Hump (Gobba), Sioux “ostile”

A cura di Carlo Galliano

Gobba nacque nel 1848 (la sua data di nascita non è conosciuta con certezza) nella banda Shunka Yute Shni (Non Mangiano Cani) della suddivisione Minneconjou del grande popolo dei Sioux.
Il suo nome indiano era Etokeah.
Di lui non si conosce quasi nulla, almeno per quanto riguarda i fatti occorsi fino al 1866.
Era nipote del grande capo Canku Wakatuya (Schiena Alta), che fu maestro riconosciuto di Cavallo Pazzo sui modi più efficaci per combattere contro i bianchi e uno dei capi e guerrieri protagonisti nella battaglia “Fetterman”, combattuta nei pressi di Fort Phil Kearney nel Wyoming. Il padre si chiamava Collana di Pelle di Cane.
Gobba prese parte a molte battaglie, piccole e grandi, e molte tra queste le combattè a fianco a guerrieri famosissimi come Cavallo Pazzo e Nuvola Rossa. E’ importante ricordare la sua partecipazione attiva alla battaglia del Rosebud dove, con la sua banda, riuscì a fermare la colonna del generale Crook che stava cercando di riunirsi a quella del generale Custer.
Con questo intervento Gobba contribuì in modo determinante alla vittoria indiana che ci fu pochi giorni dopo.
A destra, un ritratto di Hump
Nella battaglia di “Little Big Horn” fu uno dei primi a reagire all’attacco iniziale della colonna del maggiore Marcus Reno; il suo primo cavallo venne abbattuto durante l’assalto, allora egli ne montò un altro lanciandosi contro i soldati.
Di nuovo gli venne ucciso il cavallo, e venne ferito sopra il ginocchio destro: non potè così partecipare al vittorioso assalto finale.
Dopo le sconfitte subite dagli indiani nel 1877, egli si recò in esilio in Canada insieme al capo Toro Seduto, tornando soltanto nel 1881 per arrendersi, uno degli ultimi, al generale Miles.
Durante la vita nella riserva, la sua banda si localizzò sul torrente “Cherry Creek”, un affluente del fiume “Cheyenne” (South Dakota) mantenedo gli usi ed i costumi della loro tradizione, al contrario di molte altre bande che si adeguarono subito ai modi dei bianchi.
Questo atteggiamento indipendente ed autoritario, oltrechè profondamente ostile ai bianchi ed alla loro cultura, gli permise di mantenere intatto il suo ascendente tra la sua gente, ed anche i bianchi lo temevano e rispettavano.


Una bella fotografia di Hump con la sua famiglia

Durante i mesi della “Ghost Dance” fu prudente, riuscendo a tenere la sua banda fuori dagli scontri che ne seguirono. Eppure proprio lui e i suoi guerrieri parteciparono al movimento della Ghost Dance e persino ad alcune scorrerie ad esso collegate. La sua salvezza fu l’intervento del capitano Ezra Ewers, suo vecchio amico, che gli volle parlare per spiegargli con grande franchezza la completa inutilità di ulteriori guerre contro i bianchi. Fu allora che Gobba decise di allontanare la sua gente dalla Ghost Dance. Appena in tempo!
Dopo il massacro di “Wounded Knee” assieme ad altri capi si recò a Washington per cercare di convincere il governo a migliorare le condizioni di vita nelle riserve, ma inutilmente.
Morì il 10 Dicembre 1908, all’età di 70 anni, nel suo villaggio sul “Cherry Creek”, nella riserva Sioux di Cheyenne River.

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