Il massacro dell’albero solitario (Lone Tree Massacre)

A cura di Sergio Mura


I guerrieri Cheyenne all’attacco della missione topografica
All’inizio del 1874 la contea di Meade (nel Kansas) era quasi totalmente disabitata e frequentata solo da mandrie di bisonti e da altri animali selvatici che vagavano da una parte all’altra liberamente e indisturbati. Non c’erano neppure gli indiani che erano stati allontanati da quelle terre o rinchiusi all’interno di riserve nel cosiddetto “territorio Indiano”, l’Oklahoma. Quell’equilibrio durò pochissimo perché il governo aveva fretta di risolvere la questione indiana una volta per tutte.
I cacciatori di bisonti vennero richiamati da ogni dove, incoraggiati e foraggiati direttamente dal governo statunitense il cui piano era semplice: annientare tutti i bisonti per levare agli indiani delle pianure l’unica vera fonte di sostentamento e nel contempo l’unica ragione per vivere da nomadi. Proprio in quel periodo e fino ai primi anni del 1880 si stava consumando il totale sterminio delle immense mandrie di bufali che fino a pochi anni prima avevano popolato le grandi pianure americane. Le lingue dei grandi mammiferi erano l’unico pezzo di carne che veniva tagliato e la pelliccia veniva inviata verso i mercati dell’est dove venivano trasformate anche in robuste cinghie per le gigantesche macchine che alimentavano la rivoluzione industriale americana. Tutto il resto, un’infinita distesa di carcasse, veniva lasciato a marcire nelle praterie facendo infuriare i pochi indiani ancora rimasti liberi.
L’estate del 1874 vide un grande spargimento di sangue tra numerose bande di indiani Cheyenne (e non solo) fuoriusciti dalle riserve, cacciatori di bufali, commercianti di frontiera e soldati. Le condizioni si erano fatte talmente critiche che per una parte del 1874 si decise di sospendere la caccia al bisonte, per concentrarsi completamente sui rilevamenti topografici della terra liberata dagli indiani e la sua sistemazione in lotti.
L’8 luglio 1874 un certo C.W. Babcock di Lawrence (Kansas), capo dei geometri del Kansas, affidò il contratto n° 381 al capitano Luther A. Thrasher, al signor Steel, a W.C. Jones e ad Harmon Scott, tutti di Iola (Kansas). Il compenso stabilito per tale contratto era di $ 9.117,35 per circa 920 miglia di rilevamenti topografici. Alle dirette dipendenze del capitano Thrasher c’erano S.W. Howe di Florence (Kansas), Mr. Crist, Charles Brooker e Mr. Woolens più altri ancora di cui non si conosce il nome.


Un gruppo di topografi al loro campo

Invece, il contratto n° 382 venne assegnato al capitano Oliver Francis Short e Abram Cutler per la somma di $ 9.677,92 quale compenso per 1.055 miglia di rilevamenti. Il gruppo di lavoro era composto da Harold Short, 16 anni, Truman Short, 14 anni, James Shaw, 51 anni, suo figlio J. Allen Shaw, 15 anni, J.H. Keuchler, 18 anni, Harry C. Jones, 22 anni, Fleming Duncan, William e Richard Douglas, Frank Blackledge, tutti di Lawrence.
Tutti quanti, tranne i titolari dell’appalto e James Shaw, un contadino, erano studenti all’Università del Kansas. Uno dei quattro uomini assegnati al campo era un certo Prather, un mulatto, mentre i nomi degli altri sono ignoti. Short, che aveva servito nella Guerra Civile come Capitano, fu uno dei primi topografi professionisti del Kansas. Uno dei suoi primi contratti fu il n. 303, datato 1864. Ha prestato servizio in ogni dove nel Kansas, ma aveva maturato una notevolissima esperienza altrove, sia dal punto di vista tecnico che per quanto riguardava i grandi rischi che si correvano nel fare rilevamenti topografici alla frontiera.
Il pericolo principale ed incombente era ovviamente rappresentato dagli indiani.
Durante una visita a sua sorella Mary, l’anno precedente alla sua ultima missione, le disse: “Gli indiani sono infuriati e non senza motivo, ma se riuscirò ad ottenere il contratto per il rilevamento sono sicuro che non avrò problemi con loro perché ho lavorato con loro intorno per diciotto anni e li ho sempre trattati con rispetto e garbo e mi conoscono bene… non mi faranno del male”.


La zona della contea di Meade in cui si svolsero gli eventi

Con questa precisa convinzione e con la massima fiducia nei confronti dell’esercito che si aspettava avrebbe fornita un’adeguata scorta, il Capitano Short iniziò i rilevamenti topografici il 10 agosto, lavorando con tre membri del suo gruppo che includevano i propri figli, Harold e Truman. Il Capitano Short di solito lasciava il campo base che era stato allestito per trasferte della durata di alcuni giorni, lasciando al capitano Thresher e al signor Cutler il compito di tracciare le mappe topografiche al campo principale.
In quei giorni il mese di agosto si mostrava come il classico agosto del Kansas, asciutto, soleggiato e senza nuvole, al punto che a causa del costante vento caldo l’acqua era un bene prezioso. Per i gruppi di topografi era disponibile una pompa speciale capace di prelevare l’acqua pulita di cui necessitavano direttamente dal fondo dei torrenti o degli stagni. Quella pompa veniva utilizzata nel loro campo principale sul Crooked Creek, nella contea di Meade. Il campo era in quel momento, nei pressi di una grande acero solitario.
Da quel campo, il Capitano Short spedì una lettera alla sua famiglia; in essa descriveva i giorni che aveva trascorso in quella zona:

Crooked Creek, 16 agosto 1874. In questa piacevole domenica mattina vi starete tutti chiedendo dove sono Pa, Harold e Truman e come stiamo, che facciamo… Abbiamo iniziato il lavoro e passato alcune giornate complicate per via dell’acqua, che è molto scarsa. Il torrente è pressoché asciutto e le pozze di questa zona sono asciutte anch’esse. La scorsa notte abbiamo trovato una sorgente da cui siamo riusciti ad estrarre dell’eccellente acqua pulita per il nostro accampamento. A peggiorare ulteriormente le cose, la prateria si è incendiata e la notte scorsa, quando siamo rientrati nel campo, il cuoco, il signor Shaw, suo figlio e tutti gli altri membri della squadra hanno dovuto lottare contro il fuoco cercando almeno di salvare una zona erbosa per nutrire il bestiame. A causa di questo contrattempo non abbiamo neppure cenato e stamane io e il capitano Thrasher siamo usciti e abbiamo completato lo spegnimento del fuoco. Stiamo lavorando con tre diverse bussole e il terreno è così duro che a malapena riusciamo a scavare per recuperare delle pietre utili a fissare i punti fermi. Se almeno piovesse… per noi sarebbe un grande aiuto. C’è un gran numero di soldati e così possiamo stare un po’ tranquilli con gli indiani, anche se è sempre prudente stare attenti e vigilare. Potrebbe esserci la possibilità di spedire questa lettera a Fort Dodge con un gruppo di cacciatori. Se così non sarà, continuerò a scrivere domenica prossima. Harry Keuchler e altri ieri hanno sofferto molto per l’acqua, si sono augurati di poter essere in qualunque altro posto, ma dopo che l’emergenza è passata erano più sereni. (Non c’è stato modo di spedire questa lettera e perciò continuo a scrivere) Sabato sera, 22 agosto. Sicuramente state pensando e parlando di noi mentre qui il sole sta tramontando dietro l’orizzonte della prateria. I nostri ragazzi, Harry e gli altri due ed io stesso siamo impegnati tutta la settimana – ad eccezione di martedì – fuori dall’accampamento per le rilevazioni e ci è capitato di trovare molta acqua e abbondante erba, ottime sorgenti e abbondanza di pietre. Quindi se il lavoro di Thrasher è buono almeno quanto il nostro, ci divertiremo un mondo. Nessun segno di indiani. Non ho visto bufali, ma li ho sentiti distintamente stamattina. I cacciatori sono accampati vicino a noi e procederanno fino a Fort Dodge domani e finalmente porteranno con loro questa lettera. Non ho idea di quando potremo ricevere la posta, ma non appena avremo da svolgere un nuovo lavoro esterno, entro tre o quattro settimane potremo controllare. Gli uomini hanno mandato la posta questa settimana mentre noi eravamo fuori. I nostri ragazzi lavorano bene e vanno molto d’accordo. Le scarpe di Harold sono quasi consumate. Io sono stato male per qualche giorno, ma stasera mi sento bene. La nostra pompa è di grande aiuto e ci consente di avere dell’acqua buona. Non devi pensare che le mie notti trascorse da solo in un terra indiana, sempre con le orecchie attente ad ogni minimo rumore, sia come se fossi conte, ma tutto questo non durerà a lungo, spero. Ora si sta facendo buio, quindi ti auguro una buona notte.
Domenica mattina, 23. Finalmente la scorsa notte c’è stato un bel piovasco. Tutto bene. I cacciatori stanno lavorando bene. Truman ha scritto ma la lettera è stata smarrita.

Dopo la partenza dei cacciatori con la sua lettera destinata alla moglie, il Capitano Short e i suoi uomini trascorsero la domenica al campo base dell’albero solitario in tutto riposo. Da vero cristiano, il Capitano Short voleva che tutti gli uomini del gruppo osservassero la giornata di riposo domenicale.
In seguito Harold Short ricordò alcune delle piccole attività che caratterizzarono quella domenica:

Mio padre, ricordo bene, portò i suoi ed i nostri vestiti giù al torrente per fare il bucato e diede loro una buona pulita; poi dopo cena, lesse alcuni brani della Bibbia e cantò alcune canzoni.

Quella domenica, ci fu anche un piccolo alterco tra alcuni dei ragazzi con il cuoco e, nel tentativo di risolvere la disputa, il capitano Short decise di lasciare suo figlio Harold a lavorare al campo base l’indomani quando lui e il suo gruppo sarebbe uscito per i rilevamenti. Dall’avvio dei lavori quella sarebbe stata la prima volta in cui i due fratelli Short sarebbero rimasti separati.
Lunedì mattina presto – era il 24 agosto – gli equipaggi si misero al lavoro. Il gruppo del capitano Short comprendeva lui, il figlio Truman, il signor Shaw e suo figlio, J. Allan, Harry Keuchler e Harry C. Jones. Avrebbero preso un cavallo, un carro e due buoi e portato avanti il loro lavoro in una zona non molto distante per un’intera settimana, mentre gli altri due gruppi di topografi avrebbero fatto il resto del lavoro pianificato. Il campo principale sarebbe dovuto restare lì fino al ritorno del capitano Short.
Era una giornata limpida e luminosa, caratterizzata da un forte vento da nord.
Short e i suoi si fecero strada tre miglia a est e poi a sud per sei miglia e lì si fermarono per la cena. Nello stesso tempo l’equipaggio del Capitano Thrasher si era recato due miglia a est e poi a sei miglia a sud, fermandosi anch’esso solo all’ora di cena. I due gruppi si incontrarono per un attimo di mattina e poi si separarono nuovamente e il capitano Short continuò verso ovest. Il lavoro pareva essere iniziato bene, ma era destinato a durare appena due ore.
Ciò che è accaduto al Capitano Short e al suo gruppo di rilevatori in quel lunedì pomeriggio può essere solo ricostruito attraverso la lettura e l’analisi di alcune note registrato nel registro del campo e le tracce trovate dagli altri geometri due giorni dopo.


Gli spostamenti dei gruppi di topografi e il luogo dell’attacco

I sei uomini procedevano indisturbati verso sud-ovest fino a un piccolo ruscello, in seguito chiamato “Short’s Creek”, dove era stata svolta l’ultima attività di rilevamento. A mezzo miglio a nord, dove dovevano posizionare un’altra pietra di riferimento, fu trovato del sangue e tracce nelle ceneri del fuoco della prateria dimostrarono che gli indiani li avevano attaccati nei pressi del burrone e che Truman, che stava ancora orientandosi a nord, aveva lasciato la bandierina e cavalcato per correre in aiuto di suo padre. Se invece di gettarsi nelle mani dei guerrieri fosse corso al vicino campo dell’albero solitario, la sua vita sarebbe forse stata salva.
Più tardi Harold Short scrisse:

Sembra che gli indiani (circa 25) avessero intuito che il gruppo seguiva un percorso verso ovest e che si trovassero nascosti nel profondo burrone appena oltre i topografi. Quando mio padre e gli uomini si sono avvicinati al burrone, sono stati sorpresi dagli indiani e attaccati. Abbiamo avuto l’impressione che mio padre sia stato ucciso per primo uomo…

La battaglia fu combattuta con i topografi al riparo del loro carro che era trainato da buoi. Caricavano velocemente i fucili e sparavano in direzione degli indiani che come forsennati gli si gettavano addosso. I topografi sparavano e nel contempo caricavano sul carro i morti e i feriti, cercando di scappare verso il campo dell’albero solitario dove sarebbero stati aiutati dai loro compagni. Dopo aver percorso quattro miglia, quando calò il crepuscolo, gli indiani li circondarono. Gli spari si susseguivano senza sosta, come pure le alte urla che terrorizzavano gli uomini del carro. I buoi furono uccisi e nei dintorni del carro vennero rinvenute solo le tracce del signor Shaw, riconoscibili perché nei tacchi aveva delle placche di ferro. Gli uomini erano tutti ben armati di fucili e il sentiero era ben marcato e visibile. Poi calò il silenzio.
Tra i topografi c’era l’accordo che in caso di attacco indiano si sarebbe dato fuoco alla prateria per lanciare l’allarme, ma in quell’occasione non fu possibile perché l’erba – come abbiamo detto prima – era stata bruciata pochi giorni prima. Il forte vento del nord portava verso sud, verso il campo base i rumori degli spari, ma nessuno immaginava con precisione cosa stesse accadendo, né il destino dei topografi che erano a sole tre miglia di distanza.
Lunedì, al tramonto, videro un gruppo di persone apparire su una collina a sud-ovest e poi scomparire, ma pensarono che si trattasse di cacciatori. Invece erano i sopravvissuti del gruppo di rilevatori del Capitano Short.


Il campo base era al riparo dell’albero solitario

Approfittando dell’oscurità gli indiani recuperarono i loro morti e feriti e lasciarono la zona in cui si trovava il carro dei topografi sulle rive del Crooked Creek.
Il giorno successivo, mentre il capitano Thrasher lavorava nella zona che gli era stata assegnata, passò molto vicino ai cadaveri dei colleghi al Crooked Creek, ma i corpi e il carro dell’equipaggio restavano nascosti alla sua vista dalla collina. Solo verso mezzogiorno di mercoledì Thrasher si accorse di quanto era accaduto.
Quando andarono a indagare trovarono i morti disposti fianco a fianco. Il loro cagnolino era anch’esso morto e disteso accanto a loro. I buoi erano stati uccisi e i loro quarti posteriori erano stati tagliati e portati via dai guerrieri. Il carro e la cisterna dell’acqua erano pieni di buchi di pallottole.
Il capitano Thrasher e i suoi uomini caricarono i corpi nel carro e tornarono al campo principale. Harold Short più tardi descrisse la scena:

I corpi furono trovati dal gruppo del Capitano Thrasher verso le 2 di pomeriggio di mercoledì 26. Vidi gli uomini arrivare da lontano da sud-ovest. Man mano che le condizioni del carro diventavano evidenti, mi dissi convinto che mio padre era stato ucciso dagli indiani, ma gli altri uomini del campo dissero che ciò non era possibile. Quando il gruppo era ormai vicino a noi, il capitano Thrasher si staccò dagli altri e mi venne incontro dicendo: “Devi essere coraggioso, ragazzo. Gli indiani hanno ucciso tuo padre e tuo fratello e tutti gli uomini del loro distaccamento. Li abbiamo trovati morti distesi fianco a fianco vicino al loro carro.” Successivamente i copi sono stati portati via e sepolti nelle tombe scavate appena più a sud dell’acero solitario.

I lavori vennero immediatamente interrotti e i topografi fecero mestamente ritorno a Fort Dodge riportando la terribile storia dell’assalto. Durante l’inverno successivo, grazie all’aiuto del responsabile dei topografi e del generale Pope, comandante di Fort Leavenworth, gli uomini lasciarono Lawrence con delle bare metalliche e dopo aver raggiunto Fort Dodge furono accompagnati dai soldati alle tombe nei pressi dell’albero solitario e le spoglie del Capitano Short e del suo gruppo furono trasportate alle loro città.
La famiglia Germaine era stata attaccata dagli stessi indiani poco prima che i geometri trovassero la morte. I genitori erano stati uccisi e le figlie catturate dagli indiani. Queste ragazze vennero in seguito salvate dall’esercito e attraverso la loro testimonianza sappiamo che gli indiani responsabili della morte del Capitano Short e dei suoi uomini erano i Cheyenne guidati dal capo Medicine Water. Le ragazze ricordarono bene il ritorno all’accampamento della banda con un cavallo nero e ferrato (il cavallo di Truman) e con tanti oggetti facenti parte dell’attrezzatura dei topografi. I guerrieri portarono con sé anche alcuni morti e feriti a testimonianza che i topografi avevano lottato strenuamente.
Una ventina di miglia a ovest, poco dopo il massacro, un gruppo di cacciatori vide una banda di venticinque indiani che lasciavano il loro campo. Esaminando le tracce rimaste, i cacciatori trovarono parti di una catena, una bussola e alcuni documenti appartenenti al Capitano Short. Tra le cose abbandonate in questo campo c’era una cartolina postale su cui un indiano aveva disegnato rozzamente sei corpi in varie posizioni con punti che indicavano le ferite degli uomini che erano con il capitano Short.


L’albero solitario (un acero) intorno agli anni ’20 del XX secolo

Questi eventi si sono svolti dieci anni prima che Meade nascesse ed hanno coinvolto uomini che non vissero mai in quei luoghi e che pure avevano dato la vita per il progresso di quelle terre.
Il massacro dell’albero solitario fu uno degli ultimi episodi di guerra degli indiani nel Kansas sud-occidentale.


Il cippo commemorativo che ricorda il massacro

Il vecchio albero solitario che segnava le tombe dei topografi caduti è rimasto per decenni nella prateria del Kansas, ma è caduto durante una tempesta estiva nel 1938.

Condividi l'articolo!

Commenti

Vuoi scrivere qualcosa? Usa i commenti!

Devi eseguire il log-in per inserire un messaggio.