I Comanche, i Lipan e le missioni Spagnole

A cura di Renato Ruggeri

Nei primi anni del 1750 i Lipan, incapaci di arrestare l’avanzata Comanche, chiesero aiuto agli Spagnoli, promettendo in cambio la conversione al cristianesimo e di adeguarsi a una vita sedentaria. Gli Spagnoli accettarono per diversi motivi. I missionari provavano il sincero desiderio di diffondere il cristianesimo tra gli “indios barbaros”, mentre per gli ufficiali civili e militari lo scopo era diverso. La costruzione di missioni nel territorio Lipan avrebbe fatto diminuire i problemi con gli indiani lungo il basso Rio Grande, salvaguardando anche i nascenti villaggi a Nord del fiume e favorito l’estensione del dominio imperiale. Un’alleanza Spagna-Apaches avrebbe, inoltre, contrastato la penetrazione Francese in Texas e sarebbe servita come scudo contro gli attacchi dei Comanches e dei Nortenos (Wichitas e Hasinais), loro alleati.
Vi erano, poi, voci di depositi di oro e argento nella regione dei fiumi San Saba e Llano. Senza l’ostacolo degli Apaches, gli Spagnoli avrebbero potuto esplorare il territorio con più tranquillità. Gli accordi di pace tra Spagna e Lipan del Novembre 1749 diedero un grande impulso al movimento favorevole alla costruzione di missioni, inaugurando una nuova era di buoni propositi tra i 2 popoli.
La prima missione per cristianizzare i Lipan fu edificata nel 1754.
Frate Alonso Giraldo de Terreros, presidente delle missioni Texane, decise di costruirla lungo il Rio Grande, vicino al presidio di San Juan Bautista. Mettendo in atto la richiesta di un capo di nome Pastellano, Terreros scelse il luogo e vi assegnò i missionari. Ma il popolo di Pastellano cambiò idea e abbandonò la missione la prima notte. ?Senza scomporsi, il tenace Francescano stabilì una seconda missione, San Lorenzo, vicino a San Fernando d’Austria, sempre nel Nord del Coahuila.
I temuti “soldados de cuera”
Alcuni capi come El Gordo, El de Godo e Bigotes decisero, apparentemente, di convertirsi. Aiutarono a costruire le mura, scavarono i canali d’irrigazione e, nel Marzo del 1755, Terreros potè riferire che 52 Apaches vivevano nella missione e circa 2000 erano accampati nelle vicinanze. Ma la nuova missione di San Lorenzo ebbe breve vita. Il 4 Ottobre 1755, mentre Terreros era assente, i poco contenti Apaches la bruciarono e si dileguarono.
Ma già nell’Aprile del 1752 erano arrivati nuovi ordini a San Antonio da Mexico City. Le autorità autorizzavano l’esplorazione del Texas centrale allo scopo di determinare il potenziale della regione per le missioni. Nei 4 anni seguenti 3 diverse spedizioni esplorarono l’area del fiume San Saba. I resoconti furono favorevoli. Il terreno era fertile e facilmente arabile, l’acqua abbondante, vi era ricchezza di minerali, soprattutto argento e, cosa più importante, gli Apaches sembravano interessati al progetto. Durante la seconda spedizione, alla fine del 1754, il comandante Spagnolo Pedro de Rabago y Teran aveva incontrato una rancheria di circa 100 tende sotto il comando di un uomo chiamato “capitano Pintas”. Pintas accolse gli Spagnoli in modo cordiale e assicurò loro che altri 10 capi erano pronti a entrare nelle missioni. In un gran consiglio tenuto a Mexico City, vennero valutati gli argomenti a favore e contro l’edificazione delle missioni in Texas. La costruzione di un presidio e di una missione a San Saba sarebbe stata la “punta di spada” di una politica aggressiva che mirava a distruggere il pericolo posto dalle tribù del Nord (i Nortenos), e avrebbe consolidato l’influenza Spagnola nell’area.
A aggiungere peso alla proposta fu il Capitano Pedro de Rebago y Teran che abbandonò, in maniera inaspettata e non autorizzata, la missione e il Presidio di San Xavier. Cosa avrebbero dovuto fare le autorità con i soldati. i convertiti Indiani e i missionari? La soluzione del dilemma era sotto i loro occhi. Risolvendo tutti i problemi in una volta sola, il consiglio raccomandò di trasferire la guarnigione del presidio di San Xavier e i religiosi sul fiume San Saba. Il progetto era costruire 3 nuove missioni per gli Apaches sotto la direzione di Fr Mariano de Los Dolores. Il 15 Maggio 1756 il vicerè, il Marchese de Amarillas, firmò la proposta. Il sogno dei Francescani stava diventando realtà.
Un frate alla frontiera
Frate Dolores ebbe, però, poco tempo per rallegrarsi. Mentre la ruota della burocrazia girava lentamente a Mexico City, il suo fratello e rivale Francescano Alonso Terreros si assicurò la somma di 150000 pesos da suo cugino, Don Pedro Romero de Terreros, ricco propietario di miniere, allo scopo di finanziare l’impresa. L’offerta aveva una clausola. In cambio dei soldi, Frate Terreros avrebbe dovuto essere a capo dei missionari. Il viceré Amarillas accettò con gioia il nuovo piano, che riduceva le spese reali.
Un secondo cambiamento significativo si rese necessario in seguito alla morte del Capitano Rabago. Al suo posto Amarillas nominò il Colonnello Diego Ortiz de Parrilla, un veterano della guerra con gli indios, che si era già distinto a Cuba, Puebla, Sinaloa e Sonora. Uomo d’azione ma anche egocentrico, si sarebbe, presto, scontrato con Frate Terreros sui tempi e i dettagli della spedizione a San Saba. Nell’autunno del 1756 i 2 iniziarono il lungo viaggio da Mexico City a San Antonio. Sulla via raccolsero, a Saltillo, 9 famiglie di Indiani Tlascalan. Sarebbero serviti da istruttori per i neofiti Apache. Incontrarono alcune bande di Apache accampate nel nord del Coahuila. Dopo aver visto i carri di provviste, gli Indiani promisero di recarsi a San Saba e entrare nella missione. La spedizione arrivò a San Antonio all’inizio di Dicembre, e messaggeri furono, subito inviati a invitare i leader Apache per discutere il progetto. Alcuni Lipan arrivarono e dissero agli Spagnoli che si sarebbero recati a San Saba non appena la missione fosse stata in funzione. Mentre si preparavano a partire, i Lipan chiesero grano, zucchero, tabacco e altri doni, richieste che erano in sintonia con il loro concetto di ospitalità e reciprocità, ma che irritarono Parrilla, che mise in dubbio la loro sincerità. Invece Fr Terreros e il suo assistente, Frate Francisco de la Santisima Trinidad, erano impazienti di raggiungere San Saba appena il tempo lo avesse permesso. Finalmente, il 9 Aprile 1757 Parrilla ordinò la partenza, una decisione che i Francescani avevano aspettato per mesi.


Le prime missioni per i Lipans furono costruite lungo il Rio Grande

Il 18 Aprile 1757 gli Spagnoli arrivarono sul San Saba ma, con grande disappunto dei missionari, non vi erano Apaches in vista. Disgustato, ma non sorpreso, Parrilla suggerì di lasciar perdere o ritardare la costruzione degli edifici fino a quando non avessero saputo qualcosa in più sulle intenzioni degli Apaches. ?Ma Terreros non volle sentir ragione. “Se il capitano non ordinerà l’inizio immediato dei lavori, andrò a Mexico City e informerò il viceré della sua perfidia”. Seppur riluttante, Parrilla cedette e ordinò ai suoi uomini di iniziare a costruire un presidio sulla riva nord del San Saba. I Francescani, nel frattempo, supervisionavano la costruzione della missione di Santa Cruz di San Saba, 3 miglia a est, sul lato sud del fiume, una decisione presa per impedire contatti sessuali e coabitazioni fra i soldati Spagnoli e le donne Indiane, ma che avrebbe avuto tragiche conseguenze. Dopo aver completato la costruzione delle abitazioni dei religiosi, di un deposito per le provviste, di una chiesa e di stalle e scuderie, i soldati innalzarono una palizzata di legno intorno al complesso. I Padri, con l’aiuto dei Tlascalan, cominciarono a scavare canali d’irrigazione e a coltivare la terra lungo la riva del fiume, mentre Parrilla osservava la costruzione finale del presidio di San Luis de Amarillas, chiamato così in onore del vicerè. L’unica cosa mancante erano gli Apaches.


La missione di San Saba, a 135 miglia da San Antonio

Quando arrivò a San Antonio la notizia che non vi erano Indiani a San Saba, un prete, Frate Benito Varela, fu inviato a localizzarli. A San Marcos, Varela apprese che i Tejas avevano attaccato i Lipan sul fiume Colorado, disturbando il loro proposito di raggiungere la missione. Quando il capo El Chico visitò San Antonio, poco dopo, gli ufficiali Spagnoli lo incoraggiarono. “Porta il tuo popolo a San Saba, e sarai protetto. A metà Giugno, alcune bande Lipan si riunirono vicino alla missione. Il popolo di El Chico, 300 persone circa, risiedeva in 32 tende, mentre i Lipan del capo Casacablanca possedevano 300 tende e 2700 cavalli e muli. Ma l’euforia di Terreros durò poco, quando apprese che gli Indiani si erano riuniti per la caccia estiva al bisonte. Casacablanca, poi, stava preparando un raid contro i Comanches e i Tejas per vendicare il recente attacco sul fiume Colorado, in cui aveva perso un fratello. Gli Apaches, prima di partire, assicurarono agli Spagnoli che sarebbero ritornati, dopo aver sbrigato i loro “affari” a nord. ?Passarono 2 settimane e i Lipan non si vedevano. Alcuni giorni dopo, ci fu un momento di speranza quando El Chico e la sua gente arrivarono alla missione, portando carne di bisonte. Con disappunto dei Francescani, gli Apaches non si fermarono e continuarono verso sud.
Nel corso delle seguenti settimane questo comportamento continuò e piccole bande di Apaches arrivarono a San Saba solo per ricevere cibo e ospitalità prima di cavalcare verso sud. ?Alla fine dell’estate, 3 Francescani abbandonarono la missione, avendo perso ogni speranza nella riuscita del progetto. Alcuni Spagnoli, inoltre, avevano percepito apprensione e paura negli occhi e nel comportamento dei Lipan, e presto compresero il motivo. Un grosso contingente di Comanches e Nortenos stava muovendosi verso sud nella loro direzione, infuriati per la recente ripresa degli attacchi Apaches e oltraggiati dall’alleanza degli Spagnoli con loro. ?All’inizio del 1750 i Comanches e i Nortenos avevano iniziato un’offensiva contro i loro nemici a nord, Osages e Kansas, e i loro principali rivali a sud, i lipan Apaches.


I Lipan nel Texas spagnolo

Nel 1757 il più importante gruppo Norteno, i Taovayas, si era spostato nella regione del fiume Red River, per sfuggire agli Osages e migliorare le opportunità commerciali. Insieme, Taovayas e Comanches avevano continuato la loro guerra contro i Lipan, nello sforzo di ripulire la regione. I Lipan cercarono di mitigare la loro furia vantandosi dello splendore delle nuove missioni e della protezione dei loro alleati Spagnoli. Stavano cercando di intimidire i Comanches e i Nortenos per far cessare i loro assalti. Ottennero, però, l’effetto opposto e scatenarono la collera di entrambi i gruppi sulla missione di San Saba.

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