I Broncos, Apache indomiti

A cura di Josephine Basile


Il 4 settembre del 1886 la banda Chiricahua di Geronimo e Naiche si arrese al generale Nelson Miles nel Canyon dello Scheletro (Arizona) e gli Statunitensi considerano terminate le guerre Apache.
Sul finire del XIX secolo, mentre i Chiricahuas iniziavano una tappa di più di un quarto di secolo come prigionieri di guerra (in Florida, Alabama e Oklahoma) il resto delle tribù Apache si trovava nelle riserve di San Carlos, Fort Apache, Mescalero e Jicarilla. Ma, senza dubbio, non tutti gli Apache si trovavano in questi luoghi, giacchè ne restavano altri nel nord del Messico.
E’ molto difficile determinarne il numero, ma furono sufficenti da rendersi protagonisti di diverse incursioni, sia nel Messico che in Arizona e Nuovo Messico, e questo fino ad oltre il 1930.
Alcuni erano Lipans, ma nel 1905, un gruppo di 37 persone di questa suddivisione Apache, ottenne di essere ammesso nella riserva dei Mescaleros nel Nuovo Messico. D’altra parte, un altro gruppo di Lipans andò a vivere in Oklahoma, inclusi tre o quattro che si stabilirono con i Tonkawa. Infine, nello stesso territorio, si trovava la piccola tribù dei Kiowa-Apache che divideva la riserva di Anadarko con i Comanches e i Kiowa.

Gli Apache liberi
In Messico, gli altri Apaches erano in maggioranza Chiricahuas, ma ve ne erano altri provenienti da riserve, che si erano rifugiati individualmente o in piccoli gruppi in una zona molto aspra e di difficile accesso della Sierra Madre: le Montagne del Giaguaro, che offrivano un sicuro rifugio.


Desar, uno scout Apache

Alcuni di questi Apache non erano mai stati in nessuna delle riserve indiane degli Stati Uniti e la maggioranza di loro aveva un aspetto molto differente da quello dei loro fratelli delle riserve, poiché invece dei molti indumenti di tipo europeo, indossati dagli Ndè pacificati, questi vestivano ancora con pelli di animali, all’antica usanza Apache. Solititamente erano armati di fucili, ma utilizzavano anche le vecchie armi tradizionali: un Apache abbattuto da alcuni vaqueros nel 1892, aveva un eccellente arco con una faretra che conteneva 40 frecce. Le frequenti nevicate invernali obbligavano queste genti a discendere in zone di minore altitudine, con il conseguente contatto con la popolazione. In allusione al loro carattere indomito, i messicani li chiamavano Broncos e gli angloamericani Bronco Apache. Il Bronco era solitamente una persona che, per diversi motivi, non accettava la vita della riserva: la supervisione degli agenti designati dal governo e il controllo dell’esercito cozzava con il suo spirito di individuo libero. Per il Bronco, ancora peggiori erano gli Apache che collaboravano con i rappresentanti del governo statunitense. Il risultato fù che, frequentemente, gli Apache delle riserve soffrivano il disprezzo e l’odio dei Broncos, che effettuavano incursioni contro di loro, uccidendo chiunque incontravano nel loro cammino e sequestrando diverse donne, che portavano nei loro remoti nascondigli sulla Sierra Madre.
Una donna Apache
Il Bronco operava da solo o in piccoli gruppi, effettuando saccheggi in entrambi i lati della frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti. Come in passato, i governi dei due paesi arrivarono a negoziare un accordo, secondo il quale le loro forze armate potevano attraversare la frontiera in persecuzione di questi Indiani. A causa del loro ridotto numero era molto più difficile dar loro la caccia. I Broncos rimpiazzarono gli Apache della resistenza armata “ufficiale”, praticamente a partire dal momento in cui questa cessò. Agli inizi del mese di settembre del 1886, mentre la banda di Geronimo e Naiche camminava sotto scorta militare verso Fort Bowie, una notte, tre uomini (tra cui Adelnietze) tre donne e un bambino riuscirono a fuggire, dirigendosi verso il Messico. Secondo le informazioni militari, più tardi vennero abbattuti. Ma come afferma Angie Debo, ugualmente ad altri Apache ritenuti “defunti”, questi proseguirono con le incursioni. Un anno dopo, il 7 ottobre del 1887, il tenente Britton Davis informò che alcuni Apache avevano rubato diversi cavalli al Ranch Corralitos. Non è sicuro che alcuni degli assalitori fossero di questo gruppo, quantunque esista questa possibilità. Durante questi anni vi furono numerosi incidenti di questo tipo: il 2 maggio del 1889, nei pressi di Deer Creek, a circa 96 km a sud di San Simon (Arizona), una banda Apache attaccò una miniera, dove ferirono un uomo in entrambe le gambe, dandogli poi una morte lenta e atroce, in cima ad una stufa; in seguito si diressero in Messico con diversi cavalli dei minatori. L’anno successivo, il 3 maggio del 1890, il noto periodico Epitah di Tombstone (Arizona) informó che dieci apache armati con fucili Springfield – la stessa arma che utilizzava l’esercito statunitense – attaccarono un gruppo di geometri. Due giorni dopo calarono su di una carovana, uccidendo un uomo e ferendone un’altro.
Il 24 dello stesso mese, nei monti Chiricahua, gli Apache tesero un imboscata al distinto avvocato Robert Hardie e a suo cognato, il Dr. F. Haynes. Hardie venne ucciso, mentre Haynes, aiutato dalla sorte, riuscì a fuggire. In relazione a questo fatto, sull’ Epitah dei giorni 3 e 31 maggio del 1890, vennero pubblicate severe critiche sull’operato dell’esercito. Durante il restante 1890 accaddero diverse altre incursioni nel sud dell’Arizona, sempre ad opera di Apache provenienti dal Messico. Durante la seguente decade, le colonie dei mormoni nel nord del Messico sperimentarono un aumento degli attacchi dei Broncos della Sierra Madre.
A destra, guerrieri di San Carlos
Un esempio tipico di queste scorrerie fù quello che accadde il 20 settembre del 1892, quando un gruppo Apache calò sul Cliff Ranch, situato a circa 48 km ad ovest della Colonia Juarez. Gli otto assalitori uccisero Hiram Thompson e sua madre, e ferirono suo fratello Elmer, per poi portarsi via il bottino, bestiame incluso. Il 4 Novembre 1895 un gruppo Apache assalì Horatio H. Merrill e sua figlia 15enne Eliza che, a bordo di un carro carico di grano, stavano viaggiando da Solomonville a Clifton. I due furono uccisi, il carro saccheggiato con le provvigioni. Il 28 Marzo 1896 vicino a Ash spring, sul versante ovest dei monti Chiricahuas gli Apaches uccisero il giovane Alfred Hand che, dopo aver studiato algebra, era uscito dalla propria capanna per riunire le capre di famiglia; poi i predoni avevano saccheggiato la casa. A seguito degli omicidi, l’esercito si mise in caccia. Un distaccamento del 7° Cavalleria, accomapagnato da scouts Apache e alcuni civili, al comando del tenente Rice, lasciò San Simon station l’11 Maggio 1896. Dopo alcuni giorni scovarono una piccola rancheria, che venne assalita il 17 maggio, alle sette del mattino. Ma gli Apache riuscirono a fuggire. Tuttavia, perlustrando la zona, i soldati trovarono infine il cadavere di Adelnietze (il guerriero del gruppo di Geronimo e Naiche, fuggito nel settembre 1886) e di un altro Apache, che erano rimasti entrambi feriti. Ma era fuggito Masai che, a quanto pare, faceva parte di questo gruppo.

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