Nelle terre degli Ottawa

Comunque quando, nel 1649, gli Irochesi distruggevano la potenza degli Huron, gli Ottawa erano ancora stanziati presso Mackinac; alcuni resti degli Huron avevano trovato rifugio nei villaggi dei Neutrals e dei Tionontati, ma due anni dopo anche queste popolazioni subirono il triste destino degli Huron. Circa un migliaio di Huron e Tionontati riuscirono a fuggire verso ovest per raggiungere le terre degli Ottawa di Mackinac dove, avrebbero dato vita alla nuova nazione dei Wyandot. Nel 1651, nonostante vari tentativi irochesi, i Wyandot e gli Ottawa di Mackinac si mossero verso le isole della Green Bay; nel frattempo i Winnebago, ormai allo stremo a causa dei continui attacchi degli indiani Fox e Illinois, non poterono bloccare l’avanzata a ovest delle due tribù; e neppure riuscirono a resistere ai simultanei attacchi degli Irochesi e, nel 1652, degli Ottawa e dei Wyandot. Dopo un altro assalto irochese (1655), gli Ottawa e i Wyandot evacuarono la Green Bay e, nel 1658, i Wyandot furono costretti a spostarsi verso l’interno per stabilirsi nelle zone del lago Pepin, sul fiume Mississippi.


L’importanza degli scambi commerciali

L’anno seguente si mossero gli Ottawa e raggiunsero le terre di Courte Oreilles, presso i villaggi di Chequamegon e Keweenaw dei Chippewa, sul puntello meridionale del lago Superiore. Oltre a distanziare ulteriormente gli Irochesi, questa nuova posizione permetteva agli Ottawa di migliorare i commerci delle pellicce con gli indiani Cree del nord e di conseguenza mantenere stretti rapporti con i francesi, i quali invitarono le tribù alleate a portare direttamente le loro merci a Montreal, ma con i guerrieri irochesi che controllavano ormai il corso del fiume Ottawa, gli Ottawa e i Wyandot, pur essendo ancora disposti a rischiare, erano frequentemente assaliti dai feroci nemici. Allora entrarono in gioco anche i potenti Chippewa, il che avrebbe permesso loro di formare grandi flottiglie di canoe in grado di respingere gli assaliti nemici. La situazione si stabilizzò, in un certo senso, nel 1658, quando gli Irochesi massacrarono un gesuita francese. La guerra riprese immediatamente lungo il corso del San Lorenzo e due commercianti francesi, ignorando le nuove Leggi, si spostarono verso i Grandi Laghi occidentali, erano questi Pierre Radisson e Médart Chouart, i quali, con una spedizione commerciale di indiani Ottawa, raggiungevano le terre dell’ovest. Questi furono i primi europei a vedere il lago Superiore e il villaggio di Chequamegon, poi conosciuto come La Pointe. I due passarono l’inverno con gli indiani, ma fu una esperienza terribile, si resero conto che in quelle fredde terre gli Ottawa non potevano coltivare nessun cereale e rischiavano di morire di fame essendosi ridotti a mangiare le suole dei loro mocassini. I due viaggiarono in direzione ovest fino a raggiungere i villaggio dei Dakota Sioux del Minnesota, infine, ritornarono a Quebec (1660) dove furono immediatamente arrestati e le loro pellicce confiscate; ormai però la grande qualità delle pellicce del Wisconsin e del Minnesota passava di bocca in bocca. I Dakota Sioux avevano seria intenzione di commerciare con i bianchi e non potevano permettere che le tribù dell’est cacciassero indisturbate nelle loro terre; i Sioux non tolleravano l’arrivo dei Wyandot sul lago Pepin. Dopo varie minacce, nel 1661, i Wyandot preferirono tornarsene a est per stabilirsi a Chequamegon con gli Ottawa. Nel 1659 gli Irochesi distruggevano completamente una flottiglia commerciale dei Wyandot, ma in seguito non sarebbero mai più riusciti a bloccare le pesanti flottiglie di canoe che ormai scendevano il corso dell’Ottawa. Quando seppero che Ottawa e Wyandot si erano stabiliti a sud del lago Superiore, gli Irochesi decisero di attaccarli per distruggerli in un solo assalto, ma per far questo dovevano attraversare le terre dei Chippewa. Gli Irochesi non lo fecero e, nel 1662, una spedizione di guerra di Ottawa, Chippewa e Nipissing colse di sorpresa un gruppo guerriero irochese a ovest di Sault Marie.
Quegli strani pezzi di carta
Lo scontro si concluse con il completo annientamento della spedizione irochese. Gli Irochesi non avrebbero mai più tentato di colpire gli Ottawa e i Wyandot sul lago Superiore. Dopo il 1664 i francesi decisero di riaprire la Via dei Grandi Laghi occidentali e, l’anno dopo, Nicolas Perrot e il missionario Jean-Claude Allouez, con altri sei francesi, si unirono a circa 400 indiani Ottawa e Wyandot che stavano ritornando in patria, così, in settembre, raggiungevano la Green Bay. Infine, nel 1667 gli attacchi francesi costrinsero gli Irochesi a chiedere la pace e così ripresero vigorosamente i ricchi commerci con l’ovest. In quegli anni l’inedia, le guerre intertribali e nuove epidemie sconvolsero le regioni occidentali dei Grandi Laghi; incapaci di raggiungere le terre degli Ottawa e dei Wyandot, le spedizioni irochesi vagarono spesso a vuoto attraverso il Wisconsin prima del 1667, assalendo però tutte le tribù che fornivano pellicce agli Ottawa. Questa situazione di continuo stato di guerra dette vita a nuovi scontri intertribali per assicurarsi nuovi territori di caccia, ciò avrebbe sconvolto le popolazioni fuggiasche provenienti dall’est. Il Wisconsin era ormai completamente destabilizzato e la situazione non era migliore a sud del lago Superiore, con i Dakota impegnati a combattere contro i Chippewa e, chiaramente, non furono certamente felici quando gruppi di Ottawa e Wyandot si mossero verso ovest intorno al 1661. Come previsto, le tribù di rifugiati, sospinte a ovest dagli Irochesi, iniziarono a cacciare castori, ma il vero problema era che circa 20 mila indiani stavano occupando un piccolo territorio, così diventava difficile sfamare l’intera popolazione. La conseguenza logica portò queste genti a cercare nuove terre sempre più a ovest, entrando in contatto con i Sioux, il che dette vita ad altri scontri. I Dakota, ormai allo stremo, inviarono alcuni ambasciatori con il “Calumet della Pace”, ma quando entrarono nell’accampamento Ottawa furono barbaramente massacrati e, secondo alcune fonti, i loro corpi sarebbero anche stati mangiati. Infuriati per l’affronto, che non faceva certamente onore ai loro nemici, i Sioux riuscirono a catturare il capo Sinago, che venne torturato e poi bruciato vivo. Non fu certamente una fortunata idea quella di padre Marquette che, nel 1670, riuscì a convincere gli Ottawa e i Wyandot a spostarsi sullo stretto di Mackinac; infatti, l’anno dopo, una spedizione di guerra dei Seneca assaliva e dava alle fiamme la missione di St. Ignace e tutti gli insediamenti circostanti, mietendo numerose vittime fra gli indiani. Tuttavia, questa fu l’ultima sconfitta degli Ottawa ad opera dei loro nemici storici; per parecchio tempo la tribù sarebbe rimasta fuori dai movimenti delle spedizioni di guerra irochesi. Nello stesso periodo, dopo che gli Ottawa si erano ritirati a Manitoulin, gli indiani del territorio firmarono un Trattato di amicizia ed alleanza con i francesi a Sault Marie (1671), ormai quasi tutte le tribù dei Grandi Laghi appoggiavano Simon Daumont e i francesi. Intorno al 1670 gli inglesi iniziarono a costruire postazioni commerciali sulla baia di Hudson, entrando così direttamente in contatto con i Cree, mentre i Chippewa si spostavano ulteriormente a occidente. A partire dal 1685 gli Ottawa e i Chippewa erano in grado di fornire circa i due terzi delle pellicce di castoro che raggiungevano Montreal; inoltre, gli Assiniboin e i Cree stavano diventando un grande pericolo per i Dakota, così i francesi dovettero inviare nella zona Daniel Dulhut, incaricato di far stipulare la pace fra i Dakota e i Salteaux, una delle più potenti e numerose bande dei Chippewa (1680).
La bandiera inglese
Inoltre, quando, nel 1670, il gruppo Sinago della tribù Ottawa si era mosso verso Mackinac, non si era dimenticato che i Dakota avevano ucciso il loro capo e meditavano vendetta, così si allearono con i Potawatomi, i Sauk e i Fox per assalire i nemici dell’ovest; la guerra divampò nuovamente e numerosi scontri si sarebbero moltiplicati nel territorio del Wisconsin occidentale; nonostante ciò i commercianti francesi continuavano a raggiungere i villaggi dei Dakota. Dopo l’assassinio di un capo dei Seneca la guerra divampò nuovamente. Nel frattempo i francesi continuavano a commerciare con i Dakota, così gli algonchini del territorio si infuriavano sempre più, ma furono soprattutto gli Ottawa a minacciarli perché temevano una nuova guerra contro la Lega irochese; per precauzione la tribù evacuò immediatamente l’isola di Manitoulin per raggiungere nuovamente Mackinac. Gli Ottawa non poterono comunque mantenersi neutrali quando, nel 1683, una spedizione di guerra dei Seneca si abbatteva su Mackinac. Una nuova alleanza venne subito rimessa in piedi per fronteggiare i nuovi attacchi degli Irochesi, essa comprendeva gli Ottawa, i Wyandot, i Chippewa, gli Illinois, i Miami, i Fox, i Sauk, i Kickapoo e i Mascouten. Mentre i francesi assalivano le terre irochesi partendo dal Quebec, i guerrieri scacciavano i nemici dai Grandi Laghi occidentali; numerose battaglie furono combattute con flottiglie di canoe sui laghi St. Clair ed Erie e, nel 1690, i nemici furono costretti a porsi sulla difensiva ma, con l’intento di rompere l’alleanza, offrirono agli Ottawa una pace separata e il permesso ai commercianti inglesi di raggiungere le loro terre. L’offerta sarebbe stata rifiutata e l’alleanza avrebbe continuato ad esistere permettendo ai francesi di controllare anche i Grandi Laghi occidentali. Nel Wisconsin occidentale le tribù ricominciarono a guerreggiare con i Dakota, e gli Ottawa divennero i principali istigatori di una cospirazione di tribù per scacciare i francesi dal territorio se non smettevano di commerciare con i Dakota. I commercianti francesi vennero ripetutamente assaliti e derubati, ed alcuni perdettero la vita, persino il famoso Nicolas Perrot venne catturato e legato al palo della tortura in un insediamento dei Mascouten; era destinato a venir bruciato vivo e solo l’intervento dei capi dei Kickapoo gli salvò la vita. Nel giugno 1701 Antoine de la Mothe Cadillac, comandante di Mackinac, raggiungeva Detroit e ordinava la costruzione di Fort Pontchartrain; poi, dopo aver incolpato i gesuiti della sospensione dei commerci con gli indiani, invitò gli Ottawa e i Wyandot a stabilirsi nelle vicinanze della postazione. La maggior parte delle bande Ottawa accettarono, ma alcune preferirono ristabilirsi sull’isola di Manitoulin.
Nel frattempo i traders inglesi iniziavano a spingersi verso ovest, portando materiali di qualità superiore a quelli dei francesi, così riuscirono ad entrare in contatto con gli Ottawa e i Chippewa dei Grandi Laghi occidentali. Il Cadillac dovette intervenire invitando le tribù alleate a stabilirsi nuovamente nelle zone di Detroit, così il territorio divenne particolarmente affollato con gruppi di Ottawa, Chippewa e Wyandot, e con altre popolazioni minori. Le difficoltà non si fecero attendere ed allora i Sable, un gruppo Ottawa, preferì restare nelle zone di Mackinac per continuare a combattere i Dakota del Minnesota; quando i francesi li invitarono a stipulare la pace essi rifiutarono sdegnosamente al contrario dei Wyandot e dei gruppi Miami. Un grave episodio si ebbe qualche tempo dopo. Quando i Wyandot e i Miami seppero che i Sable stavano preparando una nuova incursione nelle terre Sioux (1706), decisero di assalire il loro insediamento ben sapendo che i guerrieri si erano già spostati a ovest. Fu allora che un indiano Potawatomi avvertì gli Ottawa del misfatto dei loro vecchi alleati, la spedizione si buttò allora contro un villaggio dei Miami, i cui abitanti furono costretti a rifugiarsi nella vicina postazione francese, cinque capi avrebbero comunque perso la vita in un disperato tentativo di fronteggiare gli Ottawa. Nel frattempo, inglesi ed Irochesi continuavano ad intercettare e minacciare i commercianti francesi, soltanto allora il Cadillac si decise ad armare i suoi alleati indiani ed una concentrazione di circa 6 mila guerrieri si riunirono ben presto, appartenevano alle tribù Chippewa, Wyandot, Ottawa, Potawatomi, Miami, Illinois ed anche qualche guerriero delle tribù Osage e Missouri. Qualche giorno dopo vennero invitati anche i Fox, che avrebbero dovuto raggiungere Detroit con i loro alleati Mascouten e Kickapoo.


Uno va avanti e l’altro resta di guardia

Quando i Fox entrarono nella zona si risentirono per la presenza di tribù non certamente loro amiche, fra queste anche gli Ottawa, i quali, a loro volta, invitarono il comandante francese a cacciare i nuovi venuti dal territorio. Il consiglio non ebbe esito positivo e vari incidenti scoppiarono fra le tribù alleate e i Fox; quando il Governatore dovette ritornare nel Canada per una importante riunione politica, gli Ottawa e i Potawatomi decidevano di assalire i Fox. Nella primavera del 1712 le due tribù attaccarono, nel Michigan meridionale, un gruppo di caccia dei Mascouten, il quale dovette cercare rifugio proprio in un accampamento dei Fox; quando poi sembrava che la situazione stesse migliorando grazie all’intervento francese, i Fox e i Mascouten assalivano Fort Pontchartrain, ma furono gli Ottawa, i Chippewa, i Wyandot e i Potawatomi che giunsero in massa per prendere alle spalle i Fox, i quali, dopo alcune perdite, preferirono abbandonare il territorio per sfuggire all’imminente massacro e ritornarono velocemente nel Wisconsin. La “Guerra dei Fox” (1712-16 e 1728-37) rappresentò praticamente una sorta di guerra civile all’interno dell’alleanza indiana; la prima sarebbe terminata con una specie di pareggio in cui i contendenti si fronteggiarono più volte in vari scontri. La seconda avrebbe portato i francesi a risolvere per sempre il “problema dei Fox”, ovvero lo sterminio completo della tribù, che trovò l’appoggio delle altre tribù. I pochi sopravvissuti della nazione si sarebbero poi uniti agli affini Sauk e, nell’ultimo anno di guerra (1737), i guerrieri Ottawa solevano ripetere che “non abbiamo bisogno di molto tempo per ritrovare e mangiare i Fox”. Intanto gli Ottawa e i Chippewa della Saginaw Bay, nel 1717, erano ormai entrati in contatto con i commercianti inglesi e, 10 anni dopo, gli Irochesi permisero agli inglesi di costruire una postazione commerciale ad Oswego; fu allora che un gruppo di Ottawa si spostò a est per stabilirsi lungo il corso del fiume Beaver, nella Pennsylvania occidentale, in pieno territorio irochese. Nel 1728 circa l’80% delle pellicce portate ad Albany provenivano dagli indiani alleati dei francesi. In quel periodo le varie bande Ottawa stavano prendendo strade diverse, a Mackinac, a Detroit e sull’isola di Manitoulin, ma i gruppi di Detroit erano ormai diventati la tribù dominante della zona. Queste bande appoggiarono sempre i francesi e lanciarono anche alcune spedizioni a sud per assalire gli insediamenti dei Cherokee e dei Chickasaw, alleati degli inglesi. Nello stesso periodo gli Ottawa di Mackinac si staccavano dai Chippewa di Detroit e, nel 1741, abbandonavano la zona per raggiungere il basso Michigan; inoltre, altri piccoli gruppi si spostavano sul lago Michigan e nel Wisconsin sud-orientale. L’autorità francese collassò velocemente e gli inglesi si presero l’intera valle dell’Ohio.

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