Il trattato di Fort Laramie del 1851


La pittura che ricorda il Trattato di Fort Laramie del 1851 – clicca per INGRANDIRE
Se Fort Laramie è diventato famoso in maniera imperitura nella storia del vecchio west, non è propriamente per l’avanzata dei bianchi nelle terre indiane in sé e per sé che quel forte in qualche modo provvedeva a garantire, ma specialmente per i due importantissimi trattati che in esso vennero discussi e firmati. Ci sarebbe moltissimo da discutere sul sistema dei trattati, su quell’orribile modalità che non accettava che gli indiani in cuor loro sapessero di non poter negoziare a nome di tutti e tantomeno intorno a questioni vitali come la cessione di diritti vantati sulle loro terre…
Ma ciò che ci preme sottolineare è che il trattato del 1851, di cui qui vogliamo raccontare, contiene tutte le contraddizioni che hanno mosso gli Stati Uniti nei confronti delle tribù indiane. In esso e tramite esso si discute della cessione di diritti da parte dei nativi sulla terra in cui vivevano liberi e di garantire una pace (con i bianchi e tra loro), cose che gli stessi bianchi avevano ben in mente di non rispettare, cosa ampiamente dimostrata dai fatti degli anni successivi al 1851.
Al tratto si arriva dopo un periodo di piccoli e grandi conflittualità ritenute pericolose per l’uomo bianco. Il trattato di Fort Laramie venne firmato il 17 settembre 1851 tra i rappresentanti degli Stati Uniti d’America e i rappresentanti di diverse tribù di nativi americani che vivevano nella enorme regione delle Grandi Pianure settentrionali.
La corsa all’oro della California, scattata intorno alla metà del XIX secolo, spinse decine di migliaia di persone dirette nei nuovi territori di California e Oregon dalla costa orientale degli Stati Uniti ad attraversare la regione delle Grandi Pianure settentrionali, zona abitata in larga parte solo da varie tribù nomadi e seminomadi di nativi americani. Era questo un autentico fenomeno migratorio di dimensioni epocali!
Nel tentativo di garantire ad ogni costo l’avanzata e la colonizzazione dei bianchi e di mantenere l’ordine nella regione, possibilmente senza conflitti tra coloni e nativi, il governo statunitense intraprese diversi negoziati con le principali tribù indiane nel tentativo di addivenire pacificamente a un accordo.


Fort Laramie in un quadro di Jacob Miller (1853)

Alfine, il giorno 17 settembre del 1851 i vari delegati si incontrarono a Fort Laramie, in una località che oggi si trova nello Wyoming, per siglare l’accordo raggiunto; per gli indiani erano presenti rappresentanti delle tribù Cheyenne, Sioux, Arapaho, Crow, Assiniboin, Mandan, Hidatsa e Arikara.
In virtù del trattato si concedeva agli Stati Uniti il diritto di transito nei territori degli indiani nonché il permesso per il medesimo di costruire strade e insediamenti militari nella regione. In cambio, gli Stati Uniti si impegnarono a proteggere le tribù indiane da attacchi da parte dei bianchi, oltre a versare alle stesse un pagamento pari a 50.000 dollari in beni e merci all’anno per i quindici anni seguenti alla ratifica del trattato, da distribuire in proporzione tra le varie tribù in base alla loro popolazione.
Il trattato stabilì inoltre la delimitazione dei vari territori spettanti a ognuna delle tribù firmatarie; esso chiariva inoltre che con la stipula dell’accordo le tribù non rinunciavano ai loro diritti di possesso sui territori o ai privilegi di caccia, pesca e transito negli stessi.
Il Senato degli Stati Uniti ratificò successivamente il trattato, modificando però il periodo di concessione delle compensazioni materiali da quindici a dieci anni; l’assenso a questa modifica fu poi ottenuto anche da tutti i rappresentanti delle tribù interessate con la sola eccezione dei Crow, e il trattato entrò in vigore.


Le previsioni del Trattato di Fort Laramie del 1851

Il trattato di Fort Laramie garantì una certa pace nella regione almeno fino al luglio del 1858, quando si aprì la cosiddetta “corsa all’oro del Pike’s Peak”… In quella circostanza circa 100.000 tra coloni e cercatori bianchi di metalli preziosi invasero la zona del Colorado orientale dopo la scoperta di vasti giacimenti auriferi nelle Montagne Rocciose, violando i territori spettanti alle tribù Cheyenne e Arapaho. Il governo statunitense – che avrebbe dovuto difendere le tribù indiane – non fece nulla per trattenere i coloni e far rispettare gli accordi di Fort Laramie, ma decise al contrario di avviare nuovi negoziati con le tribù indiane per diminuire i territori loro spettanti, negoziati che portarono al Trattato di Fort Wise del 18 febbraio 1861.

Il Trattato di Fort Laramie. 17 Settembre 1851

Articoli di un trattato fatto e concluso a Fort Laramie, nel territorio indiano, tra D. D. Mitchell Sovrintendente agli affari indiani, e Thomas Fitzpatrick, agente indiano, commissari straordinari nominati e autorizzati dal Presidente degli Stati Uniti, da una parte, ed i capi, capi tribù e guerrieri delle seguenti nazioni indiane residenti a sud del Missouri River, ad est delle Montagne Rocciose e a nord dei confini del Texas e New Mexico, cioè, i Sioux o Dahcotah, gli Cheyennes, gli Arraphao, i Crow, gli Assinaboine, Gros Ventre, i Mandans, e gli Arrickaras, esponenti della seconda parte, il 17 settembre A. D. 1851.

Articolo 1
Le suddette nazioni, parti interessate in questo trattato, essendosi riunite allo scopo di stabilire e sanzionare relazioni pacifiche fra loro stipulano e concordano di astenersi in futuro da ogni reciproca ostilità di qualsiasi genere, mantenere buona fiducia ed amicizia in tutti i loro reciproci rapporti e di poter fare una pace efficace e duratura

Articolo 2
Le suddette nazioni riconoscono di conseguenza il diritto del governo degli Stati Uniti di predisporre strade e postazioni militari o di altro genere, all’intemo dei loro rispettivi territori.

Articolo 3
In considerazione dei diritti e dei privilegi riconosciuti nel precedente articolo, gli Stati Uniti si impegnano a proteggere le citate nazioni indiane contro la commissione per tutti i saccheggi da parte di persone dei suddetti Stati Uniti, dopo la ratifica di questo trattato.

Articolo 4
Le suddette nazioni indiane come conseguenza di ciò riconoscono e si impegnano restituire o dare soddisfazione per qualsiasi illegalità commessa, dopo la ratifica di questo trattato, da qualsiasi banda o individuo del loro popolo nei confronti del polo degli Stati Uniti, mentre risiedono o transitano legalmente attraverso i loro rispettivi territori.

Articolo 5
Le suddette nazioni indiane di conseguenza riconoscono e accettano come loro rispettivi territori, le seguenti regioni del paese incluse all’intemo dei limiti e confini tracciati come segue in questo documento cioè: Il territorio dei Sioux o nazione Dahcotah, inizia dalla foce del fiume White Earth, sul fiume Missouri, quindi in direzione sud-ovest verso le biforcazioni del fiume Platte, da lì discende la biforcazione nord del fiume Platte in un punto conosciuto come Red Buts, o dove la strada lascia il fiume; quindi lungo la catena dei monti conosciuta come le Black Hills, alle sorgenti del fiume Heart, da lì discende l’Heart Rievr fino alla sua foce; e da lì scende lungo il fiume Missouri fino al luogo di partenza. Il territorio dei Gros Ventre, dei Mandan, e delle Nazioni Arrickaras, inizia alla foce del fiume Heart, da lì risale il fiume Missouri fino alla foce del fiume Yellowstone quindi risale il fiume Yellowstone fino alla foce dei fiume Powder in direzione sud-est, alle sorgenti del fiume Little Missouri, da lì lungo le Black Hills al corso superiore dei fiume Heart, e da lì scende l’Heart al luogo di partenza. Il territorio della Nazione Assinaboine inizia alla foce dello Yellowstone, da li risale il fiume Missouri fino alla foce del fiume Musche-shell, quindi dalla foce del Musche-shell in direzione sud-est finché non si imbatte nelle sorgenti del Big Dry Creek; quindi scende lungo quell’affluente nel punto dove si riversa nel fiume Yellowstone, quasi di fronte alla foce del Powder River, e da lì lungo il fiume Yellowstone al luogo di partenza. Il territorio della Nazione Blackfoot, inizia alla foce del fiume Musche-shell; da lì risale il fiume Missouri fino alla sua sorgente; quindi lungo la principale catena delle Rocky Mountains, in direzione sud, ai corsi d’acqua della sorgente nord del fiume Yellowstone; da lì discende il fiume Yellowstone fino alla foce del Twenty-five Yard Creek; da lì attraversa i flussi d’acqua del fiume Musche-shell, e da lìlungo il fiume Musche-shell al luogo di partenza. Il territorio della Nazione Crow, inizia alla foce del Crow River sul fiume Yellowstone; quindi risale il fiunìe Powder fino alla sua sorgente; da lì lungo la principale catena delle Black Hills e Wind River Mountains alle sorgenti dello Yellowstone, quindi lungo il fiume Yellowstone sino alla foce del Twenty-five Yard Creek; quindi alle sorgenti del Musche-hell; da lì scende lungo il Musche-shell fino alla sua foce; quindi alle sorgenti del Bigdray Creek, e da lì alla sua foce. Il territorio dei Cheyennes ed Arraphao, inizia alla Red Bute, o il luogo dove la strada lascia la biforcazione nord del Platte; da lì risale la biforcazione nord del Platte, sino alle sue fonti da lì lungo la principale catena delle Montagne alle sorgenti del fiume Arkansas; quindi scende l’Arkansas fino all’incrocio della strada per Santa Féquindi in direzione nord-ovest fino le biforcazioni del Platte, e da lì risale il Platte al luogo di partenza. E’ comunque stabilito che nel fare questa ricognizione e riconoscimento, le menzionate Nazioni Indiane non abbandonano, come conseguenza di ciò, o pregiudicano diritti o rivendicazioni che possano avere su altre terre; e inoltre che essi non cederanno il privilegio di caccia pesca o transito su alcune delle zone di territorio del paese sopra descritto.

Articolo 6
Le parti in causa alla seconda parte di questo trattato avendo scelto i responsabili o capi tribù delle loro rispettive Nazioni, con cui tutti gli affari saranno d’ora in poi condotti, si impegnano di conseguenza a sostenere i suddetti capi ed i loro successori durante il periodo di prova.

Articolo 7
In considerazione degli accordi del trattato e per i danni che si sono o possano verificarsi a causa di essi alle Nazioni Indiane, parti in causa in questo, e per il loro mantenimento e miglioramento dei loro costumi morali e sociali, gli Stati Uniti si impegnano a dare alle suddette Nazioni Indiane la somma di cinquantamila dollari l’anno per il periodo di dieci anni, con il diritto di continuare lo stesso a discrezione del Presidente degli Stati Uniti per un periodo non superiore ai cinque anni oltre quello, in merce commestibile, animali domestici, e attrezzi agricoli, in proporzioni tali che possano essere ritenuti meglio adatti alla loro condizione dal Presidente degli Stati Uniti, ed essere distnbuiti in proporzione alla popolazione delle menzionate Nazioni Indiane.

Articolo 8
E’ riconosciuto e concordato che dovesse qualsiasi Nazione Indiana, parte in causa in questo trattato, violare qualcuna delle clausole, gli Stati Uniti possono ritirare tutti o parte dei vitalizi menzionati nel precedente articolo dalla Nazione che ha commesso infrazione finchè, nell’opinione del Presidente degli Stati Uniti, sarà stata data adeguata soddisfazione In testimonianza di ciò il citato D.D. Mitchell e Thomas Fitzpatrik commissari come sopra citati, ed i capi, capitribù, e guerrieri, parti in causa, hanno apposto la loro firma ed affisso i loro segni il giorno e nel luogo sopra scritto.

Firmato: I Commissari D.D. Mitchell, Thomas Fitzpatrick.
Seguono le firme dei capi Sioux, Cheyenne, Arapaho, Crow, Assiniboin, Mandan, Atsina, Arikara.

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