Le 500 Nazioni: il Gran Bacino

L’area del Gran bacino, comprendente le catene montuose e le vallate dello Utah, del Nevada e della California, è stata abitata da popolazioni il cui stile di vita arcaico rimase quasi invariato fino al 1850; le più conosciute sono i Paiute, gli Ute e gli Shoshoni, insieme ai Klamat, ai Modoc e agli Yurok.
Si trattava di piccole bande di raccoglitori, composte a volte da un’unica famiglia, ed erano distribuite su un territorio inospitale con una densità abitativa estremamente bassa. In estate si nutrivano di semi, radici, frutti di cactus, insetti, rettili e piccoli roditori, insieme a occasionali antilopi e cervi; i coyote invece non venivano mangiati perché li si credeva dotati di poteri soprannaturali.
In inverno si dovevano affidare alle provviste estive perché la disponibilità di cibo era scarsissima e la minaccia della fame era sempre incombente.
Nei periodi in cui il cibo era abbondante i vari gruppi si riunivano in bande più numerose, composte quasi esclusivamente da individui imparentati bilateralmente. Il riconoscimento della leadership avveniva in maniera informale e raramente sorgevano conflitti fra tribù, causati di solito da accuse di stregoneria o da rivalità sessuali.
La religione formale era poco praticata; veniva soprattutto ricercata l’alleanza con gli spiriti, conosciuti attraverso sogni e visioni, che era ritenuta capace di conferire poteri connessi con la medicina, la caccia e il gioco d’azzardo.

NOTA BENE: Questo articolo è parte di una serie dedicata alle 500 Nazioni. In ognuno di essi, compreso questo, inseriamo le mappe cliccabili con la dislocazione delle tribù indiane. E’ anche possibile scaricare le immagini ad alta definizione cliccando sul loro nome.

La mappa dell’Ovest La mappa dell’Est

Cayuse
Di lingua Sahaptin, provenivano dallo stato di Washington e dall’Oregon ed erano famosi per l’allevamento di un piccolo cavallo ancora noto oggi come mustang. Il cavallo era così importante per loro che ciascuno poteva averne 50 o più, a differenza dei Crow che arrivavano a 15 per gruppo familiare. Decimati dal colera nel 1847, vennero assorbiti dai Nez Percé.


Un guerriero Cayuse

Couer d’alene
Denominati “Cuore di Punteruolo” da un commerciante francese, erano anche noti come Skitwish. Parlavano il Salish dell’interno, vivevano in Idaho e Washington e cacciavano nelle pianure dei Crow e dei Blackfeet. Oggi ne vivono circa 800 in riserva insieme ai Nez Percé in Idaho e altri a Colville nel Washington.

Colville
Presero il nome da un forte della Baia di Hudson. Di lingua Salishan, vivevano tra Washington e l’Idaho e pescavano nel Columbia, soprattutto i salmoni a Kettle Falls. Vivono oggi nella riserva di Colville, Washington, come una delle tribù confederate e assommano a circa 4000 persone. Fatta eccezione per pochi Nez Percé, appartengono tutti al gruppo Salish: Coeur d’Alene, Entiat/Chelan, Kalispel, Methow, Nespelem, Okanagan, Sanpoil, Senijextee e Spokane.


Un indiano Flathead

Flathead
Indicati spesso come Salish, i Flathead non sono in realtà che una parte di quel grande ceppo. Vivevano nel Montana occidentale, e quindi erano simili alle tribù delle pianure negli abiti, nei costumi nei tipi e cavalli. Il loro nome – Teste piatte – deriva dal fatto che essi non praticavano la deformazione del cranio come i loro parenti della costa. Le periodiche cacce alla selvaggina delle pianure li mise in conflitto con i Crow e i Blackfeet, cui essi probabilmente fornivano i cavalli. In seguito ai contatti con gli Irochesi convertiti, con i quali commerciavano in pellicce, vennero avvicinati da missionari cristiani in cerca di anime da salvare. Forse per questo non entrarono in guerra con gli Stati Uniti e cedettero pacificamente le loro terre negli anni 1850, in cambio di piccole parti del loro territorio d’origine. Strettamente imparentati ai Pend d’Oreilles e ai Kootenai, vivono oggi con quest’ultimi nel Montana, dove sono, in tutto, 7.000.

Kalispel
Tribù di lingua Salish del Montana settentrionale, dello stato di Washington e dell’Idaho, che i mercanti francesi chiamavano Pend d’Oreilles (Pendenti da orecchie) a causa dei grandi orecchini di conchiglia. Esperti canoisti, si spingevano spesso in pianura per il commercio delle pelli. Oggi vivono nelle riserve di Colville e Usk, Washington.

Klamath
Gli Eushikni o “Popolo del Lago” fecero propri gli usi di tre culture (quella della costa nordoccidentale, del bacino e delle pianure) grazie ai commerci fra tribù. Vivevano in Oregon – dove ne sopravvivono 2.000 – e sono parenti dei Modoc, con i quali condividono la lingua Lutuami.

Klikitat
Di lingua Sahaptin, stanziati tra Idaho e Washington, producevano famosi cesti di radice di cedro e facevano i mediatori tra le tribù della costa e quelle dell’interno.


Un gruppo di Kotenai davanti al loro tepee

Kootenai
Di lingua Salishan, vivevano in una zona compresa tra Columbia Britannica, Idaho e Montana e riflettevano le culture delle pianure e dell’altopiano: pescavano e usavano canoe come le tribù dell’altopiano, si vestivano e vivevano come quelle delle pianure. Combatterono spesso con i Blackfeet, da cui probabilmente discendono. I mille sopravvissuti lavorano come guide o rancher e vivono nella riserva Flathead in Montana insieme ai più numerosi Salish.

Lakes
Chiamati anche Senijextee, parlavano la stessa lingua degli Okanagan ed erano un popolo Salishan. Oggi fanno parte del folto gruppo delle undici tribù della riserva Colville a Nespelem, Washington.


Gruppo di donne Modoc

Modoc
Cacciatori-raccoglitori, i Modoc sono ben conosciuti per aver resistito all’esercito degli Stati Uniti sotto la guida di Kintpuash, noto ai bianchi come Capitano Jack (1872-73). La storia narra dell’assedio di Lava Beds (1873) e dei Modoc che respinsero cavalleria, fanteria, artiglieria e guardia nazionale americana, dell’uccisione del generale Canby e della capitolazione, infine, di Capitano Jack, catturato e condannato a morte. I 153 Modoc sopravvissuti vennero sistemati nel Territorio Indiano, l’attuale Oklahoma. Poterono tornare nella riserva di Klamath solo nel 1909.

Molala
Tribù scarsamente ricordata della famiglia Penutian, vicina dei Klamath e dei Tenino, ma confinante anche con i Paiute settentrionali.

Mono
Nome collettivo per designare alcune delle tribù note come “Indiani Zappatori” per l’uso di scavare radici commestibili nell’inospitale deserto in cui abitavano.


Un gruppo di guerrieri Nez Perce a cavallo

Nez Perce
Abili cavalieri – allevarono la robusta razza equina degli Appaloosa – i Nez Percé erano anche famosi per le splendide borse in buccia di mais, ma soprattutto, e più tragicamente, per la fiera esistenza opposta dai gruppi che non accettarono la cessione delle terre avite al governo americano nei tardi anni 1870, quando vennero scoperti i giacimenti d’oro. Da questo rifiuto nacque l’epopea della tribù, e svettò la figura del grande Capo Giuseppe. Capo Giuseppe (Hein-mot Too-ya-la-kekt) e cinque altri capi banda con i loro seguaci si diressero verso il Montana, sfuggendo all’esercito americano che li inseguiva, finché vennero raggiunti poco prima del confine canadese. I ribelli vennero sistemati in una riserva dello stato di Washington. Giuseppe morì di crepacuore. Lewis e Clark, che avevano incontrato i Nez Percé ad inizio secolo, li annoverarono “tra i popoli più amabili” che avessero mai visto.

Nicola

Piccola banda Athapaskan settentrionale, vicina, tra gli altri, a Shuswap e Thompson.

Okanagan
Di lingua Salishan, gli Okanagan facevano la spola tra le grandi fiere commerciali della regione, come quelle di The Dalles, Kettle Falls e Celilo Falls. Come Shuswap e Thompson, consideravano la canoa il mezzo principale di trasporto in una terra di fiumi e torrenti dal corso rapido e turbinoso. Le loro canoe erano famose per essere del tipo “a muso di storione” (affilate e costruite con cortecce di cedro), uno stile in uso anche presso altri gruppi come Coeur d’Alene e Kootenai.

Palus
Come i loro vicini Umatilla, i Palus del fiume Columbia furono notevolmente influenzati dalle tribù delle pianure dopo la “Rivoluzione Equestre” (quando vennero introdotti i cavalli) del 1750 circa. Divennero abili allevatori ed è probabile che l’Appaloosa, una razza equina di solito associata ai Nez Percé, debba ad essi il suo nome. Parlavano il dialetto Sahaptin.

Sanpoil
Come i Flathead e i Coeur d’Alene, i Sanpoil parlavano una lingua Salishan e vivevano nell’attuale stato di Washington e nell’Idaho, lungo il fiume Columbia. Stanziati nel centro dell’altopiano, erano culturalmente isolati dai loro vicini e credevano nell’uguaglianza di tutti i membri all’interno della tribù.

Shuswap
Tribù di lingua Salishan dell’altopiano settentrionale stanziata lungo il fiume Fraser nella Columbia Britannica. Come i Thompson e gli Okanagan, gli Shuswap vivevano in logge di terra semisotterranee.


Consiglio di guerra di indiani Spokane

Spokane
Con i Flathead, i Coeur d’Alene ecc., sono una delle meglio conosciute tribù Salish interne della Columbia Britannica e dello stato di Washington. L’attuale riserva degli Spokane si trova lungo la sponda orientale del fiume Columbia.

Tenino
Parlavano il dialetto Sahaptin e abitavano una parte dell’attuale Oregon, a est del fiume Willamette, nel territorio che comprende la loro dimora odierna, la riserva di Warm Springs.

Thompson
Di lingua Salishan, vivono nella Columbia Britannica, a est della Coast Range. Quando i bianchi arrivarono per la prima volta (1858-59) abitavano in villaggi lungo i fiumi Thompson, Fraser e Nicola. Le loro case d’inverno erano grandi strutture semisotterranee coperte di terra; durante l’estate invece vivevano sotto un’armatura di pali coperta di stuoie. James Teit raccolse alla fine del secolo splendidi esemplari della cultura materiale delle tribù dell’altopiano, tra cui i Thompson. Una parte di essi è conservata nel Museo Americano di Storia Naturale a New York.

Wasco
Come i Wishram, parlavano un dialetto Chinookan e vivevano presso The Dalles, il luogo del grande rendez-vous sul fiume Columbia.

Wishram
Membri della famiglia Chinookan, abitavano tra i fiumi Columbia e Willamette.


Il capo Saponowok degli Yakima (al centro) con due figli

Yakima
Come i Nez Percé, ai quali per cultura assomigliavano, gli Yakima parlavano il dialetto Sahaptin. Venuti in contatto con esploratori bianchi ai primi dell’Ottocento, cominciarono a possedere cavalli e grandi mandrie e a compiere scorrerie nelle pianure, adottando molti usi delle tribù che vi abitavano.

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