Alle radici della guerriglia nel Kansas e Missouri

A cura di Renato Panizza

George Todd, guerrigliero di Quantrill
Il malessere che avrebbe portato allo scoppio della “Guerra tra gli Stati” – come gli Americani sono usi chiamare quella che noi diciamo “di secessione” – e tanta sofferenza nel Kansas e nel Missouri a causa di una guerriglia particolarmente violenta e crudele, ha radici profonde e complesse. Per capire la natura delle formazioni guerrigliere, che cosa le spinse ad agire e come agirono, è indispensabile soffermarsi su alcuni fatti che avvennero in quei luoghi prima del 1861. Da parecchio tempo era in atto l’espansione dei coloni verso il West. Il cosiddetto Medio Ovest (Kansas, Missouri, Iowa, Illinois…) si era andato sempre più popolando di agricoltori liberi che non possedevano schiavi e il flusso migratorio dall’Europa incrementava ancora di più questo fenomeno.
Il partito dei “freesoilers” (che erano uomini del Nord, sostenitori della “terra libera”) voleva che la schiavitù fosse estromessa dai nuovi Territori in via di formazione e che sarebbero presto entrati nell’Unione come Stati.
Per i “freesoilers” i proprietari di schiavi erano un serio pericolo, perché si appropriavano di molta terra e vi immettevano una massa di lavoratori (gli schiavi) assolutamente concorrenziale. Dall’altra parte, i Meridionali, aumentando il numero di nuovi Stati non-schiavisti nella Nazione, avrebbero finito col perdere la leadership al Governo, a tutto vantaggio degli interessi del Nord.


Un manifesto sui freesoilers datato 1856

Una legge “tagliò la testa al toro” stabilendo che dal 1820 solo al di sopra di 36° e 10′ di Latitudine Nord sarebbe stata vietata la schiavitù per i nuovi Stati formatisi, con l’eccezione del Missouri, che era schiavista e il cui confine meridionale si trovava a quella latitudine: ecco perché questa legge si chiamò “il Compromesso del Missouri“. Questo Stato era una sorta di propaggine meridionale nel Nord, una vera “spina nel fianco”.
In particolare, le contee del Missouri centrale, lungo il fiume Missouri erano dette “la piccola Dixie” per via della forte presenza di proprietari terrieri con oltre 20 schiavi. In tutto lo Stato c’erano schiavi, anche se non superarono mai il 10% della popolazione totale, ma al suo interno la popolazione era profondamente divisa tra schiavisti e antischiavisti.
Il problema si fece serio quando la California cominciò a crescere vertiginosamente: presto sarebbe divenuta Stato e se il “Compromesso del Missouri” fosse stato applicato anche per lei l’avrebbe spaccata in due, perché il parallelo 36°10′ passava proprio nella sua metà. Questo non poteva accadere! Ci voleva una nuova norma che superasse l’ostacolo.
L’occasione giunse quando il 30 Marzo 1854 si trattò di stabilire se il Kansas e il Nebraska, di nuova formazione, ed entrambi sopra i 36°10′ di Latitudine Nord, sarebbero stati schiavisti o no: secondo il “compromesso del Missouri” avrebbero dovuto essere non-schiavisti entrambi. Ma il senatore Stephen Douglas propose un Disegno di Legge che, superando la legge precedente, stabilì che spettava ai cittadini residenti decidere. Una norma altamente democratica ,ma che ebbe funeste conseguenze. La previsione che fece Douglas, di un Nebraska per il Nord e di un Kansas per il Sud – per far contenti tutti! – fu sbagliata: la popolazione del Kansas abbondava di “free-soilers” (che erano filo-Nord) e quindi entrambi i Territori sarebbero quasi sicuramente entrati come Stati non schiavisti, legati al Nord.


Un assalto portato dai guerriglieri

I Missouriani si sentirono allora quasi circondati da Stati antischiavisti e incominciarono a mandare masse di coloni in Kansas, nel tentativo di aumentare a loro favore il numero dei residenti: erano uomini armati fino ai denti che arrivarono con l’arroganza di imporsi anche facendo uso delle minacce e della forza. Contemporaneamente,per opporsi a ciò, una organizzazione unionista del New England raccolse fondi per inviare freesoilers in Kansas e costruire attrezzature per i loro nuovi paesi. Ma anche in Missouri qualcosa era cambiato da quando (a partire dagli anni ’40) erano cominciati ad arrivare immigrati irlandesi e tedeschi, ostili alla schiavitù. La divisione al suo interno si fece ancora più forte.
In tutta l’area (e in particolare sul confine con il Kansas) la situazione divenne in breve tempo così calda che si finì con il passare alle vie di fatto : dopo che in Kansas vennero indette Assemblee Legislative per entrambe le fazioni, con votazioni illegali e inficiate da brogli; e da Washington, per cercare di dirimere la situazione, vennero inviati inutilmente dei Governatori, i Missouriani attaccarono la cittadina di Lawrence (che era un baluardo free-soiler in Kansas) e la incendiarono.
Per tutta risposta, un personaggio che divenne famosissimo in seguito, tale John Brown, fanatico antischiavista, in qualità di Capitano della Milizia di Stato, per vendicarsi di Lawrence, punì presso il fiume Potawatomi cinque coloni filo-sudisti per il loro atteggiamento provocatorio e minaccioso, trascinandoli fuori casa e uccidendoli senza pietà. E i “Border Ruffians”, come erano chiamati i Missouriani schiavisti, risposero con il massacro di Marais des Cygnes, dove furono uccisi per vendetta cinque antischiavisti: “occhio per occhio, dente per dente”.
John Brown, violento antischiavista
Incominciarono così a formarsi gruppi armati delle opposte fazioni, che si affrontarono senza esclusione di colpi per quattro anni ,fino al 1858, in una sanguinosa guerriglia, cementando nei loro animi rancori e sete di vendetta. Una piccola guerra civile,prodromo del ben più esteso e grande conflitto che avrebbe dilaniato l’Unione a partire dall’Aprile 1861.
Alla fine, il Kansas entrò nell’Unione come Stato non-schiavista e vi rimase sempre fedele. Ma quelle terre così tragicamente bagnate di sangue, era destino che fossero ancora percorse da uomini spietati, in una guerriglia ancora più feroce che si sarebbe riaccesa con lo scoppio della Guerra Civile. Nel Marzo del 1861, quando ben sette Stati del Sud avevano già dichiarato la secessione, ma i cannoni non avevano ancora tuonato a Forte Sumter dando inizio alla guerra, in Missouri una speciale Convenzione si riunì e decise con una maggioranza preponderante di rimanere nell’Unione ma, qualora fosse scoppiata la guerra, di non fornire armi e soldati a nessuno dei due contendenti. Ma il Governatore C.F.Jackson, che era filo-sudista, si allontanò dalla Capitale e iniziò a mobilitare centinaia di Miliziani presso St.Louis, con l’intenzione di impossessarsi delle armi e delle munizioni del suo arsenale.
Questo fatto provocò una reazione militare.
Il Generale Nathaniel Lyon, il 10 Maggio 1861, forte di 7.000 uomini, in gran parte immigrati tedeschi,odiati dai Missouriani filo-sudisti, circondò il Campo di reclutamento dove erano riuniti i Miliziani e li costrinse alla resa. Il grave errore che commise fu di portarli prigionieri per le strade della Città: ciò suscitò lo sdegno di molti cittadini che, usciti dalle loro case, iniziarono a provocare i soldati con insulti e lancio di pietre e oggetti vari. Scoppiò una sommossa generale. I combattimenti in St. Louis furono l’inizio della Guerra civile in Missouri.


I “border ruffians” in azione a Marais de Cygne River

Il risultato fu un massacro di cittadini, 28 morti e 100 feriti, compresi donne e bambini!
Il Massacro di St. Louis infiammò l’odio nei cuori, e il desiderio di vendetta divenne irreprimibile. Il Governatore Jackson nominò Sterling Price comandante della Guardia del Missouri, nella quale c’erano anche William Clarke Quantrill e molti di quelli che sarebbero in seguito diventati i suoi soldati, temutissimi e spietati guerriglieri.
La secessione venne dichiarata: il Missouri era spaccato in due!
Arrivarono truppe dal Texas e dall’Arkansas; i comandanti sudisti Ben McCulloch e Van Dorn vinsero a Wilson’s Creek il 10 Agosto 1861, e assediarono Lexinton. La battaglia di Wilson’s Creek fu solo una vittoria tattica dei Confederati; ma ciò che qui interessa è che vi partecipò anche Quantrill , e si fece notare per gli attacchi brutali e molto efficaci: fulmineo, feroce, senza pietà… Per Quantrill l’Esercito confederato non combatteva bene, non era determinato. Forse si trattava di una scusa per non accettare la disciplina militare, ma sta di fatto che alla fine del 1861 Quantrill si dimise e iniziò a organizzare i suoi “soldati”. Circa un anno dopo, nella battaglia di Pea Ridge, il 7 Marzo 1862, in Arkansas, i Sudisti furono sconfitti e persero per sempre la possibilità di riprendersi il Missouri.


Una rappresentazione della battaglia di Wilson’s Creek

L’Esercito sudista dovette abbandonare il Missouri al suo destino. Molti soldati confederati vennero mandati a Est del Mississippi,a combattere nei grandi teatri della guerra.
Ma parecchi Missouriani non lo fecero; tornarono nella loro terra e formarono bande di guerriglieri. Molti di loro si sarebbero uniti a Quantrill. La “piccola Dixie” aveva perso per sempre i suoi soldati confederati: rimanevano ormai solo i guerriglieri e, primo fra tutti, Quantrill!

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Commenti

2 Risposte a “Alle radici della guerriglia nel Kansas e Missouri”

  1. gianni, il 9 luglio 2009 15:24

    Articolo molto interessante e che rafforza la mia convinzione che, se qualcuno doveva vincere quella guerra, è stato un bene che l’abbia vinta il nord. Infatti se è vero che i dazi imposti ai prodotti dell’industria europea danneggiavano gli stati del sud e che questa fu una delle cause della guerra, è anche ben vero che gli stati del sud godevano nei loro latifondi di un costo della manodopera fuori mercato, cioè insostenibile in ogni altra economia che non fosse schiavista.

    Insomma, a mio avviso, il sud voleva difendere uno status quo indifendibile che prevedeva il latifondo (già questa è una condizione deprecabile che blocca lo sviluppo di un paese), la schiavitù (e questo crea condizioni di concorrenza a dir poco sleale, oltre ad essere una aberrazione) e i prodotti industriali al prezzo più basso possibile, favorendo così l’industria europea a discapito dell’industria americana. Dal punto di vista americano credo che questa visione fosse insostenibile, come la guerra ha dimostrato

  2. Sergio Mura, il 10 luglio 2009 08:17

    A mio parere, l’articolo aiuta non poco a comprendere anche le motivazioni semplicemente economiche che stavano dietro agli ideali.

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