La battaglia di Valverde. La guerra civile in New Mexico

A cura di Romano Campanile

Nel mese di febbraio del 1862 si sta aprendo lo scenario che porterà la guerra civile fin nel lontano territorio del New Mexico. Da quelle parti opera una piccola armata confederata di texani e volontari del New Mexico (a quel tempo chiamato Arizona); al comando c’è il Generale Henry Hopkins Sibley e a le sue forze contano circa 2500 uomini.
Obiettivo ambizioso del generale è quello di allargare i territori da annettere alla causa confederata arrivando fino al Colorado e alla California e da lì riuscire a ricavare un ampio e praticabile corridoio transcontinentale che sbocchi dall’altra parte.
Questo corridoio sarebbe servito per favorire il transito del commercio proveniente dall’Europa da quel lato.
A destra, il Generale Henry Sibley
Il primo obiettivo militare del generale Sibley è un importante forte nordista chiamato fort Craig e da lì interporsi tra il forte stesso e la città di Santa Fe da cui i militari del forte ricevevano i rifornimenti. Perciò, dopo la metà di febbraio, i sudisti si mettono in marcia per attraversare il fiume Rio Grande.
Fort Craig, come ho detto, è un importante crocevia economico e commerciale e un distaccamento nordista di oltre 3000 uomini. La stragrande maggioranza di questi è composta dai 1300 soldati regolari e oltre 1300 volontari del New Mexico.
Il comando del forte e delle forze unioniste presenti è affidato al Tenente Colonnello Edward Richard Sprigg Canby.
In un primo momento i sudisti avanzano decisamente verso sud posizionandosi davanti al forte nella speranza di riuscire a confrontarsi in campo aperto, ma la speranza è destinata a spegnersi rapidamente allorchè appare chiaro a tutti che i nordisti non hanno alcuna idea di privarsi del prezioso riparo offerto dalle mura del forte.


Fort Craig in una rara immagine dell’epoca

La mossa successiva spetta ancora Sibley che decide di spostare le truppe verso il lato nord del forte per tagliare la via dei rifornimenti. Per far ciò deve attraversare il fiume ancora una volta e ricercare con calma il luogo ideale per posizionare le armate a causa della sabbia e del terreno arido e poco ospitale dei dintorni.


Il comandante nordista, il Tenente Colonnello Edward R. S. Canby

Mentre Sibley decide di realizzare questa mossa, il comandante del forte la intuisce e, percependo chiaramente il rischio che corre, stabilisce di cambiare rapidamente tattica e di contrastare i confederati nell’attraversamento del fiume, dandogli battaglia in campo aperto, lì davanti al fiume. Dispiega le sue forze – un reggimento di artiglieria e due reggimenti di fanteria – davanti al corso del Rio Grande (oggi in quel tratto il fiume non c’è più, ma si puo vedere chiaramente la traccia del suo letto) presso la strada che porta alla piccola località di Valverde.


Nella foto si vede chiaramente il vecchio letto del fiume

La mattina del 20 febbraio 1862 lo scenario è quello che possiamo vedere in un documento eccezionale, una mappa della battaglia disegnata da un testimone oculare, il Sergente Peticolas del 4° Texas.


La mappa degli avvenimenti

Quando i sudisti si avvicinano al fiume, ignari delle mosse degli unionisti, vengono improvvisamente bombardati dalle artiglierie avversarie.
La sorpresa è totale i confederati sono costretti a lasciare parecchi morti sul campo prima di ritirarsi in una posizione più arretrata, tra dune di sabbia e sterpaglie, formando una prima linea difensiva. Spari, scoppi, urla, gente che corre da una parte e dall’altra… La prima parte della battaglia è a favore dei soldati del Nord.


Si combatte anche con i cannoni

La seconda fase della battaglia prende il via intorno alle 13. Mentre il generale Sibley sta muovendo le truppe, alla sua destra il Capitano Willis L. Lang (che comanda un unità di lancieri) si lancia al contrattacco lanciandosi contro un’unità nordista composta di volontari del Colorado. Ma l’epoca delle lance era finita da tempo e il capitano sudista avrebbe dovuto saperlo! L’attacco, sia pure coraggioso, si trasforma in un autentico boomerang. I lancieri sudisti vengono respinti e sono costretti a lasciare sul campo moltissimi morti e tra questi anche il Lang.


La zona degli scontri ed i movimenti delle truppe

Alle tre del pomeriggio è il turno del colonnello Canby che decide di attaccare frontalmente le linee sudiste, probabilmente incoraggiato dai primi successi. Le truppe avanzano al centro e alla sua sinistra verso le posizioni sudiste. Sarà un’iniziativa ardita a decidere le sorti della battaglia.


La coraggiosa iniziativa dei confederati

Mentre i nordisti avanzano, sulla loro destra si sta muovendo il colonnello sudista Raguet che con la sua cavalleria vuol provare a respingere l’artiglieria nemica. L’attacco è durissimo e la battaglia viene portata avanti corpo a corpo a ridosso dei cannoni. I morti ed i feriti non si contano, al punto che questo episodio sarà ricordato come uno dei più cruenti dell’intera guerra civile. I soldati lottano intorno a quei cannoni, chi per difenderli chi per conquistarli. Si lotta con armi da fuoco, con armi bianche e anche a mani nude. Tutto dura quasi dieci minuti, poi i confederati riescono a impadronirsi dei cannoni nordisti.


I famigerati cannoni della battaglia di Valverde

L’ottanta per cento dei morti dell’intera battaglia si conterà in questa fase.
I nordisti hanno perso l’artiglieria e non possono neppure riunire le loro truppe, divise dal fiume e dai soldati del Sud e al colonnello Canby non resta che arrendersi all’evidenza: la battaglia è persa e i sudisti stanno anche iniziando a martellare le truppe nordiste con i cannoni appena conquistati. E’ la resa.


Fort Craig

Sul campo restano 222 morti nordisti e 180 sudisti. La vittoria confederata è completa. Il colonnello Canby si ritira nel forte per seppellire i morti, quelli sudisti vengono seppelliti sul posto.


Quel che resta oggi di Fort Craig

E’ la prima vera battaglia nel New Mexico, ma presto seguirà quella di Glorieta Pass con la rivincita dei nordisti.

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