Le ferrovie al tempo del West

A cura di Sergio Mura


La grandezza degli Stati Uniti, così come siamo abituati a considerarla, è diffusamente frutto delle innovazioni tecnologiche, specialmente in campo agricolo e ferroviario. Nel primo, la tecnologia consentì di domare milioni e milioni di acri di terra strappata agli indiani e il secondo, invece, consentì di trasportare ovunque i frutti del lavoro in agricoltura.
Il grande miracolo che ha consentito di creare una grande nazione in grado di sostenere oltre cento milioni di uomini resisi liberi con la conquista del west è in parte dovuto alla diffusione delle ferrovie e dei treni che consentirono di coprire le oltre 3.000 miglia di distanza da oceano ad oceano in tempi ragionevoli e in sicurezza.
L’idea della costruzione di una ferrovia negli Stati Uniti è stata concepita per la prima volta dal colonnello John Stevens, nel 1812.
Fu proprio lui a descrivere minuziosamente le sue teorie in una raccolta di studi denominata “Documentazione tendente a dimostrare i grandi vantaggi delle ferrovie e dei carri a vapore rispetto all’uso dei canali di navigazione”. Le prime ferrovie ad essere costruite ospitavano dei semplici carri trainati da cavalli che correvano lungo qualcosa di simile a rotaie ed erano utilizzate solo per il trasporto di merci.
Il primo esperimento “vero” di costruzione di una ferrovia, almeno nel senso più appropriato del termine, fu la “Granite Railway” del Massachussets, la cui estensione era di appena 3 miglia. Era il 1826!


Un treno su un ponte

Il primo vettore ad effettuare un regolare servizio di trasporto passeggeri e merci è stato il “Baltimore and Ohio Railroad”, che prese servizio il 28 febbraio 1827.
Per festeggiare l’arrivo della vera e propria industria ferroviaria si sarebbe dovuto attendere ancora qualche anno. Il giorno di Natale del 1830, infatti, fu completato il primo treno passeggeri interamente meccanico, ad opera della “South Carolina Canal and Railroad Company”.
Questo settore industriale avrebbe avuto un tale profondo impatto sulla nazione nei decenni seguenti, tanto da arrivare ad essere persino determinante nella vita degli americani.
Il punto di vera svolta può essere collocato intorno al 1835. E’ da quel momento che decine di piccole tratte ferroviarie nascono e lavorano negli Stati Uniti; molto spesso, anzi quasi sempre, si tratta di ferrovie locali, i cui binari non superano il paio d miglia, ma ciò che conta è che i cittadini prima e di pionieri subito dopo si rendono conto dell’importanza e della validità di questo portentoso mezzo di locomozione.
Miglio dopo miglio, dopo appena quindici anni, intorno al 1850 erano in funzione oltre 5.000 miglia di tratte ferroviarie e anche le locomotive erano di gran lunga migliorate, sopratutto in considerazione dell’obbligatoria normalizzazione del settore. Era difficile, infatti, continuare lasciando senza alcun controllo la crescita delle ferrovie, con un’incredibile varietà di mezzi di locomozione e persino di modalità costruttive. Si trattava, comunque, di ottimizzare lo sforzo e di risparmiare un sacco di denaro, creando uno standard a cui piegare quello svulippo forsennato.


Un trenino avanza tra le case di un paese

L’ottimizzazione ha significato l’immediata fusione di molte tra le società che gestivano le tratte ferroviarie e questa novità ha segnato tutto il resto del XIX secolo, speciamente quando si è trattato di progettare le ferrovie che unicano l’est al vecchio west.
Nel 1850, ad esempio, la New York Central Railroad Company si realizza attraverso la fusione o l’incorporazione di una dozzina di aziende del settore e copriva l’intera zona tra il fiume Hudson e Buffalo.
Singole compagnie hanno iniziato in quel modo ad estendere la propria influenza oltre le proprie miglia di ferrovia, sollecitando il Governo a farsi artefice della promozione dello sviluppo ferroviario.


I lavori di costruzione avanzano tra le difficoltà

E il Governo, in effetti, si mosse e decise di incentivare la costruzione di nuove ferrovie attraverso la politica di cessione delle terre alle società del settore. “Vuoi costruire una ferrovia?”, si diceva allora, “Eccoti il diritto di sfruttamento delle terre della zona in cui vuoi lavorare!” Era un modo di fare innovativo che avrebbe portato al più incredibile boom del settore ed al lancio di progetti immensi, non sempre andati a buon fine. E’ proprio in questo periodo che si formano le grandi compagnie che primeggeranno nell’economia del paese.
Con l’inizio della Guerra Civile, la produzione di nuove ferrovie ha subito uno stop improvviso e drastico. La guerra risucchiava ogni risorsa finanziaria, ma questo non ha impedito di far emergere definitivamente l’importanza dei treni come mezzo di trasporto.
Per esempio, la Battaglia di Bull Run è stata vinta grazie anche a rinforzi ed armamenti fatti arrivare con il treno. In mancanza di locomotive e carri si sfruttarono lo stesso i binari utilizzando le notissime draisine ferroviarie, quei carrelli che si muovevano azionando una leva oscillante e resi noti da molti film western.


Lavori su una tratta ferroviaria

Con la conclusione della guerra, la necessità di una ancor più estesa rete ferroviaria divenne chiara a tutti, cittadini e governanti.
Siamo ormai agli anni ’60 del XIX secolo ed è allora che si realizza quella che viene definita “la più grande opera del tempo”, la ferrovia transcontinentale. Attraverso questa il west sarebbe stato vinto definitivamente e la civiltà dei bianchi avrebbe rapidamente soppiantato la cultura degli indiani.


Promontory Point, 1869

Per costruire la ferrovia transcontinentale che avrebbe unito est ed ovest degli Stati Uniti, scesero in campo due autentici colossi del settore, la Union Pacific Railroad e la Central Pacific, La prima iniziò la realizzazione della sua parte da est, mentre la seconda partì da ovest. Dopo una gara entusiasmante e massacrante, i due monconi di ferrovia si incontrarono a Promontory Point, nello Utah il 10 maggio 1869.
Quel giorno un chiodo d’oro (il famoso “Golden Spike”) mise il sigillo su un’opera che avrebbe trasformato gli Stati Uniti e da quel momento in poi le piccole società ferroviarie sarebbero state assorbite da quelle grandi e le piccole tratte avrebbero fatto di tutto per unirsi in qualche modo a quelle maggiori.
La prima ferrovia transcontinentale non rimase sola, dato che prima della fine del secolo e della chiusura della frontiera ne sorsero altre, tutte ad opera di grandi compagnie nazionali.


Lavoratori addetti alla costruzione di una ferrovia

Lo scorrere degli anni portava quella standardizzazione che tutti avvertivano come necessaria per ottimizzare i costi e promovere il progresso tecnico e sociale.
Il tempo portò anche la nascita dei sindacati dei lavoratori del settore, limitando gli enormi danni che lo sfruttamento di manodopera straniera o di recente immigrazione aveva fino ad allora prodotto.
Le grandi compagnie ferroviarie, forti dei fiumi di contributi diretti e indiretti provenienti dal Governo centrale erano ormai divenute così importanti da riuscire a manipolare la finanza nazionale e persino l’indirizzo politico dello sviluppo. Alcuni crack finanziari e di borsa di cui pagarono le spese i piccoli risparmiatori e le famiglie resero chiaro che gli Stati Uniti erano diventati adulti e che nulla sarebbe più stato come prima.

Condividi l'articolo!

Commenti

Una risposta a “Le ferrovie al tempo del West”

  1. Il progresso…dal chiodo d’oro.. ad un chiodo…di motrice? « +L'Usignolo+Veritatem invenire cum gaudio+, il 10 marzo 2012 15:16

Vuoi scrivere qualcosa? Usa i commenti!

Devi eseguire il log-in per inserire un messaggio.