La guerra di Lincoln

Nel mondo dei libri dedicati alla Guerra Civile in lingua italiana ogni novità è sempre fonte di gioia per tutti gli appassionati. Perciò non possiamo che essere felicissimi dell’uscita di questo bel volume che è firmato da uno dei migliori esperti di Guerra di Secessione Americana. Stiamo parlando di James M. McPherson, notissimo scrittore che ha vinto anche l’ambito Premio Pulitzer.
Il saggio storico che vi presentiamo è sì dedicato alla figura del presidente americano Abramo Lincoln, ma non è riconducibile ad una semplice biografia come ce ne sono tante in circolazione… Piuttosto è il racconto del modo in cui Lincoln condusse la guerra civile americana (1861-1865). Nel libro si analizzano il suo ruolo di comandante in capo dell’esercito del Nord, le strategie che scelse di adottare e il suo rapporto con l’alto comando durante l’epico e sanguinosissimo conflitto che alla fine diede la libertà agli schiavi e forgiò gli Stati Uniti trasformandoli nella nazione definitivamente unita e moderna che oggi conosciamo. James M. McPherson si impegna a restituirci un serio e valido ritratto di Lincoln presidente della guerra civile.
Attraverso la lettura del libro emergono le qualità di leadership manifestatesi durante il conflitto che rischiò di spaccare in due la nazione. Nel celebre discorso tenuto a Gettysburg nel 1863 Lincoln, ricordando i morti di quella battaglia che segnò la svolta del conflitto, ribadì la sua assoluta determinazione nella salvaguardia dell’unità della nazione. Privo di precedenti esperienze militari, Lincoln fu eletto alla Casa Bianca trovandosi quasi subito catapultato nel mezzo della Guerra Civile e vedendosi costretto ad assumere i pieni poteri di comandante in capo dell’esercito unionista. In questa emergenza Lincoln dimostrò insospettate capacità strategiche e seppe reagire alle iniziali e dure sconfitte, scegliendo generali capaci e adatti al tipo di guerra che riteneva si dovesse condurre per raggiungere la vittoria, non senza contrasti con l’alto comando e alcuni suoi esponenti tra cui il celebre generale McClellan.
Lincoln sopravanzò i suoi generali, imprimendo alla guerra una sicura direzione strategica, rassicurò l’opinione pubblica disorientata e si dimostrò così uno dei maggiori leader della storia degli Stati Uniti d’America.

L’ascesa di Lincoln alla carica di presidente degli Stati Uniti fece precipitare le tensioni tra Nord e Sud. Il giorno in cui entrò in carica, il primo documento che si ritrovò sulla scrivania fu una lettera del maggiore Robert Anderson che, da Fort Sumter, lo informava che la guarnigione a difesa del forte doveva ritirarsi o resistere, facendo precipitare la guerra. Lincoln scelse la guerra divenendo comandante in capo delle forze unioniste. Lincoln pose l’interesse degli Stati Uniti e il rispetto della Costituzione al di sopra di ogni controversia. Fu anche un uomo tormentato, chiamato a compiere scelte difficili. Fu, soprattutto, il primo presidente che dovette assumere il ruolo di comandante in capo dell’esercito unionista, gettandosi a capofitto nella definizione di una strategia militare in grado di assicurare la sopravvivenza stessa degli Stati Uniti. Secondo McPherson è giunto il tempo di riconoscere quella verità che lo stesso Lincoln aveva indicato nel suo discorso per l’inaugurazione del suo secondo mandato: “Dai progressi del nostro esercito […] soprattutto dipende tutto il resto”: le sorti della schiavitù, la definizione della libertà americana e della stessa identità degli Stati Uniti, la riconciliazione tra Nord e Sud. Questo libro offre una narrazione avvincente e un’analisi lucida di come, e di quanto bene, Lincoln abbia saputo rispondere a questa sfida fondamentale per il destino della nazione.

Autore: James M. McPherson
Traduttore: Giusto Traina
Editore: 21 Editore
Pagine: 320
Rilegatura: Brossura leggera
Prezzo versione cartacea: 18,70 €
Prezzo versione per Kindle: 9,90 €

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