“Bacoritse”, le sacre rocce magiche dei Crow

Alcuni bambini entrarono nella grotta e invitarono i ragazzini Crow ad andare a casa loro a giocare. Dopo aver camminato per un po’, il gruppo giunse presso una grande tenda coperta da pelli di bisonte, proprio su quella che oggi è conosciuta come la Arrow Rock. I bambini misteriosi invitarono i due piccoli Crow a entrare e questi si ritrovarono circondati da un gruppo di indiani molto anziani. Non lo sapevano, ma si erano ritrovati ad assistere a un incontro tra possessori di rocce magiche. Il capo di quegli indiani domandò a uno dei bambini come avessero fatto i due Crow ad arrivare fin lì e uno di loro replicò che, visto che i due piccoli si erano ritrovati separati dal loro gruppo, avevano pensato che non ci fosse niente di male a condurli alla tenda. Il vecchio domandò quindi cosa volessero e uno dei bambini sconosciuti rispose: “Non desideriamo niente di particolare, ma pensavamo che a questi due piccoli Crow avrebbe fatto piacere incontrarvi. Pensavamo che avreste potuto aiutarli”.
I vecchi iniziarono a parlare tra loro. Conversarono a lungo, tentando di decidere cosa fare dei due giovani Apsáalooke. Alla fine uno di loro propose di dare rocce magiche ai due ragazzi, perché potessero conoscere il loro grande potere e fortificare il loro popolo di generazione in generazione. Si accinsero quindi a insegnare loro una cerimonia, che i Crow avrebbero dovuto ripetere ogni anno, incontrandosi una notte all’anno, proprio come stavano facendo loro in quel momento.Per tutto il resto della notte, i due ragazzi Crow appresero dai vecchi tutto quanto c’era da sapere sulle bacoritse e il loro potere; i vecchi inoltre insegnarono loro il rituale che accompagnava il loro uso, i vari canti associati a ciascuna roccia e la cerimonia delle rocce magiche, che in seguito avrebbero chiamato “canti della carne cotta”.
Il giorno successivo i due ragazzini Crow si misero in viaggio e ben presto raggiunsero il loro gruppo. Raccontarono quindi ai loro genitori quanto era accaduto la notte precedente e, come avevano suggerito loro i vecchi, dissero alle famiglie di preparare un banchetto a cui invitare tutti gli anziani della tribù. Al momento del banchetto, i due ragazzi raccontarono a tutta la tribù gli eventi della notte precedente; la tribù però si mostrò all’inizio incerta e piena di timore. A questo punto i ragazzi riferirono le parole con cui li avevano istruiti i vecchi: Vi diamo queste rocce magiche perché i Crow possano avere cibo e cavalli in abbondanza; esse aiuteranno la tribù a moltiplicarsi. La prima cerimonia porterà ai Crow ricchezza e cibo per l’anno a venire.
Le rocce magiche sono state create maschio e femmina. Le rocce femmine avranno dei piccoli; più piccoli esse avranno, più i Crow cresceranno in numero e avranno cavalli e altri beni. Quando una roccia femmina e una roccia maschio saranno avvolte in un involto, senza essere disturbate per diversi giorni, esse genereranno figli. In futuro, i possessori di rocce magiche avranno visioni in cui verranno a sapere tutto quanto riguarda le rocce che apparterranno loro e tutte le regole che verranno loro date in proposito dovranno essere rispettate”.
I vecchi e i bambini misteriosi appartenevano evidentemente al “Piccolo Popolo”, gli Awakkulé , che abitava (e secondo gli Apsáalooke, ancora oggi abita) nelle rocce e nelle montagne che circondavano Pryor (in Crow Baáhpuoo “(Dove) si tirano frecce nelle rocce”). Una leggenda anteriore a questa riporta però una tradizione diversa:
“Quando Iichikbaalia, Colui-Che-In-Principio-Ha-Fatto-Tutto creò la terra, al mondo c’erano Old Man Coyote (Il Vecchio Coyote) e un uomo di nome Batsesh, l’Uomo-Roccia, lo spirito vivente di tutte le rocce. Batsesh iniziò a vagare per la terra in cerca di una compagna, senza riuscire a trovarla.


Veduta delle Pryor Mountains

Quando incontrò Old Man Coyote, gli raccontò della sua ricerca e questi gli disse di andare dalla Pianta del Sacro Tabacco. Questa pianta aveva dentro di sé dei semi femmina, ma questi non potevano uscire da essa senza un aiuto esterno. Così Batsesh si recò dal Tabacco, entrò nella sua corteccia e lì trovò una compagna. La prese in moglie e la portò via con sé. Old Man Coyote eresse allora una tenda. Lì vissero tutti insieme Batsesh, il Tabacco sua sposa, Old Man Coyote e un topo, che in realtà era la Vecchia Nonna, la personificazione della Luna. Un giorno vennero due stranieri e Old Man Coyote disse che avrebbe giocato con loro a “shinny” (un gioco simile allo hockey) Se avesse perso, sarebbero stati tutti uccisi; se avesse vinto, avrebbero potuto continuare a vivere insieme. Old Man Coyote risultò vincitore e Batsesh, la sua sposa e gli altri continuarono a vivere insieme. Ebbero figli e dalla loro progenie discesero tutti gli uomini che oggi vivono sulla Terra.”

Le bacoritse nelle osservazioni di R.H. Lowie

Prima di Wildschut, le bacoritse avevano attirato l’attenzione, sia pure parziale, dell’antropologo R.H. Lowie che nel corso delle sue osservazioni sul campo tra il 1907 e il 1910 raccolse diverse rocce magiche offerte per prezzi che andavano dai dieci ai trenta dollari. Nel 1922 Lowie incluse poi una breve trattazione, incluse due foto, sulle bacoritse nel suo volume The Religion of the Crow Indians.
Per Lowie, l’uso di rocce come “amuleti sacri”, pur essendo collegato a una simile usanza dei Blackfoot, dal punto di vista della cosmogonia era più riconducibile alla visione Siouan che vede la personificazione della Roccia (Batsesh) come parte indipendente del creato, antecedente alla creazione e non soggetta ai corpi celesti più importanti, Sole incluso.
Anche Lowie riporta il costume di avvolgere le bacoritse in pelli, profumarle con essenza di ghiandola di castoro e adornarle, a mo’ di offerte, con perline, piume e strisce di pelle conciata. A differenza di Wildschut, Lowie sostiene che ogni roccia di forma peculiare (ossia una roccia “la cui forma ricorda o dovrebbe ricordare quella della testa di un animale” – cosa che spiegherebbe il tabù di nutrirsi della testa di qualunque tipo di bestia) può vedersi attribuire un particolare tipo di maa’xpé da parte del suo scopritore, senza la “conferma” di una visione o di un sogno. Lowie concorda comunque con Wildschut sulla capacità delle bacoritse di riprodursi.
“Bacoritse” acquistata da Lowie
L’informatore principale di Lowie, Grey Bull, riferì diverse storie sulle varie bacoritse in possesso di notabili della tribù, tra cui egli stesso. Una delle più curiose ricordava nella forma lo zoccolo di un mulo: secondo Gray Bull, subito dopo esserne venuto in possesso, si era impadronito di 3 muli e negli anni successivi la sua mandria di cavalli si era accresciuta fino ad arrivare a 120 capi. Un’altra ricordava una testa di bisonte, mentre un’altra si presentava in forma antropocefala e sormontata da corna. La bacoritse principale di Gray Bull, che gli era stata lasciata dal suo patrigno, era avvolta in una pelle di bisonte conciata decorata a file di perline, e a sua volta avviluppata in vari strati di stoffa. La roccia presentava da un lato un volto umano e la figura di un cervo e dall’altra dei segni che ricordavano le impronte di un cavallo. Questa bacoritse era decorata con strisce di pelle di lontra, denti d’alce e foglie di Hierochloe odorata e veniva sempre rivolta verso l’alto. Nello stesso “medicine bundle, ma avvolta in una pelle seperata, era conservata un’altra bacoritse, considerata indipendente dalla prima: era stata trovata da un ragazzino e, secondo Gray Bull, dal momento del suo ritrovamento era aumentata fino a due volte la sua grandezza originale. Gray Bull, che sosteneva di essersi impadronito di un fucile, due cavalli e un’aquila che si cibava della carcassa di un bisonte mentre portava l’involto con la bacoritse appeso al collo, era solito rivolgerle la seguente preghiera:

Itsik’ aata hakd ‘kuwi
(Possa io avere ricchezza, cavalli e viver bene fino all’anno prossimo)

Storie complesse erano legate alle bacoritse possedute dal celebre sciamano della divisione dei Kicked in the Bellies Sees the Bull’s Penis (meglio conosciuto come Sees the Living Bull o Bull Goes Hunting). Una di queste, che da un lato ricordava la figura di un bisonte con un uccello che lo sormontava e dall’altro quella di un cavallo montato da un piccolo essere antropomorfo, era celebre per aver avuto molta “progenie”, rocce di dimensioni minori che erano state acquistate da famosi “portatori di pipa”.
Altra “bacoritse” acquistata da Lowie
Molti si erano offerti di acquistare la bacoritse genitrice, arrivando a offrire anche dieci cavalli, ma il proprietario non aveva voluto sapere di separarsene. Si dice che la roccia fosse stata scoperta dalla moglie di Sees the Living Bull, allora un giovane dissipato che aveva perso tutti i suoi beni al gioco d’azzardo e aveva abbandonato la moglie, One Child Woman (già vedova di suo fratello il cui figlio, Medicine Crow, era stato adottato dallo zio). La donna, disperata, si era recata fuori dal villaggio per piangere quando aveva avvertito il profumo di Hierochloe odorata; aveva alzato la testa e si era trovata davanti la bacoritse che risplendeva. L’aveva raccolta e quella notte stessa il marito era tornato e aveva dormito con lei. Al suo risveglio, aveva raccontato di aver avuto in sogno, dalla roccia, la visione di una spedizione di guerra fruttuosa. Il potere magico della bacoritse era stato confermato successivamente, quando essa aveva procurato all’intero accampamento intere mandrie di bisonti da cacciare quando la selvaggina era diventata scarsa.
Un’altra delle bacoritse di Sees the Living Bull era passata al figliastro Medicine Crow. Questa roccia presentava dei segni che ricordavano impronte di cavalli e questo aveva assicurato a Medicine Crow grande successo nelle razzie; c’erano anche le figure di un bisonte, un uccello e una testa d’uomo, fatto quest’ultimo che aveva permesso al suo proprietario di uccidere diversi nemici. Secondo un informatore, molto probabilmente Two Leggings, questa roccia era stata vista in sogno dalla madre di Medicine Crow che poi l’aveva tenuta sempre sotto la veste, mostrandola al marito solo in un’occasione.
Le bacoritse di Sees the Living Bull erano leggere in primavera, pesanti d’estate e d’inverno si coprivano di brina, che i Crow consideravano l’alito ghiacciato delle pietre stesse. Delle bacoritse di Sees the Living Bull, una passò appunto al figliastro Medicine Crow, che evitava di mostrarla o farla toccare per il tabù che vietava di toccare la pietra a chi avesse mangiato la lingua di un animale (la lingua, specie dei bisonti, è considerata una leccornia tra i Crow); un’altra passò a Two Leggings e un’altra ancora, che aveva il potere di procurare cibo e abbondanza al possessore, passò a Little Nest, il figlio di Sees the Living Bull.
Lowie dà solo una breve descrizione della “Cerimonia dei Canti Carne Cotta” tenuta dai possessori di bacoritse: “i possessori delle rocce, a turno, stringevano le pietre al petto, le baciavano e intonavano preghiere e canti in loro onore” . Wildschut ebbe invece il privilegio di assistere personalmente a una di queste cerimonie nel 1926 e la descrisse nei suoi appunti, integrandola con le notizie fornite dai suoi informatori.

Apertura di un involto con bacoritse

Secondo quanto riportato dall’informatrice di Wildschut, Medicine-is-Her-Medicine , i proprietari di bacoritse formano una società a parte tra gli Apsáalooke: questo dato, confermato da altri informatori ma smentito da altri, è comunque associato a una cerimonia particolare che i Crow chiamano Erokah Oeshea Maraxxua (“Canti della Cottura della Carne”), conosciuto anche come “Festa del Pemmicam”, “Festa dei Mangiatori di Carne Secca” o più propriamente “Canti della Carne Cotta” (“Singing of the Cooked Meat”).
All’epoca delle osservazioni di Wildschut, questa cerimonia si teneva due volte l’anno, all’inizio della primavera (“al primo tuono di primavera”) e in autunno (“quando appaiono i primi segni dell’inverno”). La cerimonia che si teneva in primavera si svolgeva contemporaneamente a quella dell’apertura di tutti i “medicine bundles” usati in guerra, e si levavano preghiere ai propri protettori sovrannaturali per avere successo e fortuna. Lo stesso si ripeteva in autunno, quando si pregava per avere abbondanza di cibo durante la stagione fredda.


Il celebre sciamano Look at the Bull’s Penis, conosciuto anche come Sees the Living Bull o Bull Goes Hunting

Mentre la cerimonia dei “Canti della Carne Cotta” si svolgeva in un preciso periodo dell’anno, l’apertura di un “medicine bundle” contenente una bacoritse da parte di un singolo possessore poteva avvenire in un momento qualsiasi . Wildschut fu testimone di entrambi gli eventi: una cerimonia dei “ Canti della Carne Cotta” tenutasi il 21 Ottobre del 1926, e l’apertura individuale del “medicine bundle” contenente la bacoritse di Grey Bull.

La cerimonia dei “Canti della Carne Cotta”

Oltre che della propria esperienza personale, nella narrazione di questa cerimonia Wildschut si servì delle notizie fornite da diversi informatori: la già citata Medicine-is-Her-Medicine , figlia di Big Forehead, un celebre sciamano della divisione dei Mountain Crow, Coyote-Runs, un vecchio Mountain Crow (noto soprattutto per essere stato uno dei due Crow che aiutarono Plenty Coups a narrare le sue memorie a Frank Bird Linderman) e dal capo dei River Crow Two Leggings. Two Leggings in particolare riferì di una cerimonia dei “Canti della Carne Cotta” tenutasi in una primavera tra il 1870 e il 1880:
Un giorno eravamo accampati presso il Big Horn e il nostro capo, Two Belly, invitò alcuni di noi nella sua tenda a fumare. Mi sentivo particolarmente felice: c’erano carne e bacche in abbondanza, da tempo non si vedevano nemici e nel campo regnava l’armonia. Non avevo ricevuto alcuna visione particolare, ma il desiderio di dare la cerimonia dei “Canti della Carne Cotta” si faceva sempre più forte in me e decisi, durante l’incontro nella tenda di Two Belly, di annunciarlo agli altri.


Grey Bull e famiglia all’interno della loro tenda

A quell’epoca possedevo una roccia magica che mi era stata data da mio fratello, che a sua volta l’aveva ricevuta da sua suocera.
Quando annunciai la cosa agli altri, Two Belly mi chiese se avessi qualche motivo particolare per dare questa cerimonia. Risposi di no, tranne che per quel desiderio che cresceva in me di giorno in giorno. Il capo esitò un poco e alla fine disse: “Non vedo il motivo per cui non dovresti farlo. Prega che la malattia non si abbatta sul nostro campo, che i nemici non si avvicinino e che l’abbondanza continui a regnare. C’è una grande quantità di bisonti intorno. Scegli dei cacciatori e dì loro di portarti la carne necessaria per la cerimonia.” Durante quello stesso incontro, scelsi 13 uomini che volevo invitare e che avrebbero procurato la carne necessaria. Quindi Buries-Himself-with-the-Wolf, che era l’araldo dell’accampamento, annunciò pubblicamente che quattro giorni dopo avrei dato la cerimonia dei ““Canti della Carne Cotta”, quando ci sarebbe stata la luna piena. Annunciò anche i nomi degli invitati, ricordando loro il compito di procurarsi la carne.
Nei giorni successivi cacciai il bisonte assieme agli invitati. Uccidemmo tra i quaranta e i cinquanta bisonti: prendemmo solo le parti migliori, le spalle degli animali, e lasciammo il resto alle famiglie del campo che non avrebbero preso parte alla festa. Poi prendemmo le ossa, che avremmo bollito per procurarci il grasso: ogni volta che mi veniva portato un osso, lo colpivo tre volte con una mazza cantando “So come si colpisce un osso” e poi intonando la frase “Conosco le diverse stagioni, conosco le diverse stagioni”. Chiesi quindi a mio cognato, He-Charges-on-the-Enemy, di portarmi alcuni rami di salice. Quando ritornò, ricavai dai quei rami quattordici bastoncini, lunghi circa quattro palmi e quattro dita. Tenni uno dei bastoncini per me e dissi a mio cognato di andare dai tredici invitati e dare a ciascuno un bastoncino, dicendo soltanto “Ho cantato per te”. Questo è il modo tradizionale per invitare qualcuno a questa cerimonia. Se si accetta il bastoncino, si è poi obbligati a presenziare: solo una malattia può giustificare un assenza.
La persona incaricata di portare il bastoncino agli invitati ha un ruolo di rilievo: ogni invitato, in cambio del servizio, è obbligato a donargli un sogno importante. Uno degli invitati disse così a mio cognato: “Ho visto l’erba crescere verde nel mio sogno. Possa tu vivere fino a quel momento”; un altro gli disse: “Ho visto un vecchio dai capelli grigi in sogno. Possa tu vivere fino a tarda età”.

Gli informatori di Wildschut fornirono diverse versioni circa il numero di invitati: secondo alcuni non c’erano restrizioni, secondo altri anticamente non venivano distribuiti più di dieci bastoncini e gli invitati erano solo gli sciamani più importanti della tribù. Medicine-is-Her-Medicine e Coyote-Runs sostenevano invece che solo i possessori di bacoritse avevano il diritto di prender parte alla cerimonia.

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Commenti

Una risposta a ““Bacoritse”, le sacre rocce magiche dei Crow”

  1. tarzan, il 16 Marzo 2010 21:23

    leggendo le vicende accadute agli indiani e ai bianchi,all’indomani della “scoperta dell’ america”,si ottiene un quadro più veritiero dei rapporti che si sono instaurati tra le due razze,certamente distanti anni luce l’ una dall’ altra .Forse perchè i primi bianchi che si avventurarono in territorio indiano,non erano poi tanto dissimili dagli indigeni.Erano abbastanta refrattari alla civiltà europea,avevano spirito d’avventura,di adattamento,e probabilmente venivano da una vita tutt’altro che dedita ai piaceri all’europea.Si ambientarono rapidamente,prendendo parte attiva alla vita delle tribù in cui vollero vivere,anche se per forza di cose dovevano fare sempre i conti con l’avanzare dei bianchi,che da loro pretendevano che “approfittassero”dei loro amici indiani,con scambi commerciali a vantaggio bianco.Comunque,bendiversi,anche i missionari,dallo stereotipo del cowboy e del pellerossa descrittoci nei film classici western.Nel 1800,già i bianchi si erano mangiati molti territori indiani,e molte tribù non esistevano più,e i pionieriacciatori,furono sostituiti dai coloniallevatoriminatoriferrovieritcetc.Il dilagare di sempre più numerosi bianchi,costrinse i pellerossa a riveder drasticamente il rapporto con gli”invasori” e parafrasando il detto che l’indiano buono era solo quello..morto,gli stessi indiani lo adattarono ai bianchi.con evidente distacco sempre più marcato tra le due razze,a svantaggio dei nativi.I rapporti che si evincono della vite dei pionieri dal 1500 al 1800,in cui i nativi erani in maggioranza e guardavano con curiosità i nuovi arrivati che avevano bisogno di tutto per sopravvivdere e furono effettivamente aiutati a non morire,senza pensare ad interessi futuri,ma solo per aiutare uomini in difficoltà.Che poi,i nativi erano dei guerrieri che per un minimo screzio si guerreggiavano,è vero,come è vero che erano abbastanza bugiardi e se non proprio ladri,degli approfittatori dei beni altrui,era vero ed era una prassi consolidata che ,se,danneggiava qualcuno ,riguardava loro stessi,ma erano a casa loro e pertanto dovevano rendere conto solo a loro stessi.Poi con l’avvento del progresso,tutto finì e successe come ai giapponesi (perdendo la guerra):diventarono rapidamente americani;fà tenerezza oggi,vedere ai raduni delle varie tribù,nativi vestiti come i loro antenati,ma con gli occhiali all’ultima moda,il rolex d’oro,macchinoni etcetc.

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