Gli indiani Monacan

A cura di Gianni Albertoli

I Monacan
Gli indiani Monacan erano una popolazione di lingua Siouan stanziata a nord delle cascate del fiume James, presso l’odierna Richmond (Virginia), occupavano vasti territori delle Blue Mountains ed anche nella vallata del Shenandoah; essi anticamente formavano un Confederazione tribale di popolazioni affini comprendente anche i Tutelo, i Saponi e i Mannahoac. Questi ultimi avevano i loro insediamenti nelle zone dei fiumi Rappahannock e Rapidan, mentre i Monacan, i Saponi e i Tutelo lungo i corsi dei fiumi Rivanna e James. Sia i Monacan che i Mannahoac avevano parecchie piccole tribù a loro soggette che soggiacevano ai voleri dei loro capi; questa loro potenza li portava costantemente a scontrarsi con i gruppi Algonchini delle coste atlantiche e con gli indiani Cherokee, stanziati a sud-ovest delle loro terre.
I primi bianchi che li incontrarono parlavano della Confederazione Monacan composta da cinque tribù il cui grande capo viveva nell’insediamento chiamato “Rasauweak” o “Rassawek”, sito presso la confluenza del fiume Rivanna (probabilmente sulla sua riva destra) con il James River.
Il Bushnell elencava alcuni dei loro insediamenti, uno di questi era “Massinacack”, posto sulla riva destra del James e in vicinanza dell’affluente Mohawk Creek, circa un miglio a sud di Goochland; il villaggio di “Mohemencho”, successivamente chiamato “Monacan”, era invece sulla riva meridionale del fiume James, nella parte orientale della Powhatan County, “fra il Bernards Creek a est e il Johns Creek a ovest”. Degli altri due villaggi nulla sappiamo ma, probabilmente, lo Swanton ritiene giustamente che appartenessero alle tribù Saponi e Tutelo. Il nome di questa tribù sembrerebbe derivare da una parola algonchina indicante “un bastone di scavatura” o “una forcella di legno”, ma la tribù, stando allo Swanton, era anche nota come “Rahowacah”. La loro cultura era comunque simile a quella dei Powhatan infatti, ad una forma di agricoltura vi univano la raccolta di bacche ed anche radici, e la caccia e la pesca; le donne erano impegnate nella raccolta di bacche e sementi, girasoli e uva selvatica, e nella coltivazione delle “tre sorelle”: il mais, i fagioli e le zucche, ma anche il tabacco; fabbricavano articoli di legno e di ossa di animali utili per le famiglie, ma erano anche abilissime nella fabbricazione di cestini ed altri contenitori. Gli uomini di dedicavano principalmente alla raccolta, alla pesca, alla caccia (bufali, cervi, alci ecc.) e alla guerra; per pescare costruivano dighe in modo da impedire la fuga dei pesci e, in genere, queste dighe erano costituite dagli stessi sassi del fiume, veniva lasciata aperta soltanto una piccola strettoia dove le donne mettevano dei tessuti a forma di cesto per catturare le prede.
Un danzatore Monacan
I Monacan vivevano in insediamenti fortificati con palizzate di legno, avevano abitazioni a forma di cupola ricoperte di stuoie e cortecce; ma avevano anche dei piccoli villaggi di caccia usati nei periodi propizi e ritenuti indispensabili per la loro alimentazione in quanto la tribù si riteneva discendente dei cervi selvatici. I primi esploratori bianchi apparsi nelle loro terre chiamarono uno dei loro insediamenti “la città di Monacan”, questo villaggio, al contrario di tutti gli altri, non aveva alcuna palizzata difensiva ed era posto in una bella pianura nelle vicinanze del fiume James, alle sue spalle vi erano alte scogliere e le terre alluvionali erano molto ricche e adatte all’agricoltura, inoltre, nei boschi circostanti vi era molta selvaggina. Per curare le malattie gli sciamani dei Monacan usavano le “capanne del sudore”, coperte di argilla che serviva per contenervi il più possibile il vapore che emergeva riscaldando carboni e poi versandoci sopra dell’acqua; era una sauna in grande stile e gli indiani vi entravano con tutto il corpo cosparso di olio di orso. Come le altre popolazioni affini, anche i Monacan seppellivano le ossa dei loro defunti nei tipici monticelli della “Mississippian Culture”; infatti 13 “mounds” sono stati individuati dagli archeologi, alcuni sono stati scavati e studiati portando così alla luce informazioni importanti sulla loro antica cultura, che sembra risalire a più di 10 mila anni. Il cuore del loro territorio era nelle attuali contee Amherst e Albemarle, ma questi indiani ricevevano tributi dalle popolazioni vicine delle contee Louisa, Fluvanna, Bedford, Buckingham, Cumberland ed anche Powhatan. Uno dei loro insediamenti principali era sito sul Rivanna River ed era noto come “Monasukapanough”. Le notizie storiche sui Monacan sono comunque scarse ma sembra che, originariamente, la tribù poteva contare su circa 1.200 anime, mentre si parlava di circa 5.200 unità per l’intera Confederazione. Quando la colonia inglese di Jamestown iniziò ad espandersi oltre le terre dei Powhatan, la tribù si trovò subito in seria difficoltà per la pressante avanzata coloniale, ma anche per una lunga serie di incursioni dei Cherokee, di cui però non abbiamo notizie. Il capitano John Smith sentì parlare di loro nel 1607, quando cominciò ad esplorare le terre del fiume James con lo scopo di trovare il rame e il ferro di cui la colonia aveva grande bisogno; i Powhatan gli ricordarono che i Monacan erano estremamente pericolosi e bellicosi. Lo Smith, risalendo il corso del Rappahannock, vi avrebbe trovato una dozzina di tribù che ricordava come “Mannahoacks”, “Tauxanias”, “Shackaconias”, “Onipowaw”, “Tegninatoes”, “Whonkenteases”, “Stegarakes”, “Hassinungaes” e “altre popolazioni confederate con i Monacans”, “… molto differenti nella lingua e molto barbari, vivono come bestie selvatiche”.


Un villaggio in una radura

Sempre lo Smith ricordava che i Monacan vivevano “sopra le cascate” del James River ed erano costituiti dai Monacan veri e propri e dai “Mowkemenchughes, Massinnacacks, Monahassanughs e Monasickapanougks”, insieme ad altri gruppi non ricordati. La tribù non volle mai esporsi al contatto diretto con i bianchi, così nessun europeo ha voluto imparare la loro lingua, anche se alcuni avrebbero visitato i loro villaggi. Comunque, il 21 maggio 1607, fu il capitano Christopher Newport poté visitare la tribù che i Powhatan conoscevano come “Monanacah”. Nell’autunno 1608 il Newport rientrò nel territorio “con 120 uomini scelti”, era ben deciso ad esplorare quelle terre e si mise in movimento oltre le cascate del fiume James, dove entrò in contatto con due bande indiane di Monacan, che si mostrarono amichevoli e molto socievoli. Il primo villaggio era chiamato “Mowhemenchouch”, o “Mowhemcho”, era un insediamento di caccia senza alcuna fortificazione, che verrà poi raggiunto e visitato anche dal Lederer (1670), e da lui chiamato “Mahock”. Infatti, il Lederer spingendosi in direzione sud-est dalle cascate del James, si mosse “verso il Monakins” trovandovi un villaggio “nella provincia della Carolina”, in una terra che precedentemente era “stata posseduta dai Tacci, altrimenti detti Dogi”, questo villaggio apparteneva alla tribù Nahyssan, ovvero agli indiani “Monahassanugh” dello Smith. Questa tribù, chiamata “Hanohaskie” dal Thomas Batts (1671), venne successivamente conosciuta come “Totero”, “Tutelo” o “Todirish-roone”; un altro gruppo imparentato era quello dei Saponi, che lo Smith conosceva come “Monasickapanough”. Questo villaggio dette comunque vitto e alloggio anche a Francis Louis Michel nel 1702, e da lui conosciuto come “Maningkinton”; ma qualche anno prima, nel 1699, proprio su questo villaggio vi si era insediata una comunità Ugonotta. Invece il secondo villaggio visitato dal Newport era ben più distante, circa 14 miglia dal primo, e si chiamava “Massinacack”, qui, non fidandosi di loro, il Newport avrebbe fatto catturare un indiano importante per assicurarsi la ritirata.


Una donna nella tenda di famiglia

Geograficamente i Monacan erano stanziati in una importante via commerciale verso il nord, infatti il rame e le tinture del territorio avevano all’epoca grande valore e perciò si potevano commerciare con facilità. Nel territorio non vi erano però grandi quantità di rame, ma gli indiani lo usavano spesso per abbellirsi e i branelli di questo metallo rappresentavano segni di ricchezza e di alto lignaggio. Il fatto che i Monacan si trovassero in una grande via commerciale è ampiamente dimostrato dal fatto che le tribù Powhatan ottenevano il rame dalle popolazioni affini del North Carolina, proprio perché i Monacan avevano bloccato l’itinerario commerciale con l’ovest. I burrascosi rapporti Monacan-Powhatan furono comunque intervallati da periodi di pace che portava ad intensi commerci reciproci. Alcune fonti riportano che la nazione Powhatan avrebbe subito una durissima sconfitta ad opera dei Cherokee intorno al 1611, le perdite umane sarebbero state elevatissime ed allora la Confederazione avrebbe riallacciato i rapporti con i Monacan, per fronteggiare meglio l’avanzata dei nemici Cherokee, ma anche quella inglese. Quando, nel 1657, gli indiani Pamunkey, della Confederazione Powhatan, dovettero deporre le armi ed accettare di entrare in una riserva, anche i Monacan si sarebbero trovati in difficoltà e, nel 1677, avrebbero dovuto subire le durissime condizioni di un Trattato con gli inglesi; infine, nel 1699, la tribù dovette abbandonare le sue terre dell’alto corso del James. Nel 1699 i Monacan erano ormai stimati in circa 120 anime con soltanto 35 guerrieri, le guerre e le malattie portate dai bianchi avevano ormai distrutto la tribù. I resti della nazione avrebbero iniziato ad unirsi ai Tutelo e ai Saponi muovendosi verso il fiume Roanoke con alcuni resti dei Tuscarora. I Monacan sarebbero allora entrati a far parte della “tribù di Totera”, come veniva chiamata; ed alcuni studiosi affermano che gli indiani “Totera” potevano essere un ramo dei “Tutelos” del Roanoke River. Parte di questa popolazione sarebbe poi stata inglobata all’interno della nazione Catawba, mentre almeno un gruppo si sarebbe spostato nelle terre dei Delaware meridionali del Maryland; nella contea Amherst sarebbero però rimaste alcune famiglie, dove ancor oggi vivono i loro discendenti. Nelle fonti troviamo anche altre notizie sulla tribù: nel 1657, la tradizione Cherokee ci indica che una banda avrebbe occupato un villaggio abbandonato dei Monacan proprio sopra le rapide del James River. Sembra che anche le Milizie coloniali inglesi si posero al fianco dei Pamunkey per rimuovere questo gruppo Cherokee dal territorio che doveva essere colonizzato. Oggi gli studiosi hanno qualche dubbio su questa fonte, questi indiani potevano anche non essere Cherokee, ma bensì dei gruppi di lingua Siouan, probabilmente, legati ai Mannahoac. Comunque, le Milizie coloniali furono sconfitte duramente, al loro fianco vi erano anche un centinaio di guerrieri Pamunkey, guidati dal loro capo, vennero tutti uccisi in una grande battaglia combattuta sul Shocco Creek, nel vicinanze di Richmond. Un censimento del 1669 parlava ormai della tribù Pamunkey ridotta a sole 50 anime. Gli indiani avrebbero preferito evacuare la zona, indotti dalle minacce del colonnello Byrd, per lasciare il posto ad una colonia di Ugonotti francesi. Nonostante ciò, sembra che alcune famiglie Monacan abbiano continuato ad accamparsi nella zona per commerciare con i bianchi almeno fino all’anno 1702. Tra il 1607 e il 1720 i Monacan, non potendo opporsi all’avanzata coloniale, furono costretti a spostarsi continuamente verso ovest, alcuni si stabilirono a Fort Christanna (Brunswick County) e poi si mossero verso la Pennsylvania, ed infine nel Canada con alcuni gruppi di Cayuga. Nel 1742 alcuni esploratori entrarono nella attuale contea Campbell, dove in seguito si sarebbe sviluppata una colonia Presbiteriana.


Un ponte naturale nella terra dei Monacan

I bianchi scoprirono che nella zona viveva soltanto un vecchio uomo bianco, secondo la storia locale, “La regione è stata abitata da indiani che difendevano le loro terre dai primi bianchi. Alcuni erano della nazione di Sapon, ma la maggior parte di questi uomini rossi erano Tuscarora, comunemente conosciuti come Monacans”. Nel 1750 Thomas Jefferson vide alcuni indiani entrare nelle sue terre per visitare un mound, “avevano espressioni di dolore sulle loro facce”, in seguito lo stesso Jefferson avrebbe scavato il mound trovandovi alcune tombe nell’interno, da allora venne conosciuto come “il padre dell’archeologia americana” perché documentò le sue scoperte. Lewis Evans, nel 1755, in una relazione ricordava gli indiani “Monacans” e “Tuscaroras” stanziati nelle zone di Amherst, Nelson e Bedford, dove vi erano ancora due piccoli villaggi nelle vicinanze di un fiume, “Questi indiani erano pacifici e non hanno mai nuociuto ai settlers vicini”. Nell’anno 1758 un gruppo Monacan avrebbe abbandonato un villaggio presso Bedford per la vicinanza dei “noiosi Quackers”; un’altra fonte ricordava che spesso i Quaccheri si insediavano nei vecchi villaggi abbandonati dagli indiani; in effetti la città di Lynchbirg venne fondata, nel 1786, proprio su un antico villaggio dei Monacan, che era ancora chiamato “Oronoco” dal nome di un tipo di tabacco dalle foglie scure e coltivato nella zona. Le fonti ricordavano che furono proprio i Monacan ad insegnare ai coloni la coltivazione di quel tipo di tabacco, contribuendo notevolmente all’apertura di uno dei più grandi mercati del mondo di quell’epoca. Un articolo del 1896, apparso su un giornale locale, diceva che questi “erano tipici indiani di un colore ramato, alti e con capelli neri”; nel 1908 il reverendo Arthur Gray proponeva di costruire una cappella nelle loro antiche terre.


Cucina tradizionale Monacan

Oggi questi indiani ammontano a circa 700 anime, e la maggior parte di loro vive nel Maryland, con alcuni presenti nelle contee Amherst e Lynchburg dove lo Stato della Virginia ha riconosciuto la tribù soltanto nel 1989. Il Mooney valutava la loro popolazione, intorno all’inizio del XVII secolo, in circa 1.200 anime, ma probabilmente nella cifra comprendeva anche le tribù affini, molto più probabile una valutazione di circa 600 unità. Nel 1699 si parlava ancora di un centinaio di Monacan purosangue, con circa 30 guerrieri. Il nome è oggi ricordato da un piccolo territorio noto come “Manakin”, sulla riva settentrionale del James, nella Goochland della Virginia.

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