Camp Weld Council (28 settembre 1864)

A cura di Sergio Mura


Il Consiglio di Camp Weld – clicca per INGRANDIRE
Verso la fine di settembre del 1864, il maggiore Edward Wynkoop e il capitano Silas Soule convinsero Black Kettle e altri capi Cheyenne e Arapaho a seguirli a Denver dopo un consiglio tenutosi con un buon successo sul fiume Smoky Hill, nel Kansas occidentale.
A quel consiglio sullo Smoky Hill, Black Kettle aveva restituito quattro bambini bianchi catturati dai Dog Soldiers durante le brutali incursioni dell’agosto del 1864 sul Little Blue River, vicino al confine tra Kansas e Nebraska.
Black Kettle e il capo Left Hand degli Arapaho avevano donato alcuni oggetti che interessavano ai Dog Soldiers e ai guerrieri Sioux in cambio dei bambini e successivamente avevano offerto quei bimbi appena recuperati a Wynkoop nel corso del consiglio di pace. Wynkoop rimase particolarmente impressionato quando Bull Bear, uno dei capi più influenti Dog Soldiers, si presentò allo Smoky Hill Council promettendo, tra l’altro, il suo sostegno agli sforzi di Black Kettle per concludere la pace con i militari americani.
Edward “Ned” Wynkoop
Con quel gesto i capi tribù speravamo di riuscire a dimostrare a Wynkoop che loro volevano sinceramente tenere i loro rispettivi clan fuori dalla ormai imminente guerra tra l’Esercito ed i Dog Soldiers e varie bande Sioux.
Nel loro incontro, il maggiore Wynkoop disse ai capi che non aveva l’autorità per negoziare con loro la pace, ma si propose di portarli a Camp Weld, a Denver, per incontrare con il Governatore John Evans che era anche sovrintendente agli affari indiani.
Wynkoop credeva sinceramente che Evans, che in passato aveva negoziato con altre
tribù indiane, avrebbe accolto favorevolmente di concludere un buon trattato di pace con i guerrieri delle tribù dei Cheyenne meridionali e degli Arapaho.
Sebbene Wynkoop avesse salvato i bambini, le sue successive decisioni furono fondamentalmente errate per almeno due ragioni. Per prima cosa, andò all’incontro del Fiume Smoky Hill con un piccolo contingente di soldati di Fort Lyon per trattare il salvataggio dei bambini senza ottenere preventivamente il permesso dai suoi superiori per quell’azione. Il suo comportamento fu avventato perché dettato da un avvertimento inviatogli da Black Kettle in cui si diceva sostanzialmente che il capo non poteva garantire per molto tempo che il suo clan sarebbe rimasto a lungo al punto d’incontro del fiume Smoky Hill.
Black Kettle (Pentola Nera)
Wynkoop temette che le lungaggini collegate all’invio attraverso il Kansas di messaggeri fino a Leavenworth e l’attesa di una risposta avrebbe potuto condannare i bambini – che avevano già sopportato un mese di prigionia – alla morte.
In secondo luogo, una volta che Wynkoop ottenne la liberazione dei bambini, credette che il Governatore Evans, in quanto sovrintendente indiano, avesse piena autorità per negoziare un trattato di pace, quando in realtà l’esercito americano era ufficialmente in guerra con quelle tribù e pertanto l’unica vera autorità sul campo l’aveva il generale Samuel Curtis, al comando del distretto del Kansas. Infatti, sebbene Fort Lyon fosse a 500 miglia da Leavenworth, faceva parte del Distretto dell’Alto Arkansas e dunque sotto l’autorità di Curtis.
Durante lo Smoky Hill Council, la principale responsabilità di Wynkoop fu quella di cercare di soccorrere i bambini e tornare subito a Fort Lyon lungo il percorso più breve e più sicuro. Una volta a Fort Lyon, Wynkoop avrebbe potuto portare Black Kettle e gli altri capi a Camp Weld (nei pressi immediati di Denver, a 250 miglia a nord-ovest) lungo la pista del Platte (Platte Trail) che era abbastanza sicura anche con la sua piccola scorta di 40 soldati. Certamente ciò era meno rischioso che azzardare una traversata di 400 miglia di territorio ostile per raggiungere Fort Riley o Leavenworth. Anche se questa era una decisione ragionevole – forse l’unica opzione utile, date le circostanze – in seguito ciò venne contestato a Wynkoop come violazione del protocollo militare, visto che non era stato richiesto e ottenuto l’assenso del generale Curtis prima di agire.
John Chivington
Wynkoop invece mandò coraggiosamente un messaggero a Denver, informando il governatore Evans che stava portando con sé i leader indiani per un consiglio di pace. La sua decisione però ottenne solo di esacerbare il confronto in corso tra il generale Curtis e il colonnello John Chivington per il comando del territorio del Colorado. Non solo… i cittadini si arrabbiarono moltissimo contro Evans che, secondo il loro sentire, aveva la colpa di aver consentito di portare i temutissimi capi indiani nella loro città.
Di conseguenza, Evans era infuriato per le azioni di Wynkoop, mentre Chivington, politicamente più esperto, decise di cogliere al volo l’occasione, prendendo sotto la sua personale protezione Wynkoop. La sua idea era di riuscire a conoscere più dettagli possibile sugli indiani da Black Kettle in modo da organizzare una missione contro i Cheyenne. Una vittoria contro quegli indiani sarebbe certamente stata un ottimo viatico per una futura carriera politica.

Successivamente Wynkoop difese il fatto che nell’esercito veniva sempre concessa una relativa autonomia di decisione di comando quando essi si trovavano ad operare in avamposti remoti e quando le circostanze la richiedevano. Wynkoop sottolineò pure che i limiti di tempo erano davvero critici per l’ormai imminente guerra indiana e questo bastava a giustificare le sue decisioni e azioni.

Mentre Wynkoop e i capi erano in viaggio verso Denver per l’incontro di Camp Weld, arrivò finalmente l’autorizzazione del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti – dietro disperata richiesta del Governatore Evans – di commissionare e allestire una milizia volontaria con sede in città e alla guida di Chivington, allo scopo di difendere la città contro la crescente minaccia di una guerra contro i Cheyenne Dog Soldiers e contro i Sioux.
Evans, che erroneamente credeva che Black Kettle fosse un leader dei Dog Soldiers, all’inizio rifiutò di incontrare il capo, sostenendo che la milizia chiamata “Terzo Volontari del Colorado” (Colorado Third Volunteers) era nata per uccidere tutti i Cheyenne, non per parlare con loro.
Il Governatore Evans disse a Wynkoop che il Dipartimento della Guerra avrebbe certamente pensato che lui avesse “presentato male la situazione” riguardo ai continui attacchi degli indiani in Colorado se ora avesse anche solo provato a fare un qualunque accordo di pace con loro.


L’arrivo dei capi indiani a Denver insieme ai bambini bianchi liberati

Cosa ancora più importante, Evans riteneva convintamente che un eventuale trattato di pace avrebbe dato l’impressione di una clamorosa sconfitta per l’esercito a fronte delle scorrerie sanguinose dei Dog Soldiers in Kansas e in Nebraska nel mese precedente.
Dopo un’accesa e lunga discussione, Wynkoop alla fine convinse Evans ad ascoltare Black Kettle a Camp Weld e a considerare la proposta del capo dei Cheyenne meridionali di aiutare i soldati del Colorado a fermare i guerrieri ostilii.
Evans fu d’accordo, ma solo con la clausola che avrebbe accettato esclusivamente una dichiarazione di resa da parte di Black Kettle e degli indiani che lui e gli altri capi presenti erano in condizione di rappresentare.
Wynkoop sostenne la richiesta del governatore in quanto aveva capito che la situazione era a un punto di svolta. Pertanto cercò di convincere almeno Black Kettle e Bull Bear con cui aveva stretto un buon rapporto di leale confronto.
Il governatore John Evans
Bull Bear era l’unico capo di Dog Soldiers ad essere presente e ad essere ben orientato verso la pace a cui anelava con sincerità Black Kettle.
Nonostante un vero desiderio di pace, Bull Bear restò critico nei confronti dell’eccessiva rigidità di Evans durante il consiglio di Camp Weld.
La scarsità di risultati raggiungibili, la presenza di numerose bande di guerrieri ostili nelle pianure, il meccanismo paramilitare della milizia ormai avviato e la furia cieca della popolazione bianca che riteneva di essere nel giusto, portò il Consiglio di Camp Weld a non concludere pressoché nulla che portasse ad una svolta pacifica nelle relazioni tra indiani e bianchi.
E fu così che il Weld Council si trasformò in quel momento cruciale che non seppe impedire il massacro di Sand Creek.
In seguito al Consiglio di Camp Weld, il maggiore Wynckoop venne destituito dal comando di Fort Lyon.

Nella foto di apertura
Alcune identificazioni degli indiani restano ancora incerte.
Fila davanti, in ginocchio, da sinistra a destra: Maggiore Edward W. Wynkoop, comandante di Fort Lyon e successivamente agente indiano per Cheyenne e Arapaho; Capitano Silas S. Soule, maresciallo, in seguito ucciso a Denver.
Fila di mezzo, seduti, da sinistra a destra: White Antelope (o forse White Wolf), Bull Bear, Black Kettle, One Eye, Natame (Arapaho).
Fila posteriore, in piedi, da sinistra a destra: soldato della milizia del Colorado, civile sconosciuto, John H. Smith (interprete), Heap of Buffalo (Arapaho), Neva (Arapaho), civile sconosciuto, sentinella.

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