L’avventura del Pony Express

A cura di Omar Vicari

Tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, la popolazione del nord America era concentrata essenzialmente lungo la costa orientale. Dopo la rivoluzione e l’affrancamento dall’Inghilterra, gli americani cominciarono a guardare all’ovest, verso quelle terre inesplorate che permettevano loro di raggiungere nuovi traguardi. Il Mississippi River poteva essere stato una naturale barriera alla nuova espansione, ma l’acquisto della Louisiana nel 1803 rimosse quella barriera e nell’arco di circa quarant’anni quattro nuovi stati vennero creati in quelle regioni selvagge.
La frontiera, che prima aveva come margine il fiume Mississippi, ora veniva spostata al fiume Missouri. Quando il 24 gennaio 1848 venne data la notizia della scoperta dell’oro in California, decine di migliaia di coloni attraversarono il Missouri per riversarsi nelle sconfinate pianure dell’odierno Nebraska in direzione della California.
Il tragitto, che fiancheggiava il fiume Platte, si snodava attraverso gli attuali stati del Nebraska, il Wyoming nella zona delle Rocky Mountains e la Sierra Nevada, ultimo ostacolo verso i campi auriferi della California. La popolazione crebbe notevolmente e nel 1850 il territorio della California divenne uno stato.
Tra la California e il fiume Missouri si estendeva una vastissima zona ancora inesplorata abitata in prevalenza dalle sole tribù indiane. Solo i Mormoni, gruppo di coraggiosi spinti dalla loro fede, si inoltrarono per quelle terre selvagge stabilendosi in quello che oggi è lo stato dello Utah.
Una delle prime preoccupazioni del Governo degli Stati Uniti fu quello di istituire un servizio di posta per quei cittadini che risiedevano in quelle terre lontane. A quei tempi una lettera poteva essere recapitata dalla costa orientale alla California in un tempo che poteva arrivare alle sei settimane, per cui i cittadini del nuovo stato chiesero a gran voce un servizio di posta più rapido.

In risposta a quella domanda, il Governo propose lucrosi contratti a quelle compagnie che avessero assicurato un più veloce servizio di posta.
Dopo la scoperta dell’oro e quando la popolazione crebbe notevolmente di numero in California, la “Pacific Mail Steamship Company” si assicurò il primo contratto per la consegna della posta.
Il progetto prevedeva il trasporto della posta via nave dalla costa dell’est sino alla costa orientale dell’istmo di Panama. Quindi i pacchi postali venivano caricati a dorso di mulo e successivamente trasportati alla costa occidentale dell’istmo, dove, sempre per nave, la posta veniva recapitata a San Francisco. Il tutto con un tempo che poteva aggirarsi sulle quattro o cinque settimane.
Il record fu di 21 giorni, 2 ore e13 minuti.
La “Pacific Mail Steamship Company” continuò ad assicurare il servizio anche quando subentrò il “Pony Express” in quanto decisamente più a buon mercato. Infatti se il recapito di una singola lettera tramite il “Pony Express” costava 5 dollari, la stessa veniva a costare solo 10 centesimi con la “Pacific Mail“.
Un’altra compagnia che riuscì nel 1858 a procurarsi un contratto dal Governo centrale degli Stati Uniti fu la”Overland Mail Company“, meglio conosciuta come “Butterfield Company” dal nome del suo proprietario. Grazie alla rete ferroviaria, a quei tempi già relativamente sviluppata, la compagnia caricava la posta dagli stati dell’est sino alla stazione di Tipton nel Missouri.
La ferrovia prendeva poi la via verso Fort Smith (Arkansas), quindi El Paso (Texas), Tucson (Arizona) e infine Los Angeles e San Francisco. Il tutto per circa 2800 miglia coperte nell’arco di 21 o 22 giorni. Il record fu di 19 giorni e 15 ore.
Anche in questo caso il recapito di una singola lettera costava solo 10 centesimi.
Attorno a quegli anni,un’altra compagnia fondata da William Russel, Alexander Majors e William Waddell, nota col nome di “Central Overland California & Pike’s Peak Express Company“ (COC & PP), cercò di accaparrarsi parte dei proventi che lo Stato Centrale erogava ai servizi postali. Questa compagnia, nata dalle ceneri della “Leavenworth & Pike’s Peak Company”, non ebbe la fortuna sperata. Il Governo, infatti, non pagò i suddetti proprietari con denaro contante, ma con dei “pagherò” che in seguito non vennero onorati. Quando nel 1860 arrivarono alla scadenza i prestiti delle banche, la “COC & PP” non fu in grado di soddisfare i creditori.
Ma si sa, le difficoltà aguzzano l’ingegno, per cui Russell, Majors e Waddell partorirono l’idea di creare un servizio di posta più celere il cui profitto avrebbe riportato denaro fresco nelle casse esauste della compagnia. Era nato in tal modo il “Pony Express”, un servizio che si esplicava tramite l’impiego di cavalieri i quali, senza sosta e a tappe, coprivano l’intero percorso da St. Joseph nel Missouri sino a Sacramento in California.
Vennero costruite stazioni, acquistati centinaia di cavalli e assunti uomini giovani, leggeri di peso e possibilmente scapoli oppure orfani. Il pericolo di imboscate da parte degli indiani nelle varie tappe del percorso era alto per cui si preferivano soggetti che non avessero legami familiari.
Le stazioni di sosta dove i cavalieri potevano approvvigionarsi di cavalli freschi erano distanti più o meno 15 miglia l’una dall’altra, mentre le stazioni di cambio, dove un nuovo cavaliere prendeva il posto del precedente, distavano tra loro dalle 75 alle100 miglia.
Per rendere effettivo il servizio vennero costruite circa 165 stazioni e durante i diciotto mesi delle operazioni vennero impiegati almeno 195 cavalieri.

L’organizzazione del”Pony Express“

I fondatori: Alexander Majors, William Russell e William Waddell.

A. E. Lewis, fu il sovrintendente per la sezione St. Joseph (Missouri) e Fort Kearny (Nebraska)

Joseph Slade, fu il sovrintendente per la sezione tra Fort Kearny (Nebraska) e Horse Shoe Station (Wyoming)

James Bromley, fu il sovrintendente per la sezione tra Horse Shoe Station (Wyoming) e Salt Lake City (Utah)

Howard Egan, fu il sovrintendente per il percorso tra Salt Lake City (Utah) e Robert’s Creek (oggi nel Nevada)

Bolivar Roberts, fu il sovrintendente per il tragitto da Robert’s Creek (Nevada) a Sacramento (California)

Benjamin Ficklin, fu il sovrintendente dell’intero percorso.


Il percorso del servizio Pony Express

L’intero tragitto si snodava attraverso gli odierni Stati del Missouri, Kansas, Nebraska, Colorado, Wyoming, Utah, Nevada e California.
Pietre miliari molto conosciute lungo il tragitto erano il fiume Platte, Fort Kearny, Chimney Rock, Fort Laramie, Sweetwater River, Indipendence Rock, Devil’s Gate, South Pass, Green River, Fort Bridger, Echo Canyon, Fort Churchill, Carson City e Sierra Mountains.
La sella del “Pony Express” aveva una foggia particolare come pure la “mochila”, la borsa entro la quale veniva sistemata la posta.
Nel momento in cui un cavaliere arrivava alla stazione di posta, un cavallo fresco era lì in attesa pronto a ripartire per la prossima stazione. Il tempo di smonta, trasferimento della mochila e rimonta non richiedeva più di due minuti di tempo.
La mochila aveva quattro tasche (cantine) delle quali tre erano serrate. La quarta, non chiusa, oltre ad avere una sorta di taccuino dove erano riportati gli orari di arrivo e della partenza, serviva per la posta da aggiungere.
La posta conservata nella mochila non poteva eccedere il peso di 20 pounds (circa 9 kg).
All’inizio il costo della spedizione di una lettera tramite il “Pony Express” era di cinque dollari per mezza oncia (14,2 grammi). Verso la fine del servizio, il prezzo per mezza oncia era sceso a un dollaro. Un timbro con la data di partenza e arrivo veniva impresso sulla posta da inviare.
L’alto costo della spedizione della posta fece si che dei 35000 pezzi che il “Pony Express” recapitò in California durante il periodo di un anno e mezzo, l’80% circa erano stampe governative.
Gli uffici del “Pony Express” asserivano di essere in grado di recapitare la posta nell’arco di 10 giorni (dai 12 ai 16 in inverno). A questo tempo bisognava aggiungere quello dovuto al trasporto della posta, via treno, dalla costa orientale a St. Joseph (Missouri).
L’intero tragitto non era scevro da pericoli. La neve, le piene dei fiumi, il caldo estivo, le cariche dei bisonti ancora presenti a milioni nelle praterie americane e gli attacchi degli indiani ostacolarono non poco i cavalieri del “Pony Express”.
Il successo delle operazioni del “Pony Express” convinse il Governo a stanziare i fondi, circa un milione di dollari, per favorire i trasporti nelle grandi pianure centrali, ma invece di assegnare il contratto alla “COC & PP”, il governo preferì continuare con la “Butterfield Overland Mail Company”. A conti fatti, comunque, ne beneficiò anche la “COC &PP” che era sotto contratto con la “Butterfield Company” per il trasporto della posta del tratto da St. Joseph a Salt Lake City. Nelle casse della “COC & PP” entrò la somma di mezzo milione di dollari e in aggiunta la società si sbarazzò del tratto più difficile e pericoloso, quello da Salt Lake City a Sacramento.
Tutto ciò non fu comunque abbastanza per salvare la ”COC & PP” dal fallimento. La compagnia non riuscì mai a recuperare le perdite dovute al mancato pagamento da parte del Governo circa i trasporti effettuati precedentemente. William Russell tentò di recuperare presso il Dipartimento della guerra il denaro dovutogli per i trasporti effettuati durante la guerra dei Mormoni del 1857, ma invece di contante liquido gli vennero offerti dei titoli a garanzia di prestiti bancari. I titoli che Russell accettò dal Governo risultarono illegali per cui le banche non solo non concessero il credito, ma addirittura denunciarono Russell che venne arrestato il 25 dicembre 1860. Scoppiò uno scandalo, ma presto il caso venne insabbiato a causa della pesante situazione in cui gli Stati Uniti si sarebbero presto trovati per la imminente guerra civile.
Il “Pony Express” continuò ad operare sino al 24 ottobre 1861, data in cui le linee del telegrafo cominciarono a funzionare. Era naturalmente impensabile essere in concorrenza con un sistema che impiegava pochissimo tempo nel trasmettere un qualsiasi messaggio.
La maggior parte dei cavalieri del “Pony Express” avevano una età intorno ai 20 anni. Il più giovane, 11 anni, è stato Broncho Charlie Miller mentre il più vecchio fu il maggiore Howard Egan.
Circa la paga che essi percepivano, si crede fosse intorno ai 100 dollari al mese, un salario decoroso, ma non abbastanza se rapportato ai pericoli a cui andavano incontro.
Questi uomini, una volta finita l’era del “Pony Express”, abbracciarono i lavori più disparati.
Alcuni divennero fabbri, altri soldati e altri ancora minatori oppure rancheri. Qualcuno seguì la via del crimine e almeno uno (Jack Slade) venne impiccato.
Molti di questi uomini arrivarono a vivere sino alla prima o alla seconda decade del 20° secolo.
Charles B. Miller, l’ultimo dei cavalieri del “Pony Express”, viveva ancora nel 1955 e morì alla veneranda età di 105 anni.

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Commenti

Una risposta a “L’avventura del Pony Express”

  1. Wild Bill, il 23 maggio 2011 17:25

    Grazie per averlo pubblicato!!!!!!!!!!!!!!

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