La resa di Juh e Geronimo del 1879

A cura di Paolo Brizzi

Juh e Geronimo
Quando Geronimo si arrese a Miles il 4 Settembre 1886, disse: “Questa è la quarta volta che mi arrendo” e il Generale rispose: “Io sento che sarà anche l’ultima!”. Rispetto alle altre occasioni di resa (Giugno 1883 e Marzo 1886) quella del Dicembre 1879 è sicuramente la meno trattata, anche rispetto al primo episodio, la cattura da parte del coraggioso agente John P. Clum dell’Aprile 1877, avvenuto ad Ojo Caliente, New Mexico. Nel Luglio 1879 l’incarico di agente per la riserva di San Carlos fu preso temporaneamente dal Capitano Adna R. Chaffee, dopo le dimissioni dell’agente civile Henry L. Hart. Il Capitano Chaffee aveva l’incarico di provvedere a ben 4400 Apaches e Yavapai; tra i primi i White Mountain, ma anche i Chiricahua centrali di Naiche, i Mimbres di Loco e membri della banda di Victorio.
Il 13 Agosto l’agente ricevette notizia di un raid apache in New Mexico; 24 guerrieri avevano rubato cavalli, attraversato il Rio Grande e poi si erano diretti verso ovest lungo il San Francisco. Il capo della polizia indiana a San Carlos, Henry K. Parker, si era recato ad investigare la situazione dei 119 indiani che praticavano l’agricoltura fuori dai limiti della riserva, inclusi 62 Apaches sotto Naiche e la banda di Chatto. Gli eventi dimostrarono che nessuno di questi era coinvolto e che i razziatori erano Nednai di Juh provenienti dal Messico. Il 21 Victorio abbandonò la riserva Mescalero, scendendo per l’ultima volta sul sentiero di guerra e Chaffee fece spostare i Mimbres suoi affidati più vicini all’agenzia, per impedire che Victorio potesse recuperarli. I razziatori Nednai avevano iniziato l’impresa circa una settimana prima della fuga di Victorio e si unirono a lui per i combattimenti col 9° Cavalleria a McEver’s Ranch e a Las Animas creek il 17 e 18 Settembre. In seguito, probabilmente, Juh e Geronimo tornarono in Chihuahua.
Nel frattempo il Generale Willcox in Arizona stava pensando di offrire a Juh la resa, dopo il suggerimento di Chaffee di utilizzare i Chiricahuas amici di San Carlos. L’idea fu discussa col Comandante dipartimentale del New Mexico, Generale Hatch e poi trasmessa da Willcox al suo aiutante di campo, Tenente Haskell e al capo degli scouts, Archie McIntosh. Il 4 Settembre 1879 il Tenente Henry L. Haskell, 12° Fanteria, partì da San Carlos.
Lo scout McIntosh
Il 39enne ufficiale, scapolo, contava sull’aiuto di McIntosh, uno scout di origini miste Scozzesi-Chippewa che aveva lavorato per la Hudson Bay Company prima di farsi una reputazione in Oregon. Era arrivato in Arizona nel ’72 per servire sotto George Crook ed aveva sposato una donna indiana. Aveva 45 anni ed era un pò più alto di Haskell, che misurava 1,73 metri circa. Il Maggior Generale O. B. Willcox avvertì del progetto telegrafando al quartier generale divisionale a San Francisco, dove però il Generale McDowell rifiutò di autorizzare la spedizione verso il Messico. Willcox comunque richiese di non lasciar cadere la possibilità di sfruttare la mediazione dei Chiricahuas amici di San Carlos e informò l’agente Chaffee dei compiti di Haskell. Questi venne così autorizzato a portarsi verso sud, a Grant o in altra sede ritenuta opportuna, per comunicare con le autorità messicane locali, informandole che il movimento era fatto negli interessi della pace per le due potenze confinanti e gli indiani stessi.
Chaffee fornì ad Haskell una ragazza, due donne e cinque uomini, incluso il Sergente Atzebee della polizia della riserva. Haskell, giunto a destinazione, inviò gli indiani a fare il loro lavoro e cominciò ad arrangiarsi per l’accoglienza ai Chiricahuas che volessero arrendersi e per far sì che non venissero molestati da truppe messicane o americane. Così Haskell ebbe probabilmente contatti informali col il console messicano a Tucson e i militari a Fronteras. In un telegramma dell’11 Ottobre Haskell venne anche istruito a cercare la cooperazione messicana per l’arresto di Victorio, in quel momento inseguito in New Mexico.
Juh, dopo aver reso ancor meno accessibile il suo rifugio, condusse i suoi guerrieri di nuovo in New Mexico durante la seconda settimana di Ottobre. Alla fine del mese si era riunito con Victorio ed era di ritorno in Chihuahua quando gli indiani furono raggiunti dalla truppa del Maggiore Albert P. Morrow.
Un ritratto del famoso Juh
Il 27 i soldati quasi incapparono in una classica imboscata apache, in un canyon roccioso. Morrow, di fronte a guerrieri ben trincerati ed armati, imbastì un fiero combattimento, dovendosi poi ritirare in cerca di acqua a qualche miglio di distanza. Così mentre l’inseguimento si era interrotto a circa venti miglia a nord-ovest di Janos, il Tenente Haskell a Camp Rucker aveva accolto, tre giorni dopo, 30 Ottobre, due uomini, due donne e tre bambini Chiricahua, che dissero che il resto della loro gente sarebbe arrivato in 30 – 40 giorni. Willcox, prontamente avvisato, informò il Comando divisionale, ma anche le autorità messicane, che Victorio era in Messico e gli indiani ritornati appartenevano alla banda di Juh.
Juh e Victorio avevano alla fine di Ottobre passato il confine entrando in Chihuahua ed avevano perpetrato un doppio massacro di Messicani della città di Carrizal, uccidendo circa 30 uomini in tutto. Il 23 Novembre Juh e Geronimo attaccarono Galeana, uccidendo due uomini, ferendone un altro e rubando più di 60 cavalli. A Salada i Nednai assalirono una carovana di muli, uccidendo tutti i conducenti. Il 24 gli indiani raggiunsero San Lorenzo, rubando 200 cavalli e uccidendo altri 3 uomini a Santa Clara.
Nel frattempo a Camp Rucker il Tenente Haskell attendeva; a Dicembre Willcox lo invitava a desistere se per Natale nulla fosse accaduto. La situazione era incerta e tutt’altro che entusiasmante.
Il 17 novembre la Compagnia C degli scouts indiani, al comando del Sottotenente Blocksom, e 26 uomini del 6° Cavalleria partirono in perlustrazione da Fort Bowie; il 23 il Sottotenente Guy Howard partì da Camp Thomas con venti indiani della Compagnia D e 30 soldati, raggiungendo Bowie e in Dicembre le montagne Chiricahua. Il 9 Howard venne chiamato a Camp Rucker da Haskell e vi arrivò l’ 11, trovando lì anche il distaccamento di Blocksom. Il Tenente Haskell aveva infine deciso di scendere in campo egli stesso e alla fine di Novembre aveva inviato McIntosh a sud per tentare di stabilire un contatto o di avere notizie degli emissari fatti partire in Settembre. Al ritorno di Archie McIntosh, che non aveva avuto successo, lo stesso Tenente decise di partire con due uomini e due indiani. La seconda notte a sud del confine videro segnali di fumo molte miglia a est e Haskell inviò gli indiani per capirne il significato. La notte successiva essi ritornararono con la notizia che i Chiricahuas volevano incontrarlo. Così Haskell ebbe una prima impressione dei Nednai: “Li trovai molto selvaggi e mal vestiti. Hanno poco bottino, ma hanno un temperamento inquieto e diffidente”. Juh, Geronimo e circa ottanta Chiricahuas si arresero a Camp Rucker il 16 Dicembre, chiedendo di essere amici di Willcox, di far ritirare gli indiani impiegati come scouts dall’esercito, di poter far riposare il bestiame, in attesa che altri arrivassero. Il 21 Dicembre Haskell informò i superiori: “Non permetto siano interrogati sulle loro ultime gesta, ne parleranno poi liberamente. I loro timori sono ora in parte superati, ma sono tuttora sotto buona guardia. Mi considerano loro amico e se trattati con onestà garantiremo pace e sicurezza a tutto il Dipartimento. Ci sono 117 di loro (90 ribelli e 17 indiani amici) e in 10 – 15 giorni saranno a San Carlos.”
Geronimo
Notizie riportate a Natale sull’ “Arizona Weekly Star” di Tucson fanno ipotizzare che Juh e Geronimo potevano aver colpito a Tapachi, Sonora, il 1 Dicembre, uccidendo quattro Messicani e due Americani e che un più piccolo gruppo di guerra poteva essere responsabile delle uccisioni perpetrate a Granados (due Messicani) e dei raid per il bestiame eseguiti nei distretti di Nacozari e Cuna.
Il 27 Dicembre altri 12 Chiricahuas si arresero ad Haskell che informò del fatto il Quartier Generale da Fort Bowie il 31 Dicembre. L’arrivo dei Nednai a Fort Bowie fu descritto da john Rope, scout con la Compagnia C di Blocksom: “Essi posero il campo sotto il forte. Un bianco che viveva con loro e che aveva sposato una delle loro donne venne al campo degli scouts. Questo uomo era Djilikine. Presto Tandinbilnodjul (Juh) arrivò al nostro campo e disse che noi scouts ce la passavamo bene. Djilikine ci disse che egli era un Nednai e un capo. Disse che la gente aveva paura di lui. Poco dopo alcuni cowboy spinsero del bestiame al campo indiano perchè fosse macellato. poi Djilikine ci disse che quella sera i Chiricahuas avrebbero dato una festa e ci invitò tutti. Quella sera sentimmo il rullo dei tamburi. Tutti noi scouts, i Tontos e i soldati andammo al campo dei Nednai”.
Lo “Star” pubblicò le prime notizie della resa il 30 Dicembre e ottenne conferma dell’evento da Tom Jeffords a Tucson, il 7 Gennaio.
Juh e la sua gente rimasero nella riserva di San Carlos pacificamente, fedeli alla parola data. Pur mostrando una naturale avversione verso l’agricoltura e il lavoro essi non si dimostrarono pericolosi come si pensava. Invece molti si arruolarono sia nella forza di polizia della riserva che negli scouts dell’esercito. La loro fuga nell’autunno del 1881, dopo un pacifico interludio durato quasi due anni, sembra legato principalmente ad influenze esterne e nessuna prova di premeditazione è stata trovata, neppure da parte dell’inquieto Geronimo.

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