Quantrill e il massacro di Lawrence

A cura di Renato Panizza

William Clarke Quantrill
Non c’è guerra, lunga o corta che sia, che prima della sua conclusione non abbia visto compiersi delle atrocità. E la Guerra Civile Americana non fa eccezioni.
In questo epocale conflitto, che durò per quattro interminabili anni e si estese per larga parte del territorio degli Stati Uniti di allora, di atrocità ne furono commesse più di una, soprattutto da parte di unità guerrigliere la cui azione finì con il degenerare in una catena di rappresaglie e di vendette personali. Fu un crescendo di azioni violente, spesso anche contro cittadini inermi e innocenti, nella logica diabolica di “occhio per occhio e dente per dente”. Il tutto con risultati poco influenti sull’andamento e sull’esito finale del conflitto.
Una di queste formazioni militari, e senz’altro la più famosa o famigerata che sia, fu la “banda” di Quantrill, che agì sul confine tra Missouri e Kansas, in un’area già precedentemente insanguinata (tra il 1854 e il 1858) da una piccola guerra civile tra gruppi favorevoli e gruppi ostili allo schiavismo.
I Guerriglieri di Quantrill combatterono per il Sud, e le loro azioni militari assunsero spesso -per non dire quasi sempre- i connotati di veri e propri atti criminali.
William Clarke Quantrill era nato in Ohio, a Canal Dover, il 31 Luglio 1837, primogenito di una famiglia con molti figli. Intorno al metro e settantacinque di altezza, capelli rossi e freddi occhi blu, i detrattori lo descrivono fisicamente coraggioso, ma falso e privo quasi del tutto di ogni moralità. Non si sa un gran che della sua giovinezza, a parte che rimase orfano di padre all’età di diciassette anni. Ma quel poco che si conosce getta su di lui una luce sinistra : pare che da ragazzo inchiodasse i serpenti agli alberi; colpisse i maiali nelle orecchie per sentirli strillare; legasse i gatti tra loro per la coda per vederli ferirsi l’un l’altro, fino alla morte. Quando girava tra i campi molestava cavalli e vacche a stilettate. Ancora minorenne, venne giudicato colpevole di omicidio, e rilasciato poi nel 1855.


Guerriglieri del Sud

Eppure ricevette istruzione, e all’età di soli sedici anni iniziò a fare il maestro di scuola, professione che esercitò per alcuni anni, a più riprese.
Intorno ai vent’anni partì per cercare fortuna in Kansas come giocatore d’azzardo, ed è lì che frequentando malfattori di vario genere affinò la sua naturale propensione per la violenza, e maturò un animo contorto e crudele.
Infatti pare che dall’insegnamento fosse passato facilmente a fare il ladro di cavalli e schiavi; li rubava in Missouri per portarli in Kansas e poi tornare in Missouri a rivenderli, ovviamente lontano dal posto dove li aveva presi. Allo scoppio della guerra Quantrill si arruolò nella Milizia dello Stato del Missouri ma alla fine del 1861 l’abbandonò per formare la sua prima Compagnia di “bushwhackers” (così erano chiamati gli incursori sudisti). All’inizio il gruppo consisteva solo di una dozzina di uomini ma entro breve tempo ne arrivarono molti altri. Nel 1862, con una banda di circa 200 uomini, Quantrill iniziò a compiere incursioni a Kansas City; combattè a fianco di Forze regolari confederate a Independence, nel Missouri ed è qui che probabilmente ricevette il grado di Capitano. Il 7 Settembre 1862 attaccò Olathe, in Kansas, saccheggiando negozi, magazzini e anche private abitazioni: vennero trovati morti 20 uomini disarmati e dodici di questi presentavano un buco nella testa! In un crescendo a spirale di violenza, più si cercava da un lato di reprimere la guerriglia sudista, più questa riprendeva vigore e rispondeva duramente, selvaggiamente.
I Bushwackers attaccavano i Jayhawkers unionisti ripetutamente, assalivano diligenze postali e facevano incursioni in cittadine unioniste derubando e uccidendo cittadini inermi.
Il metodo era uguale da entrambe le parti: incendiare,saccheggiare, uccidere a sangue freddo.
Per l’inverno, Quantrill decise di ritirarsi nel Territorio Indiano (attuale Oklahoma), in Arkansas e quindi in Texas. Nel Territorio Indiano Quantrill c’era già stato e aveva appreso dal suo amico Joel B. Mayes, Capo Cherokee, le tattiche indiane di guerriglia.


Il posizionamento degli stati nella Guerra Civile

Lì, probabilmente, si preparò per quella che sarebbe stata, l’anno dopo, una della sue azioni più clamorose, il suo “fiore all’occhiello”: il massacro di Lawrence.
Che il bestiale attacco alla cittadina del Kansas fosse la risposta a un grave episodio avvenuto alcune settimane prima,forse è vero. Ma è probabile che Quantrill avesse comunque già programmato il raid, nella logica delle reciproche vendette.
Il Generale dell’Unione Thomas Ewing Jr., a Kansas City, aveva fatto imprigionare alcuni famigliari dei guerriglieri in un edificio improvvisato a carcere.
Il 14 Agosto 1863 l’edificio crollò, forse a causa di lavori eseguiti in precedenza per ampliarlo. Ma i Missouriani filo-sudisti pensarono che l’incidente fosse stato provocato.
Morirono quattro giovani donne, tra le quali Josephine Anderson e altre vennero gravemente ferite e mutilate, compresa un’altra Anderson, Mary.
Si da il caso che entrambe le donne fossero sorelle di uno dei più feroci guerriglieri di Quantrill: “Bloody Bill” Anderson. Anderson aveva servito nella Guardia del Missouri, e nel 1862 suo padre era stato ucciso da vicini filo-nordisti, forse a causa di un furto di bestiame o per motivi ideologici.
Si era unito a Quantrill nel Luglio del 1862, ma nel 1864, dopo un litigio in Texas, formerà una banda sua, con la quale tuttavia agirà ancora insieme a Quantrill.
Teneva con sé una cordicella alla quale faceva un nodo per ogni yankee ucciso, spesso dopo averlo mutilato e scalpato; e si portava addosso, appesi o attaccati alle briglie del suo cavallo, i cimeli umani delle vittime delle sue “imprese patriottiche”.
Lawrence, una cittadina del Kansas, era già stata presa di mira in precedenza dai Missouriani perché residenza del Senatore Lane e covo dei suoi Jayhawkers, che passavano gli incustoditi confini del Missouri per andare a colpire i centri che si sapeva essere filo-sudisti.
Anche se non ci fosse stato l’incidente di Kansas City, Quantrill, prima o poi, l’avrebbe certamente attaccata. L’episodio non servì ad altro che accelerare i tempi.
All’alba del 21 Agosto 1863 un nutrito gruppo di guerriglieri (si parla di alcune centinaia, forse più di 400) raggiunse indisturbato la periferia della città.


La mappa degli eventi di Lawrence (Clicca per ingrandire)

Lungo il tragitto di avvicinamento Quantrill non era stato notato da nessuno, pur essendo transitato vicino a un Campo Unionista. Nessun abitante del vasto territorio che aveva attraversato se ne era accorto e aveva dato l’allarme.
Sorge il sospetto che gli uomini indossassero abiti blu, uno “scherzetto” che i guerriglieri sudisti facevano spesso!
Fatto sta che l’effetto sorpresa riuscì in pieno.
La “spada di Damocle” di un raid sudista pendeva da sempre su questa cittadina; i falsi allarme si ripetevano così frequentemente che, alla fine, la guardia si era abbassata.
Giunto nelle immediate vicinanze, Quantrill sorprese le reclute del 14° Fanteria del Kansas appena levatesi dalle brande, e ne ammazzò 17.
Poi si diresse velocemente verso la via principale di Lawrence, non senza aver prima inviato pattuglie e collocato un plotone di sentinelle sul monte Oread, che dominava tutte le strade della città
Il suo primo obbiettivo fu l’Hotel Eldridge. Quantrill aveva vissuto sei mesi a Lawrence prima della guerra e giorni prima aveva inviato delle spie. Sapeva che all’Hotel avrebbe trovato il Capitano A. R. Banks, comandante della Polizia Militare dello Stato.
Si avvicinò con cautela perché temeva una resistenza. Ma la resistenza non ci fu; Bannk si arrese e insieme ai clienti dell’albergo venne risparmiato e tenuto prigioniero in Municipio.
Da quel momento in poi si scatenò l’inferno!


L’attacco a Lawrence

Gli uomini di Quantrill si divisero in gruppetti, e ognuno sapeva già dove andare. Il massacro era stato studiato nei dettagli. Non ci fu angolo della città che non venne visitato.
L’ordine era: “Bruciare ogni casa, uccidere ogni uomo!“
Ma fu un attacco vigliacco! I Bushwhackers si guardarono bene dal rischiare troppo: non si avvicinarono alle case nascoste tra alberi e cespugli per evitare agguati; né inseguirono i fuggitivi che si addentravano nei campi di grano o in zone di cespugli e boschetti; né si accanirono su case costruite con pietra o legno forte. Fu così che ebbero più possibilità di scamparla quelli che cercarono di reagire e difendersi, perché i guerriglieri non attaccavano finché non erano sicuri che il posto fosse indifeso o facile da prendere.
Alcuni uomini quindi si salvarono, ma quelli che scapparono per le strade o si arresero nella speranza di pietà, furono barbaramente uccisi a sangue freddo,davanti ai loro famigliari.
Sorpresi nel sonno, pochi furono i cittadini di Lawrence che riuscirono a opporre resistenza.
Qualcuno si gettò nei pozzi, o cercò rifugio nei fossati. Qualcun altro riusci a scappare in modo rocambolesco. Presto la città cominciò a bruciare e lungo le strade si ammucchiarono i cadaveri. Ma le donne e i bambini che fuggivano ancora mezzo svestiti vennero risparmiati. Alcune donne confessarono di essersi offerte ai guerriglieri per salvare se stesse e i loro famigliari ,ma vennero sdegnosamente rifiutate : tra quelle bestie sanguinarie forse c’era ancora un barlume di umanità. O forse, più verosimilmente, preferivano uccidere, o avevano avuto direttive ben precise dal Capo.


Ancora un’immagine del raid a Lawrence

Alle nove del mattino, dopo quattro ore così, i guerriglieri se ne andarono, erano state avvistate truppe nordiste in avvicinamento, a poche miglia di distanza. Quantrill non ebbe alcuna perdita o forse una sola.
In città giacevano morti circa 150 uomini, ma il numero rimane imprecisato perché alcuni morirono bruciati nelle loro case. Ottanta donne furono rese vedove. Duecentocinquanta bambini rimasero orfani.
Quantrill aveva cercato di uccidere tutti gli uomini, ragazzi o anziani, che secondo lui erano in grado di tenere un’arma in mano.
Tutto quello che si sa sul massacro di Lawrence deriva dalle testimonianze dei sopravvissuti raccolte dal Reverendo Richard Cordley, della Congretional Church della città, testimone oculare di quel giorno. Il lungo e dettagliato resoconto nel quale descrive in modo preciso gli episodi che lui stesso vide o gli furono riferiti, fu pubblicato solo nel 1865. Eccone un brano:
“…la maggior parte degli uomini avevano l’aspetto di bestie selvagge ; erano vestiti malamente e imprecavano terribilmente…erano armatissimi, con carabine, e da due fino a sei pistole addosso [ndr: erano pistole ad avancarica, spesso Colt Navy, le preferite da Quantrill, e quindi per ricaricarle ci voleva tempo; conveniva avere con sé più tamburi o più pistole cariche]. La carneficina fu tremenda, nessuno poteva immaginarsi uomini così diabolici… si pensava che avrebbero ucciso solo i soldati, invece il massacro fu indiscriminato… nessuno mai prima di allora aveva visto l’inferno così da vicino!”


L’Eldridge Hotel e Massachussetts Street dopo l’attacco

Il Senatore Lane riuscì a dileguarsi appena in tempo, fuggendo e nascondendosi nei campi di granturco. E così la scamparono altre dodici figure di spicco nella lista delle persone da ammazzare che, a quanto pare, i guerriglieri avevano compilato.
Ma Lane non sarebbe comunque stato ucciso sul posto: Quantrill voleva portarselo in Missouri e impiccarlo sulla pubblica piazza per i crimini commessi contro il Sud e la sua gente.
Durante quelle terribili quattro ore si udirono i Bushwhackers gridare: “…remember Osceola!…remember Osceola!“. Osceola era una cittadina filo-sudista del Missouri oggetto di un pesante raid di Lane.
La metà circa degli incursori dovevano essere “regolari” di Quantrill (o di altri comandanti guerriglieri locali) mentre l’altra metà veri “border ruffians”, canaglie del confine, cittadini comuni, senza un minimo di inquadramento e di istruzione militare, che si aggregavano di volta in volta nelle incursioni per motivi di vendetta. La maggior parte di loro non possedeva schiavi: era povera gente, mossa solo da puro odio per gli yankees e dal timore di vedere negri liberi circolare nei paraggi. Altri Stati come l’Ohio, l’Indiana e la Pennsylvania patirono severi raids durante la guerra, ma nessuno eguagliò per efferatezza quello di Lawrence.

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