Ombre bianche, ombre rosse

Il mito dei prigionieri e il mito degli indiani sono alla base dell’enorme successo che ha avuto l’epoca della conquista del west.
Tanti sono stati i cantori, fin dalle origini, di quel tepo, da J. Fenimore Cooper a Bret Harte, da Zane Grey a Jack London.
Per tacere del cinema!
Naturalmente, un successo come quello della leggenda del west non poteva che mettere in ombra la realtà storica che in certi casi si è fatta via via più sfumata fino a scomparire del tutto.
E quando il grande pubblico è ormai abituato agli eccessi romanzati della leggenda, c’è grande difficoltà a ripristinare i baluardi del vero.
Questo libro è da inserire nella linea della puntuale ricerca storica e storiografica. Ombre bianche, ombre rosse è interamente dedicato al filone delle “captivities”, ossia le storie autobiografiche degli sfortunati che erano finiti prigionieri degli indiani.
Qui siamo di fronte a ben tre storie riportate integralmente in una traduzione cruda e rispettosa dei modi di esprimersi del tempo. Esperienze terribili e ricordate intensamente dagli involontari protagonisti, sullo sfondo di episodi storici che vedono bianchi contro bianchi e gli indiani stretti in una morsa che li costringe a prendere posizione per una parte o per l’altra.

Autore: AA. VV.
Editore: Passigli Editori
Pregi: Autobiografie notevoli. Prezzo modesto
Prezzo: Euro 7,23

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