Gli Oneida

A cura di Armando Morganti

La tribù Oneida, appartenente alla grande Lega Irochese, prendeva il nome da una corruzione inglese del loro etimo originario “tiion?ñ’iote”, significante “là dove si erge la roccia” o “la gente della pietra diritta”, una grande roccia di sienite sita nelle vicinanze di uno dei loro insediamenti principali; la tribù era anche conosciuta come “Onayotekaono”, “Onneyut” o “Onyotaaka”. Gli Oneida occupavano la parte meridionale dell’odierna Oneida County, nello Stato di New York, a sud dell’omonimo Oneida Lake. Secondo le antiche tradizioni tribali essi furono la seconda tribù ad accettare la proposta di Deganawida e di Hiawatha per dar vita alla Lega Irochese, il cui scopo doveva essere quello di promuovere il benessere e la sicurezza dei gruppi Confederati e di porsi, in caso di necessità, sia sulla difensiva che nell’offensiva contro le genti nemiche.
Nel Consiglio Federale della Lega gli Oneida erano rappresentati da ben nove capi e, come gli affini Mohawk, la tribù era divisa in tre soli clan: la Tartaruga, il Lupo e l’Orso, ed ogni clan era quindi rappresentato da tre leader. All’interno della Lega gli Oneida avevano un ruolo importante infatti, nel 1635, furono i promotori del vano tentativo di riportare la pace fra i Seneca e gli Huron, nonostante avessero il pieno appoggio degli altri tre gruppi non impegnati militarmente. La tribù era notoriamente sedentaria e, originariamente, anche molto numerosa. Numerosi furono i capi ricordati dalla storia e fra questi ricordiamo Shikellamy, Swatana del clan dell’Orso, Gawehe del clan del Lupo e Tareha. La grande Lega avrebbe scatenato un duratura guerra, di almeno 50 anni, contro le tribù nemiche e fu, intorno al 1570, che gli Oneida e i Mohawk scacciarono gli Adirondack dall’alto corso del San Lorenzo, provocando poi lo spostamento dei Pequot verso il New England meridionale.


Scambi commerciali

Successivamente le due tribù sarebbero riuscite a scacciare dal San Lorenzo anche gli ultimi gruppi restanti degli Algonkin e dei Montagnais. Un Rapporto dei Gesuiti, risalente al 1646, dichiarava che, con l’eccezione dei Mohawk, gli Oneida e gli altri gruppi facevano timidi tentativi per riallacciare buoni rapporti con i francesi. Dallo stesso Rapporto risultava che “Onnieoute”, il loro villaggio principale dell’epoca, aveva avuto parecchie vittime durante una distruttiva guerra con le tribù algonchine stanziate più a nord, tanto che la tribù dovette chiedere aiuto ai Mohawk i quali, dopo averli salvati dal disastro, iniziarono a considerarli come dei loro “figli” o, addirittura, come una divisione della loro tribù. Questo Rapporto non deve però essere preso alla lettera, d’altronde in epoche posteriori anche i Cayuga e i Tuscarora ebbero la stessa considerazione. Un altro Rapporto dei Gesuiti, del 1648, individuava gli Oneida e affermava che, da altri Rapporti del 1641, questi indiani avevano una particolare forma di Governo, in cui la leadership si sarebbe alternata fra i due sessi. Anche questa ultima dichiarazione sembra errata ed era apparentemente dovuta ad una idea sbagliata che fra gli Irochesi i titoli di capi sarebbero appartenuti alle donne dei principali clan, anche se poi gli uomini erano scelti dalle stesse donne per esercitare i diritti, i privilegi e le immunità come quelle dei maschi, ma esse le esercitavano soltanto in casi di emergenza. Un altro Rapporto gesuita, risalente al 1667, dichiarava che gli Oneida erano in quel periodo la tribù meno malleabile della Lega, estremamente bellicosa e costantemente in guerra; proprio in quel periodo padre Bruyas aveva raggiunto la missione di St. Francois Xavier, nel territorio degli Oneida, e questi ricordava che la tribù era stata minacciata dai Mohegan e dai Susquehannock. La vita del Bruyas fu particolarmente dura per mancanza di alimentazione, dovette sostentarsi con una dieta di rane secche ma, entro la fine del 1699, era comunque riuscito a battezzare una trentina di Oneida; il gesuita ricordava che la tribù e i Mohawk erano le meno popolate della Lega. Altri Rapporti, risalenti al periodo 1669-70, ricordavano che gli Oneida avevano partecipato ad una importante “festività dei morti” nel villaggio Mohawk di Caughnawaga. Nel gennaio 1671 gli Oneida vengono nuovamente ricordati per aver torturato una donna della tribù Susquehannock per vendicare la morte di un loro guerriero bruciato vivo nel villaggio nemico; la donna perì valorosamente dopo due giorni e due notti di torture incessanti. Il grande villaggio della tribù era ben difeso da quattro robuste palizzate; questo insediamento, che fu attaccato dal Champlain e dai suoi alleati Huron e Algonkin nel 1615, venne spesso ricordato in varie fonti e in parecchie mappe, ma esso veniva erroneamente posto nelle terre degli Onondaga.


Un guerriero di guardia nel bosco

Le guerre di questa popolazione furono praticamente le stesse dell’intera Lega, ma non mancarono certamente combattimenti contro tribù comunque nemiche infatti, dalle fonti dell’epoca, non mancano scontri ed incursioni degli Oneida nelle terre dei Susquehannock e dei Catawba. Quando la Lega si impossessò anche delle zone del Susquehanna River, e dei suoi affluenti, e su alcune terre dell’alto corso del Potomac, furono soprattutto gli Oneida, ma anche i Cayuga e i Seneca, a vendere queste zone ai coloni bianchi, senza però risarcire le tribù originarie del territorio e neppure gli alleati Mohawk. Fu allora che questi ultimi cedettero la Wyoming Valley (Pennsylvania) agli inglesi. Negli anni 1645-46 gli Oneida furono seriamente impegnati in una guerra contro i Nipissing, nella quale una banda composta da 17 guerrieri sconfiggeva duramente una spedizione di guerra nemica, guidata dal capo Teswehat – meglio noto come “Un Occhio” -; nello scontro i Nipissing ebbero perdite gravissime e numerosi di loro vennero catturati, fra i quali un figlio del capo e due donne. Successivamente, però, questo gruppo di guerra degli Oneida venne assalito da una trentina di guerrieri Huron che inflisse loro perdite pesanti, le due donne vennero liberate e riconsegnate poi ai Nipissing. In un Rapporto di padre Bruyas, risalente al periodo 1666-68, gli Oneida venivano considerati fortemente bellicosi e crudeli, e costantemente in guerra contro gli Algonkin e gli Huron, ma si diceva che la loro popolazione era composta da numerosi individui provenienti da queste due tribù nemiche e assimilati dalla nazione. Il gesuita ricordava con sdegno che la loro indole era particolarmente barbarica e portata a sistemi di torture veramente crudeli; il missionario li considerava particolarmente scaltri e furbi, ma anche intelligenti ed abilissimi guerrieri.


Preparazione delle armi

Nel 1655 gli Oneida si impegnarono in nuove incursioni e, con circa 60 guerrieri, si spinsero nelle terre degli Amikwa – noti allora come “Indiani dei Castori” – devastandovi vari accampamenti; questa guerra si sarebbe protratta almeno fino al 1661 con numerose incursioni sia da una parte che dall’altra. Comunque, nel 1662, i Chippewa, gli Ottawa e i Nipissing si trovarono impreparati di fronte ad un violento attacco degli Oneida e dei Mohawk, che avrebbero raggiunto addirittura le sponde orientali del Lago Superiore. Il Chauchetier ricordava che questa guerra stava “ardendo anche nel paese degli indiani Outaouaks”, e che fra gli Irochesi erano soprattutto gli Oneida a mantenere un odio profondo nei confronti degli Outagami (i Fox); ma furono soprattutto gli Illinois a subire pesantissime perdite umane e molte delle loro donne sarebbero state assimilate dalla tribù. Alcune fonti parlano di almeno un migliaio di indiani Illinois uccisi o catturati dagli Irochesi. Qualche anno dopo, nel 1687, gli Oneida si erano alleati con gli inglesi grazie all’intervento del Governatore dello Stato di New York, chiamato Dongan; ma, nel 1696, le truppe francesi del Barone de Frontenac, assalivano e distruggevano un loro insediamento fortificato, devastavano i loro campi coltivati e catturavano una trentina di uomini, donne e bambini. Nell’anno 1711 circa la metà della tribù Tuscarora – che gli Oneida chiamavano “Ataskalonen” – entrò in collisione con gli inglesi delle Caroline, sconfitti, cercarono rifugio presso i loro parenti del nord; questo fatto avrebbe scatenato le ire degli Irochesi nei confronti dei Catawba, fedeli alleati dei bianchi, e gli Oneida furono allora impegnati in varie incursioni a sud, inglobando anche i resti dei Brotherton e degli Stockbridge. Nel 1728, in un villaggio degli Onondaga, si svolse un importante Consiglio della Lega, il suo scopo era quello di inviare Shikellamy, un capo degli Oneida, presso le forcelle del Susquehanna per ripristinare gli interessi irochesi nel territorio. Inizialmente l’influenza del leader ebbe esiti positivi, il capo riuscì a controllare i gruppi Delaware e Shawnee, obbligati a non cedere nuove terre ai coloni; Shikellamy pose poi la sua residenza a Shamokin e, grazie alla sua influenza, la tribù mantenne un ruolo predominante nelle zone del Susquehanna. Comunque, in quegli anni la tribù iniziò a mantenere amicizie occasionali con i francesi, e allora una parte di essa, con i rifugiati Tuscarora, avrebbe subito la forte influenza di Samuel Kirkland, che li avrebbe indotti a mantenere una certa neutralità durante la Guerra d’Indipendenza americana, ma che non impedì loro di partecipare alla battaglia di Oriskany (6 agosto 1777), dove parecchi dei loro guerrieri persero la vita combattendo. Nel durissimo inverno successivo furono proprio gli Oneida del capo Skenandoah a salvare dalla fame gli uomini del generale Washington, e fra loro vi era anche un donna bianca – Polly Cooper -, che insegnò ai miliziani come trattare i cereali. Gli Oneida avrebbero partecipato anche ad altre battaglie importanti al fianco degli americani, come quelle di Burgoyne e di Saratoga e, l’anno dopo (1778), alla battaglia di Barren Hill. Durante la Guerra Rivoluzionaria parecchi insediamenti degli Oneida sarebbero stati distrutti dalle altre tribù irochesi e allora questo gruppo dovette spostarsi nelle zone di Schenectady, sotto la protezione americana, per poi ritornare nelle loro terre dopo la sconfitta inglese. Negli anni successivi parte degli Oneida sarebbero migrati nel Canada per sfuggire alla pressante invasione coloniale, questi si sarebbero depositati sul fiume Thames dell’Ontario; un piccolo gruppo si sarebbe stanziato nella Oneida County (Stato di New York) dando vita al villaggio di Ganowarohare, e divenne poi noto come la banda “Oriskas”.


Un agguato teso ai nemici

Nel 1846 la tribù vendette la maggior parte delle sue terre e alcuni gruppi si spostarono sulla Green Bay del Wisconsin. Gli Oneida firmarono parecchi Trattati con gli Stati Uniti: Fort Stanwix (22 ottobre 1784), Fort Harmar (9 gennaio 1789), Canandaigua (11 novembre 1794), Oneida (2 dicembre 1794), Buffalo River (15 gennaio 1838) e Washington (3 febbraio 1838). Inoltre parteciparono a non meno di 30 piccoli Trattati con il Governatore dello Stato di New York, tra il 1788 e il 1842. Le valutazioni sulla loro popolazione sono poco note. Nel 1677 gli Oneida erano valutati in circa un migliaio di unità, nel 1776 in 628 anime e, nel 1795, in circa 660; nell’anno 1906 gli Oneida ammontavano a circa 3.220 unità, delle quali 286 nello Stato di New York, 2.151 nel Wisconsin e 783 nell’Ontario canadese. I loro insediamenti a noi noti erano quelli di Awegen, Hostayuntwa, Sevege, Brotherton, Oneida, Solocka, Cahunghage, Opolopong, Stockbridge, Canowdowsa, Oriska, Tegasoke, Cowassalon, Ossewingo, Teseroken, Chittenango, Ostogeron, Teiosweken, Ganadoga, Schoherage e Tkanetota.

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