Gli indiani nel territorio americano

Gli indiani hanno popolato il territorio degli attuali Stati Uniti (e non solo) adattandosi facilmente alle diversità climatiche e geografiche. In ogni zona hanno sviluppato modelli culturali, sociali ed economici diversi.

Regione artica
La regione artica (coste dell’Alaska e Canada settentrionale) è, per motivi climatici, un territorio scarsamente popolato, in cui l’agricoltura è praticamente impossibile: qui le popolazioni vivevano cacciando foche, caribù e, in alcune zone, balene. Durante l’estate abitavano in tende e in inverno in capanne costruite con blocchi di ghiaccio o blocchi di terra ricoperti di pelli. Anche ai nostri giorni i gruppi presenti hanno scarsi rapporti con altre popolazioni e sono molto legati alle loro tradizioni. In Alaska vivono gli Inuit e gli Yupik (entrambi i gruppi vengono spesso definiti Eschimesi), una parte dei quali emigrò intorno al 1000.


Un gruppo di Inuit all’interno di un igloo

in Groenlandia; la zona a Sud Ovest è abitata dagli Yuit, presenti anche in Siberia, mentre gli Aleutini vivono nelle isole omonime.

Regione subartica
A causa dell’inclemenza del clima e quindi dell’impossibilità di praticare l’agricoltura, le popolazioni dell’area subartica (comprendente quasi tutto il Canada dalla tundra quasi fino al confine con gli Stati Uniti) erano nomadi e vivevano in tende o in case interrate, dedicandosi alla pesca o alla caccia di alci e caribù.


Red Blanket (seduto), capo Ojibway

A Est vivevano popolazioni di lingua algonchina, tra cui i Cree e gli Ojibway o Chippeway; a Ovest, gruppi di lingua athabaska (Carrier, Ingalik, Dogrib, Han, Hare, Koyukon, Kutchin, Mountain, Slave, Tanaina, Yellowknife e altri).
Queste popolazioni venivano generalmente guidate dai capifamiglia ed i conflitti tra le varie tribù erano molto rari. Per quanto riguarda la religione erano molto diffuse le credenze negli spiriti guardiani e nella stregoneria.
Molti di questi popoli ora sono sedentari e tuttora vivono di caccia e pesca.

Costa nordoccidentale
Nonostante la ristrettezza della zona abitabile (limitata ad Est delle montagne) la costa nordoccidentale del Pacifico ha fornito un ambiente ideale per gli abitanti indigeni, grazie ai fiumi Colombia e Fraser eccezionalmente ricchi di salmone. Questo habitat particolarmente ricco, insieme al contributo di quello collinare, consentì l’incremento della popolazione che dette vita ad una cultura molto elaborata, organizzata in grandi case di legno e caratterizzata da ricche cerimonie e da un raffinato artigianato in legno. I villaggi solitamente erano composti da cento o più abitanti imparentati fra loro secondo una modalità gerarchica: i vari membri venivano ordinati in base al grado di parentela col capo.


Partecipanti ad un potlatch

Solo i prigionieri di guerra e gli schiavi erano esclusi da questa classificazione. Di fondamentale importanza era considerata la ricchezza individuale o di gruppo, che veniva ridistribuita durante il potlatch, una cerimonia nella quale il capo e il suo gruppo regalavano i loro beni. Tutto ciò avveniva per consolidare o accrescere il proprio status, per ricevere l’invito ad altri potlatch e per equilibrare la distribuzione dei beni tra i vari gruppi. La religione era basata principalmente sul culto degli antenati mitici.


I totem degli Haida

Le loro rappresentazioni stilizzate erano ovunque: sui pali totemici, sulle facciate delle case, le prore delle barche, le maschere e le coperte. I gruppi più importanti di quest’area sono i Tlingit, gli Tsimshian, gli Haida, i Kwakiutl, i Nootka e i Chinook. La maggior parte delle lingue parlate in quest’area appartenevano alle famiglie atabasca, penutiana o mosana.

Altopiano
Nell’altopiano compreso tra l’Idaho, l’Oregon orientale, lo stato di Washington, il Montana occidentale e il Canada vivevano numerosi piccoli gruppi molto pacifici (tra cui i Nez Percé (Nasi Bucati), i Wallawalla, gli Yakima, i Flathead e i Cayuse).


Una famiglia di Flathead

Sopravvivevano grazie alla caccia, alla raccolta di frutti e alla pesca al salmone. La loro cultura era simile a quella dei loro vicini della costa nord-orientale, del Gran Bacino e della California. Le lingue appartenevano per lo più alle famiglie penutiana e mosana.

Gran bacino
L’area del Gran bacino, comprendente le catene montuose e le vallate dello Utah, del Nevada e della California, è stata abitata da popolazioni il cui stile di vita arcaico rimase quasi invariato fino al 1850; le più conosciute sono i Paiute, gli Ute e gli Shoshoni, insieme ai Klamat, ai Modoc e agli Yurok.


Un gruppo di indiani Modoc

Si trattava di piccole bande di raccoglitori, composte a volte da un’unica famiglia, ed erano distribuite su un territorio inospitale con una densità abitativa estremamente bassa. In estate si nutrivano di semi, radici, frutti di cactus, insetti, rettili e piccoli roditori, insieme a occasionali antilopi e cervi; i coyote invece non venivano mangiati perché li si credeva dotati di poteri soprannaturali. In inverno si dovevano affidare alle provviste estive perché la disponibilità di cibo era scarsissima e la minaccia della fame era sempre incombente. Nei periodi in cui il cibo era abbondante i vari gruppi si riunivano in bande più numerose, composte quasi esclusivamente da individui imparentati bilateralmente.


Il famoso Capitan Jack, capo dei Modoc

Il riconoscimento della leadership avveniva in maniera informale e raramente sorgevano conflitti fra tribù, causati di solito da accuse di stregoneria o da rivalità sessuali. La religione formale era poco praticata; veniva soprattutto ricercata l’alleanza con gli spiriti, conosciuti attraverso sogni e visioni, che era ritenuta capace di conferire poteri connessi con la medicina, la caccia e il gioco d’azzardo.

California
L’area culturale californiana comprende approssimativamente la superficie dello Stato attuale, con l’esclusione della zona sud orientale lungo il fiume Colorado. La popolazione nativa, che secondo le stime contava più di 200.000 abitanti, parlava più di 200 linguaggi distinti. Fra i gruppi più importanti vi erano i Pomo, i Modoc, gli Yana, i Chumash, i Costano, i Maidu, i Miwok, i Patwin, i Salinan, i Wintun, gli Yokut, gli Yuki e i cosiddetti Mission Indians (Indiani delle Missioni), Cahuilla, Diegueño, Gabrileño, Luiseño e Serrano.


A destra, Ishi, l’ultimo degli Yana

Tutti gli Indiani californiani erano principalmente raccoglitori di ghiande, semi erbacei e altri vegetali commestibili. Pesci e frutti di mare avevano importanza sulla costa, mentre nell’interno si cacciavano cervi, orsi e piccoli mammiferi vari. Il villaggio, composto anche da più di 100 persone, col suo particolare dialetto, era spesso la più ampia unità politica esistente. Diffusa era l’usanza delle metà esogame, che consentiva l’endogamia, pratica secondo la quale i matrimoni avvenivano solo all’interno del villaggio però diviso a sua volta in due metà, per cui i membri di un gruppo dovevano combinare il loro matrimonio con un membro dell’altro gruppo.


Una rara immagine di guerrieri Yokut

I capi, a volte ereditari, organizzavano la vita sociale e cerimoniale, ma avevano scarso potere politico. I conflitti organizzati fra villaggi erano rari. Frequenti erano i riti di cura, le cerimonie della pubertà maschile e l’uso rituale delle droghe.

Pianure
La zona delle Pianure (ovvero le praterie che si estendono dal Canada centrale fino al Messico e dal Midwest alle Montagne Rocciose) è sempre stata abitata da popolazioni che vivevano in piccoli gruppi nomadi al seguito delle grandi mandrie di bisonti, in quanto la caccia ha costituito la principale risorsa alimentare fino al 1890, anche se lungo il Missouri e altri fiumi delle pianure erano presenti forme di agricoltura stanziale.


Un guerriero Blackfeet

Tra i primi abitanti delle praterie possiamo ricordare i Blackfeet (cacciatori), i Mandan e gli Hidatsa (agricoltori); in seguito, quando i coloni europei conquistarono le foreste orientali, molte popolazioni del Midwest si spostarono nelle Pianure: tra questi i Sioux, gli Cheyenne e gli Arapaho, preceduti dagli Shoshoni e dai Comanche.


Guerrieri Comanche

Quando il cavallo fu introdotto dagli europei (XVII secolo) e poi si diffuse in tutte le Grandi Pianure (XVIII secolo), nella zona si mescolarono tutta una serie di popoli precedentemente sedentari, disturbati dai cacciatori-guerrieri a cavallo delle zone vicine. Gli antichi raccoglitori e agricoltori d’estate iniziarono ad organizzarsi in accampamenti di dozzine di tipi trasportabili disposti in cerchio, per praticare la caccia al bisonte in maniera intensiva. Le cerimonie pubbliche, in particolare la Danza del Sole, servirono a creare nei gruppi legami più saldi e un obiettivo comune.


Un particolare di una danza del sole

Il potere individuale, perseguito in primo luogo con la ricerca della visione, accompagnata da automutilazioni e severe ascesi, veniva manifestato tramite la partecipazione alle incursioni belliche contro i nemici. Le società guerriere, alle quali gli individui aderivano in gioventù, divennero in breve tempo organizzazioni specializzate nella guerra, spesso con funzioni di controllo dell’ordine all’interno dei grandi accampamenti. Il successo nelle incursioni (condotte di solito da meno di una dozzina di uomini), il possesso di molti cavalli e il potere ottenuto attraverso le visioni o la danza del Sole erano i segni del rango fra gli indiani delle Grandi Pianure.

Foreste orientali
Coperta in origine da una fitta vegetazione, l’area delle foreste orientali (comprendente le regioni temperate degli Stati Uniti e del Canada orientali, dal Minnesota e Ontario fino all’oceano Atlantico a Est e fino alla Carolina del Nord a Sud) era abitata inizialmente da cacciatori: intorno al 7000 a.C. vennero introdotte l’agricoltura, la pesca, la lavorazione della pietra e, nella zona dei Grandi Laghi, del rame.


Una cerimonia di indiani Shawnee

I nativi di quest’area comprendevano gli Irochesi e popolazioni di lingua algonchina, tra cui i Lenape (o Delaware), i Micmac, i Narragansett, gli Shawnee, i Potawatomi, i Menominee, gli Illinois. Alcuni di questi gruppi emigrarono a Ovest nel IX secolo, altri invece rimasero nella regione, raccolti di solito in piccole comunità.


I Narragansett con un ospite

Il clima freddo del Nord Est e dei Grandi Laghi tendeva a limitare l’orticoltura e a costringere alla raccolta delle piante selvatiche; i cibi più importanti erano il pesce, gli animali da caccia, lo sciroppo d’acero e il riso selvatico. Fra i coltivatori gli uomini si limitavano in genere a preparare il terreno per la coltivazione, che era opera essenzialmente femminile. I popoli di lingua irochese erano organizzati in villaggi matrilineari guidati da un consiglio: le donne avevano un ruolo importante nel governo dei villaggi.


Una famiglia di Irochesi

Fra la costa orientale dei Grandi Laghi vivevano i popoli di lingua algonchina, organizzati per lo più in piccoli villaggi semisedentari fortemente influenzati dai loro vicini meridionali. Le attività orticole erano in genere poco sviluppate lungo la costa, dove la raccolta dava un prodotto assai abbondante. La leadership era in genere debole, il territorio mal definito e l’organizzazione politica somigliava a quella delle piccole tribù di altre zone. Queste furono fra le prime culture a subire la distruzione da parte degli europei e molte di esse erano già scomparse prima dell’inizio del Settecento.

Sud-est
La regione a clima semitropicale che si estende a Nord del golfo del Messico, dalle coste dell’Atlantico al Texas centrale, era originariamente coperta di foreste di pini e popolate da daini. Nel 3000 a.C. in quest’area fu introdotta l’agricoltura che determinò un forte incremento demografico, mentre intorno al 1400 a.C. furono costruite le prime città. Al momento dell’arrivo degli europei, però, le epidemie cominciarono a decimare la popolazione.


Gruppo di Cherokee

Alcune popolazioni native di questa zona, che includevano anche i Cherokee, i Creek e i Seminole, erano conosciute come le Cinque Nazioni Civilizzate, in quanto la loro economia e la loro organizzazione sociale erano più articolate e in qualche modo simili a quelle europee. Nella stessa area erano insediati anche i Natchez, ma la loro cultura, molto elaborata, fu distrutta dagli europei alla fine del XVIII secolo.


Indiani Creek

Fra i gruppi più importanti del Sud Est sono da segnalare anche gli Alabama, i Caddo, i Chickasaw, i Choctaw, i Quapaw, i Biloxi, i Chitimacha, i Timucua e i Tunica. Molti di questi popoli raggiunsero i più alti livelli culturali a Nord della Mesoamerica, che influenzò fortemente le loro culture. Una orticoltura produttiva integrata dagli abbondanti prodotti delle foreste fornì la base materiale ai loro grandi insediamenti sottoposti all’autorità centralizzata di un capo.


Il gioco della palla dei Choctaw

Ebbero villaggi di centinaia di abitanti fortificati con palizzate, che contenevano grandi tumuli sui quali sorgevano i templi al cui interno ardeva il fuoco perenne e le abitazioni delle classi superiori. I capi e i re esercitavano il potere assoluto sui sudditi, nobili e popolani, e in alcuni casi comandavano più di una dozzina di villaggi. Frequenti erano le guerre e le incursioni.

Sud-ovest
L’area culturale del Sud Ovest si estende su una regione calda e arida di montagne e bacini cosparsi di oasi: gli abitanti di quest’area comprendente l’Arizona, il New Mexico, il Colorado meridionale e l’adiacente Messico settentrionale, dapprima cacciatori di mammut e poi del bisonte, diedero origine a una cultura, definita arcaica, sviluppatasi tra l’8000 a.C. e il 300 ca. a.C.


Guerrieri Apache a cavallo e a piedi

Sono state ritrovate tracce di culture precedenti, come i Clovis, risalenti addirittura ad epoche precedenti (11.000 anni fa) Nel Sud Ovest vissero tanto popoli di cacciatori-raccoglitori (fra cui gli Apache, gli Havasupai, i Seri, i Walapai, gli Yavapai) quanto popoli di orticoltori, come i Mojave, i Navajo, i Papago, i Pima, i Pueblo (fra cui gli Hopi e gli Zuñi), gli Yaqui, gli Yuma, i Cocopa e gli Opata. Nonostante la sua aridità, la regione offriva considerevoli quantità di cibi selvatici, sia animali che vegetali, che fornivano il sostentamento necessario ai numerosi insediamenti, organizzati patrilinearmente o matrilinearmente. Erano frequenti le incursioni contro gli orticoltori vicini. Intorno al 300 a.C. alcune popolazioni del Messico, a economia basata sulla coltivazione di mais, fagioli, zucche e meloni in terreni irrigati, emigrarono nell’Arizona meridionale.


Un folto gruppo di indiani Pueblo

Chiamati Hohokam, furono gli antenati degli odierni Pima e Papago. L’agricoltura fu praticata anche dagli Anasazi: i loro discendenti sono gli attuali Pueblo, cui si aggiunsero in seguito gli attuali Navajo e vari gruppi di Apache. Risalgono al 1000 a.C. le prime caratteristiche tombe coperte da tumuli sepolcrali, diventate in seguito centri di culto, tipiche della prima civiltà Hopi.

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