Piste e percorsi dei comanche a sud del Rio Grande

A cura di Renato Ruggeri


Recentemente ho avuto l’opportunità di leggere un articolo del Prof Joaquin Rivaja Martinez – uno dei più importanti storici dei Comanches – dal titolo “Tras la huella de los bárbaros (sulle tracce dei barbari): Itinerarios comanches a través de México, 1821-1875.” L’articolo è contenuto nel libro “Los caminos transversales. La geografía histórica olvidada de México”, edito da Chantal Cramaussel.”
Uno dei capitoli è intitolato “Itinerarios y lugares significativos al sur del Rio Grande” e costituisce lo spunto per questo approfondimento.
Tra il 1821 e il 1850 alcune bande comanche varcarono il Rio Grande in prossimità di El Paso. Altre lo attraversarono nelle vicinanze del vecchio presidio di San Eleazario, che si trovava più di 100 km a sud, vicino a El Porvenir, Chihuahua, o passarono per il vado (guado) de Piedra vicino all’antico presidio di El Principe a Pilares,Chihuahua. Partendo da tutti questi punti, le bande si dirigevano a saccheggiare i distretti di Carrizal, Encinillas o i dintorni della stessa città di Chihuahua penetrando fino alla regione di Cusihuriachi,mantenendosi,di norma,a est della Sierra Madre,
Tuttavia la maggior parte dei war parties che invadevano lo stato di Chihuahua erano soliti attraversare il Rio Grande più in basso di El Principe e si dirigevano nella regione situata a sud della città di Chihuahua e verso le ricche haciendas del Rio Florido.


Comancheria

A partire dal 1840 la maggior parte delle bande comanche che invadevano il territorio messicano lo fecero attraverso il vado de San Carlos o Comanche Pass (situato, probabilmente, dove ora sorge il villaggio di Lajitas) e altri punti più a sud.
Le bande che guadavano a San Carlos si dirigevano spesso all’antico presidio con lo stesso nome per rifornirsi di armi e munizioni e si approvvigionavano di acqua nelle montagne circostanti.
Da lì attraversavano una zona desertica fino ad arrivare al rio Conchos e al suo affluente, il rio Florido. I Comanches, di solito, seguivano la riva destra dei due fiumi e saccheggiavano, durante il cammino, villaggi,haciendas e ranchos come San Pedro,Santa Clara,San Diego de Alcalà, Julimes, Santa Cruz de Rosalia, San Marcos, El Saucillo, La Cruz de Refugio, Santa Rosalia (odierna Ciudad Camargo), San Francisco de Conchos, Guajoquilla (odierna Ciudad Jimenez), Allende, Hidalgo del Parral e Santa
Barbara. La hacienda del Corral de Piedras (Zenzontle) nella giurisdizione di Santa Barbara e l’hacienda di Las Animas nel municipio di Hidalgo del Parral furono allo stesso modo obiettivi frequenti. In varie occasioni i Comanches penetrarono nella sierra di Chihuahua e saccheggiarono i distretti di Satevò, Balleza e San Nicolas de la Cieneguilla.
Molto spesso le bande che saccheggiavano il sud del Chihuahua passavano in Durango attraverso i distretti di Torreon de Canas, Las Nieves e Canutillo e si dirigevano a sud per invadere le giurisdizioni di Santa Maria del Oro, Indè,Santiago Papasquiaro, Victoria de Durango e Nombre de Dios seguendo i corsi dei fiumi Santiago, Nazas e Mezquital.
Tanto le bande che provenivano dal Chihuahua che quelle che penetravano nel Durango dal Bolson del Mapimi razziavano,spesso le zone orientali dello stato. La hacienda de la Zarca, Atotonilco, El Jaralito, la Campana, la hacienda de la Cadena, Mapimì, Palo Blanco, la hacienda del Gallo, Nazas, Cuencamè, San Juan del Rio, San Juan de Guadalupe e la hacienda de Covadonga furono i luoghi più castigati.


Comanche di ritorno da una razzia

I Comanches si nascondevano frequentemente nelle sierras duranghensi di Los Alamos, el Rosario, el Gamon e San Pedro, utilizzandole come base per i saccheggi.
Sia i guerrieri che razziavano il Durango e il Chihuahua sia quelli che attraversavano il Bolson del Mapimi invadevano spesso il nord degli stati di Zacatecas e San Luis Potosi e il sud del Coahuila.
In questa ultima regione gli indios saccheggiavano le giurisdizioni di Torreon, Parras e Saltillo.
In Zacatecas i villaggi e i distretti di Apizolaya, Mazapil, la hacienda Grunidora, Concepcion de Oro, El Salvador, Chalchihuites, Sombrerete, Rio Grande, la hacienda de Tetillas, Sain Alto, Pozo Hondo, el Mezquite, Fresnillo e i dintorni della città di Zacatecas furono nello stesso modo castigati.
Nel nord del San Luis Potosi le incursioni si concentrarono nei distretti di El Salado e Matehuala.
I Comanches che guadavano il Rio Grande al vado de Chisos, o Gran Pasos de los Indios- situato in un punto imprecisato del Big Bend National Park tra i canyons
di Santa Elena e Mariscal – spesso attraversavano da nord a sud il Bolson de Mapimi
Con un’altitudine media di 900 m e una superficie di 130.000 kmq, il Bolson è un plateau desertico scarsamente popolato annidato tra le aspre catene montuose e le sierras boscose del Coahuila sudoccidentale, Chihuahua orientale e Durango settentrionale. Il Bolson era facilmente accessibile e offriva ai Comanches un santuario di clima temperato, sorgenti naturali, torrenti puliti, lagune stagionali e trincee naturali di rocce dove accamparsi. In questi accampamenti più o meno permanenti gli indios radunavano il bottino e i prigionieri e gli animali, cavalli e bestiame, potevano rimettersi in forze prima di intraprendere il lungo viaggio verso la Comancheria.
La maggior parte dei luoghi utilizzati dai Comanches come accampamenti base si trovavano alla periferia del Bolson.
I principali erano la Sierra del Diablo nel sudest del Chihuahua,la Sierra Mojada,che si erge a nord di un posto chiamato El Comanche nella parte occidentale del Coahuila e la Sierra del Sobaco nel sudest del medesimo stato, così come la Sierra di Santa Rosa, a volte chiamata Sierra Hermosa, ubicata vicino a un villaggio con lo stesso nome (odierna Melchior Muzquiz).


Sulla pista…

Anche la Laguna de Palomas, nel sudest del Chihuahua,e la Laguna de Tlahualilo, nel nordest del Durango, furono località frequentate dai Comanches.
Però il luogo del Bolson preferito fu la Laguna de Jaco, all’estremità orientale del Chihuahua, proprio al confine col Coahuila. Era un posto dove si accampavano molto spesso formando, a volte, grandi rancherias.
“In autunno e in inverno – scrisse un osservatore – la loro casa è il Bolson del Mapimi, un vasto bacino incastrato tra le montagne.” Gli ufficiali messicani, a causa del territorio vasto, arido e impervio, trovavano grandi difficoltà a pattugliarlo regolarmente e si accontentavano di spedizioni occasionali.
Le bande comanche che penetravano nello stato di Durango attraverso il Bolson de Mapimi passavano, spesso, vicino al villaggio di Mapimì, dove era acquartierato un contingente dell’esercito messicano. Questa apparente temerarietà era dovuta al ricco bottino che promettevano alcune haciendas situate un po’ più a ovest come la hacienda de la Cadena e, soprattutto, de la Zarca. Alcuni war parties entravano in Durango attraverso il Bolson seguendo il rio Nazas mentre altri si dirigevano direttamente a sud, per invadere la zona meridionale del Coahuila e il nord dello stato di Zacatecas. Sebbene i Comanches raramente si avventurassero a sud dello Zacatecas, almeno una volta arrivarono fino allo stato del Queretaro.
Avvenne nell’inverno 1840-41.
Le bande di guerrieri che passavano il Rio Grande a Boquillas del Carmen o più in basso si dirigevano solitamente a sudest attraverso una serie si sentieri che passavano ai piedi delle sierras del Carmen e di Santa Rosa fino al distretto di Muzquiz, o seguivano il corso dei fiumi Sabinas e Salado.
Altre due importanti “rutas” comanche partivano dalla Laguna de Jaco, verso sudest, e dalla sierra Mojada,verso est, e si dirigevano al distretto di Cuatrocienegas, passando a nord e sud della Laguna de la Leche e della sierra de la Madera nel centro del Coahuila.
I Comanches saccheggiavano frequentemente Cuatrocienegas e El Sacramento per poi dirigersi verso i distretti di San Buenaventura, Abasolo, Santa Monica e Monclova, accampandosi
spesso, nella sierra de Panuco.
Alla fine del 1849, per esempio, una banda comanche catturò Luciano Martinez in un luogo chiamato El Rosario (odierna Rosario Viejo, Coahuila), nel municipio di Cuatrocienegas. Da lì gli indios si diressero al pueblo di El Sacramento, dove uccisero alcuni contadini e rubarono molti animali, per poi accamparsi nei pascoli estivi di Santa Monica.


L’arrivo di una carovana

Il giorno seguente i barbaros ripresero il cammino passando vicino al Rancho de Camileno e assalirono un “rancho de vino” (un’azienda vinicola), che distrussero completamente uccidendo tutti gli occupanti. Da lì proseguirono verso Salinas, “matando” molte persone e rubando un gran numero di animali nei ranchos che attraversavano.
Finalmente, dopo 45 giorni di prigionia, Martinez riuscì a fuggire durante una scaramuccia che ebbe luogo nell’hacienda de Mamulique in Nuevo Leon.
Dalla zona di Monclova alcune bande si dirigevano verso il sud del Coahuila per saccheggiare il distretto di Saltillo,mentre altre passavano in Nuevo Leon per diversi percorsi.
Una di queste rutas attraversava la giurisdizione di Candela, in Coahuila, che fu, insieme al contiguo distretto di Lampazos e all’hacienda di Carrizal in Nuevo Leon, sistematicamente saccheggiata dagli indios.
Un altro sentiero penetrava in Nuevo Leon dalla zona di Monclova passando vicino al villaggio di Bustamante, molto esposto alle incursioni.
Un altro percorso partiva sempre dalla regione di Monclova e passava per il canyon di Gomas in direzione dell’hacienda di Mamulique.
Alcuni war parties passavano dalla regione di Monclova a quella di Monterrey transitando a sud del cerro Tia Chena e saccheggiavano, durante il percorso, i distretti di Mina e Abasolo.
Altre giurisdizioni di questa parte del Nuevo Leon particolarmente colpite dai barbaros furono Garcia, Salinas Victoria, General Zuazua, Marin e Cadereyta Jimenez, tutte quante a ovest delle sierras di Picachos e Papagayos, dove gli indios solevano nascondersi.
Allo stesso modo i Comanches razziavano con frequenza i villaggi che si trovavano tra le sierras di Picachos e Minas Viejas, Cerralvo, Los Aldamas. General Trevino, Agualeguas, El Tanque, Vallecillo, Sombreretillo e Sabinas Hidalgo in Nuevo Leon, come Mier e Revilla in Tamaulipas.


Alla ricerca di tracce sulla pista

Le bande comanche che invadevano il nordest del territorio messicano provenivano spesso da Las Moras Spring e dal corso alto del rio Nueces e attraversavano il Rio Bravo in molteplici punti.
Uno di questi si trovava appena sopra Piedras Negras, vicino a un luogo chiamato Resurreccion.
I barbaros che varcavano il Rio Grande attraverso questo o altri guadi transitavano vicino agli antichi presidi di San Fernando de Austria (Zaragoza,Coahuila) e San Juan Bautista del Rio Grande, conosciuto a metà del 1800 semplicemente come Rio Grande (Guerrero, Coahuila), ne saccheggiavano i distretti per poi penetrare all’interno del Coahuila e degli stati del Nuevo Leon e Tamaulipas,specialmente nella regione situata tra Montemorelos, Nuevo Leon, e Reynosa, Tamaulipas.
Per esempio la banda che catturò Cornelio Sanchez vicino a Lampazos, Nuevo Leon, nel 1839 si diresse verso Villaldama, assassinando due persone in un ranch vicino al villaggio e rubando due mandrie di cavalli nei pascoli dell’hacienda di Carrizal. Poi i Comanches riunirono, tornando a Lampazos, circa 50 animali, si diressero a nord e attraversarono il Rio Bravo vicino a San Fernando de Austria.
Nel 1848 Sanchez fece il viaggio inverso insieme a una banda di 40 Comanches.
Guadarono di nuovo il Rio Grande presso San Fernando, per poi dirigersi verso Santa Rosa (Muzquiz, Coahuila).
Secondo le testimonianze di alcuni prigionieri, i barbaros che volevano razziare Mier e i villaggi del nordest del Nuevo Leon attraversavano il Rio Bravo passando per la regione disabitata compresa tra San Juan Bautista del Rio Grande (Guerrero, Coahuila) e Nuevo Laredo. Poi i war parties transitavano rapidamente per una ruta che seguiva il confine tra gli stati del Coahuila e Nuevo Leon per poi biforcarsi in due rami, verso Candela e Lampazos rispettivamente.
Un luogo chiamato Las Iglesias serviva come punto di ritrovo per le piccole bande che si disperdevano per saccheggiare il nordest del Messico.
Un altro dei nascondigli abituali degli indios in Coahuila si ubicava a La Oracion nella parte orientale dello stato, a nord della Laguna de la Leche. Secondo i racconti dei prigionieri il posto più in basso dove i barbaros erano soliti guadare il Rio Bravo si trovava immediatamente a nord di Mier, Tamaulipas.


Lo spazio in cui si svolsero le guerre Comanche

L’uso di diverse fonti, e in particolare le testimonianze dei “cautivos”, hanno permesso di identificare una serie di luoghi che furono assiduamente visitati dai Comanches e di identificare alcuni dei loro itinerari attraverso il Messico.
Le incursioni comanche partivano da diversi punti della Comancheria e seguivano molti percorsi sia a nord che a sud del Rio Grande, condizionate da fattori strategici e ambientali.
È quindi sbagliato parlare di un unico “Gran Sentiero Comanche”, come spesso si fa.
Frequentemente le bande di guerrieri percorrevano centinaia di Km durante le loro spedizioni arrivando in qualche caso fino a 1500 km e anche più dai loro territori di residenza.
Durante questi viaggi i Comanches saccheggiarono buona parte del terzo settentrionale della repubblica messicana, causando una tale desolazione che il ricordo degli indomiti Comanches ha raggiunto proporzioni mitiche nella memoria collettiva.
Gli itinerari prima descritti mettono in rilievo l’enorme dispersione geografica delle loro incursioni e ci aiutano a comprendere il terrore e l’apprensione che queste invasioni generavano tra la popolazione e le autorità militari.

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