteria era una placca in ottone lunga 3,5 pollici e larga 2 con le lettere “US” incise. Quella per ufficiali era leggermente più grossa e portava inciso un’aquila dentro una corona d’alloro.

Cinture
I cinturoni erano in pelle nera liscia o scamosciata. I cinturoni per la spada da sottoufficiale venivano portati a tracolla e andavano dalla spalla destra fino all’anca sinistra. Gli ufficiali portavano il cinturone in vita e la sciabola era agganciata con due cinghie: una anteriore da 17 pollici e una posteriore da 34.

Giberna porta-capsule
La giberna era alta e profonda 3 pollici e larga 1, fatta in pelle. Si chiudeva tramite una borchia d’ottone anteriore. Sulla parte sinistra veniva portato l’attrezzo per la pulizia del fucile.

Baionette e foderi
Le baionette avevano una lama lunga 18 pollici con un innesto da 3. Il fodero era in pelle con una punta fatta in ottone.

Cartucciera
La cartucciera era in pelle nera che ricopriva un contenitore in stagno diviso in due scomparti per un totale di 40 cartucce. Una linguetta assicurava la chiusura della pattina anteriore e sopra di essa veniva stampato il marchio “US”. Poteva venire portata con una bandoliera o assicurata alla cintura in vita.

Bisacce
Le bisacce erano in cotone nero di 12 per 3 per 13 pollici con una pattina di 5 pollici che si chiudeva tramite una cinghietta in cuoio. All’interno una sacca di cotone bianco era usata per il cibo. Teoricamente dovevano essere contrassegnate dal numero di reggimento, la lettera della compagnia e matricola del soldato.

Fondine
Erano in cuoio nero e fatte in modo da portarle sul lato destro con calcio in avanti e una pattina che si chiudeva con una borchia.

Le borracce
Erano di latta e avevano la forma di una sfera schiacciata con beccuccio in peltro con un diametro di circa 8 pollici. Dotate di un tappo di sughero avevano un ulteriore chiusura formata da un coperchietto di latta. Cerchi concentrici, sempre in latta, assicuravano un ulteriore rinforzo e il tutto era ricoperto di lana azzurra o blu.

Zaini
Gli zaini erano in tela nera ed erano chiusi da tre cinghie in pelle: altre due sacche venivano assicurate ad esso tramite una cinghia. La coperta era portata sopra la pattina e legata da una cordicella. Anch’essi si sarebbero dovuti contrassegnare dal numero di reggimento, lettera di compagnia e numero di matricola del soldato.

Coperte e poncho
Le coperte potevano essere o semplici in lana con le lettere “US” stampate al centro ed erano di 7 piedi per 5 oppure erano gommate, ossia erano in cotone impregnato di gomma, così come il poncho. Quest’ultimo aveva una fessura al centro per poterci infilare la testa.

Tende
La tenda era in cotone impermeabile lunga 5 piedi e 6 pollici e larga 5. Aveva 23 asole per poterla assicurare con corde e moschettoni.

Le armi

Fucili per fanteria
L’arma più diffusa era lo Springfield M1861 calibro .58 che usava le pallottole tronco-coniche dette ‘Miniè’ ad avancarica e a percussione. Molti reparti armarono deliberatamente alcune compagnie del più vetusto M1842 ad anima liscia in funzione antiuomo a distanza ravvicinata. Altri reparti avevano l’Enfield P1853 britannico o armi tedesche o belghe. Il particolare Springfield M1855 calibro .58 aveva un particolare sistema: l’innesco a percussione era formato da un rotolo di capsule in carta – assai simile a quello dei fucili giocattolo che andavano di moda quando giocavo a indiani & cowboys – che avanzavano automaticamente ogni volta che si armava il cane. Era un sistema troppo delicato per il trattamento rude che l’arma riceveva in battaglia e si preferì tornare al più affidabile sistema delle capsule metalliche da infilare una alla volta.


Lo Springfield M1861

Esistevano già fucili a ripetizione come gli Spencer calibro .52 con cartucce d’ottone ma essi non vennero adottati se non in modeste quantità e solo per alcuni reparti, specialmente di cavalleria. Perché? Anche se può sembrare incredibile la ragione, oltre che di costo, (un M1861 costava solo 13 dollari) stava nel fatto che le alte sfere temevano che i soldati avrebbero, a causa del maggior volume di fuoco sviluppabile, sprecato munizioni. Un altro protagonista fu il “papà” del celeberrimo Winchester, il fucile Henry.

Fucili per la cavalleria
Il modello ufficiale per la cavalleria era la strana pistola-carabina M1855 che non era altro che una normale pistola ad avancarica calibro .85 a cui veniva applicato un calcio smontabile che la trasformava in carabina. Sull’utilità pratica di quest’arma sussistono parecchi dubbi e infatti venne rapidamente rimpiazzata dalla decisamente moderna ed efficace carabina Spencer o dal fucile Sharps che non era a ripetizione ma usava cartucce metalliche in ottone semplificando notevolmente le operazioni di ricarica. Altre armi erano la Burnside che usava una cartuccia in ottone ma che usava un innesco separato (in pratica la cartuccia serviva per evitare la fiammata proveniente dall’otturatore. Un problema che aveva da sempre precluso la possibilità di fucili a retrocarica fino, appunto, all’avvento delle cartucce metalliche).

Rivoltelle
Non esisteva un modello ufficialmente adottato, affidandosi a forniture private alla bisogna. Le rivoltelle erano divise in due grandi categorie: le “Army” in calibro .44 e le “Navy” in calibro .36. Il che non significava che un marinaio usasse solo “Navy” e viceversa. Le più diffuse erano ovviamente le Colt, seguite dalle Remington e dalle Savane.

Le sciabole
Le sciabole erano: il modello M1857 per cavalleria leggera, lunga 41 pollici, con una lama larga 1 pollice all’elsa, con guardavano in ottone e l’impugnatura, ricoperta di pelle nera, rigonfia al centro con pomo in stile elmetto frigio. La sciabola per cavalleria pesante era praticamente identica ma aveva la lama di 1 pollice e ¼ all’elsa e non aveva l’impugnatura con il rigonfiamento. Le sciabole per ufficiali si distingueva per essere più corta, circa 36 pollici, e presentava come decorazioni motivi floreali e l’aquila nazionale. La lama, in tutte queste armi, era leggermente curva e presentava una doppia scanalatura per alleggerirne il peso.

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