El Orcoquisac

A cura di Armando Morganti

El Orcoquisac era un avamposto spagnolo (1765-71) localizzato a nord dell’odierna Wallisville, a est del fiume Trinity, nella parte settentrionale dell’odierna Chambers County (Texas). L’insediamento comprendeva il Presidio di San Augustin de Ahumada e la Missione di Nuestra Señora de la Luz. Nel territorio circostante vivevano gruppi sparsi di indiani Bidai ed Orcoquisac, questi ultimi meglio noti come “Akokisa” (“Arkokisac”), ma vi si potevano trovare anche resti di piccole popolazioni in via di estinzione come i Patiri e gli “indiani Doxsas”, forse da identificare con i Deadoses. Tutti questi gruppi erano costantemente allettati dalle grosse opportunità commerciali che venivano proposte loro dai traders francesi del basso Mississippi a partire dal 1720.
Le sistematiche e continue operazioni francesi nella zona avrebbero messo in allarme le autorità spagnole le quali, sotto la guida di Jacinto de Barrios y Jauregui, Governatore di Los Adaes, decisero di intervenire per frenare l’avanzata francese sul fiume Trinity.
Nel 1754 gli spagnoli inviavano nel territorio Marcos Ruiz che, alla testa di 25 soldati, fece arrestare alcuni commercianti francesi operanti principalmente sull’alto corso del Trinity. Dopo aver ottenuto l’appoggio di alcuni capi nativi, il Ruiz arrestò un ricco commerciante di Natchitoches, Joseph Blancpain, e i suoi quattro compagni che avevano con loro anche due schiavi negri. Questa operazione si ebbe il 10 ottobre 1754 e le successive attività portarono allo smantellamento della piccola postazione francese, inoltre, tutti i materiali e le scorte vennero portati ad Orcoquisac; i prigionieri furono poi deportati ed incarcerati a Città del Messico, dove il ricco francese troverà la morte il 6 febbraio 1756. Gli spagnoli non mollarono la presa e decisero di stabilire un avamposto proprio dove vi era la postazione francese, poi il Ruiz rientrò nel territorio (maggio 1756) alla testa di 31 uomini, 151 cavalli e parecchio equipaggiamento militare.


La mappa della zona di El Orcoquisac (Clicca per ingrandire)

Undici giorni dopo gli spagnoli prendevano possesso della zona e, in onore del vicerè, dettero al Presidio il nome di San Augustin de Ahumada; la struttura sarebbe stata completata il 12 luglio dello stesso anno. Due missionari furono inviati dal Collegio de la Nuestra Señora de Guadalupe de Zacatecas, i quali si stabilirono nella missione appena costruita; padre Bruno Chavira e padre Marcos Satarain giunsero nel novembre-dicembre 1756. Padre Satarain venne ben presto assassinato da un giovane indiano e il Chavira dovette cercare rifugio a Los Adaes ma, il 27 giugno dell’anno successivo anche questo missionario perdette la vita e venne rimpiazzato da padre José Francisco Caro. L’assassinio di questi due missionari non avrebbe colpito più di tanto il Barrios, il quale si era sempre opposto alla loro venuta nel territorio in quanto li riteneva incapaci del compito loro affidato; il Chavira “era troppo giovane” e il Satarain “era vecchio e violento”, inoltre sosteneva che, “sebbene gli indiani erano docili ed ansiosi di vivere nella missione, i cappellani non avevano portato niente per sostenerli”. Nel 1759 la missione venne spostata su una collina a est del Presidio, mentre l’insediamento venne allargato con la costruzione di numerose abitazioni con un vero e proprio quartier Generale, un magazzino ed una chiesa nella piazza centrale; complessivamente l’insediamento fu di circa 8 mila metri quadrati. Il 23 novembre 1763 il capitano Rafael Martinez Pacheco prese la direzione del Presidio cercando di mantenere ottime relazioni sia con i francescani che con gli indiani, nonostante la sua soldataglia continuasse a comportarsi in modo arrogante, e spesso crudele, con i nativi. Il 28 gennaio dell’anno dopo cinque soldati disertarono e fuggirono a Natchitoches, fu allora che il Governatore, Angel de Martos y Navarrete, destituiva il Pacheco e ordinava al tenente Ruiz di inviare una forza militare a El Orocquisac per arrestare il comandante.


Ancora una mappa degli insediamenti indiani

Il Pacheco rifiutò di arrendersi e dopo tre giorni di scontri i successivi negoziati non portarono a nessun risultato. Con i suoi 20 uomini il Ruiz attaccò in forze (11 ottobre 1784), ma dovette ripiegare dopo aver perso un soldato e il ferimento di altri due militari. Il Pacheco riusciva a sfuggire alla morsa e raggiungeva velocemente San Antonio. Il Ruiz sarebbe allora diventato il nuovo Comandante della postazione ma, nel novembre dell’anno successivo, sarebbe stato arrestato e rimpiazzato da Melchor Afan de Rivera, poi, incredibilmente, il 28 settembre 1769, il Pacheco rientrava trionfalmente a El Orcoquisac, riprendeva la sua vecchia carica che avrebbe mantenuto fino al 1771, quando la postazione venne definitivamente evacuata. La missione e il Presidio di El Orcoquisac non ebbero sicuramente vita facile e furono distrutti per ben due volte dagli uragani scatenatisi nel 1762 e nel 1766; ricostruiti sarebbero stati definitivamente abbandonati nel 1771. Il fiume Trinity era ben noto anche nelle antiche mappe e sembra che il suo antico nome fosse “Arkokisac”, dal nome della tribù Akokisa. Una mappa del 1750, stilata da Alonzo de Santa Cruz, che aveva accesso a tutte le documentazioni relative alle spedizioni marittime spagnole, designava il fiume come il “Rio dell’Oro” o il “Fiume dell’Oro” ma, nel 1685, quando la spedizione francese del Lasalle lo attraversò, i suoi cronisti lo ricordarono come il “Fiume delle Canoe”. L’attuale nome sarebbe stato dato da Alonso de Leon il quale, seguendo i costumi dell’epoca, lo chiamò “Fiume della Trinità” o “Rio Trinidad”. Quando i bianchi iniziarono a colonizzare il territorio entrarono in contatto con gli indiani, “… che vivono in piccole rancherias di tende di orso”. Degli Akokisa sappiamo ben poco ma, indiscutibilmente, il loro dialetto apparteneva al ceppo isolato degli Atakapan mentre, stando al dottor Gatschet, il loro nome tribale discendeva direttamente dal Caddoan e veniva pronunciato come “Akánkisa”.
Indiani Karankawa
Il significato del nome non è ancora conosciuto, ma sembra essere riconducibile all’attraversamento di un corso d’acqua, ma anche al termine caddoan “noon”, significante “mezzogiorno” e pronunciato “káditi taxiskánkisa”. Nella zona vivevano anche gli indiani Bidai, una popolazione che divenne nota soprattutto per la “pista dei Bidais”, la quale da Nacogdoches portava alle terre del Trinity e che, secondo il capitano Joaquin Orobio Bazterra, serviva ai francesi per rifornire gli indiani di armi da fuoco. Altre fonti ricordavano che questi indiani commerciavano armi da fuoco con gli Apache Lipan. Anche questi indiani appartenevano al ceppo Atakapan e sembra che il loro tribale, spesso ricordato come “Bedias” o “Beadeye”, significasse “il Popolo del boschetto di Arbusti”. I Deadoses erano strettamente collegati ai Bidai ed erano probabilmente divisi in parecchi piccoli gruppi, anche essi di lingua Atakapan, sarebbero velocemente scomparsi dalla scena storica; la stessa fine sarebbe toccata agli affini Patiri, o Patirsi, probabilmente da ricollegare agli antichi Petaros ricordati dal Lasalle. Per concludere, gli indiani Orcoquisac dividevano le loro terre orientali, poste tra il Trinity e il Neches, con le popolazioni affini; a nord confinavano con i Bidai e, apparentemente, con gli indiani “Agdocas” e “Doxses”, ovvero con due gruppi dei Deadoses, mentre a ovest confinavano con i Cocos, e a sud-ovest con i “Carancaguases e i Cujanes”.


guerrieri Atakapa

Con tutte queste genti gli Orcoquisac mantenevano generalmente rapporti amichevoli, ma pacifici non erano certamente i loro rapporti con i “Carancaguases” (Karankawa). Questi indiani vivevano in insediamenti permanenti, ma si spostavano frequentemente lungo le coste del Golfo e nell’interno, preferendo trascorrere i mesi invernali nelle zone più interne. Dediti ad una sorta di agricoltura con la coltivazione del mais, completavano la loro dieta con la pesca, la raccolta di frutta selvatica e la caccia ai cervi e agli orsi; inoltre, specialmente gli Orcoquisac, commerciavano le pellicce e il grasso degli animali cacciati con le altre tribù della zona. La triste fine di queste popolazioni non fu certamente diversa da quella di tutte le genti del Texas meridionale e del Messico nord-orientale, sarebbero scomparse definitivamente dalla storia e riposte vergognosamente nel dimenticatoio.

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