Lampi di Gloria: la Marvel alla conquista del West

A cura di Gian Mario Mollar
Il volume a fumetti Lampi di Gloria, apparso negli Stati Uniti nel 1995 e pubblicato in Italia nell’agosto del 2000, è sostanzialmente un esperimento. Con esso, la Marvel, fabbrica di sogni famosa per i suoi supereroi in calzamaglia – chi non ha mai sentito parlare dell’Uomo Ragno, degli X-Men, o degli Avengers? –, fa irruzione in un territorio molto diverso dalle sue ambientazioni consuete: il western e la frontiera americana. Il risultato è appunto Blaze of Glory, circa centocinquanta pagine di polvere, sangue e pistole che rivisitano il genere in modo originale e divertente, regalando al lettore momenti di pura estasi adrenalinica.
Il volume è composto da due storie. La prima, Lampi di Gloria: l’ultima cavalcata degli eroi western è magistralmente illustrata dall’argentino Leonardo Manco su soggetto di John Ostrander, prolifico fumettista di Chicago che ha sceneggiato un gran numero di fumetti, da Batman a Starwars. La seconda, invece, si intitola “Il Punitore, un uomo chiamato Frank” ed è stata sceneggiata da Chuck Dixon per i disegni di John Buscema.
Per capire il senso di questa operazione Marvel, dobbiamo innanzitutto renderci conto del fatto che il fumetto western americano ha avuto una sorte molto diversa da quello italiano. Mentre, infatti, in Italia la popolarità del genere è rimasta sempre a livelli significativi, grazie a un eroico ranger in camicia gialla made in Bonelli, ma anche a un sottobosco di altri personaggi incredibilmente iconici (Zagor, il Comandante Mark, il Piccolo Ranger, Kinowa… come elencarli tutti?), in America, paradossalmente, il fumetto western non se lo fila nessuno ed è praticamente una reliquia del passato. Con queste storie gli autori hanno riesumato dall’oblio degli eroi degli anni Cinquanta e Sessanta, tempi in cui il mondo delle nuvole parlanti era affollato di pistoleri che molto spesso si chiamavano Kid ed erano dannatamente disinvolti nel mettere mano alle sei colpi.


Outlaw Kid

Come vedremo, il risultato non è semplicemente uno sterile omaggio al passato: gli autori non si sono limitati a “togliere la polvere”, ma hanno infuso nuova vita nei personaggi, che balzano fuori dalla pagina e inchiodano il lettore alla sedia.
Fatte le debite premesse, passiamo alle storie vere e proprie, ma senza spoilerare nulla ovviamente!
La prima storia ci porta a Wonderment, una città di poveracci nel sud-ovest del Montana. Corre l’anno 1855 e il paese è abitato prevalentemente da quelli che in slang vengono definiti “Pionegri”, afroamericani che hanno abbandonato le terre schiaviste del sud dirigendosi a Ovest, in cerca di libertà e di un po’ di pace. Insediatisi in quel piccolo angolo di paradiso, i coloni hanno anche instaurato delle buone relazioni con i nativi del posto, la tribù dell’anziano capo Stella Fiammeggiante.
Inutile dire che la pace non è destinata a durare. Una tragica notte, le baracche della main street vengono rischiarate a giorno dalle fiaccole dei Nightrider, cavalieri incappucciati che “galoppano urlando il Rebel Yell, un urlo terribile da far gelare il sangue, in un turbinio di fuoco, fumo e piombo volante”. “I cappucci e i mantelli sono stati scelti apposta per ricordare agli ex-schiavi perché sono fuggiti dal Sud”: i Nightrider sono uomini del Ku-Klux-Klan, e non si placheranno fino a quando avranno riscosso un terribile tributo di lacrime e sangue.


Rawhide Kid

In città, il solo capace di opporsi è Reno Jones: un ex schiavo il cui nome, un tempo, campeggiava sulle copertine delle dime novel. Oggi, però, le sue pistole prendono polvere in fondo a un cassetto e, per difendere la sua famiglia e la sua gente, dovrà chiedere aiuto a dei professionisti, uomini violenti capace di combattere il fuoco con il fuoco.
Il drappello che viene in aiuto di Wonderment è un “mucchio selvaggio” di personaggi indimenticabili, che si imprimono nella memoria del lettore fin da subito, malgrado i loro nomi si assomiglino molto. Dalla nuvola di polvere che li avvolge, vediamo emergere Johnny Bart, meglio noto come Rawhide Kid. Freddo, intelligente e letale, è un po’ il leader della spedizione: “alcuni dicono che gli scorra il ghiaccio nelle vene, altri insistono sia la personificazione della morte”.
Kid Colt, con il volto nascosto da un paio di lenti scure, è l’esatto opposto: “dicono che l’unica cosa più irruente delle sue pistole sia la sua collera”. Malgrado la sua incapacità di controllarsi, anch’egli è pronto a mettersi in gioco per una buona causa.
Viene poi Kid due Pistole: la sua maschera nera, che fa venire in mente quella di Lone Ranger, nasconde Clay Harder, un avvocato che cerca di perseguire la giustizia in modo legale, ma, quando non ci riesce, è pronto a mettere mano alla Colt.


Caleb Hammer

Infine, il mio preferito: Outlaw Kid. Questo personaggio, un po’ come lo Spiderman di Stan Lee, è davvero una sorta di “super eroe con super problemi”. Il suo vero nome è Lance Temple e aveva promesso a suo padre di non impugnare mai la pistola. Costretto dalle circostanze, si trasformò in un giustiziere mascherato, ma suo padre, venuto a scoprire la verità, morì stroncato dallo shock. Da allora, la personalità di questo eroe si è come scissa in due per il senso di colpa: da un lato c’è Lance Temple, un impacciato “piedidolci” che insegue Outlaw Kid, convinto che abbia ucciso suo padre. Quando però si solleva la bandana sul volto, il suo alter ego prende il sopravvento e lui ritorna il giustiziere intrepido di sempre. “I suoi nemici muoiono. E il debole conosce la giustizia”.
Interrompiamo qui la descrizione dei personaggi, per non tediare il lettore, ma ce ne sarebbero molti altri da citare: lo spettrale Ghost Rider che cavalca il vento della notte, l’ambiguo trapper franco-canadese Michel Fournier e Red Wolf, paladino degli Indiani paludato in una pelle di lupo, che “si batte per una pace tra le due razzi che pochi sembrano volere”. Tra gli altri, incontreremo anche alcune “vecchie conoscenze”, come Buffalo Bill, Billy the Kid e Wyatt Earp.
Insomma, le pagine sono affollate di personaggi memorabili e di micro-storie che meriterebbero uno spazio e un approfondimento ben maggiore. La storia, invece, è davvero un classico. Se siete appassionati di West, o se avete almeno visto qualche film del genere, vi suonerà famigliare. È la stessa trama de I magnifici sette, che a sua volta era ricalcata su una pellicola nipponica, I sette samurai di Akira Kurosawa.


Il dinamismo delle vignette

Quello che è originale ed elettrizzante, invece, sono i disegni di Manco: quasi ogni singola tavola è un piccolo capolavoro e raffigura l’afflato leggendario del West con tratti eleganti e pieni di dettagli. Ai disegni di Manco non manca proprio nulla: sono dinamici, evocativi, pieni di dettagli eppure eleganti al tempo stesso. I colori, stesi da sua moglie Mariana Manco, sono la ciliegina su una torta che, già di per sé, è appetitosissima. Il grande formato permette di goderli appieno.
Una menzione particolare meritano anche i testi di Ostrander, che sono epici e roboanti, come si conviene alla narrazione, senza però risultare pesanti o noiosi.
Sulla prima pagina, c’è scritto che “esiste il west reale ed esiste il west delle leggende. Questa storia cade da qualche parte nel mezzo”. Ed è proprio così.
La seconda storia del volume, invece, prende un personaggio Marvel che è tutt’altro che dimenticato, The Punisher, e lo catapulta nel 1910 al confine tra Stati Uniti e Messico.
Per chi non frequenta il mondo Marvel, ricordiamo brevemente che questo supereroe è stato creato da Jerry Conway e John Romita Senior nel 1974 e – con fortune alterne – è arrivato sino ai giorni nostri. Gli sono addirittura stati dedicati un paio di film, uno negli anni ’80 interpretato dal mitico Dolph Lundgren (l’Ivan Drago di Rocky) e uno più recente, diretto da Jonathan Hensleigh (lo stesso regista di Die Hard – Duri a Morire). Il vero nome del Punitore è Frank Castle: è un reduce di guerra pluridecorato, con una preparazione militare accuratissima e una letale conoscenza di armi di ogni tipo. Il barbaro assassinio della sua famiglia lo trasforma in un giustiziere spietato e senza scrupoli, un anti-eroe controverso e poco politically-correct. Detto tra parentesi, per chi volesse approfondire la conoscenza con questo personaggio, consiglio la miniserie della mitica accoppiata Garth Ennis e Steve Dillon, gli autori della bellissima saga di Preacher, che gronda di dark humor e di violenza gratuita. Per chi fosse interessato, poi, è anche in arrivo anche una serie TV Netflix, con il Punitore interpretato dal bravissimo Jon Bernthal, diventato celebre con la fortunata serie The Walking Dead.


Ancora una pagina intera

In questo episodio “in salsa western”, alla classica maglia nera con il teschio che caratterizza il personaggio vengono abbinati un cappellaccio da cowboy e un paio di camperos, con tanto di speroni. La trama è sempre quella: una banda di cattivoni stermina la famiglia di Frank e lo lascia in fin di vita, legato alla ruota di un carro. Il nostro eroe, scampato per miracolo alla morte, dovrà ritrovarli per punirli e compiere la sua sanguinosa vendetta.
L’ambientazione nel 1910 permette a Chuck Dixon di aggiungere alle classiche pistole a tamburo anche armi più moderne. “Dicono che Mr. Colt ha reso gli uomini uguali. Ma le nuove semiautomatiche hanno reso alcuni più uguali di altri.” Nelle scene finali, il nostro Frank imbraccia addirittura una mitragliatrice Lewis, che noi amanti del Western conosciamo poco perché ci imbattiamo sempre nella più famosa Gatling. Inutile dire che saprà farne buon uso.
I disegni di John Buscema, noto al grande pubblico per aver illustrato Conan il Barbaro, non reggono, a mio modesto avviso, il confronto con quelli di Leonardo Manco. Va però riconosciuta la loro indubbia dinamicità ed espressività e anche l’abilità del disegnatore nel rappresentare con pochi tratti, ma in modo verosimile, i possenti fasci muscolari del fisico del Punitore.
In buona sostanza, anche con questa seconda parte, più breve e sicuramente meno rifinita, non vi annoierete.
Per concludere, il volume Lampi di Gloria è un appuntamento a cui un appassionato di Far West e fumetti non può mancare. Purtroppo è uscito di stampa da lungo tempo, ma lo potete trovare – come ha fatto il sottoscritto – per pochi euro su qualche bancarella o su ebay, senza alcuna difficoltà.

Buona lettura!

Titolo: Lampi di Gloria
Autori: John Ostrander, Chuck Dixon
Disegnatori: Leonardo Manco, John Buscema
Edizione: Marvel Italia
Anno: 2000
Pagine: 144
Prezzo: A partire da 2 €

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Commenti

Una risposta a “Lampi di Gloria: la Marvel alla conquista del West”

  1. and, il 20 ottobre 2018 14:06

    Non conoscevo minimamente. Gran bella segnalazione. Lo cerco subito.

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