Gli affari d’oro, col bestiame, si fanno a Nord!

La marchiatura
Quando gli allevamenti texani erano già una realtà consolidata e in cerca di espansione e di mercati, gli allevatori non tardarono ad accorgersi degli alti prezzi del bestiame raggiunti nelle piazze a Nord e a Est e subito pensarono di portare laggiù le loro bestie per realizzare un buon business. Poco importava se per fare ciò bisognava dannarsi l’anima su una pista di circa 800 chilometri; la cosa importante era per loro il guadagno.
Agli allevatori interessava un obiettivo primario, cioè raggiungere con i minori danni una stazione ferroviaria per poter caricare le bestie su un treno e spedirle ai mercati dell’Est o del Nord dove sarebbero state vendute a peso d’oro.
Una delle prime stazioni poste come meta fu Sedalia, nel lontano Missouri, da cui partivano i treni per Saint Louis e altre lucrose città dell’Est.
Il problema, però, era raggiungere la ferrovia e per arrivare ai punti di imbarco dal Texas vi erano percorsi molto lunghi da compiere, popolati da Indiani, coloni e bestie selvagge. I cowboys riuscivano a far percorrere ad una mandria di bestiame un numero di chilometri abbastanza limitato per ogni giorno di viaggio, al massimo 40 (circa 25 miglia), in considerazione del fatto che i capi di bestiame non dovevano rischiare il deperimento.
Durante l’attraversamento del Territorio Indiano (l’attuale Oklahoma), gli Indiani effettuavano numerosi tentativi di razzia, spaventavano i bovini o ne rubavano alcuni. Tutto questo metteva a rischio la vita della gente che viveva nei dintorni delle piste percorse dai cow-boy e dal bestiame.


Una bellissima ed evocativa scena di un “round-up”

Perciò i coloni fecero pressione sulle autorità richiedendo forme sempre maggiori di protezione. Così, sia nel Kansas sia nel Missouri furono emanati regolamenti e leggi tesi a impedire la diffusione di epidemie tra le bestie, che prevedevano il divieto d’accesso in quei territori di bestiame proveniente dal Texas o dagli Stati del Sud.
Si trattava, a ben vedere, di forme di restrizione piuttosto severe che finivano per rendere complicato il viagigo delle mandrie verso i mercati del bestiame. In seguito buona parte di queste leggi fu ritirata e fu permesso il transito delle mandrie in periodi prestabiliti.
Per questi motivi, aggiunti alle disastrose condizioni atmosferiche, il “lungo cammino” del 1866, il primo dopo la guerra civile americana, fu un sostanziale insuccesso. Nonostante ciò, i dollari sonanti agitati e pagati dagli acquirenti del Nord e dell’Est per il bestiame del Texas invogliarono gli allevatori a ritentare. E il 1867 li aspettava con grandi novità.


Il lunghissimo e avventuroso cammino del bestiame

In quell’anno, infatti, un giovane dell’Illinois, Joseph G. McCoy, dopo aver studiato attentamente la situazione, decise di creare un luogo di incontro a metà strada tra gli allevatori e gli acquirenti del Nord e dell’Est.
Contattò varie compagnie ferroviarie per avere prezzi partìcolarmente vantaggiosi per il trasporto di bestiame, finché trovò l’accordo con la «Hannibal and St. Joe», la cui linea avrebbe condotto il bestiame a Chicago. Quindi cercò un punto comodo dove portare le mandrie che dovevano essere imbarcate sui vagoni ferroviari. Lo trovò nel piccolo abitato di Abilene: il luogo aveva le caratteristiche perfette. Era situato in una zona dove vi erano tanta erba e acqua in abbondanza, con spazi liberi e aperti dove si poterono costruire dei recinti dove lasciarvi le mandrie in attesa di essere vendute e quindi caricate su di un treno.
Abilene fu la prima di una serie di città che si svilupparono e vissero stagionalmente sul commercio del bestiame. Tra le altre vi furono Denver, in Colorado, Dodge City, Newtown ed Ellsworth in Kansas.


Bestie e cow-boy in cammino verso la ferrovia

Le mandrie del Texas, per raggiungere Abilene, dovevano compiere un percorso di circa 800 chilometri. La pista più sfruttata per questo movimento di bestiame fu quella chiamata «Chisholm» dal nome di colui che la tracciò, Jesse Chisholm.
Essa partiva da Sant’Antonio, nel Texas, attraversava il Fiume Rosso entrando nel territorio indiano. A Caldwell passava il confine dell’Oklahoma ed entrava in Kansas per arrivare quindi ad Abilene. Vi erano molte piste che raggiungevano tutte varie destinazioni che sorsero, dopo Abilene, come punto d’incontro tra allevatori e compratori.
La marcia di spostamento delle mandrie era il momento più impegnativo per un cowboy. Essa iniziava dopo il raduno primaverile per giungere a destinazione in estate inoltrata. Si preferiva questo periodo poiché l’erba era fresca, si evitavano il maltempo e le piogge che procuravano gravi disagi, soprattutto l’attraversamento dei fiumi.
Per una mandria di circa 2000 capi era impegnata una dozzina di uomini con compiti specifici.


Un treno

Vi era il capo mandria, di solito un cowboy con grande esperienza che aveva già percorso la pista da seguire. Nei tardi anni Sessanta la sua paga si aggirava intorno ai 125 dollari al mese.
Gli altri mandriani avevano il compito di sorvegliare il bestiame e ricevevano un salario che oscillava tra i 25 e i 40 dollari al mese.
Erano divisi secondo la loro esperienza nel governare la mandria. I più esperti erano in testa, ai lati vi erano i cosiddetti fiancheggiatori e le ali, che cavalcavano avanti e indietro per sorvegliare che nessuna bestia uscisse dal branco. Nelle retrovie vi erano i cowboy meno esperti, spesso novellini alla prima esperienza, chiamati con ironia «piedi dolci». Oltre tutto dovevano affrontare lo spiacevole inconveniente di respirare la polvere sollevata dalla mandria in movimento.


Al seguito delle mandrie…

I cowboy si posizionavano ai lati del bestiame che si disponeva in una lunga fila, con in testa i capi più robusti e, per ultimi, quelli più deboli.
Dopo i primi giorni, in cui le bestie si abituavano alla marcia, durante la notte bastavano solo due uomini per sorvegliare tutta la mandria.
Siccome anche il minimo rumore riusciva a spaventare i bovini, i cowboy cercavano di tenerli tranquilli cantando. Nacque così quel nutrito canzoniere di quella che oggi viene chiamata musica country.
Della comitiva di viaggio faceva parte anche il cuoco che guidava il carro delle vettovaglie e che di norma precedeva il resto della spedizione per trovare un luogo adatto dove porre il campo per la notte.
Infine vi era un ragazzo addetto al controllo del branco dei cavalli di scorta. Egli e le bestie galoppavano a un lato della mandria, scostati, per evitare che i cavalli spaventassero i bovini. Ogni cowboy aveva circa 8 o 10 cavalcature a disposizione.


Il punto di arrivo delle mandrie

Quando il bestiame era in movimento il capo mandria comunicava con gli altri uomini per mezzo di un linguaggio dei segni molto simile a quello degli Indiani, dal quale, del resto, derivava.
Dopo settimane di monotonia, la carovana giungeva a destinazione.

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Commenti

Una risposta a “Gli affari d’oro, col bestiame, si fanno a Nord!”

  1. lupover, il 20 agosto 2012 23:23

    volevo precisare che Conrad khors, allevatore del Montana, ha svolto la sua attività su 10 milioni di acri per buona parte in partnership con altri allevatori (pioneer cattle company), e che si trattava prevalentemente di pascoli non di proprietà (open range). Il ranch di proprietà di Khors era nei pressi di Deer lodge ed assommava a circa 60 mila acri. I grandi rancheros che, oltre a svolgere la loro attività su pascoli pubblici, possedevano grandi estensioni territoriali a titolo personale si trovavano sopratutto nel Texas e nel New Mexico (King, Burnett, Waggoner, Briscoe e Bell Ranch)

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