La dura legge dei vigilantes

A cura di Sergio Mura

Un uomo impiccato ad un palo del telegrafo
Come ben sappiamo la legge stentava a imporsi nelle remote regioni del west, anche quando c’era qualcuno incaricato di farla rispettare. La verità è che man mano che la conquista del west procedeva, con essa avanzavano velocemente il disordine, la prepotenza e molte altre tipologie di aspetti negativi della socializzazione.
E se tutto questo era drammaticamente vero quando c’era qualcuno che aveva l’incarico di far rispettare la legge, immaginate cosa accadeva in tutte quelle boom-town sorte intorno alle miniere o ai margini della ferrovia, o in pieno territorio indiano, dove a farla da padrona era solo la legge del più forte. In casi come questi accadeva spesso che gruppi di cittadini si organizzassero allo scopo di imporre l’ordine e una loro versione della legge. Bastava che un agglomerato di case avesse l’ambizione di diventare una cittadina che in breve spuntavano i vigilantes.
L’operato dei vigilantes rientrava entro limiti abbastanza precisi e non era ascrivibile a quello di bande di giustizieri. Nelle zone rurali si trattava spesso di validi sostituti dei Marshal. In genere i vigilantes avvisavano i sospettati che su di loro pendevano alcune accuse e lasciavano anche aperta la possibilità di difendersi o fornire giustificazioni.
In qualche caso di cui si ha notizia, i vigilantes garantivano ai prigionieri la possibilità di difendersi di fronte ad una sorta di giuria, anche se questa era generalmente formata dagli stessi vigilantes.


Vigilantes della zona di Rosebud (Montana)

La possibilità di difendersi produceva talvolta la salvezza per gli accusati, ma generalmente i vigilantes agivano in ambiti ristretti in cui la stessa “vox populi” indirizzava verso il colpevoli dei reati. Quando la colpa era stata verificata, i vigilantes si riservavano anche il compito di infliggere la pena che poteva consistere in una fitta serie di frustate o nell’allontanamento dalla comunità (pene collegate tipicamente alla violazione delle regole non scritte delle cittadine minerarie), ma anche nella messa a morte, generalmente per mezzo di impiccagione.
Il boom delle bande dei vigilantes si registrò quando la Union Pacific Railroad attraversò con le sue rotaie le terre del Nebraska, del Colorado e dello Wyoming. Erano gli anni 1868-69 e i vigilantes erano davvero l’unico tentativo di mantenere l’ordine nelle cittadine di frontiera, spesso brutalizzate da bande di malfattori.
Una forca a Bannack
In genere queste cittadine erano destinate a sparire nel nulla nel breve volgere di un paio di stagioni e perciò non riuscivano ad ottenere un vero e proprio presidio di legge.
Un’eccezione è rappresentata da Cheyenne, un paesone del Territorio dello Wyoming che sembrò da subito destinato a durare a lungo. I cittadini pazientarono a lungo in attesa di avere uno sceriffo o un qualunque altro baluardo in grado di opporsi ai banditi, ai truffatori e ai ladri e quando si capì che questa speranza era chiaramente destinata a infrangersi contro il muro della durissima realtà della delinquenza organizzata, l’unica risposta utile fu quella di organizzare i vigilantes. Decine di persone si unirono in comitati che perlustravano la città e si opponevano all’illegalità e, nonostante nessuno avesse dato il bando a questa iniziativa, tutti ne erano a conoscenza e le stesse autorità cittadine ne approvavano l’intenzione di fondo.
Il “comitato di salute pubblica” era formato da quasi 200 persone che iniziarono la loro opera con l’arresto dei alcuni ubriachi che si erano resi responsabili di piccoli furti.


Vigilantes all’opera nel Texas

L’episodio è famoso ed è rimasto agli annali di Cheyenne. Tre ladri furono arrestati e, dopo una sorta di processo, rilasciati in cambio di una forte somma. Ai ladri ubriaconi fu affidata la diffusione di un messaggio forte e chiaro: “90 $ sono stati rubati, ma 500 $ sono stati restituiti alla città. Le autorità sono invitate a non immischiarsi. Alla prossima si finisce appesi ad un albero. Guardatevi dal Comitato di Vigilanza!”
I vigilantes talvolta si coprivano il volto con dei sacchi di juta con delle fessure per consentire agli occhi di vedere correttamente. Se usata, la mascheratura era resa necessaria dalla volontà di mantenere l’anonimato nel corso dei “repulisti”.
A volte bastava vedere in giro gente mascherata in questo modo perchè i delinquenti scegliessero spontaneamente di migrare verso luoghi più tranquilli.
James Daniels, impiccato da una folla inferocita
Da quanto abbiamo finora scritto appare chiaro che i vigilantes non devono essere confusi con la folla in tumulto che a volte si radunava per farsi giustizia nel modo più rapido e severo possibile. Una moltitudine infuriata di persone molto di rado era disposta a offrire ad un sospetto delinquente a possibilità di difendersi. Era molto più facile che qualcuno tirasse fuori una robusta corda e si procedesse spediti ad un’impiccagione!
Inoltre, le adunate tumultuose erano di breve durata, mentre l’operato dei vigilantes era talvolta distribuito su più giorni di “caccia” o persino lungo settimane o mesi.
Alcuni esempi di folla che si fa giustizia da sé meritano di essere citati. A Carbon (Wyoming), nei primi anni ’80, al solo sapere che un certo Charley Burris “Dutch”, colpevole dell’omicidio di due uomini di legge, stava per essere trasportato in treno da Laramie City a Rawlins, un folto gruppo di cittadini infuriati si radunò intorno alla stazione ferroviaria. Il treno che trasportava il bandito, infatti, stava facendo tappa proprio a Carbon. Burris fu fatto scendere con la forza dal treno e condotto in prossimità di un palo del telegrafo. Al palo venne attaccata la classica corda col nodo scorsoio e il bandito fu appeso per alcuni istanti nel corso dei quali gli venne chiesto se era disposto a confessare le sue colpe. La corda fu allentata per consentirgli di rispondere, ma al suo cenno di diniego si ripetè il gioco. Burris continuò a negare e alla fine la corda si strinse per sempre intorno al suo collo, togliendogli la vita.


Vigilantes in azione a Memphis (Tennessee)

Sempre a Carbon si verificò un altro caso di folla che voleva fare giustizia senza perdere tempo con un processo. In questo caso a subire l’assalto della gente armata fu il treno che trasportava George Parrott, noto come “Big Nose”, un bandito. Era il 1881 e Parrott ebbe l’intelligenza di ammettere subito le sue colpe e, in quel caso, gli andò bene. La gente lo consegnò soddisfatta allo sceriffo che fece organizzare un processo al termine del quale Big Nose fu condannato… all’impiccagione. Il gaglioffo non volle arrendersi all’idea di finire appeso ad un albero e tentò la fuga, ma gli andò male perchè fu riacciuffato e sbattuto nuovamente in cella. La notte stessa, però, si radunò un folto gruppo di armati che assaltò la prigione e impiccò Parrott senza ulteriori perdite di tempo.
In casi come questi gli sceriffi provavano a contrastare l’azione della gente che si radunava eccitata dall’idea del linciaggio; nel caso in cui ad agire fossero i vigilantes, invece, la legge (se c’era!) era portata a lasciar fare.
Un esempio di questa strana contiguità tra tutori della legge e vigilantes è rappresentato dai fatti di Aurora, una cittadina del Nevada, del 1864.
Quell’anno un gruppo di banditi e ladri di cavalli aveva ucciso 30 coloni nel corso di alcune scorribande. Il Marshal era incapace di catturare i banditi e lasciò fare ai vigilantes i quali, non solo riuscirono nel loro intento, ma si occuparono anche dell’impiccagione.


La classica impiccagione ad un albero

I vigilantes operarono a lungo anche a San Francisco negli anni ’50, riuscendo a debellare una gang chiamata “Sidney Ducks” che teneva in pugno le attività commerciali della città da lungo tempo senza che la polizia fosse in grado di ristabilire il primato della legge.
Un altro luogo in cui i vigilantes operarono in modo piuttosto efficace fu Skagway, in Alaska. Lì si era stabilito il bandito Soapy Smith che con una banda quantomai numerosa teneva in pugno tutta la zona, arrivando persino a bloccare i passi montani e a imporre dazi non dovuti.
La banda di Soapy Smith si faceva chiamare “Il comitato della legge e dell’ordine dei 303”, mentre i vigilantes scelsero come nome “I 101”. Con i soliti mezzi spicci, i vigilantes riuscirono a bloccare la banda di Soapy Smith.


Puccini mette in scena il west in “La fanciulla del West”

In generale i vigilantes facevano la comparsa in quasi tutte le zone di frontiera, anche se la loro attività non era troppo prolungata nel tempo. A volte si organizzavano gruppi di vigilantes anche con uno scopo ben preciso al raggiungimento del quale ognuno rientrava nei ranghi della vita normale.
A fare le spese dell’attività di questi cittadini armati erano generalmente banditi uomini, ma non mancarono esempio di giustizia sommaria applicata a qualche donna. Ricordiamo, ad esempio, i casi di Elizabeth Taylor, impiccata nei pressi del Blue River (Nebraska) nel 1885 e di Ellen Watson, uccisa nella Contea di Sweetwater (Wyoming) nel luglio 1889. Le due donne si erano rese colpevoli di furto di bestiame. Più indietro negli anni troviamo una certa Josefa, una ballerina Messicana che aveva pugnalato e ucciso un minatore e che venne impiccata il 4 luglio del 1851.

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