Le 500 Nazioni: il sud-est

La regione a clima semitropicale che si estende a Nord del golfo del Messico, dalle coste dell’Atlantico al Texas centrale, era originariamente coperta di foreste di pini e popolate da daini. Nel 3000 a.C. in quest’area fu introdotta l’agricoltura che determinò un forte incremento demografico, mentre intorno al 1400 a.C. furono costruite le prime città.
Al momento dell’arrivo degli europei, però, le epidemie cominciarono a decimare la popolazione. Alcune popolazioni native di questa zona, che includevano anche i Cherokee, i Creek e i Seminole, erano conosciute come le Cinque Nazioni Civilizzate, in quanto la loro economia e la loro organizzazione sociale erano più articolate e in qualche modo simili a quelle europee.
Nella stessa area erano insediati anche i Natchez, ma la loro cultura, molto elaborata, fu distrutta dagli europei alla fine del XVIII secolo.
Fra i gruppi più importanti del Sud Est sono da segnalare anche gli Alabama, i Caddo, i Chickasaw, i Choctaw, i Quapaw, i Biloxi, i Chitimacha, i Timucua e i Tunica. Molti di questi popoli raggiunsero i più alti livelli culturali a Nord della Mesoamerica, che influenzò fortemente le loro culture. Una orticoltura produttiva integrata dagli abbondanti prodotti delle foreste fornì la base materiale ai loro grandi insediamenti sottoposti all’autorità centralizzata di un capo. Ebbero villaggi di centinaia di abitanti fortificati con palizzate, che contenevano grandi tumuli sui quali sorgevano i templi al cui interno ardeva il fuoco perenne e le abitazioni delle classi superiori. I capi e i re esercitavano il potere assoluto sui sudditi, nobili e popolani, e in alcuni casi comandavano più di una dozzina di villaggi. Frequenti erano le guerre e le incursioni.

NOTA BENE: Questo articolo è parte di una serie dedicata alle 500 Nazioni. In ognuno di essi, compreso questo, inseriamo le mappe cliccabili con la dislocazione delle tribù indiane. E’ anche possibile scaricare le immagini ad alta definizione cliccando sul loro nome.

La mappa dell’Ovest La mappa dell’Est

Apalachee
Di lingua Muskogean, probabilmente 5000 nel XVII secolo, furono decimati nel XVIII dalle razzie inglesi e Creek. I pochi sopravvissuti si unirono ai Creek. Poi i mercanti della Carolina depredarono le missioni spagnole, rapirono gli indiani e li vendettero sul mercato degli schiavi.

Apalachicola
Parlavano la lingua Hitchiti e vivevano lungo i confini degli attuali stati dell’Alabama, Georgia, Florida. La pace tra essi e i Muskogee sembra sia stata all’origine della Confederazione Creek nel Seicento.

Alabama
Nel 1740 gli Alabama erano meno di 1000; dopo il 1763 si dispersero, alcuni unendosi ai Seminole e ai Creek, i più andandosene in Texas con i Koasati/Coushatta, con i quali avevano in comune molti aspetti della lingua, appartenente alla famiglia Muskogean. Attorno al 1910 sopravvivevano soltanto 300 Alabama circa, compresi quelli che si erano uniti ai Creek.

Biloxi
Provenivano dal Mississippi, parlavano Siouan e come altre tribù chiamavano se stessi “Il Primo Popolo”. A conservarne il nome restano soltanto 160 persone circa, insieme ai Tunica, in Louisiana.


Un indiano Caddo col suo cavallo

Caddo
Agricoltori ed esperti vasai, diedero il loro nome al gruppo linguistico Caddoan. Vivevano in case a forma di cono, con tetti coperti di erba o corteccia, lungo il Lower Red, negli attuali Arkansas e Louisiana. Vennero poi spinti verso sud dai bianchi, che in alcuni casi li costrinsero in una riserva presso il fiume Washita. Organizzati in bande, si caratterizzavano per gli anelli al naso e i tatuaggi. Giocarono un ruolo chiave agli albori del commercio dei cavalli.

Cahokia
Le “Oche Selvatiche” della Confederazione dell’Illinois vivevano lungo il corso del Mississippi ed erano famosi per i grandi cumuli a punta piatta tipici delle culture del 1000-1200 a.C. La struttura sociale gerarchica era simile a quella messicana.

Calusa
Questo popolo numeroso e fiero della Florida sudoccidentale viveva in palafitte e pescava con le canoe. Si spinsero per il commercio a Cuba e nei Caraibi e in parte vi emigrarono a metà del XVIII secolo, pressati dai Creek e dagli inglesi. In parte vennero invece trasportati con i Seminole in Oklahoma. Nel 1521 uccisero Ponce de Leon ed erano famosi per l’uso dei loro capi di sposare la sorella di sangue.

Catawba
Un tempo numeroso, questo popolo della Carolina parlava una lingua simile al Siouan. Vivevano in capanne ricoperte di corteccia, coltivavano la terra ed erano chiamati Flathead dai bianchi, i quali portarono loro gravi malattie, riducendo la popolazione da 5000 a 500 unità. I loro nemici tradizionali erano gli Irochesi. Parteciparono alla rivolta delle colonie e vivono oggi a Rock Hill, nel South Carolina.

Chakchiuma
Si fusero ai Chickasaw e ai Choctaw nel diciassettesimo secolo.

Chatot
Cacciati dalle loro terre nell’attuale Louisiana, risultano estinti dal 1817.

Cheraw
Del ceppo Sioux orientale, erano ostili ai coloni e vennero distrutti attorno al 1706 come gruppo indipendente, ma il loro sangue sopravvive nei Lumbee.


Indiani Cherokee

Cherokee
I Cherokee, una delle più grandi tribù del Tennessee, della Virginia e delle Caroline, vivono oggi in 95.000 in Oklahoma, discendenti dei deportati lungo l’infame “Sentiero delle Lacrime” del 1838-39. Altri 10.000 Cherokee dell’est, vivono nelle loro antiche terre (nella riserva di Qualla), discendenti di coloro che si nascosero nelle Smoky Mountains. Parlano una specie di Iroquoian, perché sono originari dei Grandi Laghi, da cui vennero cacciati dai Delaware e Irochesi. La loro cultura, fatta eccezione per i principi ereditari, venne ad assomigliare a quella dei Creek: vivevano in capanne di legno in città “Rosse” (di guerra) e “bianche” (di pace), ciascuna con un capo supremo e una casa centrale per discutere. Nel 1773 e nel 1775 cedettero molta terra agli inglesi. Gli americani li depredarono di altre terre. Cercarono allora di adattarsi, alfabetizzandosi, dandosi una costituzione scritta e persino aiutando i bianchi contro i Creek, ma ciò non bastò. Firmarono 40 trattati, tutti infranti. L’Indian Removal Act del 1830, infatti, venne promulgato sotto la presidenza Jackson, loro alleato contro i Creek, a dispetto della Corte Suprema che si espresse a favore dei Cherokee. Il governo federale della Georgia nel 1702 aveva promesso che gli indiani dello stato sarebbero stati liberi. I sopravvissuti (un quarto ne morì durante il viaggio) si unirono a Creek, Chickasaw, Choctaw e Seminole.


Indiani Chicasaw in battaglia

Chicasaw
Seminomadi di lingua Muskogean, abitavano la zona di confine tra Mississippi e Alabama, dove vivevano in insediamenti sparsi lungo il fiume. Con l’appoggio dei francesi compivano razzie verso nord e catturavano prigionieri. Sebbene parlassero la stessa lingua, si allearono con gli inglesi contro i Choctaw e i francesi. Si opposero alla rivoluzione e vennero più tardi trasportati con altre tribù dai loro territori verso l’Oklahoma. Durante la guerra civile si allearono ai Confederati, sperando di poter tornare nelle loro terre. Molti capi Chickasaw erano mezzosangue, proprietari di schiavi e di piantagioni di cotone. Persero la guerra e rimasero in Oklahoma, dove oggi vivono in 6000.

Chitimacha
La più potente tribù della Florida, stanziata nella parte nordoccidentale del golfo, di lingua Muskogean. Comprendeva le tribù Washa e Chawasha e aveva una rigida struttura sociale e una leadership ereditaria. Nel XVIII secolo perse una lunga guerra contro i francesi e molti dei suoi guerrieri vennero fatti schiavi. Oggi ne restano 400 presso Grand Lake in Louisiana.

Choctaw
Discendente probabilmente dai Chickasaw, questo popolo rappresentava il gruppo Muskogean più numeroso e viveva lungo i fiumi Chickasawhay, Pearl e Pascagoula. Abili agricoltori, producevano un surplus di raccolto con il quale commerciavano; abitavano in capanne di legno con tetti di paglia. Dovettero abbandonare le loro terre per la volontà dei bianchi coltivatori di cotone. Vennero coinvolti nelle guerre per le competenze coloniali, ma rimasero in buoni rapporti con gli americani, arrivando a combattere per loro contro i Creek nel 1811. Questa amicizia tuttavia non risparmiò loro la deportazione. Il loro culto prevedeva il macabro rituale del disossamento dei cadaveri, operato da specialisti dotati di unghie lunghissime, e anche questo contribuì all’ostilità dei bianchi. Vennero costretti a spostarsi a ovest nel 1830, dopo che una minoranza dei loro capi fu indotta a firmare il Trattato di Dancing Rabbit Creek. Alcuni (5.000) resistettero alla deportazione e vivono ancora oggi in una riserva del Mississippi, ma i più numerosi (34.000) vivono in Oklahoma, dove mantengono viva la Festa del Mais Verde.

Chowanac
Grande tribù dalla quale nacque il North Carolina; rappresentava il più importante gruppo Algonquian a sud dei Powhatan. Combatterono i coloni nel 1663 e nel 1665 e vennero confinati in riserva nel 1707, dove probabilmente si unirono in seguito ai Tuscarora.

Coushatta
Sospinti in origine dall’Alabama verso ovest, oggi vivono in Texas mescolati alla tribù degli Alabama. Pochi (circa 300) risiedono in Louisiana.


Guerrieri Creek

Creek
Suddivisi in Alti (Muskogee) e Bassi (Alabama), occupavano un vasto territorio in Georgia e in Alabama, dove incominciarono ad affermarsi nel tardo XVII secolo. (Alcuni Bassi Creek emigrarono in Florida dando vita ai Seminole o “separatisti”). La loro società stratificata era basata sul merito. Le “città” rappresentavano corpi sociali e politici (città rosse/guerra e città bianche/pace) e costituivano la base democratica della loro unione. L’affiliazione di una città al Bianco o al Rosso non era permanente e poteva cambiare in caso di sconfitta al “gioco della palla”. Costruivano case intorno a piazze e innalzavano templi su collinette. La ricorrenza più importante era la Festa del Mais Verde. Vendettero gran parte delle loro terre agli inglesi, ma non bastò. Nel 1813 Tecumseh, capo Shawnee mezzo Creek, cercò sostegno tra i suoi per combattere gli Stati Uniti. Durante la guerra civile i Creek, guidata da Minawa, appoggiarono le forze dell’Unione, mentre Cherokeee e Choctaw, guidati dal mezzosangue McIntosh, combattevano per i Confederati di Jackson. Il gruppo di McIntosh sbaragliò le forze di Minawa a Horseshoe Bend. Le condizioni di pace furono durissime: oggi i soli Creek che vivono nella loro terra d’origine sono un piccolo gruppo di 1.000 individui nel sud Alabama, dove rimasero grazie alla clemenza di Jackson. Il resto (50.000) è in Oklahoma.

Guale
Conosciuti anche come Yamasee, del gruppo Muskogean, combatterono contro i coloni bianchi nel 1715 e furono sconfitti. Scappati in Florida, vennero chiamati Guale dagli spagnoli.

Houma
Tribù del ceppo linguistico Muskogean, nel 1750 accolse nella sua stirpe gli Acolapissa e in seguito i Bayagoula, di lingua Choctaw. Oggi vivono a Golden Meadow, Louisiana.

Koasati
Di lingua Muskogean, provenivano dall’attuale Alabama. Alcuni andarono a formare la tribù dei Coushatta della Louisiana e del Messico, dove tuttora vivono in poco più di 1.000 individui.

Lumbee
Tribù postcoloniale formatasi dall’insieme di diversi gruppi. Vive nel North Carolina e vanta sangue Cheraw e Tuscarora.

Mobile
Una delle tribù che resistette al passaggio dello spagnolo Hernando De Soto nel 1539-43. Si trattò di un episodio disastroso per De Soto, ma fu ben più grave per gli indiani: a centinai vennero rapiti ed uccisi e a migliaia morirono in seguito per le malattie portate dagli invasori. Sia i Tohome, con i quali sono spesso raggruppati, che i Mobile parlavano una variante della lingua dei Choctaw, ai quali si fusero nel 1770 circa.


Un capo Natchez trasportato dai suoi guerrieri

Natchez
Ammontavano a circa 4.500 nel 1650; decimati da un attacco francese nel 1731, si unirono ai Creek e ai Cherokee. La loro lingua era isolata, senza legami con altre. I Natchez avevano un elaborato sistema sociale che comprendeva due classi, la nobiltà e i cittadini comuni. Il capo più importante era il Grande Sole (nobile); alla sua morte le mogli (cittadine comuni) venivano sacrificate affinché ne accompagnassero lo spirito nell’aldilà. I Natchez erano discendenti degli antichi costruttori dei templi su terrazze di terra.

Ofo
Di lingua Siouan, gli Ofo vennero allontanati dal fiume Ohio dall’espansione degli Irochesi.

Opata
Di lingua Piman affine a quella dei Tarahumara, abitavano le aspre terre all’interno di Chihuaha e Sonora. La politica spagnola, e poi messicana, di concentrare a Chihuaha le piccole bande nomadi (come gli Opata) portò all’assorbimento e anche all’estinzione di molti gruppi. Già a metà del Settecento gli Opata non si distinguevano più dalla popolazione spagnola o messicana.

Seminole
I Seminole discendevano dai Creek emigrati nel XVIII secolo dalle regioni settentrionali verso il sudest, in Florida. Si divisero in due gruppi distinti ma affini per lingua, i Muskogee e i Mikasuki, dopo che gli americani sbaragliarono la Confederazione Creek nelle guerre del 1813-14. Negli anni 1820 e 1830 molti Seminole – assieme ai Cherokee, Choctaw, Chickasaw, Creek – furono deportati con violenza nel Territorio Indiano. L’episodio è tuttora ricordato come l’infame “Sentiero delle Lacrime”. Nella loro nuova terra però queste tribù si riorganizzarono, si ripresero e divennero note come le Cinque Nazioni Civilizzate. Il grande pittore americano George Catlin dipinse un famoso ritratto del capo Seminole Osceola che aveva guidato la resistenza di parte della sua gente contro la deportazione dalla Florida. La sua presa di posizione provocò un’accanita e sanguinosa guerriglia di sette anni contro l’esercito degli Stati Uniti, che non riuscì mai a reprimerla. Dopo la cattura e la morte di Osceola nel 1838, alcuni capi Seminole accettarono di finire nel Territorio Indiano; altri invece non si arresero mai.


Gruppo di guerrieri Seminole

Tunica
Ammontavano a circa 2500 nel 1650, ma nel 1910 erano praticamente estinti, ridotti a circa 50 individui. La loro lingua, sebbene ben documentata, non sembra essere imparentata con nessun’altra.

Tutelo
Parlavano una lingua Siouan ed erano circa 2700 nel 1600; dopo il 1800 i loro discendenti si unirono agli Irochesi in Canada.

Yuchi
Originari degli Appalachi, ammontavano a circa 1500 unità nel 1650; dopo il 1930 ne rimanevano solo 200, mescolati ai Creek (con i quali condividevano alcuni aspetti culturali) in Oklahoma, dopo che insieme vi erano stati deportati nel 1836. La lingua yuchi è isolata, senza rapporto con altre.

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