Apache Kid

A cura di Isabella Squillari

Apache KidUna fotografia di Apache Kid
Apache Kid, forse un White Mountain Apache, nacque nel 1860 e la sua famiglia si stabilì a Globe, in Arizona, nel 1868. Il suo nome, Haskay-bay-nay-natyl (Uomo Alto Destinato A Un Misterioso Destino) era troppo lungo per i cittadini di Globe che lo soprannominarono “Kid”.
Kid imparò l’inglese, fece vari lavori in città, e divenne subito amico del famoso scout Al Sieber. Nel 1881, Kid si arruolò negli Indians Scouts, probabilmente a Hackberry, in Arizona, e dimostrando presto la sua attitudine al lavoro, venne promosso sergente.
La campagna di Geronimo del 1885-1886 vide Kid e Sieber in Messico all’inizio del 1885, e quando il capo degli scout in autunno fu richiamato, Kid andò con lui a San Carlos.
Si riarruolò alla chiamata che il tenente Crawford fece per cento scout con destinazione Messico, e si diresse a sud verso la fine del 1885.
Apache Kid quasi perse la vita in Messico, a Huasabas, sul fiume Bavispe, in seguito a una rissa tra ubriachi alla quale aveva partecipato. Venne fissata per lui una cauzione di venti dollari, e l’esercito lo rimandò a San Carlos.
Fu durante il suo ottavo arruolamento negli scout, che iniziò l’11 aprile 1887, che Kid si trovò in una situazione che l’avrebbe portato alla corte marziale, alla reclusione, a un processo civile, una nuova sentenza, un’evasione e a una vita da fuggitivo.
Apache Kid è ricercato!
Questa serie di disastrosi eventi, come anche altre spiacevoli situazioni per gli Apache, iniziò con la fabbricazione del tiswin, una bevanda fatta con frutta o grano fermentati.
Fabbricare il tiswin era illegale nella riserva, ma visto che ambedue gli agenti, il capitano Pierce e Al Sieber, si erano dedicati agli affari, il momento pareva propizio per una serata a base di tiswin. Kid era nella prigione sotto la custodia degli scout, ma prima che insieme a loro avesse potuto raggiungere il campo dove il tiswin scorreva liberamente, erano morti due uomini.
Uno dei due era suo padre, Togo-de-Chuz, e l’altro era l’uomo che lo aveva ucciso, Gon-Zizzie. Era stato un amico di Kid ad uccidere Gon-Zizzie, ma il sangue versato non soddisfò Kid; insieme agli scout si recarono dal fratello di Gon-Zizzie, Rip, e lì Kid lo uccise. Kid e i suoi scout tornarono al campo di suo padre, dove trovarono gli altri intenti a bere il tiswin. Questa situazione durò parecchi giorni, dopodichè gli scout, forse attanagliati dal rimorso, decisero finalmente di tornare a San Carlos per affrontare Sieber e il capitano Pierce.
Kid e i suoi scout arrivarono a San Carlos il 1° giugno 1887, e scoprirono che nè Sieber nè Pierce erano nello stato d’animo di concludere affari generosi con loro. Un folto gruppo di indiani, qualcuno armato, si era radunato per assistere all’incontro, e quando il capitano Pierce ordinò agli scout di posare le armi, Kid fu il primo a farlo.


Apache Kid e altri indiani della banda

Le armi degli scout furono posate su di un tavolo vicino alla tenda di Sieber, e Pierce ordinò a Kid e agli altri del corpo di guardia di metterle sotto chiave finchè non si fosse deciso sul da farsi. Essi stavano per eseguire l’ordine quando si udì uno sparo provenire dalla folla, e subito il fuoco divenne generale.
Nella confusione che seguì, Kid fuggì disarmato, la tenda di Sieber fu distrutta dai proiettili, alcuni dei quali spezzarono la sua caviglia sinistra, lasciandolo zoppo.
Non fu mai stabilito chi esplose il proiettile che ferì Sieber, ma è certo che nè Kid nè i quattro scout ne ebbero la responsabilità. Essi corsero per mettersi al riparo e per mettere al sicuro i cavalli, ed anche una dozzina di altri Apaches fuggirono. L’esercito reagì rapidamente, e presto due truppe del Quarto Cavalleria inseguivano i fuggitivi sulle sponde del fiume San Carlos.
Diversi telegrammi furono mandati da San Carlos a San Francisco e a Washington D.C., affinchè questi territori si tenessero pronti per un altro attacco Apache. I quotidiani locali in Arizona e New Mexico furono pronti a scovare la storia, e l’esercito iniziò ad avvertire l’ira dell’editoria.

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