Il popolo di Joara

A cura di Gianni Albertoli

Quando il Juan Pardo lasciò “Aracuchi”, il villaggio più settentrionale dei popoli Muskhogean, posto sul fiume Catawba, sarebbe entrato in un territorio sotto il controllo di Joara Mico, un capo importante i cui domini erano in forte espansione. Joara controllava un largo territorio che comprendeva aree appartenenti a popolazioni di lingua Siouan, Iroquian e probabilmente anche Yuchian. Il Pardo aveva visitato anche il villaggio di Otari, abitato da genti di etnia Catawba, e posto a ovest di Charlotte (North Carolina) presso la giunzione dei fiumi Catawba e South Fork. Qui, il Bandera, uno dei cronisti della spedizione, diceva che “Otariyatika” era il nome di un “cacique”, ma anche il nome di un territorio.
Dagli studi del Charles Hudson risulterebbe che il termine “otari” era indiscutibilmente una parola della lingua dei Catawba, mentre “yatika” era un termine significante “interprete” in varie lingue del sud-est americano.
Ciò suggerirebbe che tra l’insediamento di Otari e quello di Aracuchi vi erano popolazioni che parlavano varie lingue, probabilmente Siouan e Muskhogean. Significativo è il fatto che Guatari Mico, il cui principale villaggio era posto presso Salisbury (North Carolina), probabilmente parlava un dialetto Catawban, e che accompagnò il Pardo ad Otari. Lo spagnolo ebbe modo di incontrare parecchi capi di lingua Catawban nell’insediamento di Quinahaqui; fra questi erano importanti Yssa Orata, Cataba Orata e Uchiri Orata. Il primo era indiscutibilmente un leader parlante un dialetto dei Catawba, il cui villaggio principale era sito presso l’odierna Lincolnton (North Carolina), con diversi villaggi a lui soggetti come Dudca – un piccolo villaggio posto più a ovest, probabilmente nella parte meridionale della contea Burke -, Yssa the Lesser (la piccola Yssa) – posta più a nord presso Maiden (North Carolina) – e Subsaquibi, la cui localizzazione è ancora sconosciuta. Il Cataba Orata era un altro leader parlante un dialetto dei Catawba e grande amico di Yssa Orata; il nome “cataba” è ancor oggi sconosciuto, comunque il Pardo non avrebbe mai visitato questo insediamento, che era probabilmente nelle vicinanze di Yssa. Uchiri Orata ci conduce direttamente al capo degli indiani Yuchi e l’Hudson non ha alcun problema nell’affermarlo, infatti il suffisso finale “-re” è sicuramente riconducibile al suffisso “-be” dei dialetti Catawban, mentre il suffisso “-ri” è un locativo molto frequente nella lingua dei Catawba.


La ricostruzione di un villaggio

Evidentemente nel corso del XVI secolo almeno un gruppo di indiani Yuchi viveva sull’alta valle del Tennessee. Non avendo visitato il villaggio di Uchiri, la sua localizzazione è ancora incerta, ma probabilmente era più a ovest degli altri due villaggi. Quando il Juan Pardo era ancora a Cofitachequi – chiamata “Canos” dai suoi cronisti -, ordinò ai capi di Yssa, Cataba e Otari di portare il loro mais a Cofitachequi per essere immagazzinato; i capi rifiutarono ed allora lo spagnolo ordinò ai capi di Yssa, Cataba e Quinahaqui di portarlo ad Otari per essere immagazzinato. Il Pardo ordinò poi al capo di Uchiri di portare il mais a Cofitachequi, il che potrebbe significare che Uchiri era posta in un altro territorio. Sfortunatamente, quando l’Hernando de Soto attraversò questa area i suoi cronisti non ricordarono alcun insediamento fin quando raggiunse Guaquili (Guaquiri), infatti i cronisti riferivano che nella zona vi era Chalaque. Questo ultimo termine era probabilmente una parola Muskhogean nota come “?hilok-kita” e significante “il popolo che parla una lingua diversa”. Ciò significherebbe che in questa area si parlava un’altra lingua. I cronisti del de Soto dicevano che le terre comprese tra Cofitachequi e Xuala (Joara) erano molto povere, scarsamente popolate e con pochi cereali; l’Elvas diceva che gli indiani del territorio si sostentavano soltanto con la caccia e la raccolta ma, come gli altri cronisti, non ricordava alcun nome dei loro capi. La popolazione era talmente sparsa che gli spagnoli temettero di essere in un vero e proprio deserto posto tra Ocute e Cofitachequi. L’Hudson diceva che l’archeologia delle terre di Yssa non ha dato ancora alcun risultato ma, probabilmente, la cultura di questi indiani è da collegare con la “Uwharrie Culture”. Quando la spedizione del Juan Pardo entrò nella fascia pedemontana delle Blue Ridge Mountains incontrò sicuramente i portatori della “Pisgah-Qualla phases”; la Pisgah Phase si sarebbe formata dopo l’anno Mille ed avrebbe molti tratti comuni con le Culture Mississippian, comprendenti una larga dipendenza dall’agricoltura, una società stratificata e villaggi non dissimili da quelli Mississippian.


Una brocca in forma di testa umana

I siti archeologici della Pisgah Phase sono numerosi sugli alti corsi dei fiumi nelle Appalachian meridionali; molti di questi siti sono stati trovati sugli alti corsi del Pigeon, del French Broad e del Little Tennessee, ma anche nelle aree periferiche degli alti corsi del Powell, del Clinch, dell’Holston, del Nolichucky, del Catawba, del Saluda, del Keowee e dell’Hiwassee. Stando agli archeologi molti di questi siti appartengono alla più antica Pisgah Culture che, si sarebbe poi saldata con la successiva Qualla Culture che, stando agli studi del Roy Dickens, sarebbe iniziata nei primi decenni del XVI secolo, poco prima dell’arrivo dei primi spagnoli. La Qualla Culture avrebbe poi interessato soprattutto gli indiani Cherokee quindi, la Pisgah Culture farebbe parte della più antica storia dei Cherokee, ed è possibile che molti dei popoli della Pisgah erano indiani di lingua Iroquian. La transizione fra la Pisgah e la Qualla Culture è importante perché molti dei siti appartenenti ai popoli della prima vennero abbandonati con la loro conseguente migrazione verso sud. La spedizione del Juan Pardo avrebbe visitato molti siti marginali di questa Cultura sugli alti corsi dei fiumi Catawba, Nolichucky e French Broad; gli studiosi sono concordi nell’affermare che il periodo di transizione tra le due Culture si ebbe proprio dopo il passaggio delle spedizioni dell’Hernando de Soto e del Juan Pardo. Dalle fonti del Bandiera sappiamo che Joara era il villaggio dominante nei pressi delle montagne ed era localizzata nelle zone di Marion (North Carolina), sull’alto corso del fiume Catawba. La localizzazione di Joara era proprio sull’odierno McDowell site, dove gli scavi hanno evidenziato le tipiche abitazioni della Pisgah Pahse, inoltre, il villaggio era posto su due importanti strade di comunicazione, una portava a ovest dell’alto French Broad e al Chiefdom di Chiaha, e l’altra da Joara portava a Chiscas, sull’alto Nolichucky, e poi alle saline di Saltville (Virginia).


Lo spostamento di una famiglia

E’ anche possibile che il popolo di Joara fosse impegnato nel commercio del sale, infatti, nel 1600, don Gonzalo Méndez Canço (Governatore della Provincia della Florida) inviò alcuni spagnoli nell’interno, ma due di questi erano donne indiane – Teresa Martín e Luisa Méndez – che avevano incontrato il Pardo e che probabilmente erano native di Joara. Le due donne dicevano che ai piedi delle montagne vi erano “dalle tre alle cinque sorgenti di acqua salata”, da cui gli indiani estraevano grandi quantità di sale. E’ chiaro che le genti incontrate dal Pardo nelle zone di Joara erano di lingua Catawban e Cherokee, ma quale lingua parlavano gli indiani di Joara? I cronisti del de Soto ricordavano Joara con il nome di “Xuala”, e menzionavano Guaquiri come “Guaquili”. Perciò essi registravano “ž” come “š” e “l” come “r”, però non è chiaro se queste differenze fonologiche si hanno perché la spedizione dell’Hernando de Soto aveva parecchi interpreti di lingua Muskhogean, infatti i Muskhogean orientali non hanno la “r” nei loro dialetti e perciò usano la “l”; mentre nel Catawban mancano i suoni “ž” ed “š”. Ciò potrebbe significare anche dialetti Cherokee o Yuchi. Il dialetto di Joara poteva essere Cherokee, infatti nel XVIII secolo l’insediamento era chiamato “Jore”, con dialetti simili parlati anche a Guaquiri e a Quinahaqui.


Il mondo dei bianchi è arrivato!

Alcuni studiosi non sono concordi e affermano che a Guaquiri era una parola del dialetto Catawban la cui iniziale era pronunciata “w”, dal Catawban “wakhere” significante “splendore, fiammata”; invece “Quinahaqui” poteva essere un nome Iroquian derivante da “-aki”, significante “popolo”, ma dobbiamo ricordare che il suffisso “-ki” era un articolo nella lingua dei Catawba, ovvero “il, lo, la, i gli, le”. Joara era un insediamento di frontiera nel vero senso della parola, era posta tra la fascia pedemontana e le Blue Ridge Mountains, e rappresentava un villaggio di frontiera fra le terre dei gruppi Irochesi (Cherokee, Tuscarora ecc.) e quelle dei gruppi Catawba, senza contare la vicinanze degli indiani Yuchi; inoltre, era posta ai bordi della Pisgah-Qualla Phase, della Caraway Phase e della Dan River Phase. Gli archeologi ritengono che l’insediamento era posto nel McDowell Site, presso Marion (North Carolina), dove i primi scavi hanno portato alla scoperta di ceramiche tipiche della Pisgah Phase ed un piccolo “mound”; sembra inoltre che le ricerche abbiano confermato le poche verità storiche in nostro possesso. Quando il Pardo entrò nel territorio, durante la sua seconda spedizione, ebbe la visita di un solo capo, Joara Mico; ma dopo il suo ritorno numerosi leader della zona ebbero modo di incontrarlo. A Joara il Pardo incontrava diversi capi, Quinahaqui Orata, due leaders di Catapa (Cataba) Orata, Guaquiri Orata e Yssa Chiquito Orata, al loro fianco vi erano anche vari sottocapi. Il fatto che questi capi fossero presenti poteva significare che erano alleati degli indiani di Joara, anche se alcuni probabilmente non erano affini linguisticamente.


Un guerriero armato di lancia

In un’altra occasione il Pardo incontrò un gruppo eterogeneo di diciotto capi: Atuqui Orata, Osuguen Orata, Aubesan Orata, Guenpuret Orata, Ustehuque (Vastique) Orata, tre capi Pundahaques Orata, Tocae Orata, Guanbuca Orata, Ansuhet Orata, Guaruruquet Orata, Enxuete Orata, Utahaque Orata, Anduque Orata, Jueca Orata, Qunaha Orata, Vastu Orata e Joara Mico. Il Bandera ricordava che Joara Mico era il leader principale con la maggior influenza e l’ultima parola spettava sempre a lui. Alcuni di questi capi erano già però stati incontrati dal Pardo, erano il Tocae Orata, Atuqui Orata, Enxuete Orata, Anduque (o Enuque) Orata, Guaruruquet Orata e Guanbuca Orata (probabilmente lo stesso capo Guanuguaca Orata). Tutti questi leader erano probabilmente di lingua Cherokee, ma non possiamo escludere che parlavano dialetti Cherokee anche Osuguen Orata, Ustehuque Orata e Ansuhet Orata. Il nome “Utahaque” aveva quasi sicuramente il prefisso “uta” della lingua Cherokee, significante “montagna”. Nulla però sappiamo sulla localizzazione di questi insediamenti, ma è probabile che molti fossero proprio sulle montagne. I restanti villaggi, Aubesan, Guenpuret, Pundahaque e Vastu non potevano appartenere ai Cherokee, “Guenpuret” poteva anche essere “Wenpuret”, con il prefisso Catawban “we” significante “villaggio”, ma del suffisso “puret” non conosciamo ancora il significato.


Donne Joara al lavoro

“Qunaha” poteva anche essere “Kunaha”, con il prefisso Catawban “ku” significante “mais”, e con “naha” significante “mangiare, mangiato”, quindi significante “mangiatori di mais”. “Jueca” invece poteva anche contenere la forma Catawban “suk” significante “casa, montagna”. Le localizzazioni di questi villaggi sono a noi tutti sconosciute. Comunque, da allora questi capi arrivarono sempre in compagnia di Atuqui Orata, che era probabilmente il capo di un insediamento dei Lower Cherokee, e dalla stessa area provenivano quasi sicuramente anche i capi di Enxuete – villaggio anche chiamato “Enjuete” o “Ansohet” – e di Anduque (o Enuque). E’ probabile che gli insediamenti di Guenpuret, Aubesan Pundahaque, Vastu, Qunaha e Jueca fossero siti sui tributari dell’Upper Broad, del Saluda e del Savannah River. Queste erano le prime indicazioni sulla potenza del capo di Joara. Lo spagnolo incontrava anche Yssa Orata e questi, stando al Bandera, non era certamente felice della dominazione di Joara sulla sua gente, infatti, quando il Pardo fece costruire una postazione a Joara alcuni gruppi indiani furono “contenti di ubbidire agli ufficiali e non a Joara Mico”, per questo dicevano “yaa”, un espressione di gratitudine.


La mappa di un insediamento

E probabile che l’ascesa di Joara sia iniziata con il veloce declino di Cofitachequi. Joara era un prosperoso villaggio visitato anche dall’Hernando de Soto nella fascia pedemontana ma, all’epoca, le notizie dei cronisti non facevano intendere che fosse un grande centro di potere. Il Ranjel diceva che il villaggio era tributario di Cofitachequi e quando il de Soto si mosse verso nord, con la nipote della “cacique di Cofitachiqui”, gli indiani incontrati mostravano obbedienza alla donna. Quando la spedizione raggiunse Guaxule (la Cauchi del Pardo), la donna-capo riuscì a fuggire con uno stratagemma e poté riparare proprio a Xuala (Joara). Il Garcilaso de la Vega diceva che Xuala (Joara) era allora una provincia separata, ma soggetta a Cofitachiqui. Questo potrebbe significare che, ai tempi del Pardo, il capo di Guatari fosse comunque in competizione con quello di Joara, quindi i Catawban di Guatari e i Cherokian di Joara. Quando il Pardo entrò nel territorio, durante la sua seconda spedizione, le due donne-capo di Guatari incontrarono lo spagnolo ad Otari e molti altri leader lo incontrarono, venivano da Yssa e da altri villaggi Catawban, ma non da Joara. Quindi, nessun indiano di Joara si presentò dal Pardo a Guatari. La grande rivalità fra i due villaggi era comunque ben nota. A Joara al Pardo si presentarono due capi conosciuti come Chara Orata e Adini Orata, erano entrambi soggetti a Guatari, ma avevano seria intenzione di passare dalla parte di Joara, fu proprio lo spagnolo ad invitarli a non tradire.


La vita di tutti i giorni in un villaggio

L’Hudson ritiene impossibile localizzare gli insediamenti di questi due capi, ma sospettava che erano sull’alto corso del fiume Yadkin, in una posizione geografica più vicina a Joara che a Guatari, ma non possiamo escludere che invece i due centri fossero sull’alto corso del fiume Dan, il che avrebbe potuto implicare un cambiamento di alleanza. Un altro dato importante era il fatto che Joara era non solo rivale, ma anche nemica di Chiscas, un villaggio posto al di là delle montagne, sull’alto corso del fiume Nolichucky, ma le cui terre si estendevano fino al fiume Holston. Dalle fonti del Bandera sembra che, nell’aprile 1567, partendo da Joara, gli spagnoli e gli indiani della zona lanciarono una spedizione punitiva contro i nativi di Chiscas. Questo ultimo termine era indiscutibilmente un nome della lingua Muskhogean, ma spesso usato anche in altre lingue native; genericamente il termine era affibbiato a tutti gli indiani che vivevano sulle montagne e sulle colline dell’alta valle del Tennessee. Già il de Soto ebbe modo di sentire dagli indiani di Chiaha il nome “Chiscas”, poi il termine venne usato dal sergente Moyano, il quale guidò la spedizione sopra citata contro di loro. Stando ai dati archeologici in nostro possesso gli indiani Chiscas erano portatori della “Pisgah Culture”, ed un sito da loro occupato era quasi sicuramente quello di Plum Grove, nella Washington County del Tennessee. Le ceramiche di questo sito appartengono alla tarda “Pisgah Culture”, anche se piccole quantità di altre ceramiche erano presenti. Questi indiani seguirono anche il corso della “Qualla Culture” e le loro ceramiche sembrano essere simili a quelle ritrovate sull’alto corso del fiume Catawba. Simili resti archeologici sono stati trovati sul fiume Nolichucky, nelle vicinanze dell’odierna Chucky, ma anche presso la giunzione del fiume con il French Broad. E’ chiaro che gli indiani Chiscas erano dediti al commercio del rame, sia con Chiaha che con Joara; quando il de Soto raggiunse Chiaha venne a conoscenza dell’esistenza di miniere di rame nelle terre dei Chiscas, ma i suoi cronisti parlavano anche dell’esistenza di “altri metalli dello stesso colore”, infatti il Governatore inviò due dei suoi uomini ad investigare. Teresa Martin e Luisa Méndez ricordavano che gli indiani Chiscas scendevano dalle montagne per commerciare “oro”, ed entrambe dichiaravano, erroneamente, che i Chiscas erano di “pelle chiara, occhi azzurri e capelli rossi”. Ma questo problema non è stato ancora risolto, erano veritiere queste ultime informazioni?

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Commenti

Una risposta a “Il popolo di Joara”

  1. ennio, il 16 febbraio 2010 19:51

    penso che una delle cause delle discordie tra gli indiani fu la loro frammentazioni,in tribù,sottotribù,clan etc,ogniuno geloso dei territori di caccia,con linguaggi e usanze abbastanza differenti e divisi soprattuto nei riguardi dell’uomo bianco,a cominciare dai conquistadores ,fino agli yankee.In un libro “la profezia del lupo”di Katheen e Michael Gear (Piemme Pochet) si descrive la romanzata ,ma credibile,distribuzione dei nomadi indiani dall’alaska al messico ed oltre,alla ricerca della terra promessa.Gli autori,secondo me,hanno saputo coniugare immaginazione a storia,seguendo un filo logico,dettato dalle migrazioni costrette da popoli più affamati,contro altri che avevano di più .Provenienti ,probabilmente dallo stesso ceppo etnico,quello degli asiatici dagli occhi a mandorla perchè viventi tra la neve etc,si sparsero per tutto il territorio delle due americhe,fino alla terra del fuoco,prendendo come nomi,quello dei fiumi delle montagne ,delle pianure da loro stessi nomate,perdendo ma non del tutt o le affinità linguistiche e culturali,pur con profonde differenze.Fino all’arrivo del cavallo,le distanze rimasero un muro quasi invalicabile e pertanto gli scambi ebbero a soffrirne,dopo,diventò tutto più facile e forse contribuì anche lui,al declino di tutti gli indiani,anche se può sembrare un paradosso.Quando i bianchi arrivarono,trovarono tante tribù l’una contro l’altra armata e nonostante la loro resistenza di centinaia di anni,le travolsero e le fecero simili a loro.

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