La tragedia di Head Chief e Young Mule

A cura di Gian Maria Tolu

Una coppia di giovani Cheyenne
Questa storia avvenne nel 1890, ed è ormai leggendaria tra i Cheyenne.
Il giovane Head Chief, era sempre in cerca di guai. Si era già trovato coinvolto nell’omicidio di altri due persone, sebbene i bianchi non lo sapessero. Era sui venticinque anni: anche a lui, come ad altri, non era stata offerta la possibilità di dar prova di sé in guerra e se ne crucciava molto, era un giovane coraggioso e avrebbe voluto essere un guerriero. Suo padre lo trattava sempre come un ragazzino, dicendogli che avrebbe potuto fare questo o quello più avanti, quando sarebbe diventato un uomo. E parlava come se uscire dal villaggio e andare a “contare colpi” fosse una cosa facile. Naturalmente era vero il contrario, i tempi in cui un uomo poteva ricevere onori contando coups erano finiti, i Cheyenne erano confinati nelle riserve e i bisonti non c’erano più.
Il bello e antico modo di vivere era finito. A Head Chief piaceva la figlia del capo American Horse (da non confondere con l’omonimo capo Lakota) e andava spesso a girare intorno alla loro tenda. Per gran parte del tempo lo seguiva un ragazzino orfano, di tredici o quattordici anni, di nome John Young Mule.
Era molto spesso con lui e i due morirono insieme.
Quell’anno la gente moriva di fame e le razioni promesse dal governo non arrivavano. Persino un colonnello dell’esercito di nome Mills, che assistette a questi eventi, ammise che gli indiani stavano morendo di fame a causa della mancanza di razioni e dello sterminio della selvaggina. Quindi i Cheyenne cercavano di sopravvivere rubando bestiame dei bianchi, e questo causava problemi e malumori tra loro e i coloni delle aree circostanti la riserva.
Un uomo di nome Ferguson era sparito, e dopo accurate ricerche, si trovò il suo cadavere e le tracce indicarono che era stato ucciso da due indiani che aveva inseguito dopo un furto. A causa di questi avvenimenti la cavalleria era stata mandata a Lame Deer per “mantenere la pace”.


Distribuzione di viveri a Lame Deer

Il giorno prima che i due giovani uscissero dal villaggio per procurarsi della carne, la figlia di American Horse, di nome Goa, portò a Head Chief un po’ di caffè e del pane fritto, dicendo: “Ecco tutto quello che abbiamo da mangiare, e già da molto tempo”. A quell’epoca gli Indiani ricevevano le razioni ogni due settimane, ma non riuscivano mai a farle durare fino al giorno in cui avrebbero distribuito quella successiva. Comunque, Head Chief rise e disse che sarebbe andato a procurarle qualcosa di meglio: egli intendeva uccidere un cervo.
Molti dei suoi parenti gli parlarono, dicendogli: “Non c’è più selvaggina nella riserva. E’ stata tutta sterminata, e se andrai fuori dalla riserva, ci saranno guai con i bianchi”. Head Chief rispose: “Tutta questa terra fino all’orizzonte era nostra. Quindi come possono i bianchi proibirmi di cacciare? Io andrò.” E l’indomani, Young Mule, al quale egli cercava di insegnare come essere uomo e guerriero, gli chiese di poter andare con lui; egli acconsentì.
I due partirono per la caccia. Non trovarono cervi né antilopi, ma solo una vacca solitaria. Il proprietario era il vecchio Gaffney, un colono che aveva la sua fattoria , e la concessione di terreni in usufrutto, non distante da Lame Deer. Young Mule disse: “probabilmente appartiene ad un uomo bianco”, ma Head Chief rispose: “Non mi interessa a chi appartiene, loro hanno ucciso tutti i bisonti nelle pianure e non possono negarci una vacca. Stiamo morendo di fame, devo portare carne alla mia gente”.
Head Chief la uccise con una pallottola e avevano appena finito di macellarla e caricarsi la carne, quando s’imbatterono nel nipote di Gaffney, un giovane irlandese di nome Hugh Boyle, uscito a radunare le vacche da latte, in sella a un vecchio ronzino bianco. I due giovani dissero che, avvicinatosi a loro, gli avesse detto: “Vedo che un cane affamato ha azzannato una delle nostre vacche”.


Una famiglia di Cheyenne

Head Chief non sapeva parlare l’inglese, ma Young Mule era stato a scuola per un anno o due – gli avevano perfino tagliato i capelli – e tradusse così: “Ci ha chiamati cani affamati”. “Oh, è questo che ha detto?” Head Chief andò su tutte le furie e tirò fuori la carabina da sotto il carico di carne che portava il suo cavallo da soma. Quando il ragazzo bianco la vide, si voltò per scappare, ma Head Chief gli tirò un colpo facendolo cadere di sella, poi gli si avvicinò al galoppo e con un altro colpo gli fece saltare via la cima della testa.
In seguito trovarono buona parte del suo cervello nel berretto rosso che portava. I due Cheyenne scaraventarono il berretto sotto alcuni cespugli di rose e tirarono giù il carico di carne per mettere Boyle al suo posto, in groppa al cavallo. E partirono diretti alle colline. Ci fu un uragano quella notte, e si smarrirono, ma riuscirono ugualmente a scavargli una fossa poco profonda fra le rocce scistose. Prima di seppellirlo, gli coprirono la faccia con il suo fazzoletto: “Così non si sporca”, disse Head Chief. Quindi tornarono all’accampamento.
Per anni poi, gli Indiani ricordarono quella storia.
Fu verso mezzogiorno del giorno seguente che tornarono alla tenda di American Horse, ma i soldati erano già arrivati per perquisirla. Era stato rintracciato il cavallo e avevano trovato una macchia di sangue dove il ragazzo era stato colpito. Stands In Timber, storico dei Cheyenne, ricordava bene l’episodio, sebbene quando avvenne avesse solo sei anni: era in viaggio con i nonni verso Lame Deer quando il loro tiro a due di cavalli ebbe uno scarto improvviso e si mise a sbuffare davanti a quella macchia di sangue sul ciglio della strada. Cavallo Americano
Gli indiani avevano tutti una gran paura che il loro accampamento fosse attaccato. E, quando Head Chief lo venne a sapere, raccontò a American Horse quello che aveva fatto. I vecchi dissero ai due giovani che li avrebbero impiccati per quello che avevano fatto; “Non lo faranno” disse Head Chief. “Se non vi arrenderete dovremo combattere per difendervi, sarà la fine dei Tsisistas, la fine del nostro popolo”. Head Chief disse: “Non voglio che nessuno muoia a causa mia, i tempi in cui potevamo combattere sono finiti”. Quindi disse a American Horse “Vai a dire a quelli dell’Agenzia che sono colpevole”, lo pregò. “Ma io non ci vengo con te, per essere impiccato come un cane. Devi dire che , il giorno delle razioni, fuori città ci spareremo con i soldati. E morirò come un uomo”.
Lo sceriffo bianco disse che voleva il colpevole, che sarebbe stato di sicuro impiccato e che era meglio che gli indiani non facessero resistenza, altrimenti sarebbero stati spazzati via. I vecchi che si erano recati a parlare con lui spiegarono che Head Chief era pronto a morire, ma non voleva essere impiccato, voleva morire come un uomo. Il giorno delle razioni avrebbero dovuto mandare i soldati e schierarli ai piedi di quella collina, quindi lui sarebbe corso giù come per contare coup e i soldati potevano sparargli come in battaglia. Quella sarebbe stata una bella morte, e dopo non ci sarebbero più stati cattivi sentimenti. Lo sceriffo obiettò che non era il modo regolare per fare le cose, ma i vecchi lo avvertirono che non sarebbero stati in grado di trattenere i giovani, soprattutto i Dog Soldiers dal combattere, e che se non si faceva come voleva Head Chief, ci sarebbe stata una battaglia in piena regola. Lo sceriffo acconsentì quindi a fare quello che i Cheyenne gli avevano chiesto.
Secondo la versione di Mills invece, il colonnello Henry Carrol, che era al comando, disse agli anziani della tribù che dava loro due giorni per consegnare i due assassini, e che se non fossero stati consegnati entro le 12 del sabato successivo sarebbe andato a prenderli, e gli anziani potevano immaginare cosa questo significava. Essi avrebbero spiegato a Carrol cosa voleva Head Chief, ed egli acconsentì. Comunque siano andate le tratttive,quello stesso pomeriggio Head Chief salì a cavallo e tornò all’accampamento di suo padre e di sua madre nei pressi di Ashland per prendere le vesti di guerra e dirgli addio. Egli fu visto da Sta Nella Foresta galoppare su un cavallo sauro in un piccolo canale naturale . Arrivato al campo dei suoi, raccontò tutto quello che aveva fatto e che voleva combattere con i soldati il giorno in cui avrebbero distribuito le razioni. “Quando me ne sarò andato, canta per me una canzone di vittoria, padre”, disse.
“Sii un uomo”. Indossò le vesti di guerra si tinse la faccia per la battaglia e partì per tornare all’Agenzia.


Un guerriero e un ragazzo

I membri della sua società di guerrieri lo tennero in consegna, proteggendolo, all’accampamento. Non volevano che venisse arrestato prima del tempo. Il giovedì sera rimasero tutti alzati fin tardi a far festa, banchettare e raccontarsi storie. Poi lui andò a parlare con Goa per l’ultima volta. Prima che albeggiasse salirono tutti in cima a un’alta collina sopra Lame Deer. Young Mule volle andare con lui. Non aveva nessun altro al mondo. “Quando tu sarai morto, io non avrò niente”, disse. “Morirò anch’io”. Disse alla gente: “Non voglia che si dica che non ero con il mio amico nella sua ultima battaglia. Mi ha lasciato andare con lui quando c’era da cacciare, fare festa e passare dei bei momenti. Voglio solo morire con lui”. Rimasero seduti lassù a parlare fin quando sorse il sole: oggi quel posto è chiamato Squaw Hill. Poi i capi diedero ordine a tutti gli altri giovani di scendere dal colle. Avevano paura, se fossero rimasti, che cominciassero a sparare anche loro.
C’era il rischio che tutto finisse in una battaglia o in un massacro perché l’intera tribù era lì radunata per ritirare le razioni. Mentre i due sulla collina eseguivano le loro ultime cerimonie, i sodati si stavano preparando allo scontro a fuoco con loro e la vallata sottostante era piena zeppa di gente. Tutti sapevano cosa stava per succedere e i banditori continuavano a spostarsi a cavallo avanti e indietro raccomandando di non cantare o provocare disordini quando i due ragazzi fossero scesi dal colle. Temevano che le donne, coi loro canti potessero spingere i giovani a combattere (i Cheyenne temevano al massimo grado lo scherno delle loro donne, e preferivano morire piuttosto che subire questo. I canti di guerra delle donne spingevano i guerrieri a combattere).
Stava per scoccare mezzogiorno e molti si apprestavano a prepararsi da mangiare. Erano venuti anche molti civili bianchi a godersi la scena. A un certo punto si videro i soldati di cavalleria e fanteria che prendevano posto intorno alla collina sulla quale si trovavano i due ragazzi. Gli uomini bianchi non erano interessati a Young Mule, perché sapevano che aveva solo quattordici anni e non aveva sparato a Boyle e dissero ai vecchi che non volevano quel giovane, ma solo il più vecchio dei due, quello che aveva sparato a Boyle. Ma nonostante tutto, Young Mule rimase lì.


Guerrieri a cavallo

Mentre loro scendevano al galoppo si sentì sparare. Lasciata la cima del colle erano scesi cantando le loro canzoni di morte fino a un punto dove il terreno era terrazzato e qui si erano mesi a girare in circolo, correndo, e richiamando su di sé il fuoco dei soldati. Il sentiero che portava in alto era molto ripido ma Head Chief riuscì ugualmente a ritornare in cima, illeso, mentre il cavallo di Young Mule fu colpito prima che lui si mettesse in salvo, fuori tiro. Sembrava che i soldati sparassero svogliatamente, senza impegno. Così fu costretto a tirarselo dietro per la cavezza per tutto il resto della strada. Ce la fece appena. Dopo questo, non ci volle molto. Head Chief si adornò dell’acconciatura di guerra ricevuta dal nonno, balzò in sella e scese al galoppo in fondo al dosso che si trovava al di là di Alderson Gulch per andare incontro ai soldati. Questi erano smontati da cavallo e, disposti in una sola fila, erano preparati ad accoglierlo facendo fuoco.
Lui aveva detto a tutti che voleva passare a cavallo al di là della linea dei soldati. E ci riuscì. Venne colpito varie volte ma non cadde fin dopo averla oltrepassata. Le donne non poterono rimanere zitte, e cantarono il canto dell’uomo dal cuore coraggioso, sebbene fosse stato detto loro di non farlo. Anche i guerrieri più duri piansero, e un vecchio disse. “Guardate come un guerriero deve morire”. Poi accorse un ufficiale e gli sparò alla testa. Il cavallo di Young Mule era rimasto azzoppato tanto malamente che non se ne poté più servire; così dovette scendere a piedi giù per il ripido pendio meridionale del dosso , correndo a zig-zag per scansare le pallottole. Si fermò una volta sola in una gola poco profonda, a sparare, e poi riprese la corsa scendendo a cercare riparo in mezzo ad alcuni cespugli, dove alla fine lo ammazzarono.
Quei cespugli oggi sono cresciuti, ma dicono che ci siano ancora i segni delle pallottole. Quindi i soldati marciarono indietro, come se si vergognassero.


Il funerale di un guerriero

Dopo la morte, i cadaveri dei due ragazzi furono portati al campo di American Horse e tutti andarono a vederli. Sembrava che dormissero, con un piccolo sorriso sulle labbra. Gli indiani avevano appeso fuori l’acconciatura da guerra di Head Chief. Dove lo avevano colpito era caduta una penna, e qualcuno la fissò a un masso di roccia, per segnare quel posto: e ci rimase fino a quando il vento e la pioggia la distrussero.
Li seppellirono in un’alta tomba fuori dalla città, ai piedi della stessa collina sulla quale erano morti. Per qualche ora sembrò che gli indiani stessero per iniziare una rivolta, ma presto si calmarono e giunsero a più miti consigli.
Negli anni ’60 i tronchi erano imputriditi e andati in pezzi , e alcune delle ossa erano esposte alle intemperie, benché poca gente andasse lassù o sapesse dove la tomba si trova. Fino a pochi anni prima si potevano ancora vedere i due fori delle pallottole nel cranio di Head Chief. Ma quella specie di ponte di ossa che era rimasto fra loro si è frantumato.
Oggi il luogo del suicidio è segnato in tutte le mappe e la storia dei due sfortunati giovani è insegnata ai giovani della riserva perché traggano esempio dalla loro vicenda.

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