Le giacche blu

A cura di Giovanni De Sio Cesari

Un soldato a cavallo
Nel west l’esercito americano viveva in mezzo a grandi difficoltà. Gli ufficiali provenivano in grandissima parte dalla famosa accademia di West Point. Avevano quindi una certa preparazione culturale generale, ma la preparazione specifica militare era poco appropriata: nell’accademia si studiavano con grande accuratezza le battaglie di Napoleone ed altre grandi e famose battaglie del passato e si preparavano ufficiali per guidare eserciti moderni impegnati in grandi scontri campali. Ma la realtà del west era molto diversa: imboscate, guerriglia, inseguimenti, tracce da seguire; tutte cose che un uomo venuto da una accademia militare era impreparato ad affrontare.
L’imperizia iniziale di un ufficiale famoso come Custer non fu assolutamente un’eccezione: la maggior parte degli ufficiali si mostrò del tutto inadeguata ai compiti assegnati.
La situazione, rappresentata in molte fiction, dell’ufficiale incapace ripreso da un subordinato o da una guida, e da questi messo sulla giusta via, in effetti rispecchia la realtà effettiva di comandanti che non conoscevano le situazioni in cui si trovavano ad operare.
Non essendoci una leva obbligatoria, i soldati erano volontari.
George A. Custer
La paga era misera, il vitto povero, la vita estremamente dura. Si trovavano ad operare in luoghi sperduti, lontani da ogni forma di civiltà, in mezzo a mille pericoli prevalentemente sconosciuti. Le guarnigioni trascorrevano una buona parte del loro tempo nei “forti” ma questi non erano i luoghi accoglienti, con alloggiamenti, sala da ballo e belle fanciulle in splendidi abiti di certi film. Si trattava invece di un pugno di baracche in legno, spessissimo esposte su tutti i lati, senza nemmeno la classica palizzata in legno.
Nei forti bazzicava gente di ogni risma, avventurieri, indiani infidi o in cerca di cibo, coperte e armi, e l’unica consolazione potevano essere – quando era possibile disporne – le prostitute, che contribuivano naturalmente a diffondere malattie veneree, e i liquori, dal classico whisky, alla birra, al vino o persino terrificanti miscugli di cui parliamo più diffusamente in un’altra parte del sito.


Soldati in parata

Molti disertavano perchè non sopportavano quella vita, o perchè trovavano la possibilità (che talvolta era solo una pia illusione) di impiegarsi in qualche altra attività più redditizia, come ad esempio il cercatore d’oro, il cow-boy o il biscazziere. La piaga delle diserzioni era tale che interi reparti partivano con i ranghi completi ed arrivavano a destinazione più che dimezzati. Talvolta la diserzione era effettuata da moltissimi uomini contemporaneamente, specialmente nel corso della notte. Questo costringeva ad arruolare nuovi individui che dovevano essere sottoposti ad una formazione lunga e difficoltosa che rendeva ancor più deboli i reparti.


Soldati, scout e indiani

In queste condizioni, chiaramente, erano pochi i “bravi ragazzi” che si arruolavano; facilmente erano invece criminali che così sfuggivano alla giustizia degli stati dell’est o, almeno, persone poco raccomandabili. Un’alta percentuale era costituita da immigrati che così ottenevano la cittadinanza e cominciavano a inserirsi nel paese: questi però non avevano alcuna idea dell’ambiente che li aspettava, né della gente che vi abitava da sempre, e spesso avevano solo una conoscenza rudimentale della lingua inglese.
Buffalo Bill era stato uno scout
Si aggiunga inoltre che a volte si arruolavano uomini per pochi giorni o per brevi periodi e per compiti determinati.
Ad esempio i massacri più infamanti perpetrati contro popolazioni native furono effettuati (ad esempio, al Bear River e al Sand Creek) da reparti che erano stati formati anche arruolando per pochi giorni una masnada di uomini tutti desiderosi di “dare una lezione” agli indiani.
Non mancavano poi gli indiani arruolati come guide: la divisa dei potenti bianchi dava importanza, si poteva continuare ad fare in qualche modo il guerriero, si evitava la vita umiliante e deprimente della riserva. Insomma, spesso, la scelta di vestire la giacca blu non era considerata una cosa troppo disonorevole.
I reparti erano guidati da questi scout, prevalentemente indiani o meticci, oppure bianchi che avevano comunque una grande familiarità con la vita degli indiani.
Anche costoro, però, non erano poi tanto affidabili; non si era mai certi della loro lealtà e da che parte stavano e potevano agire per motivi personali di vendetta e quindi dare informazioni false o malevoli.

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Commenti

Una risposta a “Le giacche blu”

  1. Sartana, il 6 marzo 2009 15:58

    ma questo problema per molti versi dell esercito USa di confrontarsi con le guerriglie o con guerre combattute aldifuori dei manuali canonici ,,, non e stato solo un problema legato alle guerre indiane Gli stessi problemi sarebbero stati trovati nelle guerre sucessive contro avversari non occidentalizzati Penso alla Guerra nelle Filippine o all Vietnam o per restare i giorni nostri ai problemi che tuttora si ritrova l esercito Usa nel confrontarsi con la guerriglia Afghana Da quel punto di vista ,aldila della capacita di dispiegamento di mezzi ,,L esercito USA sembrerebbe abbia sempre sofferto grossi problemi con avversari che non combattevano secondo le regole “canoniche della guerra occidentale”

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