A Trip to the Black Hills and Deadwood, 1876

A cura di Sergio Mura

Ci sono alcuni libri che, pur piccoli, hanno un contenuto imperdibile e meritano di essere letti e divulgati per quanto sono preziosi.
Quello che vi proponiamo oggi è uno di quelli. E’ nato in forma di lungo articolo nel lontano 1876, quando era ancora freschissimo il ricordo della sconfitta di Custer al Little Big Horn e la morte di Wild Bill Hickok era appena avvenuta. A scrivere il testo è Leander Pease Richardson, un appassionato della frontiera che si era trovato a viaggiare in una sorta di piccola carovana diretta verso la frontiera delle frontiere, la più pericolosa di quel tempo, Deadwood, nelle Black Hills del Dakota, in pieno territorio Sioux.
Il libro è una testimonianza di primissima mano, diretta, di come si viaggiava e si viveva a quel tempo in una zona travolta dalle guerre indiane.
Ma contiene anche una descrizione minuziosa di cos’era a quel tempo Deadwood, la cittadina mineraria in cui si cercava quell’oro che era stato alla base della guerra finale contro il popolo Sioux che rifiutava di farsi rinchiudere in una riserva.
Quel che rende imperdibile questo piccolo volume è il racconto dell’incontro con Charley Utter e il suo pard Wild Bill Hickok. Quel che era WIld Bill lo abbiamo letto in mille libri, ma qui c’è un testimone diretto che ci racconta di quell’incontro, di una dimostrazione di abilità con le pistole del notissimo pistolero e, infine, della sua morte, il 3 agosto del 1876.

Titolo: A Trip to the Black Hills and Deadwood, 1876
Autore: Leander Pease Richardson
Prezzo (esclusivamente in edizione digitale per Kindle): € 1,05

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