I giornali nel west

A cura di Mario Raciti

Il reporter Fred Loring
Nel West, come sappiamo, la maggior parte degli agglomerati urbani, dei villaggi, degli accampamenti minerari, delle città del bestiame e degli avamposti dell’esercito o della ferrovia erano per la maggior parte tagliati fuori dal mondo. Era di conseguenza molto difficile reperire notizie su ciò che succedeva all’Est o nelle altre parti del mondo. Una cosa che quindi gli abitanti dei villaggi salutavano con gioia era l’arrivo di un coraggioso “scribacchino” che si spingeva nei rudi accampamenti portandosi dietro pressa per la stampa, carta e inchiostro. Tutti quelli che intraprendevano questa impresa di solito si informavano sulle aspettative della cittadina dove impiantare il loro giornale.
Tutti erano affamati di notizie, ma gli editori necessitavano di una stabilità urbana che gli evitasse di dover chiudere il giornale dopo pochi giorni e poche pubblicazioni.
Si basavano molto di frequente sulla presenza delle donne: un’alta percentuale di esse significava stabilità, ma in ogni caso anche un alto numero di abitanti era sufficiente per installarsi. Si privilegiavano le cittadine lungo la ferrovia e quelle minerarie, poiché si pensava che il continuo via-vai sia di persone che di soldi potesse creare un interesse verso le notizie.
Tutti partivano con il piede giusto, ma la maggior parte ebbero vita breve. Tra il 1846 e il 1890 si stima che migliaia di giornali furono fondati nel West, ma quasi nessuno riuscì a prosperare secondo le aspettative.
Pubblicità. I primi tempi, i giornali raramente pubblicavano notizie, se non quelle strettamente locali. Erano per lo più pagine di annunci, di cui tantissimi imprenditori approfittavano per pubblicizzare i loro prodotti.


Le sedi dei giornali non sempre erano confortevoli

Pagando, un rappresentante farmaceutico poteva decantare le sue medicine, un proprietario di emporio poteva pubblicizzare la propria impresa ed un predicatore poteva annunciare le riunioni religiose in chiesa. Gli annunci erano davvero – per la maggior parte – assolutamente privi di attrattiva, e toccava quindi al compositore abbellirli. A San Francisco, in cui poeti e letterati erano numerosissimi, i giornali pubblicavano annunci corredati da rime e poesie.
Non c’erano comunque solo avvisi pubblicitari, ma anche avvisi legali erano molto diffusi, richiesti principalmente da minatori e proprietari di bestiame. Gli avvocati inoltre facevano stampare annunci sulla loro attività. Il Governo faceva pubblicare leggi territoriali, mentre il Deseret News pubblica anche materiale per la Chiesa Mormone.
Il successo che ricevettero queste offerte di annunci indusse i proprietari dei giornali ad aumentare lo spazio per pubblicarli.
Un problema di questi annunci era all’inizio il “colpo d’occhio” che dovevano dare. In pratica, i primi erano simili a riquadri riempiti semplicemente di parole. Non avevano fotografie o segni di riconoscimento. Solo successivamente vennero usati spazi bianchi e caratteri diversi, per farli risaltare all’attenzione del lettore.


Una rudimentale ma efficiente tipografia all’aperto

Quando le notizie incominciarono ad aumentare, gli spazi per gli annunci diminuirono di conseguenza. Gli editori stessi non rinunciavano a pubblicarli, ma li relegavano in non più di una, due colonne; il Deseret News di Salt Lake City utilizzava riquadri e facciate piccolissime. Altri stampavano una sorta di supplemento solo per gli annunci.
Un imprevisto che gli editori dovettero superare fu il pagamento di questi annunci.
In un territorio dove il numero di cartamoneta era bassissimo, essi dovettero accettare pagamenti in oro o in natura sotto forma di prodotti locali, oppure sconti, promozioni o regali da parte dell’inserzionista. L’Antioch Ledger, per esempio, accettò un set di enciclopedie da una compagnia di cui aveva pubblicato degli annunci. Non sempre erano mezzi di pagamento accettati, anche perchè l’editore aveva bisogno di contanti per procurarsi inchiostro e carta e tutto ciò che era necessario per la stampa.
Abbonamenti. I giornali del West offrivano sovente metodi di abbonamento. Per attirare potenziali abbonati, pubblicavano annunci appellandosi al dovere civico della popolazione, che doveva aiutare il giornale locale, oppure pubblicavano enigmi e grattacapi per attirare l’interesse. Gli agenti passavano da porta a porta ad offrire abbonamenti e a regalare copie gratuite. Chi si abbonava con un anno di anticipo riceveva regali e piccoli sconti, e gli editori incentivavano i loro agenti offrendo premi secondo il numero di abbonamenti contratti.


Tipografi e giornalisti lavoravano anche armati

I prezzi medi di abbonamento erano di 5 dollari annuali per un settimanale, e di 12-16 dollari per un quotidiano.
I giornali venivano venduti negli empori oppure distribuiti da giovani e anche da adulti.
Stampa. Stampare un giornale era alquanto costoso. I prezzi e ciò che si doveva pagare includevano l’arredamento adatto, la o le presse, gli stampi, i caratteri, l’inchiostro, la carta, oltre all’edificio dove alloggiare il tutto. Edificio che poteva essere una traballante costruzione in legno o, molto più spesso, una semplice tenda, esposta alle intemperie: il freddo gelava l’inchiostro e rendeva difficile la preparazione dei modelli di stampa.
Per risparmiare, gli editori acquistavano presse usate dall’Est o da altri giornali del West. Queste erano quasi sempre difettose, mancavano di attrezzi e a volte anche di ingranaggi, e le lettere a volte dovevano essere ricavate dal legno. Presse che stampavano in lingua spagnola erano prive delle “W” e di conseguenza per rimpiazzarle si dovevano usare due “V”. La maggior parte erano a mano, e necessitavano di parecchia forza fisica per utilizzarle. Quando ormai avevano reso abbastanza furono sostituite da quelle a vapore.
I modelli erano costituiti da migliaia di lettere tutte sistemate a mano.
A seconda del modello della pressa, e della fornitura di carta, le dimensioni del giornale variavano: c’erano pubblicazioni di piccole dimensioni da 5 x 7 pollici, oppure di grandi dimensioni, da 24 x 36 pollici. Molti erano di una sola pagina, senza titolo e senza fotografie, eccetto che in quelli delle città più grandi.


Giornalisti del Daily Reporter dello Utah

La carta era uno dei problemi più grandi: c’era sempre scarsa fornitura, ed inoltre durante la Guerra Civile i rifornimenti erano rimasti bloccati. Gli editori si ingegnavano come potevano, stampando su carta da sigaro, su tessuto o su carta colorata. Si variavano anche le dimensioni della pubblicazione per preservare la quantità di carta.
Manodopera. Erano necessari parecchi uomini per far funzionare una pressa, soprattutto se a mano, e comunque altrettanti per portare avanti un giornale. Un tipico giornale necessitava di tre impiegati a tempo pieno e di un galoppino. Molti non avevano insegnamento ed imparavano lavorando, e l’apprendistato poteva durare anni. La loro paga era 5 volte più alta rispetto a quella dei tipografi dell’Est, e stipendiava un lavoro di 9 o 10 ore al giorno. In tempi di scarsa manodopera, gli editori assumevano i figli e a volte anche la moglie. Circa il 7% di tutti gli impiegati erano donne. Il Bellingham Bay News aveva sede in un tribunale, e come impiegati aveva i detenuti del carcere locale.
Le notizie. Come detto qualche rigo sopra, le notizie da pubblicare non erano molte, se non circoscritte a quelle locali o, se vogliamo largheggiare, a quelle della Contea. Gli editori si arrangiavano quindi con la posta per ricevere notizie: redigevano accordi con altri giornali dell’Est per ricevere e pubblicare le loro notizie. Nel 1860 era il Pony Express che portava le maggiori notizie, ma l’anno successivo venne rimpiazzato dal telegrafo e così il flusso di informazioni divenne più veloce e cospicuo. I giornali delle cittadine più remote utilizzavano cavalieri espressi per procurarsi le notizie al più vicino ufficio telegrafico. Il telefono arrivò nel 1880, ma il Deseret News già lo utilizzava dal 1878, sempre per richiedere notizie.


Giornalisti al seguito della Union Pacific Railroad

I contenuti. I giornali del West, lo abbiamo visto, agli inizi stampavano, per la maggior parte (i due terzi del giornale), annunci. Con l’arrivo dei mezzi di comunicazione relativamente più rapidi poterono aumentare di parecchio il numero di notizie da offrire ai lettori. Stampavano discorsi, sermoni e poesie nonostante richiedessero dei soldi per questo in quanto ritenevano che non era il genere di pubblicazione che interessava alla gente, più propensa a leggere pettegolezzi. Si pubblicavano notizie di altre città, resoconti di omicidi, controversie locali, litigi con altri giornali e notizie di guerra. Alcuni creavano storie apposite, come faceva il famoso Territorial Enterprise di Virginia City (Nevada). Mark Twain era un macinatore di queste storie, e ne inventò parecchie mettendo all’interno degli indizi che ne rivelavano la falsità: i lettori non se ne accorgevano.
Curiosità. C’erano moltissimi giornali, nel West, di lingua non inglese: almeno 20 erano in tedesco e 13 in francese. C’erano anche giornali in spagnolo, cinese, svedese, italiano e danese.
La maggior parte non ebbero l’edizione della domenica almeno fino al 1880.
Molti editori fornivano ulteriori servizi, come la rilegatura di libri. Altri pubblicavano più giornali, come il Washington Standard di Olympia, che stampava sette pubblicazioni.
Conclusioni. Un giornale era solitamente un investimento sicuro a partire da un relativamente piccolo investimento. Molti – tantissimi – non ebbero fortuna, semplicemente perchè scelsero il posto sbagliato: una cittadina mineraria apparentemente stabile e proficua poteva diventare una ghost town nel giro di un paio di settimane. Altri avevano troppa concorrenza, altri ancora chiusero perchè avevano contratto troppo debiti con gli inserzionisti e gli acquirenti di spazi pubblicitari.

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