Big Nose George

A cura di Sergio Mura

Big Nose George
La storia degli stati Uniti vanta un solo caso di un uomo (un bandito omicida) che dopo la morte si sia tragicamente trasformato in un paio di scarpe regolarmente utilizzate: è George Manuse, alias George Parrot, alias George Curry, alias Big Nose George. La sua pelle, infatti, venne letteralmente utilizzata per creare un paio di scarpe che vennero usate dal medico che ricevette il suo corpo dopo la morte. Per inciso, questo medico dagli alti principi morali, divenne in seguito Governatore!
Com’è possibile vedere nelle foto che lo ritraggono, Big Nose George aveva davvero una naso sproporzionato e di notevoli dimensioni e questo gli procurò il soprannome con cui è conosciuto.
Era un ladro di bestiame, ladro e rapinatore e queste sue belle caratteristiche gli consentirono di far parte della banda dei James, di agire insieme a Dutch Charley e di compiere razzie con il Wild Bunch (Mucchio Selvaggio), anche conosciuto come “Hole in the Wall Gang”.


Una famosa fotografia del Wild Bunch

Una volta, con Dutch Charley e la Gang dei James decisero di rapinare un treno, pur non avendo esattamente l’idea di come avrebbero dovuto agire per far filare tutto per il verso giusto. Poiché in un’altra occasione Jesse James aveva danneggiato una rotaia, Big Nose pensò bene di replicare quel tipo di azione che gli sembrò adatta al loro caso. La zona prescelta era quella ad est della comunità di Carbon.
I malfattori si diedero un gran daffare per danneggiare un tratto di rotaia, sperando di far deragliare il treno e poter agire con tutta la tranquillità che desideravano. Purtroppo per loro, però, mentre i lavori di danneggiamento erano ancora in corso, arrivò un caposquadra della Union Pacific a bordo di un carrello azionato a mano. Il ferroviere si accorse subito che qualcosa non quadrava e decise di chiamare i tutori della legge che misero in fuga i malviventi.
Dutch Charley
I James da una parte e Big Nose George e Dutch Charley da un’altra, verso la Elk Mountain (una zona molto aspra e ricca di vegetazione), dove contavano di sfuggire alla legge. E fu proprio da quelle parti – nel Big Canyon lungo il Rattlesnake Creek – che il Deputy H. H. Vinson e Robert Widowfield vennero uccisi dai due desperados nel corso di un brutale scontro a fuoco. Questo atto portò, due anni dopo, sia Charley che Big Nose dritti sul patibolo, entrambi catturati dai vigilantes. Charley venne pizzicato a Carbon, mentre la carriera di Big Nose si interruppe a Rawlins. Il primo ad essere catturato fu Dutch Charley.
Dopo un’intensa caccia all’uomo, Dutch venne raggiunto dai vigilantes nel Montana e riportato in Wyoming. Non tardò a confessare tutte le sue ed altrui gesta, nella segreta speranza di rimediare un lungo periodo di detenzione al posto della condanna a morte. Purtroppo per lui, la cittadinanza era in subbuglio per la perdita dei due concittadini ad opera di Dutch Charley e Big Nose (1879), perciò il malvivente fu fatto scendere a forza dal treno sul quale doveva essere trasportato fino al luogo in cui si sarebbe svolto il processo e venne linciato e impiccato ad un palo del telegrafo, non essendoci disponibile in zona neppure un albero!
Big Nose Parrott
Big Nose, invece, riuscì a sfuggire alla cattura per ben due anni, ma nel 1881 fu catturato anche lui nel Montana, a Miles City, e costretto ad una lunga e dettagliata confessione. Anche per lui fu organizzato lo scherzetto che costò la pelle a Dutch Charley. Il treno che lo trasportava da Carbon a Rawlins fu assaltato da un folto gruppo di armati, ma stavolta gli uomini di legge ebbero la meglio, riuscendo a salvare la vita di Big Nose e a trasportarlo, vivo, fino al processo. Seguirono la condanna e la sentenza di morte a cui Big Nose tentò di porre rimedio con un tentativo di fuga piuttosto maldestro che però costò la vita ad una delle guardie che lo custodivano. Questo fu davvero troppo! La gente di Rawlins lo tirò fuori dalla cella e, dopo averlo trascinato in strada, organizzò un patibolo improvvisato con un palo del telegrafo. I primi due tentativi andarono male a causa della rottura della corda, ma il terzo pose fine alla carriera criminale di Big Nose.
J. E. Osborne
Poichè nessuno si presentò a reclamare il corpo del bandito, questo venne preso in custodia da un giovane medico di Rawlins, un certo J. E. Osborne che contava di studiarci sopra.
Per prima cosa tagliò via la parte superiore del cranio ed esaminò attentamente il cervello alla ricerca di qualcosa di anormale che potesse essere causa di una vita sregolata e banditesca, ma non trovò niente del genere.
Poi asportò quasi tutta la pelle dal corpo e la inviò per la concia a Denver, in Colorado, dove si fece preparare un bel paio di scarpe eleganti. Il Dr. Osborne usò davvero quelle scarpe, sia pure in certe occasioni particolari. Evidentemente, l’uomo si presentava molto bene, visto che poco tempo dopo – come detto sopra – venne eletto Governatore dello Stato del Wyoming.
Si dice che quelle scarpe furono indossate durante il ballo inaugurale del suo incarico. Oggi, invece, quelle scarpe troneggiano in una teca del Museo di Carbon County. A quel tempo si decise che Big Nose non aveva subito abbastanza oltraggi per via del paio di scarpe e si pensò bene di chiudere il resto del suo corpo in un barile che venne poi incendiato. I resti del barile e del corpo furono sotterrati.


Il ritrovamento delle ossa di George Parrott

Solo nel 1951 – cinquant’anni dopo – furono rinvenuti da una squadra di muratori che stava predisponendo il terreno per le fondamenta di un grande magazzino.
Il successivo intervento della polizia e qualche ricerca storica hanno consentito una sicura identificazione dei poveri resti di George Parrot, il famoso fuorilegge dal naso enorme.


Le famose scarpe realizzate con la pelle del bandito


Le pistole ed altri attrezzi di Big Nose

La parte superiore del cranio divenne una scodella e fu consegnata a Lilian Nelson, il primo dottore donna a praticare nel Wyoming, che la utilizzò come ferma-porta. Il resto del cranio, invece, finì per fare compagnia al paio di scarpe nello stesso museo.

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