Predicatori da saloon

A cura di Luca Barbieri

E’ ben noto quali disgustosi e nocivi intrugli venissero serviti ai banconi dei saloon della Frontiera, ma spesso non erano solo quelli a risultare indigesti; a volte era proprio il locale ad esserlo.
E’ questo che probabilmente si doveva pensare assistendo a una delle “prediche” del reverendo Haddock, che esternava tutto il proprio malumore nei confronti dell’alcool fracassando mobilia e teste con una spranga di ferro, oppure sgomberando il locale con una corda al cui capo estremo era fissata una rotella d’acciaio che poi faceva roteare vorticosamente intorno a sé.
La sua opera di redenzione, avviata nella città di Sheboygan venne interrotta a Sioux City, nel 1886, da un proiettile esploso da un capo reparto di una fabbrica di birra. Il reverendo finì a terra, nel fango di un vicolo, e lì rimase.
Era arrivato nell’ottobre dell’85, come nuovo pastore della Chiesa Metodista, ma la situazione a Sioux City non era affatto facile per chi aveva il vizio di dire alla gente come doveva vivere la propria vita. Tre anni prima era stata approvata una legge (la Clark’s Law) nello stato dello Iowa che vietava la vendita di liquori; in conseguenza di ciò erano stati chiusi tutti i saloon dello stato, esclusi quelli di Sioux City, nei quali era stata eccezionalmente permessa la vendita illegale di alcolici dietro al pagamento di una somma che poteva arrivare anche a 100 dollari al mese, incamerati dalle casse del municipio.
Il reverendo Haddock
Si trattava di un affare molto lucroso, e chi ci aveva messo le mani sopra non aveva la minima intenzione di farsi guastare la festa dalle vibranti prediche moraliste del reverendo Haddock. Ci furono insulti, minacce, pestaggi. Cose che il reverendo aveva già subito nel Wisconsin. La situazione precipitò nel Luglio del 1886, l’indomani di un duplice omicidio imputabile ad un eccesso di bevande alcoliche. Un improvvisato comitato formato da attivisti fautori del proibizionismo, guidato tra gli altri da Haddock, decise di porre la parola fine alla questione alcool in città, e la cosa preoccupò non poco i proprietari di saloon e bordelli.
Un paio di tipacci (Albert “Bismark” Koschnitski e Sylvester Granda) vennero assoldati per 500 dollari, con l’accordo di dare una “lezione” all’invadente sacerdote di fronte all’intera città. La sera del 3 Agosto un gran numero di persone si riunì per assistere all’evento. Haddock invece di fuggire, affrontò la folla armato della sua consueta fune con rondella. Fu allora che John Arensdorf, un immigrato belga impiegato presso una fabbrica di birra, da tempo infastidito dalle prediche di Haddock, lo avvicinò e gli esplose un colpo di pistola al collo, lasciandolo agonizzante nel fango della strada.
Haddock non fu, comunque, il solo feroce oppositore delle bevande alcoliche.
Carrie Amelia Nation Moore (ma lei preferì adottare il nome di Carry A. Nation), ad esempio, fu probabilmente ancora più celebre del buon reverendo.
L’uccisione di Haddock
Dal primo marito (morto alcolizzato) imparò l’odio per i liquori, dal secondo, il pastore David Nation, il fanatismo nel portare a termine le proprie battaglie. Descritta amorevolmente da chi la conobbe come “a bulldog running along at the feet of Jesus, barking at what He doesn’t like!” (trad. “un bulldog che correva intorno ai piedi di Gesù, abbaiando su ciò che non gli piaceva”), fu la più battagliera componente della Women’s Christian Temperance (WCT), lega tuttora esistente e che nacque con lo scopo di combattere le nefaste influenze dell’alcool su famiglia e società. Iniziò la sua personale crociata nel Carey Hotel di Wichita, dove lacerò un quadro intitolato “Cleopatra al bagno”, da lei giudicato eccessivamente osceno; poi mandò in frantumi uno specchio del valore di 1.500 dollari ed un certo numero di bicchieri e bottiglie. Da quel momento in poi fu il suo marchio di fabbrica: la si vedeva irrompere nei saloon, insieme a gruppi di donne appartenenti alla WCT, al grido di “Spacca! Spacca! Nel nome di Gesù, spacca tutto!”, e alle promesse seguivano immancabili i fatti.
Lo scaltro mercato americano si accorse subito delle sue potenzialità, e le sfruttò nel modo adeguato: si iniziò con un commercio di accette souvenir, al quale seguì la pubblicazione di due riviste “The smasher’s Mail” (“Il Corriere del Vandalo”) e “The Hatchet” (“L’accetta”); anche i suoi detrattori si diedero da fare e misero in commercio un whisky la cui bottiglia era sagomata a forma di Carry, il “Carry Nation Whisky”, appunto. Fece però una fine davvero ingloriosa: ormai anziana e squattrinata, accettò di esibirsi in palcoscenico, e partecipò persino ad un Freak Show, mostrandosi al pubblico fra la donna barbuta ed i fratelli siamesi.

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